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Libri – Martin Gardner “Dracula, Platone e Darwin” 01/04/2011

Posted by Antonio Genna in Illusioni, Libri, Matematica.
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Martin Gardner, scomparso nel 2010, è stato il pioniere della “matematica ricreativa” con la rubrica che ha curato dal 1956 al 1981 sulla rivista “Scientific American” (e tradotta sull’italiano “Le Scienze”), ma è stato soprattutto un giornalista scientifico con una laurea in filosofia. All’interno della bella collana “Chiavi di lettura” Zanichelli, è arrivato il volumetto “Dracula, Platone e Darwin – Giochi matematici e riflessioni sul mondo” (titolo originale “The Jinn from Hyperspace and Other Scrublings”, traduzione di Federico Tibone; 248 pagine, prezzo di copertina 10,20 € – Acquista “Dracula, Platone e Darwin” su Amazon.it), che comprende un saggio introduttivo del 1992 di Douglas Hofstadter (tradotto da Francesco Bianchini e Paola Turina) che racconta come lui vedeva Gardner, e a seguire numerosi articoli di Gardner mai tradotti prima in italiano.
La prima parte del volume raccoglie alcuni dei problemi-racconti scritti da Gardner per l'”Isaac Asimov’s Science Fiction Magazine”, più vicini a chi ha conosciuto Gardner per la sua abilità di divulgatore ricreativo (si va dalla sequenza di Fibonacci al paradossi decisionale di Blabbage, dai numeri trascendenti al paradossi di Banach-Tarski), mentre la seconda parte contiene spunti, critiche e riflessioni, con saggi su Isaac Newton, il realismo platonico, la teoria delle stringhe, e due riflessioni dell’autore sul perchè non credeva nel paranormale e sul perchè non era ateo (Gardner era infatti un teista, aspetto forse poco noto anche per gli appassionati della sua figura).
Un interessante volume, con venti saggi mai letti prima, che permette un viaggio tra numeri curiosi, paradossi logici, e ai confini tra arte, filosofia e scienza, per delineare in modo definitivo la personalità di uno dei divulgatori più importanti dell’ultimo secolo.

Direttamente dalla prima parte del volume, vi propongo una popolare illusione ottica (tratta dalla pagina 143 del volumetto): sembra evidente che la casella A sia più scura della casella B, invece il loro colore è identico. L’illusione si basa sul contrasto con le caselle vicine.

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