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Edicola – “Wired” #26, aprile 2011: “Vivere senza cancro” 05/04/2011

Posted by Antonio Genna in Medicina, Scienza e tecnologia, Wired.
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E’ in vendita in edicola il numero 26 – Aprile 2011 dell’edizione italiana del mensile “Wired”, che parla di innovazione e nuove tecnologie in modo originale e divulgativo. La rivista è edita da Condé Nast e disponibile in tutte le edicole al prezzo di 4 €.
Vi presento di seguito la copertina, l’editoriale del direttore ed un’anticipazione del servizio principale di questo numero.

Ecco l’editoriale del direttore Riccardo Luna.

Due anni di Wired, grazie a voi
“A Wired ho incontrato dei geni assoluti, talenti nascosti, persone dal cuore immenso. E voi lettori. La parte migliore dell’Italia. Lo dico perché un giorno vi ho visto: una mattina di marzo in duecento siete venuti in redazione a festeggiare il nostro secondo compleanno”

C’è una battuta che ogni tanto mi fanno per sfottermi un po’: «Voi di Wired siete così avanti che se vi voltate indietro vedete il futuro». Io oggi se mi volto indietro vedo due anni meravigliosi, anzi, tre, perché ci metto anche il primo anno, a preparare sgangherati numeri zero e a cercare di capire se un giornale come questo poteva avere un senso per l’Italia. Ce l’aveva, ce l’ha.

È vero che queste sono frasi che dicono tutti i direttori, ma Wired è diverso, fidatevi. Io qui – per lavoro – ho incontrato dei geni assoluti, talenti nascosti, persone dal cuore immenso. E voi lettori. La parte migliore dell’Italia. Lo dico perché sono tre anni che ci parliamo qui, su Facebook, su Twitter o ai tantissimi eventi dove mi avete invitato. Ma lo dico perché un giorno vi ho visto.

Una mattina di marzo in duecento siete venuti in redazione a festeggiare il nostro secondo compleanno. E con il vostro affetto, la vostra passione per il futuro, mi avete commosso. Siete il senso di Wired per l’Italia. Quel giorno vi siete fatti una foto con la copertina di marzo e il titolone “Qui si rifà l’Italia”, perché tutti la possiamo rifare questa Italia. E a sera hanno fatto una foto anche a me.

Quando me l’hanno inviata via mail sono rimasto a guardarmi un po’ e ho risposto: «Stanco ma felice. Felice ma stanco». Ma poi mi sono detto: più felice che stanco. Perché, vedete, chi fa questo lavoro, di solito ama il giornalismo. Io sono stato ancora più fortunato perché ho potuto innamorarmi anche di tutti i giornali con cui ho lavorato. Ma nulla è paragonabile a Wired.

Tre anni così mi hanno reso un giornalista migliore e, spero, una persona migliore. Prima o poi dovevo dirvelo: grazie.

post scriptum 
Vi scrivo a due ore dalla inaugurazione di Stazione Futuro e due giorni prima della visita del presidente Napolitano. Non so come andrà ma so che la tipografia non poteva attendere questo login e so che questa mostra non è solo un omaggio all’Italia, ma un tributo al lavoro fatto dal fantastico team di Wired.

A seguire, un’anticipazione del servizio di copertina.

Vivere senza cancro
Il nemico numero uno della salute è il cancro e il nemico numero uno del cancro è la tecnologia. Allo Ieo (Istituto europeo di oncologia) ci spiegano come può aiutarci a prevenire il male

E’ l’uomo nero della salute umana. Un uomo nero che, al confronto di quello dell’infanzia, esiste veramente e, alle volte colpisce. Parliamo del cancro. Il tema al quale Wired ha dedicato la sua copertina di aprile e raccontato in un articolo di Riccardo Lattanzi. Un tema delicato che abbiamo affrontato insieme a un oncologo di fama internazionale, Umberto Veronesi, fondatore dello Ieo. Lui e la sua équipe di medici ci hanno aggiornati sulle ultime tecniche per la diagnosi precoce, ma partiamo con alcuni dati.

COME COLPISCE IL CANCRO IN EUROPA DAL 1992 A OGGI
(decessi ogni 100 mila abitanti,
fonte istituto Mario Negri, Università Statale di MIlano, Airc )

Uomini
Polmoni
1997:53 1997:49 2002:48 2007:41 2011:38
Prostata
1997:15 1997:14 2002:13 2007:12 2011:11
Leucemie
1997:6 1997:5,7 2002:5,2 2007:4,9 2011:4,4
Pancreas
1997:76 1997:76 2002:76 2007:79 2011:79
Intestino
1997:20 1997:19 2002:19 2007:18 2011:17
Stomaco
1997:14 1997:11 2002:10 2007:8 2011:7

Donne
Polmoni
1997:10 1997:10 2002:11 2007:13 2011:13
Utero
1997:7 1997:6 2002:6 2007:5 2011:5
Leucemie
1997:3,6 1997:3,4 2002:3,2 2007:2,9 2011:2,6
Pancreas
1997: 1997: 2002: 2007: 2011:
Intestino
1997:4,7 1997:4,8 2002:4,9 2007:5,2 2011:5,3
Stomaco
1997:6 1997:5 2002:4 2007:4 2011:3

L’IMPORTANZA DELLA DIAGNOSI PRECOCE
“In oncologia la diagnostica è la carta vincente”, spiega Umberto Veronesi, che ha fatto di questa certezza la regola prima del suo Ieo ( Istituto Europeo di Oncologia, tra i centri più attrezzati per la cura del cancro al mondo). Recentemente sono stati pubblicati risultati sull’efficacia di uno screening su pazienti a rischio di tumore al polmone utilizzando la Tac a basso dosaggio radioattivo. I risultati hanno indicato che il 72% dei tumori diagnosticati ai pazienti sottoposti a screening era al primo stadio, mentre chi ricorreva allo specialista dopo aver accusato i sintomi, aveva solo il 16% di chance individuare al malattia al medesimo livello. Si tratta di risultati importanti, tenendo conto che i pazienti con tumore al primo stadio, dopo cinque anni di cura, hanno l’89% di possibilità di sopravvivere.

TECNICHE PER LA DIAGNOSI
La Tac è tra gli strumenti più usati per la diagnostica del cancro. I suoi limiti sono le radiazioni che non permettono di utilizzarla per uno screening completo del corpo umano. Va bene per pazienti a rischio e l’individuazione di organi specifici. La risonanza magnetica discrimina i tessuti del corpo e genera immagini biomediche senza sottoporre il paziente a rischio di radiazioni. Anche qui, però, c’è uno svantaggio se si pensa in termini di screening totale del corpo umano: il tempo necessario per i risultati degli esami è tanto. Troppo. Ultimamente, in questo senso, sono stati fatti passi in avanti con il “TimCT Oncology” della Siemens, sistema di risonanza magnetica che acquisisce immagini in tempi brevi.

La risonanza magnetica è migliorata ulteriormente grazia alla Dwi (Diffusion-weighted imaging) una tecnica che permette di analizzare la diffusione dei liquidi nel corpo umano. Inizialmente, la Dwi era stata pensata per localizzare le aree danneggiate dopo un ictus, oggi è adottata anche in ambito oncologico. Allo Ieo, la risonanza con TimCT Oncology affiancata alla Dwi ha permesso di svolgere screening sul corpo umano senza rischio di radiazioni e in tempi relativamente brevi. Ma perché questi due strumenti venissero affiancati in modo efficace in un unico strumento per la diagnosi è stata necessaria la collaborazione di programmatori specializzati. Ecco come funziona la diagnostica dello Ieo che, in futuro, potrebbe incorporare più tecniche in un’unica “magic box”.

LA SCATOLA CHE TROVA I TUMORI
La procedura sviluppata allo Ieo – e che secondo Giuseppe Petralia, responsabile della risonanza, è pronta per essere testata in studi di grandi dimensioni – permette di individuare le formazioni tumorali in tutto il corpo, senza radiazioni dannose per l’organismo, grazie a un particolare utilizzo della risonanza magnetica. E’ il primo passo verso una “magic box” anti-cancro che integri diverse tecnologie per una diagnosi non invasiva.

STEP 1: su un letto di antenne
Il paziente si sdraia sul lettino del macchinario per la risonanza magnetica e viene circondato da bobine a radiofrequenze di varie dimensioni che agiscono come antenne per catturare il segnale della risonanza con altissima precisione.

STEP 2: il corpo è trasparente

Durante il primo passaggio, la macchina aquisisce un’immagine anatomica in alta risoluzione di tutto il corpo che visualizza i vari tessuti con diverse tonalità di grigio.

STEP 3: la chiave è nei fluidi
Durante il secondo passaggio la tecnica di Diffusion-weighted imaging permette di creare una mappa della diffusione dei liquidi nei tessuti. Un indice basso corrisponde a un addensamento cellulare, associato alla probabile presenza di una massa tumorale.


STEP 4: l’occhio del software

La parte dell’esame che coinvolge il paziente è terminata. Mentre lui scende dal lettino, le immagini registrate durante i due passaggi vengono sovrapposte dal software in modo da mostrare la posizione esatta delle masse tumorali rilevate. Questo permette al radiologo di definire i contorni delle metastasi e misurarne le dimensioni. In tutto, la procedura ha richiesto circa 45 minuti.

Leggi l’articolo completo su Wired in edicola…

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