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Edicola – “Storica National Geographic” n°27, maggio 2011: “Augusto Principe dell’Impero” 19/04/2011

Posted by Antonio Genna in Storia, Storica NatGeo.
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storicangE’ in vendita in edicola, al prezzo di 3,90 €, il numero 27 – Maggio 2011 del mensile “Storica National Geographic”, edito da RBA Italia e certificato dal marchio “National Geographic”, autorevole in campo divulgativo storico e geografico e già presente in Italia con l’omonimo mensile.
A seguire, la copertina del numero e l’editoriale del direttore Giorgio Rivieccio.

UN PRINCEPS, UN CONSOLE, DUE IMPERI

Il protagonista del mese scorso era Napoleone; Augusto lo è di questo; due uomini molto lontani nella storia ma accomunati da un capolavoro politico (guardandolo con i loro occhi): la trasformazione di una repubblica in un impero in maniera indolore, anzi con il consenso dei rappresentanti del popolo. Uno era un princeps, l’altro un console e in entrambi i casi i loro Paesi uscivano da guerre civili o rivoluzioni nate proprio come reazione all’autoritarismo. Eppure ristabilirono un’autorità suprema di governo, sia pure in modi e con obiettivi diversi.

A seguire, l’editoriale del direttore Giorgio Rivieccio.

Non ci credeva quasi nessuno

Quando l’archeologo romano ventitreenne Paolo Matthiae, nella primavera del 1963, incontrò all’Hotel Baron di Aleppo uno dei massimi orientalisti del ‘900, il belga-tedesco Anton Moortgat, ricevette da lui un deciso sostegno morale nell’intraprendere lo scavo della montagnola di detriti nel deserto siriano (detta tell in arabo), dove il giovanissimo studioso sospettava si nascondesse una grande civiltà mesopotamica nata al di fuori della “mezzaluna fertile” compresa tra il Tigri e l’Eufrate. Ne aveva bisogno: molti grandi esperti di calibro internazionale avevano decisamente negato (e continuarono a farlo anche poi) che una civiltà di genere “non fluviale” fosse esistita a quell’epoca, 5000 anni fa, o perlomeno che avesse potuto lasciare tracce definite di sé in quanto non ancora dotata di scrittura. Con il sostegno dell’Università di Roma La Sapienza l’anno dopo iniziarono gli scavi e quella che venne fuori dal tell siriano fu Ebla, una città, un regno e un impero, una civiltà e un patrimonio inestimabile di documenti scritti in 17.050 fra tavolette e frammenti, costituenti l’Archivio Reale della città-stato. Tra i quali, il più antico trattato tra città e il primo vocabolario della storia, con liste lessicali in eblaita e sumero. Venne fuori anche qualche polemica in casa nostra, ormai sopita, ma è l’inevitabile corredo che ogni grande acquisizione si porta con sé. La scoperta di Ebla è l’unica di una nuova civiltà compiuta nella seconda metà dello scorso secolo e ora possiamo dire anche fino al primo decennio di questo. A raccontarla ai lettori di Storica National Geographic è lo stesso Matthiae, nel servizio che trovate a pagina 28. Dal 1964, Paolo Matthiae con la sua spedizione dell’Università di Roma ha proseguito negli scavi ogni anno (e ora siamo a quota 47) riportando alla luce sempre nuovi tesori e testimonianze preziose della civiltà eblaita. La storia che racconta ai nostri lettori è quindi diversa dalle altre; è un racconto sempre in divenire, che si è arricchito ogni anno di nuovi elementi. Perché secondo Matthiae c’è ancora molto da riportare alla luce. L’appuntamento fra l’archeologo e i nostri lettori è quindi alla prossima scoperta. Potrebbe esserci forse un secondo archivio.

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