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TeleNews #52 – Lorenza Lei, prima donna alla direzione generale Rai – Al via gli ascolti differiti, Sky cresce più di tutti – Piazza stracolma per il Concertone del Primo Maggio – In estate parte Italia 2 – Il Moige promuove Rai 1, boccia Italia 1 – La prima campagna pubblicitaria del MySkyHD – L’intervista: Antonia Liskova – La TV in edicola: Barbara D’Urso – Uman take control!: il nuovo reality non convince 04/05/2011

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Giornali e riviste, Interviste, TeleNews, TV ITA.
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Lo spazio “TeleNews – Notizie dal mondo della televisione” propone una rassegna stampa – segnalando le fonti di provenienza – di notizie ed argomenti vari legati al mondo dello spettacolo e della televisione italiana e straniera, e che non hanno trovato posto in altri appuntamenti abituali del blog.
Se avete segnalazioni da fare, lasciate il vostro messaggio qui.

  • Lorenza Lei, prima donna alla direzione generale Rai
    Lorenza Lei è stata designata all’unanimità dal Consiglio di Amministrazione della Rai come nuovo direttore generale al posto del dimissionario Mauro Masi, a quanto si apprende da fonti dello stesso Cda. Per domani alle 11 è convocata l’assemblea totalitaria dei soci, per raggiungere l’intesa sul nome del nuovo dg prevista dalla legge. A seguire, alle 12, tornerà a riunirsi il cda per la ratifica definitiva. L’intero Consiglio ha optato per questa scelta interna e ben definita, che porterà per la prima volta nella storia dell’azienda radiotelevisiva pubblica una donna al vertice operativo. Nella nota diffusa da viale Mazzini si legge: “Il Consiglio di Amministrazione, preso atto delle dimissioni del Prof. Mauro Masi dall’incarico di Direttore Generale ha formulato, all’unanimità, l’intendimento di nomina del nuovo Direttore Generale nella persona della dottoressa Lorenza Lei da sottoporre all’Assemblea degli azionisti”.
    Garimberti: “Un Dg di garanzia”. “Ho proposto al Consiglio di amministrazione Lorenza Lei per la nomina a Direttore generale della Rai perché ritengo possa rappresentare quello che definirei un direttore generale di garanzia”, ha detto il presidente della Rai Paolo Garimberti subito dopo la designazione all’unanimità da parte del Cda Rai di Lorenza Lei. “Credo”, aggiunge Garimberti, “che in questo particolare momento ci sia la necessità di una scelta improntata a logiche di tipo aziendale, manageriali, basate su criteri legati alla conoscenza dei problemi e all’esperienza professionale”. Il presidente della Rai quindi rileva: “Occorre rimboccarsi subito le maniche e, dal mio punto di vista, chi già conosce l’azienda ha dalla sua una maggiore forza e può contribuire più rapidamente a far ritrovare quello spirito unitario di gruppo che ha sempre contraddistinto la Rai nei momenti di difficoltà. In questa chiave, l’unanimità registrata sulla proposta è un buon segnale”.
    Zavoli: “Scelta apprezzata”. Sergio Zavoli, presidente della commissione di vigilanza Rai,  ha commentato la designazione di Lorenza Lei alla carica di direttore generale della rai. “Apprezzo senza riserve la scelta di un direttore generale donna per una ragione non unica nè semplice: perchè una nuova sensibilità istituzionale, cioè, potrebbe porsi, tra l’altro, il problema di come viene rappresentata la personalità femminile sugli schermi del servizio pubblico”.
    “Si tratta di allertare un’attenzione culturalmente in grado di far fronte a una lenta, quasi naturale deriva che interpreta sempre più forti interessi commerciali e sempre più deboli scrupoli civili”, ha proseguito Zavoli. “Il servizio pubblico non passa solo per le notizie di un tg o gli approfondimenti di un talk-show: ha dei doveri che attraversano e permeano ogni aspetto della sua comunicazione”.
    Anche l’Usigrai plaude. “Una scelta rapida, interna, unanime e che oltretutto per la prima volta premia una donna”. L’Usigrai in una nota “plaude al metodo che ha portato oggi alla proposta di nomina di Lorenza Lei Direttore Generale della Rai”.  “Speriamo che questo”, aggiunge l’Usigrai,  “segni l’inizio di una nuova era nell’azienda di servizio pubblico e di un nuovo metodo di lavoro. In particolare, l’unanimità rappresenta un forte segnale di discontinuità , che auspichiamo diventi la regola in tutte le decisioni a partire dalle nomine delle direzioni di testata, segnando il superamento di una divisione che per troppo tempo ha paralizzato la Rai”.
    (fonte: Repubblica.it
    , 3 maggio 2011)
  • Il buco di bilancio Rai, primo ostacolo per la Lei
    La parola fine la scrive il consigliere di maggioranza della Rai, Antonio Verro: «L’unico nome che uscirà dal cda per la nomina del direttore generale della Rai sarà quello di Lorenza Lei». Fine della discussione. Una partita, per la verità, assicurano dal settimo piano di viale Mazzini, «che non è mai esistita». Tant’è che proprio Verro (il cui nome nei giorni scorsi, tra l’altro, era tra quelli in corsa per la poltrona di Dg) «auspica che ci sia unanimità sul nome della Lei al fine di dare forza e autonomia al nuovo direttore».
    Ma soprattutto per rilanciare la Tv pubblica: forte negli ascolti (si pensi che domenica scorsa solo la diretta dalle 9 alle 12 dei canali digitali «Dixit Storia» di Minoli sulla beatificazione di Giovanni Paolo II hanno totalizzato quasi 2 milioni di ascolti), ma debole nelle casse e soprattutto nel mercato.
    E la Lei, manager di prodotto e finanza, cresciuta alla scuola di Agostino Saccà e nemica giurata di sprechi, benefit e privilegi, è ormai a un passo dal traguardo. Già oggi pomeriggio il cda (alle 17) potrebbe indicarla alla successione di Mauro Masi in vista dell’assemblea degli azionisti convocata per domani alle 11. E quindi, una volta raggiunta l’intesa la nomina verrà formalizzata a seguire, nel cda.
    E così, viste le premesse della vigilia, la Rai domani stesso potrebbe avere un nuovo capo azienda, al posto del dimissionario Mauro Masi, che ieri, dopo aver rimesso il mandato ha rivendicato di aver «ascoltato tutti ma deciso con la propria testa», ma soprattutto di non aver mai censurato nessuno: «In questi due anni in Rai – ha spiegato – non ho digerito due cose: quando mi si dice che prendo ordini da fuori e quando mi si accusa di essere stato un censore».
    Da domani, comunque, si cambia. Il nuovo Dg troverà un’azienda con 116 milioni di euro di passivo, una trimestrale pubblicitaria negativa, e i palinsesti autunnali ancora da approvare. Insomma, una Rai in forte difficoltà, condizionata dalla tensioni politiche e da un pesante scontro sindacale interno, che portò addirittura alla sfiducia totale da parte dei giornalisti dell’ex Dg.
    Non sarà facile, dunque, per chi assumerà l’incarico (avrà a disposizione meno di un anno, il suo mandato scadrà con l’esercizio di bilancio del prossimo anno insieme al cda) rimettere in sesto il bilancio, dare attuazione al piano industriale (annunciato nei mesi scorsi ma fermo al palo), trovare la sintesi in cda per varare un corposo pacchetto di nomine indispensabili per la governance aziendale.
    Nomine che invece Masi, in questi mesi, non è mai riuscito a portare avanti: sia per le difficoltà incontrate in consiglio, sia per la mancanza di concertazione sui nomi proposti.
    (fonte: “La Stampa”, 3 maggio 2011 – articolo di Paolo Festuccia)
  • Al via gli ascolti differiti, Sky cresce più di tutti
    Piccola rivoluzione in tv e grande cambiamento per Sky: d’ora in poi Auditel pubblicherà gli ascolti ‘differiti’ (“Time Shifted Viewing” ), quelli che consentono di calcolare chi vede, non in diretta, un programma registrato. Crescono  tutti: Rai, Mediaset, La7 ma gli effetti più immediati si vedono già per chi guarda il piccolo schermo attraverso il decoder ‘MySky’.
    Il risultato pratico – stando ai numeri indicativi diffusi in workshop a Milano dalla televisione in abbonamento – è che i canali Sky cinema e dei serial si vedranno riconosciuti un aumento di visione in un range tra il 16 e il 20%.
    In particolare – sempre precisando che questi sono solo i primi test e riscontri – prendendo a riferimento l’intero universo dei telespettatori della tv a pagamento si calcola che c’è un aumento del 3,5% medio nella rilevazione degli ascolti e fra il 16 e il 20%, appunto, fra chi usa ‘MySky’: un milione e mezzo di famiglie per un totale di circa 4,5 milioni di persone.
    Si è quindi scoperto – hanno sottolineato i manager Sky Andrea Scrosati vice presidente cinema e intrattenimento  e Andrea Mezzasalma responsabile ascolti – che in alcuni casi il numero dei telespettatori in differita ha raggiunto punte del 60% o addirittura del 100% in più (ad esempio la serie di SkyUno ‘Spartacus’). Altro aspetto definito interessante è che non sembra che – nonostante si possa passare oltre con il telecomando – la pubblicità perda significativamente numero di persone che la vedono. Il che vuol dire “che c’è una fetta di fruitori della pubblicità in tv che fino a oggi non era stata misurata”.
    La scelta dell’Auditel è in linea con quanto sta accadendo a livello internazionale, dove la visione “in differita” riguarda un numero consistente degli spettatori. Nel Regno Unito, ad esempio, 11,9 milioni di famiglie sono dotate di registratori digitali, sia integrati nel decoder che non, e la tendenza in Italia è di una crescita molto rapida nei prossimi mesi.
    (fonte: TvZap Kataweb, 3 maggio 2011)
  • Piazza stracolma per il Concertone del Primo Maggio
    Che sarebbe stato un Concertone particolare lo si è capito subito. Lo si è visto dalle migliaia di mani alzate sulle note dell’Inno di Mameli. Dalle parole «storia, patria e lavoro» che sovrastavano il palco. Dai Tricolori presenti in una piazza con poche bandiere di partito. Una sensazione confermata poi dal religioso silenzio con cui il pubblico ha ascoltato l’inedita sinfonia di Ennio Morricone, oltre alle successive esecuzioni di brani de “La Traviata” e de “Il Trovatore”, e dal canto del “Va pensiero” che si è alzato dalla folla durante l’esibizione di Gino Paoli.
    Una piazza quasi apolitica, con pochi striscioni contro la guerra e contro il governo Berlusconi. Dal palco, tanta musica e pochi riferimenti alla politica di fronte ad una piazza in cui spiccavano le bandiere per il sì al referendum contro il nucleare. Le esigenze della par-condicio hanno bloccato gli artisti, anche nella satira. Il conduttore Neri Marcorè ha cantato “Immunità” rivolta al premier, ma poi ha dovuto prendere i leader dell’opposizione interpretando Antonio Di Pietro e Pier Ferdinando Casini. Ed è scoppiata la polemica, con accuse di censura, da parte di diversi artisti che hanno dovuto firmare una liberatoria nella quale si obbligava a non parlare di referendum e a non dare indicazioni di voto, per la diretta televisiva su Rai3.
    Caparezza ha ironizzato sulla bandiera italiana, proponendo di allungare a dismisura il verde, eliminando il rosso e precisando però che si trattava solo di colori. Gino Paoli, Bandabardò, Ascanio Celestini, hanno criticato la liberatoria, ritenendola lesivo della libertà di parola, un’interpretazione rigettata dagli organizzatori, secondo i quali è la legge ad imporre un tale atto, ed anche dalla Rai, che parla di prassi in campagna elettorale o referendaria. Eppure la politica, con gli appelli a ridare centralità al lavoro dei leader sindacali che organizzano la manifestazione e le polemiche sulla par-condicio, non poteva mancare in questo Concertone, privo di star straniere, e dominato dai cantautori italiani e con la novità assoluta dell’orchestra sul palco. Un’edizione record per i numeri secondo gli organizzatori che parlano di almeno 500mila presenze (sarebbero 300mila secondo fonti non ufficiali della Questura).
    I 72 elementi della Roma Sinfonietta con 60 coristi hanno riempito il palco nella parte serale. Hanno dapprima accompagnato Neri Marcorè in una versione di “Dolcenera”, dedicata alla tragedia giapponese. Poi Daniele Silvestri e i Subsonica. Fino al momento clou di Ennio Morricone, che ha diretto la sua «elegia per l’Italia» composta per l’occasione. Un contrappunto (arricchito da un intervento in prosa di Mariano Rigillo) tra coro e orchestra con riferimenti alla storia musicale italiana tra “Inno di Mameli” e “Va pensiero”. Un “Va pensiero” poi riproposto, in maniera decisamente originale da Gino Paoli, accompagnato da tutta la piazza, prima dell’attesissima esibizione di Lucio Dalla e Francesco De Gregori con “Viva l’Italia”. Un primo maggio dedicato all’Unità d’Italia. Non solo con la doppia esecuzione dell’Inno di Mameli, in versione rock e in versione corale, ma anche con i ripetuti omaggi a Giuseppe Verdi e a tanti altri personaggi simbolo dell’italianità.
    Un omaggio non solo musicale ma anche con tanti momenti di prosa: da Ascanio Celestini, autore di un pezzo sulla Repubblica romana, ad Andrea Camilleri che in un video registrato, ha sottolineato l’importanza della patria, che vive un momento di difficoltà. Dall’ex pm Gherardo Colombo, che ha spiegato il ruolo centrale della Costituzione, al «giro d’Italia in 150 secondi o poco più», con citazioni di autori italiani e non solo da parte degli attori Claudio Santamaria, Sonia Bergamasco, Carlotta Natoli e Marco Presta. Una piazza piena di colori: zaini, occhiali da sole, cappellini. Appassionati da tutti gli angoli del Paese affollano l’area. Spiccano tanti ragazzi delle associazioni cattoliche che hanno preso parte stamattina alla beatificazione di papa Wojtyla, in una sorta di unione spirituale tra le due piazze. Un’ovazione della piazza si è registrata quando i Modena City Ramblers hanno intonato la loro versione rock di “Bella ciao”, ma questo era quasi scontato. Più singolare è stato vedere ballare e saltare la gente sulle note dell’Inno di Mameli, con il quale Eugenio Finardi ha aperto il concerto.
    (fonte: LaStampa.it, 1° maggio 2011)
  • Mediaset si prepara per i nuovi palinsesti…
    Fervono i lavori nel cantiere di Cologno Monzese per i nuovi palinsesti autunnali che verranno presentati nell’abituale appuntamento di fine giugno. Confermati Chiambretti in primetime su Italia 1 che ha bisogno di ridarsi un po’ di smalto (vedi “Plastik Ultrabellezza” e “uMan Take Control!”) e Bonolis in versione game quotidiano per riconquistare il pubblico pop, dopo l’annata delle conferme la prossima stagione si annuncia densa di cambiamenti. Mediaset ritocca o rifonda?
  • …e arriva Italia 2
    Partirà prima dell’estate il nuovo canale digitale free per maschi giovani della scuderia Mediaset. In luglio e agosto la tv generalista va in letargo, non c’è stagione migliore per lanciare le reti targetizzate. L’anno scorso toccò a La5, ora è venuto il momento di Italia 2 (o come si chiamerà), sorella minore di Italia 1, sempre diretta da Luca Tiraboschi.
    (fonte: “Il Giornale”, 3 maggio 2011 – articoli di Maurizio Caverzan)
  • Nanni Moretti attacca: “Il Caimano” oscurato dalla Rai
    Nanni Moretti
    chiede alla Rai di spiegare perchè ha acquistato il suo «Il Caimano» ma non lo ha ancora trasmesso. Il regista ha posto la domanda nella puntata di sabato sera di «In onda», il talk di approfondimento di La7, condotto da Luisella Costamagna e Luca Telese.
    «Ho tanti difetti e non piace per niente fare la vittima -ha detto Moretti nel corso della registrazione della puntata- infatti sono tre anni che non dico nulla. Il film è costato tantissimo, 8 milioni e mezzo di euro, il 25% in più del previsto. Io coproduco solo con la Rai, ma questa è stata l’unica volta che ho preferito produrlo da solo. Dopo che il film è uscito è stato acquistato dalla Rai per un milione mezzo di euro per cinque passaggi in altrettanti anni».
    «Sono già passati tre anni e un mese e ancora non è stato mai trasmesso. I miei genitori mi hanno insegnato ad assumermi la responsabilità di quello che dico e di quello che faccio delle mie scelte o delle mie non scelte. Per ora non è stato messo in onda. Qualcuno mi spieghi perchè», conclude Moretti. Nella puntata di «In onda» è stata trasmessa la scena finale di «Il caimano».
    (fonte: LaStampa.it, 1° maggio 2011)
  • Rai 1 promossa dal Moige grazie a Terence Hill, bocciata Italia 1
    Italia1 è “out” e Rai1 è “in”: questo il giudizio dell’Osservatorio Tv del Moige (Movimento Italiano Genitori) sulla programmazione di aprile. La rete Mediaset, per eccellenza dedicata ai giovani, viene contestata perché “caratterizzata – si legge nella nota dell’associazione – sempre più da programmi e sitcom poco gradite, come ‘E alla fine arriva mamma’ (‘How I met your mother’)”, programma che ha personaggi “come Barney, ricco donnaiolo, che offre spunti di ilarità decisamente volgari e il cui comportamento cinico e opportunista è tollerato dai compagni e sospeso da ogni forma giudizio a vantaggio di una stereotipata comicità”. Non va meglio alla settima edizione di “Un medico in famiglia” messa alla stregua di una “soap opera”. Ma Rai1, dove la fiction con Giulio Scarpati va in onda, si salva come rete più gradita dai genitori dalla presenza di Terence Hill e il suo positivo personaggio, Pietro, nella fiction “Un passo dal cielo”. “Per certi aspetti – si legge nella nota Moige in merito a questo nuovo ruolo – ricorda l’altro famosissimo personaggio interpretato da Terence Hill nella precedente fiction, ‘Don Matteo’. Pur essendo interiormente più tormentato di lui, Pietro, come don Matteo, si mostra sensibile verso i problemi umani, ma allo stesso tempo impegnato in una tenace lotta contro il male”.

    E Rai1 risulta la rete più gradita dal Moige anche per due programmi, “Linea Verde” e “Ballando con le Stelle”, presenti nella top five delle trasmissioni del mese che contempla anche “La Grande Storia” di Rai3 e “Cotto e mangiato – il menù del giorno” di Italia 1, rete che così un po’ si riscatta dal giudizio negativo. Mentre nella top five dei programmi “out” rientrano, con “E alla fine arriva mamma” e “Un medico in famiglia 7”, anche “L’Isola dei Famosi” in onda su Rai2 e i reality di Canale5, “Uomini e Donne” e “Grande Fratello 5”. Per ciò che concerne gli spot molto apprezzato quello di Original Marine “Divertiti, fatti una famiglia!”, giudicato “vivace” e ricco di un’ironia che “riesce a cogliere diversi simpatici aspetti della vita in famiglia”. Poco gradito, invece, lo spot della trasmissione “Saturday night live”, in onda su Italia 1 in terza serata, fondata, secondo il Moige, su “una comicità volgare, ricca di oscenità e dal linguaggio estremamente licenzioso”.

    (fonte: IlVelino.it, 3 maggio 2011)

  • La prima campagna pubblicitaria del MySkyHD
    La TV cambia e il cambiamento coinvolge anche i modi di guardarla.  Sky, da sempre all’avanguardia nel soddisfare le nuove abitudini di un pubblico moderno e sempre più esigente, lancia il 2 maggio la prima campagna dedicata al My Sky HD. Il decoder digitale dotato di hard disk interno è tra i ‘protagonisti’ – oltre che della nuova campagna –  anche di una importante trasformazione in atto nei consumi televisivi, consentendo di personalizzare modi e tempi in cui lo spettatore sceglie di vedere i propri programmi preferiti.
    La tua vita viene prima della TV”. Con questo claim Sky invita gli Italiani a guardare la tv in modo diverso: quello che vuoi, quando vuoi. Una campagna senza precedenti e di rottura, che propone un concetto nuovo: la vita è troppo bella per lasciare che a condizionarla sia il piccolo schermo.
    L’idea nasce dalla volontà di mettere non gli spettatori, ma le persone al centro della comunicazione,  invitando ad uscire di casa e a godere del tempo libero, perché grazie al My Sky HD la Tv può essere migliore: quella che scegli, in base al tuo tempo e al tuo desiderio. Non più spettatori passivi, perché oggi si può scegliere attivamente modalità e tempi di fruizione dei propri appuntamenti televisivi preferiti.
    Un concetto in linea con il nuovo sistema di rilevazione dei dati Auditel, che dal 2 maggio include anche gli ascolti “differiti”, ovvero la visione di programmi televisivi in differita grazie anche al sistema di registrazione offerto da My Sky HD ed al servizio Sky On Demand.
    La nuova campagna Sky vede protagonisti quattro testimonial d’eccezione, Giovanna Mezzogiorno, Federica Pellegrini, Alessandro Del Piero e Alessandro Gassman. Parla di tecnologia, ma con il linguaggio delle emozioni, proponendo idee di libertà, passione, coinvolgimento.  Il claim “Liberi di…”, scelto da Sky e al centro di tutte le campagne di comunicazione della Pay Tv satellitare, conosce una nuova declinazione.
    La promessa, ribadita dai testimonial nella campagna multimediale, è quella di avere una tv migliore ed una vita migliore. Aumentano i canali, si arricchisce l’offerta: a quante cose dovremmo rinunciare per vedere la TV? Non è più necessario scegliere se perdersi  una cena con gli amici o il proprio programma preferito. Basta “riprendersi” il proprio tempo, utilizzando tutti i vantaggi offerti della tecnologia del My Sky HD.
    La nuova campagna è programmata sulle principali reti TV nazionali, oltre che su stampa quotidiana nazionale e locale. Per l’on air sono previsti tre spot da 30 secondi con la partecipazione di più testimonial e 4 da 15 secondi. La campagna raggiungerà inoltre i circuiti di videocomunicazione (metropolitane, stazioni ferroviarie, teatri), il web e, tre settimane dopo, partiranno anche le affissioni a livello nazionale.
    COSA VEDREMO NELLO SPOT:
    Gassman, Mezzogiorno, Pellegrini e Del Piero ci guardano dritti negli occhi e ci invitano a fare altro, piuttosto che restare a casa a guardare la tv. “Riprendi quel libro che avevi abbandonato”, “Insegna a tuo foglio ad arrampicarsi sugli alberi”, oppure “Questa notte guarda le stelle”, ma anche “Vai a correre.  Anche se piove” o “Fate l’amore più spesso”, “Questo weekend perché non parti?” e “Vai a farti una pizza con gli amici”. Questi sono solo alcuni degli inviti che i protagonisti propongo al telespettatore.
    (fonte: com. stampa, 2 maggio 2011)

L’INTERVISTA

  • Antonia Liskova: “Recito contro la violenza alle donne”
    E’ uno dei progetti più prestigiosi della prossima stagione tv: quattro film per la Rai prodotti da Claudia Mori sulla violenza alle donne. Il primo, Troppo amore, sullo stalking, un problema che recenti casi di cronaca hanno reso drammatico, è firmato da Liliana Cavani e interpretato da Antonia Liskova. È la storia di una relazione sbagliata e ossessiva. Lei, la Liskova, è una studentessa universitaria, lui, Massimo Poggio, è un docente di storia dell’arte. Si innamorano, ma il loro legame poco alla volta comincia a deteriorarsi. Lui pretende che lei legga i libri scelti da lui. Che cambi modo di vestire. Lei accetta. Crede che lui possa migliorarla, sente di essergli inferiore. Teme di non meritarlo. Lascia gli amici. Si sottomette ai suoi desideri. Comincia però a sentirsi costretta e a dire piccole bugie. Finché non arriva il primo schiaffo: è andata a prendersi una caffè senza avvisarlo. E scatta la persecuzione.
    Antonia Liskova, arrivata in Italia dalla Slovacchia a 18 anni, una delle facce più popolari della nostra fiction, un marito e una figlia di sei anni romani come lei non potrà mai diventare, sta girando di nuovo Tutti pazzi per amore , primo ruolo comico della sua carriera, accettato allora con titubanza in sostituzione di Stefania Rocca che aspettava il suo secondo figlio. Ma in testa ha ancora l’emozione, la vergogna e perfino la paura provate sul set della Cavani. «Girare una storia tanto reale, ispirata a persone che l’hanno vissuta sulla propria pelle, è profondamente coinvolgente. Ci sono stata male».
    La vicenda nasce da un fatto di cronaca?
    «No, ma è legata a tanti fatti orribili che accadono ovunque nel mondo occidentale. Avevamo appena finito le riprese che a Terracina un uomo ha ucciso la sua compagna per essere stato respinto ancora una volta. Ci ha fatto impressione».
    Come mai si ripetono con questa frequenza?
    «Mah. Noi donne, sulla carta, abbiamo raggiunto la parità. L’uomo spesso non accetta questa condizione. E non vuole cambiare. Forse perché per il sesso maschile è più duro affrontare il cambiamento, mentre noi che siamo predisposte dalla maternità ad affrontare situazioni nuove, ci adattiamo facilmente. Siamo più elastiche, più flessibili, più malleabili, più capaci di reggere dolore e fatica. Viviamo più a lungo, vero, ma questo nostro atteggiamento può danneggiarci».
    Che intende?
    «In una relazione sentimentale finiamo per sopportare quello che non dovremmo. Diventiamo marionette nelle mani di un padrone che amiamo e temiamo allo stesso tempo. Non ci ribelliamo perché, nel profondo, riteniamo sia giusto quello che ci accade. Un errore gravissimo».
    Si dovrebbero denunciare le violenze. Vero. Ma la paura che la situazione possa peggiorare ci paralizza.
    «Tante donne non denunciano perché hanno figli da mantenere, non vogliono sporcare la fedina penale del loro compagno, credono che la violenza possa crescere, che arrivi a minacciare i bambini, che finisca per sfociare in una tragedia. E’ complicato andare in commissariato a raccontare di essere malmenate e oppresse dal proprio compagno. Però si deve fare».
    Ne è convinta?
    «Sì. Ho un’amica, molto più grande di me, che gestisce una casa rifugio per donne, La piccola pietra, dove si respira una grande serenità. E’ un nido per le madri e per i bambini. Quando vado a trovarla so che troverò un ambiente rilassato».
    Quanti ce ne sono di posti così in Italia?
    «Pochi. Devono aumentare. Il nostro film lancia l’allarme. Dobbiamo fare presto. E’ talmente orrendo essere brutalizzate dalla persona alla quale si vuol bene. Inaccettabile. Mi ricordo che quando, dopo una giornata di set tornavo a casa, sentivo addosso a me l’odore del sangue, il dolore delle botte, il disgusto per quel che avevo provato. Non avevo recitato ma vissuto quella violenza. Vengo da una famiglia cattolica. Dalla vita ho avuto molto più di quel che mi aspettavo. Ho un legame strettissimo con mia madre che è rimasta in Slovacchia e con mia figlia che è già abbastanza grande per capire. Sono un’attrice. E’ vero. Ma prima di tutto sono una donna normale con le sue contraddizioni. Fare qualcosa per le altre donne mi rende orgogliosa».
    (fonte: “La Stampa”, 4 maggio 2011 – intervista di Simonetta Robiony)

LA TV IN EDICOLA

  • “SORRISI E CANZONI TV” n°19/2011
    Il numero in edicola presenta in copertina la conduttrice Barbara D’Urso, che annuncia il prolungamento del suo “Pomeriggio Cinque” (Canale 5) fino a fine luglio grazie ai buoni ascolti ottenuti.

SPAZIO REALITY

UMAN TAKE CONTROL! puntata 1

  • Il nuovo reality non convince, ascolti bassi
    Esordio difficile per uMan Take Control. Il nuovo programma di Italia 1, a metà fra il game show e il reality, ha deluso le aspettative di audience. Preannunciato come la nuova frontiera dei reality in cui il pubblico deve interagire da casa, il programma ha raccolto oltre 1,8 milioni di telespettatori e l’11.30% di share sul target commerciale. Ben lontano dagli oltre 6 milioni del primo episodio di “Un passo dal cielo” su Rai 1 con Terence Hill e gli oltre 3 del programma musicale “Due” su Rai 2.
    La trasmissione condotta da Rossella Brescia e Mago Forrest è stata presentata come un “esperimento” con vecchi concorrenti di reality show come il “Grande Fratello”, “La Talpa”, “L’Isola dei Famosi” e “La Pupa e il Secchione”. Il pubblico sul web ha votato per scegliere i partecipanti tra i 12 candidati: hanno vinto Maicol Berti, Sergio Volpini, George Leonard, Siria De Fazio e Veronica Ciardi (tutti ex-gieffini), Elena Morali e Nora Amile (ex-Pupe) e il Secchione Luca Tassinari. Tutti e otto sono stati spogliati della loro precedente identità e vestiti con una tutina colorata che li identificherà per il resto del programma.
    Tra prove ispirate a famosi videogiochi per guadagnare più “punti-vita” e restare in gara, alla fine Nora è stata eliminata dal televoto e al suo posto entrerà una tra Veridiana Mallmann e Bambola Ramona, escluse a inizio puntata con Rocco Piterantonio e Antonio Zequila, in attesa di una futura chance per entrare in gioco. “uMan” non si ferma mai come un vero reality e i concorrenti vivono in un “laboratorio” e devono guadagnarsi tutte le comodità: dalle ciabattine per fare la doccia al deodorante, è solo il pubblico ad avere l’ultima parola.
    (fonte: LaStampa.it, 4 maggio 2011)

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Commenti»

1. Fasbi - 04/05/2011

Giudicano “E alla fine arriva mamma” out??
Ma Plastik, Trasformat e tutte quelle menate che Tiraboschi promuove non sono oscenità?

2. Jack - 04/05/2011

Tiraboschi fuori dalla palle………..

3. Marco - 04/05/2011

ma quelli del moige anzichè starnazzare come papere dedicassero più tempo ai loro figli e gli insegnassero i valori che contano!!
come si fa a criticare “e alla fine arriva mamma”??
questi sarebbero capaci di accusare di oscenità anche quel capolavoro di Friends!!!
aspetterò con ansia il giorno in cui quelli del moige non esisteranno più e finalmente si potrà vedere in libertà la tv!!!

Fasbi - 04/05/2011

Il problema è sempre lo stesso, considerano prodotti indirizzati a giovani-adulti come per ragazzini.
“E alla fine arriva mamma” non è per bambini, le battute sono meravigliose. Come per gli anime, non sono per bambini, ne esistono apposta per loro.
Infatti questa volta Tiraboschi dice bene, che la programmazione è per universitari fino a “E alla fine…” il resto sì che è per bambini (zack e cody, ecc).

4. antonello - 10/05/2011

sono un estimatore di Sky da diversi anni e leggendo vari articoli (vi riporto il principale http://www.sky.it/abbonarsi/promozioni/pacchetti/index.shtml) e conforntato con altre opinioni in merito, ho avuto la conferma che sanno ancora imporsi sul mercato come i migliori, ovviamente anche grazie a delle campagne promozionali notevoli, vedi adesso con testimonia dello sport e del cinema… azzeccatissimi!


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