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Libri – “Link. Idee per la televisione” #10 “Decode or Die – L’infografica applicata alla TV” 06/05/2011

Posted by Antonio Genna in Comunicati, Libri, Link, Lost, TV ITA.
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\"Link. Idee per la televisione\"E’ in vendita da qualche giorno nelle librerie specializzate il numero 10 di “Link. Idee per la televisione”, la collana di libri editi da RTI/Mediaset (260 pagine, prezzo di copertina 15 €) caratterizzati da una originalissima veste grafica e che raccontano i meccanismi dell’industria televisiva al di là dei luoghi comuni.
Questo volume è intitolato “Decode or Die – L’infografica applicata alla TV”, e nella sua sezione principale cerca di semplificare la complessa moltiplicazione dei dati, che ormai minaccia di schiacciarci, raccontando il mondo televisivo con il solo utilizzo delle immagini. In collaborazione con i ragazzi di DensityDesign del Politecnico di Milano, laboratorio che esplora la relazione tra design della comunicazione e visualizzazione di dati e informazioni (l’art direction e la rielaborazione grafica delle mappe sono di Pomo), tante mappe e schemi che illustrano che tipo di televisione si guarda nelle varie regioni italiane, il tipo di pubblico che guarda il “Grande Fratello”, una breve storia della TV dal 1992 ad oggi tramite i “flussi” dei generi di programmi più visti, una ricca mappa che mostra e descrive i nuovi canali digitali sorti negli ultimi anni, come circolano in Rete le serie TV, una serie di schemi che sviscerano i metodi narrativi della serie Lost.
Sono tanti altri gli argomenti trattati, con interviste al giornalista e scrittore Walter Siti e al creatore della serie israeliana Be’ Tipul (che ha poi dato origine al più longevo remake statunitense In Treatment) Hagan Levi; si parla dei tamarri di “Jersey Shore” e del nuovo mercato delle app, dei falsi su Wikipedia e dei social network, del tea party e della statunitense HBO.
Tra i curatori degli articoli pubblicati su questo numero segnalo Aldo Grasso, Giovanni Robertini, Violetta Bellocchio, Mariarosa Mancuso, Michele Boroni,  Stefano Pistolini, Matteo Bittanti, Massimo Scaglioni, Francesco Borgonovo, Dr. Pira, Stefano Ciavatta, Stefania Carini, Nico Morabito, Manolo Farci, Donato Ricci, Antonio Dini, Carlo Alberto
Carnevale Maffé, Paolo Interdonato e Francesco Spampinato. Le illustrazioni di questo numero sono state curate da Claudio Parentela, Elena Rapa, Cristina Amodeo, Enrica Casentini e Stefano Adamo Mayakasa.
A seguire, la copertina ed un comunicato stampa che presenta più in dettaglio i contenuti del volume.

Dati, dati, dati.  Imparare a decodificare masse enormi di  informazioni  è diventata una capacità essenziale per capire il mondo.
Decode or Die, il nuovo volume della collana Link  Idee per la televisione, parla di tutto questo. Anzi,  lo disegna. Con l’aiuto di visualizzazioni e altri esperimenti infografici ultramoderni ma dall’aspetto  ottocentesco, la cover story di  Decode or Die  racconta  alcune storie della televisione di ieri e di oggi: l’identikit regione per regione del pubblico italiano, i programmi più visti negli ultimi vent’anni (che ci raccontano una storia alternativa del nostro Paese), e ancora  i discorsi in rete  sui telefilm  e i loro percorsi di scambio, in Italia e nel mondo.
Mappe, schemi, flussi e cartografie in bilico tra scienza e arte, per cercare di capire la tv e di darle forma. Il messaggio è semplice: decodificare o soccombere.

Nelle sezioni, Link  dà spazio a interviste a protagonisti della scrittura  –  televisiva (Hagai Levi, ideatore di In Treatment) e non solo (Walter Siti, autore di Troppi Paradisi) –, a riflessioni sull’industria mediale (dal mercato delle app alla sfida della Google Tv) e a sguardi sulla cultura contemporanea (dalle false verità di Wikipedia all’ascesa comunicativa del Tea Party).

NEL SOMMARIO:

La massa è la mia diversità – Intervista a Walter Siti
di Francesco Borgonovo
Walter Siti, critico de La Stampa ma prima di tutto uno dei romanzieri migliori del nostro Paese, ci regala le sue riflessioni sulla televisione e su tutto ciò che la circonda. Con l’acutezza  di chi  ha  fatto tv  e lo  sguardo impietoso, soprattutto,  di chi conosce la vita  e rifugge le ideologie. Tra le altre cose, ci racconta che oggi la tv è diventata borgata più di quanto le borgate si sono fatte tv.

Fuori format
di Massimo Scaglioni
Santoro, Benigni, Fazio e Saviano: marchi di un’anti-tv dell’impegno contrapposta alla tv industriale del disimpegno, emblemi dei programmi-evento che dichiarano di non essere tv, anche se appartengono al piccolo schermo. E se l’anti-tv fosse solo l’ennesimo genere? Se le sue radici si potessero rintracciare nella tv artigianale di Arbore prima e di Fiorello poi? Uno sguardo fuori e dentro il format, per capire che succede.

Una nave fantasma
di Antonio Dini
Wap,  utility  e widget. Parole che ricordiamo appena, scalzate dalla  app revolution degli ultimi anni. I  nuovi software-bonsai che popolano gli smartphone  hanno creato un mercato enorme, tanto innovativo da distruggere i  paradigmi esistenti  ed essere addirittura responsabile della “morte del web”. Ma è davvero tutto merito di Steve Jobs?

Creare falsi su Wikipedia
di Stefano Ciavatta
Wikipedia ha appena compiuto dieci anni ed è ormai diventata un’istituzione del web: dagli articoli di giornale alle tesi di laurea, è un riferimento costante, che sia citato o meno. Ma ci si può fidare dell’intelligenza collettiva? E se qualcuno si mettesse a modificare ad arte le voci dell’enciclopedia? Link presenta un’intervista a tutto campo con uno degli hacker più attivi di Wikipedia, per capirne le ragioni e svelare il funzionamento della macchina.

This week in Zombies
di Violetta Bellocchio
Siamo talmente  circondati da fandonie, esagerazioni e notizie di dubbia provenienza che non ci facciamo più caso: notizie non verificate, gossip gettati in rete in attesa che gli ingenui abbocchino. Viene da chiedersi dove sia finita la realtà. Forse il falso è il nuovo vero.

Streghe, noi?
di Stefano Pistolini
Obama governa e pensa alla ricandidatura, ma qualcosa ribolle nel basso ventre dell’America. Sul lato destro della scena si è affacciato il Tea Party, nuovo movimento sociale che ha dato vita a una travolgente cavalcata mediatica, giocata sulla rivincita dello spontaneismo, dell’improvvisazione, dello slancio dilettantesco e sincero.  Come cambia, allora, la comunicazione politica?

Di seguito, l’anteprima di un’immagine tratta dalla cover story “Flussi d’incoscienza – Una storia della tv italiana attraverso i programmi più visti”.

Alla fine di ogni anno,  tutto l’universo sembra esercitarsi nella composizione di liste, classifiche e  top ten di vario genere. Tra queste,  l’elenco dei programmi più visti. Che,  se messi in relazione con gli anni precedenti e successivi, raccontano nuove storie.  Così, il flusso dei programmi più visti dagli italiani, ci mostra come lo strapotere di cinema e sport in televisione, investimenti sicuri negli anni Novanta, si sia pian piano ridimensionato – complice la pay tv – per lasciare spazio alla fiction e all’intrattenimento.
Vent’anni di (improvvisi) successi e (altrettanto improvvise) scomparse.

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