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TV – “Report” su Rai 3 – Primavera 2011 – (6) “Concorso nel reato” 15/05/2011

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Report - RaiTre, TV ITA.
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Questa sera alle ore 21.35 su Rai 3 prosegue l’edizione primaverile di “Report”, il programma di inchieste ed approfondimenti condotto da Milena Gabanelli.
Ecco il sommario della puntata di stasera, tratto dal sito web del programma: l’inchiesta “Concorso nel reato” è stata curata da Sabrina Giannini.

Il concorso pubblico dovrebbe servire a selezionare la classe dirigente di un paese. Scegliere i migliori di ogni categoria sulla base di criteri oggettivi basati sulla meritocrazia. Volete che a fabbricare un ponte sia un ingegnere capace o un raccomandato che ha trovato il compito fatto? Quando vi fate operare volete che il chirurgo prenda in mano il bisturi dopo una “giusta ed equa valutazione” o solo dopo essere stato considerato “figlio di”? Quando comprate un casa pagate caro un notaio per essere certi che nessuno verrà un giorno a rivendicare qualcosa. Sembra invece che in Italia il cognome e l’appartenenza ad alcune caste sia un requisito maggiore del merito e faciliti l’accesso a posti di particolare prestigio. Storie di concorsi truffa, che quasi sempre finiscono con un nulla di fatto, e che spesso sono il paravento per gli usurpatori di cattedre che alla fine restano al loro posto, alla faccia dei migliori. L’inchiesta di Sabrina Giannini oltre a svelare i trucchi di alcuni concorsi universitari, svela anche il sistema e lo scambio di favori che consente di far vincere alcuni “prescelti”. Nell’inchiesta si parlerà anche dei concorsi per le categorie reputate tra le più nobili e prestigiose di una nazione civile, come quello per i notai recentemente annullato e quello per un posto di giudice del Consiglio di Stato vinto da chi ha presentato titoli non sufficienti per partecipare. A giudicarlo sono stati i suoi stessi colleghi da tre anni. Lo avranno fatto con serenità, visto che proprio il Consiglio di Stato è considerato il massimo organo della giustizia amministrativa a cui spetta l’ultima parola sulla legittimità e correttezza dei concorsi pubblici?

A seguire, il servizio “La tessera nel pallone” di Luca Chianca.

Secondo i dati del Viminale gli incidenti tra le forze di polizia e i tifosi, durante le partite di calcio, sono in continuo calo dal campionato 2006/07 eppure lo scorso anno per aumentare la sicurezza negli stadi il Ministro dell’Interno ha introdotto un nuovo strumento: la tessera del tifoso. Rilasciata solo dopo il controllo della questura è anche uno strumento di “fidelizzazione” per le Società di calcio per creare una nuova categoria di tifosi, quelli “ufficiali”. Che la tessera non sia stata accettata di buon grado dai tifosi lo dicono i numeri degli abbonati di quest’anno: – 40.000 rispetto al campionato scorso. Siamo andati in giro per l’Italia per vedere come funziona, facendo anche un salto in Inghilterra, quella che una volta era la patria degli hooligan.

Infine, per lo spazio “C’è chi dice no”, un servizio dedicato ad “Ezio Orzes” di Giuliano Marrucci.

Con un traliccio che la taglia a metà, il progetto di una discarica da un milione di tonnellate di rifiuti l’anno e un cementificio autorizzato a bruciare monnezza di ogni genere come combustibile, il piccolo comune di Ponte nelle Alpi, provincia di Belluno, sembrava destinato a un triste futuro. Almeno fino a quando Ezio Orzes, il postino del paese, ha detto basta. Da quando è lui l’assessore all’ambiente il destino di Ponte nelle Alpi è cambiato dal giorno alla notte: invece che ospitare una discarica ospita la più efficiente società di gestione rifiuti dell’intera penisola, creata dal niente in pochi mesi e che oggi è anche un’opportunità di lavoro, E’ stato firmato un accordo con Terna per interrare l’elettrodotto, e hanno trovato il modo anche per convincere il cementificio a rinunciare di ricavare energia dai rifiuti. Perché dire no a volte è necessario, ma di sicuro non basta.

In chiusura di puntata, sui titoli di coda, contro i tagli alla cultura prosegue il corso d’inglese tenuto da John Peter Sloan, con la quinta lezione.

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Commenti»

1. Vincenzo - 15/05/2011

Come al solito la casta dei militari non viene menzionata. I Generali e/o Ammiragli per fare carriera e ricoprire cariche importanti, trascurano i problemi delle FF.AA. e si aggregano ad un “carro” politico. I vertici militari non vengono nominati per le loro capacità e/o per anzianità, bensì per le loro amicizie politiche. Indagate e ne scoprirete di cose belle!!


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