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TeleNews #54 – L’Eurofestival canta in italiano – Un passo avanti per Lamberto Sposini – I TeleRatti 2011 – Dal 2013 i Flintstones tornano in TV – La TV in edicola: Vittorio Sgarbi – Uman take control!, non all’altezza della sua infamia 18/05/2011

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Giornali e riviste, Musica, Nomination, Premi, TeleNews, TV ITA.
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Lo spazio “TeleNews – Notizie dal mondo della televisione” propone una rassegna stampa – segnalando le fonti di provenienza – di notizie ed argomenti vari legati al mondo dello spettacolo e della televisione italiana e straniera, e che non hanno trovato posto in altri appuntamenti abituali del blog.
Se avete segnalazioni da fare, lasciate il vostro messaggio qui.

  • L’Eurofestival canta in italiano
    Fortunato rientro dell’Italia al Eurovision Song Contest svoltosi ieri sera a Düsseldorf : il nostro Paese si è piazzato secondo, battuto dall’Azerbaigian e seguito dalla Svezia, grazie a Raphael Gualazzi con il brano «Follia d’amore» («Madness of love»). Indubbiamente uno dei migliori in una gara dominata da un certo conformismo stilistico adagiato su modelli dance e ballabili. In Italia il programma è stato trasmesso da Raidue commentato da Raffaella Carrà affiancata da Bob Sinclar, Massimo Bernardini e un gruppo di studenti. La canzone prima classificata «Running Scared» della coppia Eldar Gasimov and Niga Jamal, meglio noti come Ell/Nikki, appartiene al filone melodico-giovanilista e non sembrava assolutamente fra le favorite. Curiosamente sono rimasti lontani dal podio nomi e canzoni che i pronostici davano vincenti o piazzate: in particolare i britannici Blue e l’inquietante giovane voce lirica Aanauri Vassili che, con una canzone scritta in dialetto corso («Sognu») sta spopolando in Francia. Nella prima parte delle votazioni Gualazzi sembrava destinato ad andare a far compagnia alla Spagna in fondo alla classifica. Ma col passare dei minuti e una pioggia di «12», il punteggio massimo, arrivati da Albania, San Marino, Spagna, Romania, e altri paesi, l’artista italiano si è rapidamente avvicinato al podio, sorpassando tutti, compresa la Svezia, arrivata terza con un’ottima canzone «Popular», cantata da Eric Sade, oriundo libanese eseguita con una coreografia acrobatica di grande impatto. Delusione anche per i padroni di casa che speravano di ripetere il successo di Lena lo scorso anno. L’esecuzione di Gualazzi è stata impeccabile, e la raffinatezza del brano, dove ad un certo punto l’acuto vocale di Gualazzi si salda con l’assolo di tromba, non ha lasciato indifferenti le giurie e i telespettatori. Gualazzi, che aveva vinto nella sezione nuove proposte dell’ultimo festival di Sanremo, è stato scoperto da Franco Daldello e Caterina Caselli.

    Lo show, dal quale l’Italia mancava da 13 anni, e che è alla sua 56 esima edizione, è stato seguito da una platea di oltre cento milioni di telespettatori dalla costa dell’Atlantico al Mar Caspio. La cornice, un immenso stadio trasformato con scenografie e luci faraoniche, ha contribuito al successo della lunga serata.
    (fonte: “Corriere della Sera”, 15 maggio 2011 – articolo di Mario Luzzato Fegiz)
  • Sabato sera in TV, un relitto di tristezza
    I tempi cambiano
    , mai dimenticarlo. Una volta, il sabato sera era il giorno di festa della tv: il varietà più sontuoso, l’appuntamento più atteso, il divertimento più popolare erano riservati al sabato sera, il sabato del villaggio globale. Adesso è un relitto di tristezza, un’euforia da festa screditata.
    Su Raiuno andava in onda
    «Me lo dicono tutti» una sorta di «Scherzi a parte» con la regia di Jocelyn (Jocelyn!) e la conduzione di Pino Insegno (Pino Insegno!), il presentatore preferito dal direttore Mauro Mazza. Tra i protagonisti Emanuele Filiberto nelle vesti di un gestore di autolavaggio. Difficile mettere assieme una simile corrosione di sensatezza, di buon gusto, di felicità. Raiuno ci è riuscita felicemente.
    Su Raidue c’era l’Eurovision Song Contest
    2011 (si chiamava Eurofestival), condotto da Raffaella Carrà, attorniata da un nugolo di boys della sfrontatezza e del dilettantismo. Povera Raffaella: un passato da grande soubrette buttato via per un briciolo di effimera gloria, per soddisfare l’altrui mania di esprimere opinioni senza averne una. Per fortuna c’è stata l’esibizione di Raphael Gualazzi con il brano «Follia d’amore» («Madness of love»).
    Su Canale 5, per non farci mancare niente
    , ecco la seconda puntata di «Italia’s got talent», con Maria De Filippi, Gerry Scotti e Rudy Zerbi. Viene da rimpiangere «La corrida ». Ormai il numero di programmi che vengono costruiti all’insegna della «non coincidenza con il mondo» è impressionante.
    E giusto per rimpiangere il tempo che fu, spiace che la finale degli Internazionali di Roma di tennis, trasmessa domenica da SkySport, non sia sta commentata da Gianni Clerici e Rino Tommasi, i padri fondatori della moderna telecronaca a due. Le trasmissioni sportive devono molto ai due (i telecronisti di Sky sono tutti figli loro), inopinatamente spariti, e forse Roma avrebbe potuto rappresentare l’occasione per un grazie, per un congedo con l’onore delle armi.
    (fonte: “Corriere della Sera”, 17 maggio 2011 – articolo di Aldo Grasso)
  • Un passo avanti per Lamberto Sposini
    Passi avanti positivi per Lamberto Sposini, colpito da emorragia cerebrale il 29 aprile. Da lunedì il giornalista ha cominciato ad aprire gli occhi sia spontaneamente che dopo stimolazione e a manifestare piccoli segni indicativi di un iniziale recupero della coscienza.

    Già nei giorni scorsi le condizioni di Sposini, inizialmente apparse disperate, avevano segnato un piccolo miglioramento riaccendendo la speranza per una ripresa.
    Il conduttore televisivo e ancora ricoverato in terapia intensiva e i tempi restano lunghissimi, ma sicuramente il fatto che inizi a rispondere agli stimoli conforta sul prosieguo della terapia. La prognosi rimane comunque riservata.
    (fonte: TgCom, 17 maggio 2011)
  • I “TeleRatti” 2011
    Si apre ufficialmente la quinta edizione de “I Teleratti”, il premio che ‘elegge’ il peggio della televisione italiana, organizzato dal sito DavideMaggio.it. La Giuria di Qualità (composta da Donatella Aragozzini – Libero, Valeria Braghieri – Il Giornale, Marida Caterini – il Tempo, Maurizio Caverzan – Il Giornale, Alessandra Comazzi – La Stampa, Piero Degli Antoni – QN (Giorno-Carlino-Nazione), Luca Dondoni – La Stampa, Enrica Fantoni – Yahoo! Italia, Renato Franco – Corriere della Sera, Silvia Fumarola – Repubblica, Paolo Giordano – Il Giornale, Emanuela Grigliè – City, Andrea Laffranchi – Corriere della Sera, Sauro Legramandi – Tgcom, Maria Giovanna Maglie – Libero, Angela Majoli – ANSA, Paolo Martini – Sole 24 Ore, Valeria Massarelli – AGI, Alessandra Menzani – Libero, Marco Molendini – Il Messaggero, Guglielmo Nappi – Leggo, Leandro Palestini – Repubblica, Patrizia Pertuso – Metro, Ornella Petrucci – Il Velino, Laura Rio – Il Giornale, Gabriella Sassone – DagoSpia, Francesco Specchia – Libero, Carlo Tecce – Il Fatto Quotidiano, Michele Traversa – LSD Magazine, Maria Volpe – Corriere della Sera) ha reso note le nomination di categoria affinché il popolo del web possa eleggere i vincitori.
    I 5 minuti da dimenticare (ovvero il peggior “momento televisivo”)
    1. Federica Sciarelli comunica a Concetta Serrano il ritrovamento del cadavere della figlia in diretta tv (Chi l’ha visto, 6 ottobre 2011)
    2. Aldo Busi che in diretta tv dichiara “Caxxo in cxxo non fa figli ma brodo per conigli” (Stasera che sera, 9 gennaio 2011)
    3. Intervista di Barbara D’Urso a Francesco Nuti (Stasera che Sera, 16 gennaio 2011)
    Flop dell’Anno
    1. Centocinquanta (Rai 1)
    2. Stasera che Sera (Canale 5)
    3. Uman Take Control (Italia 1)
    Gli Scoppiati dell’Anno (ovvero la peggior coppia tv)
    1. Bruno Vespa – Pippo Baudo (Centocinquanta, Rai 1)
    2. Francesco Facchinetti – Belen Rodriguez (Ciak si canta, Rai 1)
    3. Pupo – Emanuele Filiberto (I Raccomandati, Rai 1)
    Le Ultime Parole Famose (ovvero la dichiarazione più imbarazzante rilasciata nel corso di un programma o alla carta stampata/sito web da un personaggio tv)
    1. Paolo Bonolis in un’intervista a Libero del 27 novembre 2010: “Diciamo che questo programma ha alcuni… stilemi del mio Senso della vita. Ma non è l’unico che gli somiglia”.
    2. Gerry Scotti nel corso della conferenza stampa di Paperissima del 14 dicembre 2010 sulla sua sovraesposizione: “Per la prima volta anche uno stakanovista come me ha dovuto mettere dei paletti legali. E quest’anno resterà un caso unico”.
    3. Barbara D’Urso nel corso della puntata di Pomeriggio Cinque del 9 maggio 2011: “Noi non abbiamo bisogno di mettere faccioni sul vidiwall e parlar male di persone. Noi vogliamo bene a tutti”.
    Lo Scostumato dell’Anno (ovvero il personaggio peggio vestito)
    1. Caterina Balivo
    2. Antonella Clerici
    3. Paola Ferrari
    4. Alessia Marcuzzi
    Peggior Autorato
    1. Centocinquanta (Rai 1)
    2. Stasera che sera (Canale 5)
    3. Uman Take Control (Italia 1)
    Peggior Fenomeno (da baraccone) di un reality/talent show
    1. Eleonora Brigliadori (Isola dei Famosi 8)
    2. Nando Colelli (GF 11)
    3. Guendalina Tavassi (GF 11)
    Peggior Fiction
    1. Il Peccato e la Vergogna (Canale 5)
    2. Le due facce dell’amore (Canale 5)
    3. Non smettere di sognare (Canale 5)
    Peggior Opinionista
    1. Mario Adinolfi
    2. Roger Garth
    3. La Pina
    4. Alessandro Meluzzi
    5. Anna Pettinelli
    6. Marina Ripa di Meana
    7. Vittorio Sgarbi
    8. Angela Sozio
    Peggior Personaggio
    1. Barbara d’Urso
    2. Fabrizio Corona
    3. Emilio Fede
    Peggior Programma di Informazione e Cultura (infotainment e tg inclusi)
    1. Articolo 3 (Rai 3)
    2. TG1 (Rai 1)
    3. Domenica Cinque (Canale 5)
    Peggior Programma di Intrattenimento
    1. Ciak si canta (Rai 1)
    2. Stasera che sera (Canale 5)
    3. Uman Take Control (Italia 1)
    Peggior Scenografia
    1. G’Day (La7)
    2. I Raccomandati (Rai 1)
    3. Uman Take Control (Italia 1)
    Le due categorie speciali (il TeleRattone 2011 – ovvero il Peggior Programma dell’Anno – e il TeleRatto della Critica) non avranno nomination ma saranno decretati autonomamente dai lettori (il primo) e dalla giuria di qualità (il secondo). Da domani alle 14.00 la palla tornerà nelle mani degli internauti che potranno votare collegandosi al sito web http://www.davidemaggio.it sino alle 23.59 di lunedì 23 maggio 2011.
    I vincitori verranno resi noti il 24 maggio unitamente al Peggior Programma dell’Anno (eletto dai lettori sulla base di votazioni libere) e TeleRatto della Critica (eletto dalla giuria di qualità). Seguiranno aggiornamenti nel corso della settimana con le iniziative radio-tv previste per i TeleRatti 2011.
    (fonte: IlVelino.it, 17 maggio 2011)
  • Dal 2013 i Flintstones tornano in TV
    “I Flintstones” torneranno in televisione in una versione contemporanea. Il network FOX sta lavorando ad un riavvio della prima sit-com animata della televisione, nata da Hanna & Barbera nel 1960 ed andata in onda per sei anni, fino al 1966, con 166 episodi, a cui si sono aggiunti 11 film d’animazione e due live action.
    La pietra miliare dell’animazione americana è inoltre stata la prima serie animata ad essere stata nominata come Miglior Comedy agli Emmy Awards.
    La Fox ha affidato il progetto a Seth MacFarlane, creatore di diverse serie TV animate di successo come “I Griffin”, “American Dad” e “The Cleveland Show”.
    « Una delle prime cose che ho disegnato è stata Fred Flintstone – ha commentato MacFarlane – I personaggi saranno gli stessi, le uniche cose che cambieranno saranno le storie».
    Verrà proposto un mondo preistorico più vicino allo stile di vita dell’uomo moderno, con riferimenti agli oggetti simbolo della società contemporanea, rivisitati in chiave primitiva. Un esempio l’ha fornito lo stesso MacFarlane, chiedendo quale sia “la versione preistorica di un iPod”.
    (fonte: LaStampa.it, 17 maggio 2011)

LA TV IN EDICOLA

  • “SORRISI E CANZONI TV” n°21/2011
    Il numero in edicola presenta in copertina Vittorio Sgarbi, da questa sera conduttore di un discusso ed atteso programma in prima serata su Rai 1.

L’OPINIONE

  • “Uman take control!”, non all’altezza della sua infamia
    Certi flop sono più significativi di altri programmi che invece vegetano nel palinsesto per mesi e mesi, senza infamia e senza lode. Uman-Take Control, «il reality più estremo della tv», è stato chiuso alla seconda puntata per carenza di ascolti e perché giudicato «un esperimento fallito» dal direttore di Italia 1.
    In che consisteva l’esperimento e perché è fallito? L’idea narrativa era moralistica, priva di fondamento: si sarebbe trattato, secondo gli autori, di «ri-umanizzare» alcuni ex concorrenti di reality facendo loro rivivere i vari stadi dell’educazione: dalla prima infanzia, con ciucciotto e omogeneizzati, fino all’età adulta. Idea insensata perché i concorrenti dei reality dimostrano ad ogni occasione di essere fin troppo umani: lontanissimi dal primitivismo e dalla barbarie, anzi sensibili al minimo umore della società. Più che selvaggi in attesa di essere ri-umanizzati sembravano figuranti precari speranzosi in un rilancio d’immagine; una specie di seconda chance, per non dire minestra riscaldata.
    Un nocciolo vivo il programma ce l’aveva ma stava altrove. Stava nell’idea di un universo sadico e concentrazionario che portasse alle ultime conseguenze la metafora del Grande Fratello, inteso non come format televisivo ma proprio come romanzo di Orwell. «Il pubblico ha il controllo totale sulle vostre vite», diceva ai concorrenti Rossella Brescia: ed era vero. Il luogo dove vivevano non aveva finestre, per fare qualunque cosa dovevano chiedere al pubblico il permesso.
    «Per loro è un clic, per noi è un massacro»; la vita umana ridotta a un titolo azionario, le espulsioni legate alle quotazioni dell’umanometro («come nella vita, così nella Borsa»). Alla trasfigurazione satanica del comunismo si sarebbe sostituita la «tirannide della maggioranza» di cui già si parlava agli albori della democrazia moderna; la favola del «pubblico sovrano» avrebbe mostrato il suo vero volto, di arbitrio capriccioso e feroce. Ci sarebbero stati i pavidi («il pubblico ci punisce ma è giusto così») e gli eroi («dobbiamo ribellarci tutti insieme»); meglio se a soffrire tutto questo fossero stati degli sconosciuti.
    Gli autori non hanno avuto il coraggio e quindi hanno cercato di buttarla in ridere: i quesiti al pubblico, sulla vita e sulla morte dei concorrenti, sono diventati fatui e leziosi («volete salvare il pupazzetto rosa di Maicol?»); hanno puntato sulla gnocca, con tutine aderenti e semi-spogliarelli. Quando nella seconda puntata sono apparse le stimmate inevitabili di ogni reality mediocre, le liti fatte di «sei una falsa» e «allora vediamo la registrazione», e poi perfino l’esecrabile macchina della verità, si è capito che avevano mollato, che si erano normalizzati per un brandello di audience. Che puntualmente non è arrivato perché ormai era una mezza cosa. Il difetto principale non è stato lo scarso ritmo, né il poco affiatamento dei conduttori; ma che non hanno saputo mantenersi all’altezza della loro infamia.
    (fonte: “La Stampa”, 15 maggio 2011 – articolo di Walter Siti)

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