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Edicola – “Storica National Geographic” n°28, giugno 2011: “Luigi XIV, inventore dell’assolutismo” 20/05/2011

Posted by Antonio Genna in Storia, Storica NatGeo.
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storicangE’ in vendita in edicola, al prezzo di 3,90 €, il numero 28 – Giugno 2011 del mensile “Storica National Geographic”, edito da RBA Italia e certificato dal marchio “National Geographic”, autorevole in campo divulgativo storico e geografico e già presente in Italia con l’omonimo mensile.
A seguire, la copertina del numero e l’editoriale del direttore Giorgio Rivieccio.

AL CINEMA CON LUIGI XIV

La più bella lezione di storia sul Re Sole forse è quella di un regista, Roberto Rossellini. Il grande cineasta girò nel 1966 La presa del potere da parte di Luigi XIV (fortunatamente oggi disponibile su Dvd). Rossellini seppe rendere alla perfezione l’uso dello sfarzoso cerimoniale attuato dal Re Sole per depauperare le velleità dei nobili sul piano socio-economico, e la maturazione dell’acuto talento politico con cui il sovrano riuscì a trasformare la sua monarchia in senso assolutistico. Un film senza sbavature e grossolanità, come invece oggi accade spesso nei “polpettoni” 28 pseudostorici.

A seguire, l’editoriale del direttore Giorgio Rivieccio.

I Vichinghi, lontani ma non troppo

La storia deve necessariamente essere organizzata attraverso nomi, nomi di popoli, periodi delimitati da date, anche se questi raggruppamenti vengono definiti soprattutto dai posteri e devono per forza seguire linee precise e steccati rigidi, altrimenti lo studio del passato diventerebbe caotico. Il caso dei Vichinghi è abbastanza emblematico. In genere questo nome ricorda soprattutto un popolo scandinavo bellicoso e feroce, composto da individui alti, grossi, biondi, con elmi cornuti, che seminò il terrore in Europa settentrionale durante il Medioevo e con il quale abbiamo poco da spartire. In realtà, i Vichinghi furono un popolo cruciale nella storia d’Europa e anche della nostra. Perché i famosi Normanni, che invasero la Francia nord-occidentale, l’Inghilterra e l’Italia meridionale non erano che Vichinghi. Tale nome, originariamente, indicava le genti che provenivano dalla Scandinavia e che erano dedite soprattutto alla pirateria. Poi, durante l’età carolingia, cioè nel IX secolo, questi popoli, specie quelli provenienti dallo Jutland e dalla Scandinavia meridionale, divennero noti come Norsemen (uomini del nord) poi contratto in Normans e in italiano Normanni. Così dettero nome alla Normandia (e non il contrario), la regione francese che avevano conquistato. Si integrarono con gli abitanti locali, Germani e Gallo-Romani, e nel tempo presero nomi francesi. I Normanni di Puglia, Calabria e Sicilia, e i loro re come Ruggero II di Altavilla, quindi, non erano altro che Vichinghi, sia pure diluiti con geni gallo-germanici. Dall’altra parte della Manica, William the Conqueror (Guglielmo il Conquistatore), che nel 1066 sbarcò in Inghilterra e la sottomise, era un re normanno e la sua gente sostituì gli Anglosassoni nella classe dominante inglese. Quindi, imbattendovi nel servizio sui Vichinghi in questo numero, dimenticate gli elmi con le corna (che peraltro non sonomai esistiti) e guardate a questo popolo come a un importante tassello della storia dell’Europa. Il mondo è più piccolo di quanto si immagini e i percorsi della storia molto più complessi e sottili delle semplificazioni spesso necessarie. E anche in questo sta il suo fascino.

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