jump to navigation

TeleNews #55 – Da Agcom multe ai Tg Rai e Mediaset – Rai, perdita di 98,2 milioni di euro nel 2010 – Il flop del programma di Vittorio Sgarbi – Canale 5 rinvia le vacanze – Checco Zalone Show – La TV in edicola: Antonella Clerici – Il 31 luglio Sky chiude Current TV – Video: Il Volo ad American Idol 25/05/2011

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Giornali e riviste, Musica, TeleNews, TV ITA, Video e trailer.
trackback

Lo spazio “TeleNews – Notizie dal mondo della televisione” propone una rassegna stampa – segnalando le fonti di provenienza – di notizie ed argomenti vari legati al mondo dello spettacolo e della televisione italiana e straniera, e che non hanno trovato posto in altri appuntamenti abituali del blog.
Se avete segnalazioni da fare, lasciate il vostro messaggio qui.

  • Da Agcom multe ai Tg Rai e Mediaset
    L’invasione di Berlusconi in tv costa cara alle emittenti che hanno ospitato, venerdì 20 maggio, gli intervento del presidente del Consiglio. Pesanti le sanzioni inflitte ai telegiornali interessati dall’Agcom, l’Autorità garante delle telecomunicazioni: oltre 250 mila euro di multa (il massimo previsto per legge, poiché recidive) a Tg1 e Tg4, mentre Tg2, Tg5 e Studio Aperto (Italia Uno) dovranno pagare 100 mila euro ciascuno. “Violazione dei regolamenti elettorali”, si legge nella nota diffusa dalla Commissione presieduta da Corrado Calabrò. Immediata la reazione dei diretti interessati: Mediaset si dice “allibita”, il direttore del Tg1 Augusto Minzolini “esterrefatto”, il collega del Tg5, Clemente Mimun, parla di “sanzione intimidatoria che di fatto impedisce alle tv di fare informazione”. Le sanzioni, mercoledì, saranno oggetto di un confronto in cda a viale Mazzini. Ma la giornata registra anche un intervento dell’ex numero uno di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, che sul sito della sua fondazione Italia Futura attacca duramente il centrodestra e l’atteggiamento di Silvio Berlusconi.
    Le sanzioni. La Commissione servizi e prodotti dell’Agcom, spiega una nota, ha esaminato la situazione di venerdì 20 maggio, “nella quale si è avuta la trasmissione, in prime time, da parte dei notiziari Tg1, Tg2, Tg5, Tg4 e Studio Aperto, di interviste al Presidente del Consiglio. Sul punto – si legge ancora – l’Autorità aveva chiesto lo scorso 21 maggio chiarimenti urgenti alle emittenti interessate. Considerate le osservazioni pervenute da Rai e Mediaset, la Commissione ha ritenuto che le interviste, tutte contenenti opinioni e valutazioni politiche sui temi della campagna elettorale, e omologhe per modalità di esposizione mediatica, abbiano determinato una violazione dei regolamenti elettorali emanati dalla Commissione parlamentare di Vigilanza e dall’Agcom”. Per finire, l’Autorità ha “chiarito che il divieto di diffusione di sondaggi sulle intenzioni di voto rimane in vigore su tutto il territorio nazionale fino allo svolgimento del secondo turno delle elezioni amministrative”. Le sanzioni, ha aggiunto più tardi il presidente dell’Autorità Calabrò, seguono “una valutazione strettamente giuridica e nessuna valutazione politica. La commissione ha fatto una valutazione tecnica e giuridica della situazione: la violazione c’è e le sanzioni ne sono la naturale conseguenza”.
    Le reazioni. “Sono furibondo”, dice il direttore del Tg4 Emilio Fede, che fa eco al direttore del Tg5, Clemente Mimun, secondo il quale la sanzione è “paradossale e intimidatoria e di assoluta gravità”. Mediaset, da dove si dicono “allibiti”, annuncia che Cologno Monzese “ricorrerà immediatamente al Tar” perché “con questa decisione l’Autority impedisce di fatto alle televisioni di fare il proprio mestiere di informazione e in questo modo diventa parte anziché arbitro, come la legge vorrebbe, del confronto politico”. “Esterrefatto” si dice invece Augusto Minzolini. “L’Agcom ha multato tutte le tv che hanno fatto un’intervista al premier che non parlava dal giorno delle elezioni – commenta il direttore del Tg1 – secondo l’Autorità, il capo del governo non doveva essere intervistato. Quindi il criterio giornalistico è stato messo da parte e ne è stato introdotto un altro dai contorni confusi che non è neppure quello della par condicio, visto che l’equilibrio era assicurato dalla natura e dai tempi delle presenze dei politici dell’opposizione nelle edizioni del tg sia dei giorni precedenti che di quelli successivi. Come possono confermare i dati”.
    I commenti. Plauso di Italia dei Valori alla decisione dell’Agcom, ma Antonio Di Pietro annuncia anche un esposto alla Corte dei Conti per danno erariale, “per indentificare i responsabili del grave costo che il servizio pubblico dovrà pagare per quelle interviste”. Quanto all’Agcom, aggiunge Francesco “Pancho” Pardi, “una volta tanto ne apprezziamo il tempismo, si interviene a pochi giorni dalla violazione delle regole della par condicio, ma siamo anche sconcertati perché ormai è chiaro che il meccanismo delle sanzioni non è più efficace”. Bene le multe, “ma il riequilibrio quando arriverà – si chiede il capogruppo Pd al Parlamento europeo, David Sassoli, ex giornalista Rai – ad urne chiuse? La decisione dell’Agcom conferma quello che avevamo denunciato ma non va oltre le sanzioni economiche, che nel caso specifico si trasformano in una voce della campagna elettorale di Berlusconi pagata dai cittadini”. Per il sindacato dei giornalisti Rai, l’Usigrai, “l’azienda dovrà rivalersi sui direttori che hanno determinato le sanzioni. Si apra subito un’istruttoria interna e si contestino i comportamenti palesemente in violazione delle regole. Un errore è possibile, ma qui va verificato anche sul piano disciplinare se si sia andati oltre l’errore”.
    Montezemolo, attacco al centrodestra e al premier. La giornata (iniziata con un nuovo messaggio web del presidente del Consiglio, e con le affermazioni del leader della Lega Umberto Bossi secondo il quale Al Qaeda farebbe il tifo per Pisapia), registra anche un intervento dell’ex presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, che in un editoriale sul sito della sua fondazione Italia Futura critica duramente il centrodestra, colpevole a suo giudizio di aver scelto “la strada della guerra civile a bassa intensità”. Un affondo pesante, in cui si legge che “in vista del secondo turno delle amministrative di Milano e Napoli la coalizione di governo sembra avere scommesso sulla liquefazione di ogni strategia politica. Già il primo turno aveva rivelato l’insofferenza di tanti moderati nei confronti della retorica dell’estremismo a cui si erano dedicati Berlusconi e i suoi alleati. Evidentemente il messaggio dell’elettorato non è stato recepito con chiarezza”. Per Montezemolo “stiamo assistendo una volta di più alla peggiore campagna elettorale fatta di veleni e contrapposizioni, fuori dai problemi veri della gente. Già l’ultima aveva battuto tutti i record. Qui stiamo andando oltre ed è proprio quello che, credo, gli italiani non vogliono”.
    Bersani: “Con le paure non si vince”. Al presidente del Consiglio replica Pierluigi Bersani. Milano, osserva, “è diventata il simbolo della campagna elettorale. Se vince Pisapia diventa una città islamica, come ha detto il presidente del Consiglio? Caro Berlusconi – dice il segretario del Pd – ti accorgerai che nel suscitare le paure non si vince. Noi siamo tranquilli e sereni anzi le tue parole le prendiamo sul ridere. Suggerisco già a qualche vignettista questa ipotesi. Il giorno dopo il ballottaggio a Milano, il burqa dovrà metterselo lui per non farsi vedere per strada. Dopo le elezioni – conclude Bersani – diremo al premier di cambiare registro, di lasciare da parte il suo clientelismo e di pensare alle cose di cui questa nazione ha bisogno: la riforma fiscale, il lavoro per i giovani, le politiche sociali”.

    (fonte: Repubblica.it, 23 maggio 2011)
  • Rai, perdita di 98,2 milioni di euro nel 2010
    Il consiglio di amministrazione della Rai, riunito oggi a Viale Mazzini, ha approvato all’unanimita’ il progetto di bilancio civilistico di Rai Spa e di bilancio consolidato di Gruppo per l’esercizio 2010 che verra’ sottoposto all’Azionista.
    L’esercizio 2010 del Gruppo Rai, si legge in una nota, “si chiude, a fronte di un budget iniziale negativo previsto di 118 milioni di euro, con una perdita pari a 98,2 milioni di euro. Questo risultato si e’ reso possibile grazie agli interventi di razionalizzazione e contenimento dei costi. Nel 2009 il risultato era stato negativo per 61,8 milioni di euro. La posizione finanziaria resta stabile rispetto al 2009”.
    L’andamento della gestione del 2010, “grazie soprattutto al grande impegno delle strutture aziendali e delle societa’ del gruppo, ha permesso di migliorare le previsioni del budget e di superare le aspettative rispetto al percorso tracciato dal Piano Industriale 2010 – 2012 che ha come obiettivo il raggiungimento dell’equilibrio economico strutturale entro il 2012.
    “La riduzione dei costi che la Rai -prosegue la nota- ha operato nel corso degli ultimi 5 anni e’ valutabile in termini nominali in circa 100 milioni di euro che corrispondono a circa 250 milioni di euro tenendo conto della dinamica inflazionistica 2005-2010”.
    “La perdita 2010 -sottolineano in Azienda- e’ stata contenuta nonostante il rilevante e persistente fenomeno dell’evasione da canone ordinario e speciale, i crescenti impegni finanziari da Servizio Pubblico e gli ingenti investimenti che la Rai ha dovuto affrontare nell’anno appena trascorso per l’adeguamento tecnologico del digitale terrestre”.
    (fonte: Adnkronos, 19 maggio 2011)
  • Il flop del programma di Vittorio Sgarbi
    L’8.27% di share con poco più di due milioni di telespettatori (2.064mila): questo il risultato in termini di ascolti del programma «Ci tocca anche Sgarbi» del critico d’arte che mercoledì sera ha esordito in prima serata su Rai1. Il risultato è nettamente al di sotto della media degli ascolti delle rete per la prima serata.
    LA SOSPENSIONE
    – L’ufficio stampa della Rai annuncia la sospensione del programma. «La decisione – si legge nel comunicato – è stata comunicata al Professor Sgarbi che l’ha condivisa». La sospensione del programma è legata esclusivamente ai bassi ascolti ottenuti mercoledì sera nella puntata di esordio. È questa la motivazione che viene fornita in ambienti aziendali.
    Si sottolinea inoltre, apprende l’Agi, che la sospensione in realtà, riguarda una sola puntata perché ne erano previste due in questa fase, per poi ripartire a settembre con altre quattro. Il risultato di mercoledì è fortemente penalizzante per la Rete ammiraglia rispetto al trend del periodo di garanzia (di solito almeno il doppio, ndr). Di qui la decisione di sospendere subito il programma.
    IL COSTO
    – Dopo il flop cresce la polemica su quanto è costato il programma: sembrerebbe un milione di euro solo per Sgarbi e otto milioni per tutte le puntate. Il conduttore però smentisce e parla di 500 mila euro per tutte le cinque puntate. Il contratto con Vittorio Sgarbi, secondo quanto scrive l’Agi, sarà onorato. Marco Travaglio si è lasciato andare a una lunga risata: «Spero che adesso sia verificato quanto il costosissimo programma di Sgarbi in prima serata su Rai1 abbia fatto perdere alla Rai». Luca Borgomeo, presidente dell’ associazione di telespettatori cattolici Aiart, si chiede «quanto è stato speso per un programma bloccato ancor prima di nascere? Uno spettacolo – osserva in una nota – per tanti versi noioso, con pochi spunti originali. Il tempo dei telepredicatori è finito». I senatori del Pd Roberto Della Seta e Francesco Ferrante hanno presentato un’interrogazione urgente al ministro Romani: «Vittorio Sgarbi si è prodotto in un monologo di attacco alle energie pulite, pieno zeppo di affermazioni false e di accuse del tutto inventate. Tutto ciò è inaccettabile e indecente, tanto più perché ad ospitare questo spettacolo di quart’ordine, che ha registrato un flop clamoroso, è stato il servizio pubblico radiotelevisivo. «Il flop del programma di Vittorio Sgarbi era evidentissimo già nel suo svolgersi, per la maldestra combinazione di noia e faziosità senza costrutto – dice Vincenzo Vita, senatore Pd e membro della Vigilanza – e ora c’è solo da augurarsi che la nuova Direzione generale dia delle risposte su quanto è accaduto».
    «È STATO UN FUNERALE»
    – «Pensavo ad un risveglio diverso, invece di un matrimonio è stato un funerale ed è difficile capirne le ragioni» è il primo commento di Sgarbi in conferenza stampa. «Chi l’ha visto e Melania – ha aggiunto – sono di interesse superiore rispetto alla difesa del paesaggio. Forse sul paesaggio dovevamo fare una puntata di Chi l’ha visto». Poi l’ammissione di colpa senza dimenticare le forte noti polemiche: «E’ colpa mia. Ho sbagliato io a imporre un meccanismo narrativo non da prima serata. La Rai vuole il giallo di Avetrana, le escort di Berlusconi, gli omicidi, non è interessata alla cultura».
    «Ho ricevuto 500 messaggi tutti positivi: a qualcuno quel modello è piaciuto – spiega Sgarbi -e forse il mio spazio potrebbe essere di notte, prima di Marzullo. Posso solo dire che potevano essere diversi i ritmi, non potevano essere diversi i contenuti». Sui costi il critico d’arte si giustifica: «I costi della mia trasmissione sono i costi della cultura. Anche Pompei costa. Purtroppo la cultura costa e costa anche in televisione. Non è Chi l’ha visto». E sul futuro: «Dovrò andare nei programmi pomeridiani a parlare di sangue dove il successo è assicurato».
    I coautori del programma, Diego Volpe Pasini e Carlo Vulpio sono critici con la decisione della Rai: «Troppa fretta per chiudere “Ci tocca anche Sgarbi”. La verità è che stavamo facendo cose troppo interessanti e siamo stati immediatamente azzoppati. Dalla struttura interna abbiamo avuto solo bastoni tra le ruote».
    LA FESTA DA BERLUSCONI E LA LITE COI GIORNALISTI
    – Al termine della sua trasmissione, il critico televisivo, «accompagnato da tutta la redazione», è andato «per un brindisi, una festa a casa del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi». Di più. «Berlusconi – ha raccontato Sgarbi – era compiaciuto per la trasmissione. Ha fatto alcune osservazioni tecniche, da uomo di televisione, sul programma: ha parlato dei ‘tempi televisivi’, ha criticato l’uso e il volume dei microfoni, che non facevano capire bene le parole, ma soprattutto era compiaciuto», ha insistito Sgarbi a più riprese, del fatto che «per una volta fosse assolutamente tranquillo che non si parlava di lui in un programma televisivo».
    La ‘rivelazione’ di Sgarbi ha innescato una querelle con alcuni giornalisti presenti, che hanno definito «anomalo» il fatto che al termine di un programma, peraltro rivelatosi fallimentare in termini di audience, tanto da portare a una immediata chiusura dopo la prima puntata, tutta la redazione fosse andata a festeggiare a casa del premir. «Non c’è niente di anomalo – ha insistito Sgarbi – perché Silvio Berlusconi è un mio amico. È anzi logico andare a festeggiare a casa di un amico. Noi siamo andati a casa dell’amico, non del premier, tanto è vero che c’erano anche Tatti Sanguineti e Filippo Martinez (autori del programma) anche se Sanguineti è comunista e Martinez anarchico».
    Sollecitato sul fatto che il programma, secondo la volontà dell’ex dg Rai Mauro Masi, dovesse essere una sorta di riequilibrio a favore della destra nel servizio pubblico, Sgarbi è sbottato. «Ma quale destra e destra, se Vulpio (coconduttore e autore della trasmissione) è dell’Idv… L’unica cosa che io ho concesso a Berlusconi è che nel programma non si parlasse di lui. E non per qualche strana ragione, ma solo e semplicemente perché a me non interessa nulla di Silvio Berlusconi, di quello che fa o delle sue donne. Io non mi occupo di dove Berlusconi mette una parte ben specifica del suo corpo. Io penso alla mia».
    (fonte: Corriere.it, 19 maggio 2011)
  • Canale 5 rinvia le vacanze
    Con il proliferare delle reti digitali le generaliste sono costrette ad allungare la stagione. Oltre ad Alfonso Signorini per “Cucinando con le stelle”, Canale 5 ha chiesto anche a Federica Panicucci di rinviare le ferie per farle condurre due serate di “Extreme Makeover: Home Edition”, il format in cui una squadra di manovali rivoluziona gratuitamente la casa di una famiglia popolare. Entrambi i programmi sono targati Endemol.
    (fonte: “Il Giornale”, 24 maggio 2011 – articolo di Maurizio Caverzan)
  • Fazio si prepara al tris
    Fino a qualche anno fa la serata del lunedì televisivo era consacrata al film su Rai 1. Oggi Rai 3, che ha fatto suo l’esperimento, non riesce a portare a casa ascolti decenti (quando va bene si fa il 7%). Allora si è pensato di dirottare Fabio Fazio con il suo Che tempo che fa anche al lunedì, dalle 21 alle 22 (dopo i due appuntamenti del week end) per fare da traino alla pellicola in programmazione.
    (fonte: “Italia Oggi”, 20 maggio 2011 – articolo di Marco Castoro)
  • In autunno arriva il “Checco Zalone Show”
    Sarà Checco Zalone il volto nuovo di Canale 5 per la prossima stagione. Lo rivela Tv Sorrisi e Canzoni in edicola. Dopo una lunga trattativa i dirigenti del Biscione sarebbero riusciti a convincere Zalone a tornare in prima serata a ottobre. Quattro sono gli speciali previsti del «Checco Zalone Show», più un «meglio di» finale. Checco proporrà i suoi pezzi storici, avrà una band in studio e presenterà nuove imitazioni. A far da contorno allo show, in ogni puntata, tanti ospiti famosi che saranno gli «amici» di Checco. Oltre che su Zalone, Mediaset punta sul ritorno di «Scherzi a parte», e sulle certezze di «C’è posta per te» e del «Grande Fratello», che si allungherà ancora di più.
    (fonte: “TV Sorrisi e Canzoni”, 24 maggio 2011)
  • Le arene politiche accendono la TV
    La politica surriscalda il piccolo schermo. A una settimana dai decisivi ballottaggi di domenica prossima, lo scontro s’accende in tv. Tre i dati più interessanti. Primo, il trionfo delle «arene»: «Annozero» di Michele Santoro aumenta sensibilmente i propri ascolti (400 mila spettatori in più), risultando il programma più seguito nella settimana, con 5.876.000 spettatori medi, uno share da ammiraglia (22,3%) e i consueti picchi (oltre 7 milioni di persone) sui battibecchi fra Travaglio e Belpietro. Ma anche «Ballarò»si è svegliato: la puntata di martedì ha fatto registrare 5 milioni e mezzo di spettatori (1 milione in più), con uno share che sfiora il 20%. Il pubblico di «Annozero», come quello di «Ballarò», corrisponde all’identikit dell’«appassionato di politica», una persona propensa a seguire i dibattiti, soprattutto in alcune circostanze: maschio, adulto- anziano, con livelli d’istruzione medio-alti, residente soprattutto al Centro, o al Centro-Nord.

    Secondo dato: la controffensiva mediatica di Berlusconi non è sembrata così efficace come i dibattiti nelle arene. Le interviste-monologo sui principali Tg nazionali non hanno fatto registrare modificazioni significative, e anzi alcuni tg (come il Tg1) hanno perso un po’ d’ascolto (500 mila spettatori in meno). S’è invece ulteriormente consolidata la leadership del premier sui tempi di parola, anche se le ultime settimane hanno fatto registrare una sensibile crescita di visibilità di Pier Luigi Bersani. Terzo dato: la politica dei comici. Non si può non sottolineare l’ottimo risultato d’ascolto di «Italialand», lo spettacolo teatrale di Maurizio Crozza che porta a La7 2.400.000 spettatori, quasi il 10% di share. Sono solo dati relativi a consumi televisivi, ma qualche piccolo segnale sul clima culturale del Paese lo danno. In collaborazione con Massimo Scaglioni, elaborazione Geca Italia su dati Auditel.
    (fonte: “Corriere della Sera”, 23 maggio 2011 – articolo di Aldo Grasso)
  • De Filippi e D’Urso doppiano il Tg1 elettorale
    C’è poco da fare contro le signore del Biscione: nemmeno lo speciale del Tg1 sui primi dati delle elezioni amministrative è riuscito a scalfire donna Maria e lady Barbara. Lunedì 16 maggio 2011 Uomini e Donne, condotto da Maria De Filippi, è stato seguito in media da 2.454.000 telespettatori, per uno share del 19,16%. A seguire il Pomeriggio Cinque con Barbara D’Urso ha ottenuto nella prima parte 2.307.000 telespettatori, share 20,84%; nella seconda 2.372.000 (21,61%) e nella terza 2.440.000 (20,23%).
    Per Francesco Giorgino e i suoi ospiti, tra cui anche il direttore Augusto Minzolini, l’ascolto medio è stato di 1.541.000 telespettatori, share 13,43%. Non che al Tg3 sia andata meglio: ha totalizzato 1.198.000 telespettatori, share 10,60%. Perfino la millesima replica della Signora in giallo è andata vicino al sorpasso. In prima serata su Rai 1 lo Speciale Porta a Porta condotto da Bruno Vespa ha registrato una media di 4.018.000 telespettatori, share 15,07%.
    Oltre un milione in meno del primo episodio della fiction con Enrico Brignano. Tra i tiggì le elezioni portano bene soprattutto a Enrico Mentana (11,73% di share) che divide la prima pagina di La7 con Gad Lerner (L’Infedele all’8,21%).
    (fonte: “Italia Oggi”, 18 maggio 2011 – articolo di Marco Castoro)
  • I nanoshare differiti
    Ci si aspettava qualcosa di più dal conteggio degli ascolti differiti (derivanti dalle registrazioni con i decoder di ultima generazione o dalle visioni on demand) per i quali l’Auditel ha implementato il sistema di rilevazione. Invece, dopo le prime settimane, la somma di tutti i canali fattura un modesto 0,5 per cento in più, di cui lo 0,2 per le reti Fox. Ma sono cifre destinate a crescere, dicono gli esperti…
    Il fatto di rilevare i dati di ascolti anche per i programmi in differita ha aperto un nuovo scenario per la pubblicità di Sky. Fino a qualche mese fa il registratore MySky veniva utilizzato negli spot per permettere di rivedere un’azione o una sequenza, o magari per fermare il programma in quei minuti necessari per andare al bagno. Oggi invece abbiamo testimonial illustri come Alessandro Gassman, Giovanna Mezzogiorno e Alessandro Del Piero che invitano l’abbonato Sky a non guardare la tv, ma andare a giocare a calcetto, oppure fuori nel week-end o a fare di più l’amore. Tanto c’è MySky che registra.
    (fonte: “Italia Oggi”, 18 e 20 maggio 2011 – articolo di Marco Castoro)

LA TV IN EDICOLA

  • “SORRISI E CANZONI TV” n°22/2011
    Il numero in edicola presenta in copertina Antonella Clerici, che torna su Rai 1 con uno speciale sulla nuova stagione dell’Arena di Verona.
    Antonella Clerici a ruota libera in una intervista esclusiva. Sulle voci che la vorrebbero alla guida della prossima edizione di «Miss italia» dice: «Ho ricevuto una telefonata affettuosa, di stima, da Patrizia Mirigliani. Mi ha detto che gradirebbe che fossi io a condurre, ma che deve essere la Rai a decidere. Quindi per ora non c’è nessuna proposta ufficiale. Però mi piacerebbe! È l’unica cosa che mi manca in Rai. Mi fa ridere che nell’anno in cui il concorso apre alle forme e alla taglia 44 abbiano pensato a me! È un’apertura giustissima: la donna italiana nell’immaginario collettivo è quella con misure prosperose. E poi è una decisione al passo con i tempi: le ragazze oggi non sono filiformi e si mortificano per entrare in una taglia che non è la loro».
    Intervistata per il suo ritorno in tv con «Arena di Verona – Lo spettacolo sta per iniziare», una serata evento dedicata all’opera (in onda il prossimo 1° giugno in diretta su Rai 1 e Rai Radio 1, ndr) la Clerici afferma che «introdurrò ogni opera spiegandola come fosse un grande romanzo d’amore. Perché è proprio questo che sono “La Traviata”, l’“Aida”, “La Bohème”, “Romeo e Giulietta”: delle travolgenti e struggenti storie d’amore». E non esita a parlare della propria storia d’amore, anch’essa tormentata, con Eddy Martens: «Dopo un periodo difficile, io e Eddy abbiamo deciso che a un grande amore bisogna dare un’altra possibilità, poi vedremo se saremo così bravi da riuscirci. Ho sempre pensato che se le cose finiscono è inutile star lì a rimestare. In questo caso però tra noi c’è ancora un sentimento e vale la pena di riprovare. Certo, bisogna che da parte di tutti e due ci sia un cambiamento di vita reale, tenuto conto delle esigenze di entrambi e del fatto che abbiamo una figlia. Probabilmente abbiamo bruciato le tappe. Ci siamo conosciuti, siamo andati a vivere insieme, io l’ho fagocitato nel mio mondo, abbiamo avuto una bimba: ora dobbiamo mettere ordine. Stiamo cercando un compromesso che ci consenta di vivere al meglio la nostra storia d’amore. Poi, chi vivrà vedrà…»

APPROFONDIMENTO

  • Il 31 luglio Sky chiude Current TV
    Current ha già mostrato i documenti e i numeri della verità: il 22 aprile Sky ha cancellato il canale italiano del network di Al Gore senza alcuna offerta di negoziazione. Una decisione perentoria e irrevocabile, tanto da contenere soltanto le necessarie note legali per il licenziamento dell’intero staff italiano.
    Solo il 10 maggio Joel Hyatt e Al Gore hanno incontrato James Murdoch per protestare contro quella che e’ un’evidente decisione politica e ideologica.
    Il 13 maggio, probabilmente preoccupati da una possibile  reazione dell’opinione pubblica, Sky ha inviato per nascondere le proprie reali intenzioni la sua unica e inaccettabile offerta (1milione di euro, la stessa cifra che avevano proposto per chiudere il canale, meno di 1/3 del corrispettivo annuale dal 2008 al 2011, cioè circa 3.2 milioni di Euro). Un affronto a cui Joel Hyatt ha risposto con la mail (riportata in calce): “deve trattarsi di un errore tipografico”.
    E’ questo il motivo per cui Tom Mockridge ha inviato lo stesso documento nascondendo le cifre con bianchetto a tutti gli abbonati che hanno contattato Sky per protestare.
    Current non ha mai chiesto 10 milioni di dollari. La sola richiesta avanzata, in relazione all’offerta del 13 maggio, era di un incremento di 0.02 euro per abbonato (quindi circa 1 milione di euro in più all’anno).
    Ora Sky sostiene che il fax inviato il 22 aprile era solo il’inizio della negoziazione.
    Falso: il 29 aprile Tom Mockridge ha inviato una nuova lettera che confermava, a scanso di equivoci, la decisione di cancellare Current: “Caro Joel, tanto per fugare ogni dubbio, non abbiamo mai parlato di alcun rinnovo televisivo per Current, né a pranzo né via mail“. E infine la lettera si chiudeva con la data di fine delle trasmissioni di Current Italia: 31 luglio.
    Perché Tom Mockridge mente? Tom Mockridge e NewsCorp, dopo l’incontro del 10 Maggio, hanno temuto la reazione di Current al fax del 22aprile. Perchè la verità è che prima di quella famigerata data Tom Mockridge aveva incontrato Joel Hyatt a Milano, di preciso l’8 aprile, per confermare la soddisfazione di Sky per il lavoro svolto da Current Italia e assicurare che non c’erano dubbi sulla continuazione di una collaborazione di così largo successo.
    E non è tutto, Current Italia era così importante per la piattaforma Sky da chiedere al management del network di Al Gore di valutare l’ipotesi di spostarsi dal pacchetto Intrattenimento a quello delle News per incentivare e rafforzare gli abbonamenti assieme a SkyTg 24.
    Cosa è accaduto tra l’8 e il 22 aprile? Quello che ha detto Al Gore nella sua visita lampo a Roma: Tom Mockridge ha ricevuto ordine di cancellare Current Italia senza discussione per chiari motivi politici e ideologici.
    (fonte: com. stampa Current TV, 23 maggio 2011)

IL VIDEO

  • Il Volo ad “American Idol”
    I tre italiani Piero Barone (17 anni), Ignazio Boschetto (16 anni) e Gianluca Ginoble (16 anni), ovvero Il Volo, dopo il loro esordio a “Ti lascio una canzone” con Antonella Clerici ed il loro primo album che ha riscosso ottime vendite in Italia si preparano a conquistare gli Stati Uniti, con l’importante supporto di Tony Renis.
    Sotto vi propongo il video della loro esibizione con il classico “‘O sole mio” durante la puntata di giovedì scorso 26 maggio del talent show statunitense di enorme successo “American Idol” (FOX).
    Il giorno dopo il gruppo ha anche partecipato al “Tonight Show with Jay Leno” (NBC) e sabato scorso all’“Early Show” (CBS), cantando sempre lo stesso brano.

Segnalazioni da proporre per questo spazio? Lasciate qui il vostro messaggio.

Annunci

Commenti»

1. alfredo - 25/05/2011

Naturalmente, visto il deficit di mamma Rai, é giusto onorare il contratto di Sgarbi. E poi si lamentono che si evade il canone RAI!!!!!!!!

2. enry - 25/05/2011

Che orrore Il Volo…

3. cescocesto - 25/05/2011

Assurda la chiusura di currentTV.

zia-assunta - 25/05/2011

a questo punto disdico l’abbonamento a Sky, tanto le cose che mi interessano si trovano altrove.


Lascia il tuo commento...

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: