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Libri – “Volete sapere chi sono io? Racconti dal carcere” 26/05/2011

Posted by Antonio Genna in Libri.
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“Volete sapere chi sono io? Racconti dal carcere” (“Piccola Biblioteca” Oscar Mondadori, 358 pagine, prezzo di copertina 10 € – Acquista “Volete sapere chi sono io? Racconti dal carcere” su Amazon.it), a cura di Antonella Bolelli Ferrera, è un volumetto che raccoglie venti racconti scritti da carcerati di tutta Italia nell’ambito di un concorso letterario, un progetto di scrittura come veicolo di reinserimento sociale promosso dalla SIAE e dal Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria del Ministero della Giustizia. Madrina dell’iniziativa è Dacia Maraini, mentre ai detenuti sono stati accostati diversi nomi della cultura e letteratura italiana, come Massimo Carlotto, Giancarlo De Cataldo, Maurizio Costanzo, Erri De Luca, Sandra Petrignani, Federico Moccia, Susanna Tamaro, Marcello Veneziani, Giordano Bruno Guerri e Renato Zero, che hanno assistito i neo-scrittori nella stesura dei loro testi, che pur avendo tono diverso e presentando situazioni delicate o crude, sono tutti di grande impatto emotivo.
Nelle carceri italiane si legge molto, e si scrive ancora di più: scrivere vuol dire essere liberi, vagare con la mente superando i muri e le inferriate, e la scrittura è un ottimo mezzo per ricordare, riflettere, immaginare, ed in un certo senso “evadere”.
Questo volume raccoglie i racconti finalisti, scritti da diversi detenuti e detenute, noti o sconosciuti, giovanissimi rinchiusi nei carceri minorili o anziani ergastolani, ed alcuni rilasciati prima della pubblicazione, ma ciascuno portatore di una storia intensa che rivive sulla carta con una nuova sensibilità.
Alcuni estratti dai venti racconti sono presenti nel sito ufficiale del concorso: nelle storie ricorrono temi come la solitudine, il senso di colpa, le campagne di prevenzione al suicidio che si effettuano all’interno del carcere, e la convergenza un po’ di tutti i racconti è verso un argomento importante, l’utilizzo del tempo. Come ben riassume Renato Zero: “[…] basta una distrazione. Un cedimento, ed ecco che il tempo si trasforma nel nostro principale antagonista. Ma a volte è sufficiente che un’esile penna abbia voglia di assecondarci e d’incanto non siamo più soli. La scansione ossessiva e lancinante di quelle lancette finisce per rassicurarci, fornendoci spazio totale per far cantare l’anima, senza più l’ansia di sentirci spiati o giudicati. Un uomo previdente dovrebbe tenere sempre una penna nel taschino. Non si sa mai a qualcuno venisse in mente, sul più bello, di spegnere la nostra speranza. Ecco la penna amico… Vola! […]”.

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