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Cinema futuro (1.294): “6 giorni sulla Terra” 27/05/2011

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Cinema futuro, Video e trailer.
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Cinema futuro - Il cinema del prossimo week-end“6 giorni sulla Terra”

Uscita in Italia: venerdì 3 17 giugno 2011
Distribuzione: Bolero Film

Titolo originale: “6 giorni sulla Terra”
Genere: fantascienza / thriller
Regia: Varo Venturi
Sceneggiatura: Varo Venturi, Luisa M. Fusconi, Giacomo Mondadori, Corrado Malanga
Musiche: Johnny Klimek, Reinhold Heil
Durata: 101 minuti
Sito web ufficiale (Italia): cliccate qui
Cast: Massimo Poggio, Laura Glavan, Varo Venturi, Ludovico Fremont, Pier Giorgio Bellocchio, Nazzareno Bomba, Marina Kazankova, Emilian Cerniceanu, Francesca Schiavo, Giovanni Visentin, Alisa Bystrova, Francesco Venditti, David Traylor, Ruby Kammer

La trama in breve…
Il dottor Piso, un coraggioso scienziato, studia da anni l’inquietante fenomeno delle alien abductions (rapimenti alieni) attraverso l’ipnosi. L’incontro con la giovane Saturnia lo porterà a scoperte ancor più sconvoglenti, conducendoci nella realtà nascosta per millenni dietro le quinte della storia…

Il trailer italiano:


Trame ed altre informazioni sono tratte dal materiale stampa relativo al film.
Per consultare le uscite dell’ultimo week-end italiano visitate lo spazio “Al cinema…”, per gli incassi del box office, trailer e notizie dal mondo del cinema andate allo spazio settimanale “Cinema Festival”.

Commenti»

1. Michele Nigro - 27/05/2011

Questo film promette bene!

2. ezio - 31/05/2011

Se non sbaglio è uno dei primi film di fantascienza/soprannaturale interamente fatto in Italia negli ultimi anni.

3. Giuseppe Morelli - 31/05/2011

E’ un film epocale. Gli appassionati di UFO e abductions lo hanno atteso per anni e ora sono stati ricompensati. Onore a Varo Venturi che con molti sforzi (e un budget contenutissimo) è riuscito a tirar fuori un’opera originale e drammaticaticamente ispirata alla realtà.

4. Sara - 22/06/2011

Film che fa acqua da tutte le parti: il fenomeno abduction dura solo pochi minuti iniziali poi decade decisamente nel “Realridicolo” con continui inneggi a “fumare” spinelli, spinelloni e drogare la protagonista con eroina: lo scienziato risulta incapace di aiutarla anzi ne approfitta contro ogni etica professionale e se la porta a letto ben sapendo che ha seri problemi di personalità multiple.
Cerca poi una soluzione classicheggiante: ricorre ad un sacerdote per la liberazione, ben sapendo però che è stato scomunicato per pedofilia, ed infatti si inginocchia davanti a Saturnia: l’Eroina…sperimentale.
La Coscienza è affidata nelle mani del sacerdote ortodosso che alla fine presiede la Riuniione conclusiva del film: invece il Piso risulta essere un novellino sprovveduto…
All’estero questo film lascerà un’immagine di noi di incapaci ad affrontare il problema abdction, mentre con il film “Il quarto tipo” la scienziata ipnologa teneva alto il suo profilo professionale: un’immagine “pulita”, determinata ed in cerca della verità scientifica, senza aver nessun tipo legame con la religione, che invece in “6 giorni sulla terra” risulta sovrana.

5. Actarus, lo zio di Saturnia - 24/07/2011

Prendo spunto dal commento di Sara. In effetti chi parlerebbe ancora di anima e demoni al giorno d’oggi se non ci fosse il boom di “un certo tipo” di complottismo alieno che ne ridefinisce ed elabora l’ambito di appartenenza? Il pedoprete offre un tocco così “originale” (leggasi in chiave sarcastica) ed il nome della protagonista (Saturnia) rende omaggio alla Venusia di Goldrake per avvalorare il “profondo realismo” del prodotto. E Goldrake dove sta’?
L’unico complottismo che ci si può vedere è che forse lo “scienziato” ricercatore anticlericale sotto sotto lavora per “Santa Madre Chiesa” e ricorda a tutti che solo il prete alla fine può salvarti l’anima. Fino a quando qualcuno vorrà ciucciarti l’anima non importa che sia demone o alieno importa solo che avrai bisogno di qualcun altro per farti liberare.
Sono meno daccordo sull’aspetto personalità multiple visto che l’MDP è considerato tuttora un’eresia dalla maggior parte degli psichiatri.
Riguardo “Il qurto tipo” il marketing lo presentava come Docufiction (film di ficion realizzato in chiave documentaristica per avere un maggior impatto sullo spettatore) indicando chiaramente che NESSUNA scena del film era reale ma prodotta in modo tale da sembrarlo. Quindi tra docufiction e realscienza inutile proporre un paragone.


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