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Edicola – “Internazionale” # 900, 2/9 giugno 2011: “Milano, Italia” 29/05/2011

Posted by Antonio Genna in Internazionale, News.
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Da questa settimana, tra le altre riviste di cui seguo l’uscita nel blog, parlerò anche di “Internazionale”, settimanale d’informazione fondato nel 1993, in vendita nelle edicole al costo di 3 €.
A seguire, la copertina, un elenco dei principali contenuti e l’editoriale del direttore del numero doppio 900, del 2/9 giugno 2011.

Di seguito, il sommario di questo numero.

  1. In copertina

    1. L’Italia vuole cambiare

      Con la vittoria del centrosinistra a Milano e a Napoli è cominciata la fine dell’era Berlusconi. Il premier italiano paga gli errori tattici, gli eccessi privati e le scelte politiche sbagliate degli ultimi anni. Le analisi e i commenti della stampa internazionale

    2. La doppia lezione del voto amministrativo

      La maggior parte degli elettori non crede più a Berlusconi. Ma per il centrosinistra è ora di trovare un leader forte

    3. Il successo dell’ironia

      Eric Valmir

    4. Un’alternativa credibile

      Eric Jozsef

    5. Le sette vite del Cavaliere

      Oliver Meiler

    6. Aveva ragione Veronica Lario

      Gerhard Mumelter

    7. È nata un’altra opposizione

      Philippe Ridet

  2. Africa e Medio Oriente

    1. Le macerie di via Tripoli dopo l’assedio di Misurata

      Dalla fine di febbraio all’inizio di maggio, su via Tripoli, il corso principale di Misurata, si sono svolti duri combattimenti. Un fotografo che segue i ribelli, Faraj al Kewedeir, ha documentato i danni e ha raccolto le testimonianze degli abitanti su com’era la strada prima della guerra

  3. Americhe

    1. La Colombia fa un passo avanti verso la pace

      Il 25 maggio il parlamento ha approvato una legge per risarcire le vittime del conflitto interno. Il provvedimento dovrebbe consentire a molti campesinos di riavere le loro terre

  4. Europa

    1. La cattura annunciata di Ratko Mladic

      Dopo anni di latitanza, il 26 maggio il generale Mladic è stato arrestato in Serbia. Un passo avanti importante, che però non basterà a rimarginare le ferite della guerra in Bosnia

  5. Asia

    1. Una fabbrica pericolosa

      L’esplosione nello stabilimento della Foxconn dove si produce l’iPad ha reso evidenti le condizioni dei suoi centomila operai. Che nel 2012 saranno cinque volte di più

  6. Siria

    1. Con le colombe di Damasco

      Da mesi i siriani rischiano la vita manifestando contro il regime. Åsne Seierstad è riuscita a entrare nel paese e ha incontrato i protagonisti delle rivolte

  7. Ungheria

    1. Populismo di governo a Budapest

      La costituzione che esalta le radici etniche dello stato. Una legge sui mezzi d’informazione criticata da tutta Europa. Il parlamento schiavo della maggioranza. In Ungheria la democrazia è davvero in pericolo?

  8. Cile

    1. Ricoperti d’oro

      Rimasero intrappolati sotto terra per 69 giorni. Il loro salvataggio finì sulle prime pagine di tutto il mondo. Un anno dopo i trentatré minatori cileni hanno formato una società, vivono di diritti d’autore, vanno in tv e fanno conferenze

  9. Scienza

    1. Ai confini del sapere

      Dall’origine della vita all’orizzonte cosmico, ci sono misteri che la scienza non riuscirà mai a spiegare. Ma la consapevolezza di questi limiti ha aperto la strada a intuizioni rivoluzionarie

    2. Sostanze indesiderabili

      La camera francese ha votato una bozza di legge che proibisce l’uso dei parabeni, i conservanti usati nei farmaci e nei cosmetici. Il sospetto è che siano pericolosi per la salute

  10. Portfolio

    1. Destinazione di transito

      Molti migranti attraversano a piedi Gibuti, punta estrema del corno d’Africa, per arrivare al mare e poi in Yemen. Le prime tappe di un viaggio impossibile. Testo e foto di Danilo De Marco

  11. Ritratti

    1. Tina Brown. Maga delle riviste

      Dopo aver trasformato Vanity Fair e il New Yorker, affronta la sua sfida più difficile: riportare Newsweek ai vertici della stampa mondiale

  12. Viaggi

    1. L’angolo sperduto

      Il Nagaland è uno stato poco noto dell’India nordorientale in lotta per l’indipendenza. Ha una ricca cultura tribale e dei bellissimi paesaggi

  13. Graphic Journalism

    1. Cartoline dal New Mexico

      Di Frank Santoro

  14. Pop

    1. La vita dopo un best seller

      Elif Batuman

    2. Essere donna a Lagos

      Chimamanda Ngozi Adichie

  15. Tecnologia

    1. Il curatore energico

      Gli aggregatori scandagliano la rete in cerca di link interessanti. Alcuni, però, lo fanno meglio di altri. Perché non si limitano a riprendere una notizia, ma rispettano la fonte originale

  16. Economia e lavoro

    1. I segreti del Barcellona

      Come ha fatto il club catalano a diventare la squadra di calcio più forte del mondo? Di sicuro grazie ai suoi fuoriclasse. Ma non solo: è stata decisiva anche la scelta di puntare sul vivaio

  17. Opinioni

    1. Amira Hass

      In ricordo di Anas Maloul

    2. Yoani Sánchez

      Apatici o fanatici?

    3. Manuel Castells

      La democrazia delle piazze spagnole

    4. Laurie Penny

      La vita sessuale degli uomini di potere

    5. Goffredo Fofi

      Fantasia senza età

    6. Giuliano Milani

      Una miniera di storie

    7. Pier Andrea Canei

      Insonni tranquilli

    8. Christian Caujolle

      Misura ed eleganza

    9. Tullio De Mauro

      Il ministro e gli immigrati

    10. Anahad O’Connor

      L’appetito senza tonsille

    11. Tito Boeri

      1.000.000 di badanti

Ed ora l’editoriale del direttore Giovanni De Mauro.

Occasione

C’è stata un’epoca, tanto tempo fa, in cui tutto sembrava possibile. Era il giugno del 1993 e la prima elezione diretta dei sindaci segnò l’inizio di una nuova stagione. Le città potevano essere amministrate da persone capaci e preparate, il paese aveva l’opportunità di rimettersi in moto, crescere, offrire il suo volto migliore, pensare con fiducia e ottimismo al futuro. Poi tutto andò storto, e quella stagione di entusiasmo si spense nel giro di pochi mesi. Diciotto anni dopo, dalle città di tutta Italia arriva un nuovo segnale di rottura. Il voto smentisce definitivamente il luogo comune secondo cui le elezioni si vincono spostandosi al centro. Dimostra che per battere gli avversari servono le persone giuste, scelte in modo trasparente e democratico. Conferma che preoccuparsi di conquistare gli elettori con programmi precisi e credibili è più importante che affannarsi alla ricerca di alleanze e accordi tra i partiti. Prova che se usata in modo intelligente e ironico, la rete è più efficace della televisione. È un voto che probabilmente segna la fine dell’epoca di Berlusconi, ma è anche un duro colpo per il maggiore partito di centrosinistra, in particolare per i suoi dirigenti. Per loro è una grande occasione: capiranno che devono farsi da parte, in modo rapido e discreto?

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