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Cinema futuro (1.299): “Paul” 30/05/2011

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Cinema futuro, Video e trailer.
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Cinema futuro - Il cinema del prossimo week-end“Paul”

Uscita in Italia: mercoledì 1° giugno 2011
Distribuzione: Universal Pictures International Italy

Titolo originale: “Paul”
Genere: avventura / commedia / fantascienza
Regia: Greg Mottola
Sceneggiatura: Nick Frost, Simon Pegg
Musiche: David Arnold
Durata: 104 minuti
Uscita in Gran Bretagna: 14 febbraio 2011
Sito web ufficiale (G.B.): cliccate qui
Sito web ufficiale (Italia): cliccate qui
Cast: Seth Rogen (voce originale di Paul), Elio (voce italiana di Paul), Simon Pegg, Nick Frost, Kristen Wiig, Jason Bateman, Blythe Danner, Sigourney Weaver, Mia Stallard, Bill Hader, Joe Lo Truglio Jane Lynch, John Carroll Lynch, David Koechner, Jeffrey Tambor

La trama in breve…
Fino a ieri c’era “E.T.”. Da oggi ci sarà “Paul”. Simon Pegg e Nick Frost (i protagonisti di “Hot Fuzz” e “L’Alba dei Morti Dementi”) tornano a fare squadra in una commedia d’avventura che cambierà per sempre il concetto di extraterrestre. Graeme e Clive, due inglesi fanatici della fantascienza e un po’ disadattati, sono in pellegrinaggio nel cuore dell’America degli UFO. Nei dintorni della famosa area 51 s’imbattono in uno strambo alieno che li accompagnerà in un viaggio che altererà per sempre il loro universo. Inseguiti dagli agenti federali e dal padre di una ragazza che hanno accidentalmente rapito, Graeme e Clive orchestreranno un macchinoso piano di fuga per riportare Paul alla sua nave madre. Ma toccherà al piccolo e verde Paul il compito di trasformare i suoi due nuovi amici da nerd colossali a eroi intergalattici.

Note di produzione

Paul, un extraterrestre piuttosto sveglio, (SETH ROGEN di The Green Hornet, Molto incinta) è stato rinchiuso in una base militare top secret durante gli ultimi 60 anni a dare consigli sulla sua specie ai leader mondiali. Ma preoccupato di aver fatto il suo tempo, di non essere più utile e soprattutto dopo aver visto il tavolo della dissezione, Paul scappa e si rifugia sul primo camper che passa nelle vicinanze della sua base, l’Area 51.  Fortunatamente il camper appartiene ai due terrestri più adatti a salvare e a dare rifugio a un alieno in fuga!

Nella commedia d’avventura Paul, i due grandi amici Graeme Willy (SIMON PEGG di Hot Fuzz, L’alba dei morti dementi) e Clive Gollings (NICK FROST di Hot Fuzz, L’alba dei morti dementi) hanno messo da parte i soldi per decenni per fare il viaggio della loro vita: un pellegrinaggio da appassionati di fantascienza nel cuore dell’America degli UFO sulle tracce delle leggendarie zone calde dell’attività extraterrestre. Ma quando un incontro ravvicinato con Paul scombina i loro piani… la loro vacanza da sogno si trasforma in un viaggio on the road che scombussolerà per sempre il loro universo.

Inseguiti dagli agenti federali e dal padre integralista di Ruth Buggs (KRISTEN WIIG di Notte folle a ManhattanMolto incinta), una giovane donna che hanno accidentalmente rapito, Graeme e Clive tratteggiano un improbabile piano per riportare Paul illeso alla sua navicella. E mentre i due sfigati lottano per aiutare un fantastico omino verde a salvarsi, Paul potrà solo trasformarli da disadattati a eroi intergalattici.

Elio, voce italiana del protagonista Paul

LA PRODUZIONE

Siamo tutti degli alieni: Paul viene scoperto

            Il clima inglese, notoriamente piovoso, ha rovinato picnic, causato moltissimi ingorghi sulle strade britanniche e mandato all’aria l’agenda di parecchie produzioni cinematografiche. Uno degli inaspettati vantaggi di questo tempo inclemente è stato, però, che ha dato indirettamente origine alla commedia d’avventura Paul.

Durante le riprese inzuppate di pioggia del primo film di Simon Pegg, la rom-zom-com L’alba dei morti dementi, la produttrice Nira Park gli ha chiesto cosa avesse in mente per il suo film successivo. Stanco dei ritardi causati dalla pioggia, Pegg ha giurato che il suo progetto successivo sarebbe stato girato in un clima caldo e asciutto. Ridendo ha detto: “Facciamo un film in un posto dove non piove mai, tipo un deserto.”

“Quel giorno, a pranzo, Simon mi ha passato un disegno di un alieno con uno slogan che diceva ‘In America tutti sono alieni’” ricorda Park.  “Ha detto, ‘Questo è il nostro prossimo film – un viaggio on the road con un alieno.’ Ne abbiamo parlato un po’ immaginando che il film sarebbe stato girato nel sudovest dell’America. Poi ho attaccato il pezzo di carta sul mio tavolo da disegno e ho continuato a pensarci. ‘Che idea brillante!’”

Negli anni successivi, Pegg e il suo frequente collaboratore e regista Edgar Wright, si sono occupati di altri progetti per la società di produzione che condividono con Park, la Big Talk Pictures.  Il più importante è stato la commedia d’azione Hot Fuzz, il secondo successo della società.

Park ricorda: “Alla fine di Hot Fuzz, ho ricordato a Simon l’idea.  Gli ho detto, ‘Perché non butti giù la prima scena… solo per vedere?’ Simon è tornato 10 minuti più tardi con una scena che era semplicemente fantastica.” Park ne ha inviato una copia a Eric Fellner della Working Title Films, la famosa società di produzione inglese che aveva sostenuto economicamente i precedenti lavori della Big Talk.

Fellner ricorda quel giorno: “Nira mi ha inviato il trattamento e io bramavo di sapere quello che stavano architettando Nick e Simon.  Per sua natura un viaggio on the road parla di esplorazione e scoperta di luoghi e persone che non si sono mai incontrate. Quando ho letto come questo concetto fosse stato sposato a una commedia sugli alieni, ho pensato che fosse brillante.”

Dopo aver parlato con Fellner, Park ha telefonato a Pegg.  La produttrice racconta:  “Gli ho detto che lui voleva farlo e Simon ha detto, ‘Chi vuole fare cosa?’ e io ho detto, ‘Quella cosa!’. Quando abbiamo iniziato a girare il film ci siamo accorti che erano passati sei anni da quando lui mi aveva dato quel pezzo di carta. Io l’ho scannerizzato e dato al regista, Greg Mottola, il primo giorno di riprese.”

Paul è la prima sceneggiatura che Pegg e il suo abituale co-protagonista e caro amico hanno scritto insieme.  “Io e Nick lavoriamo insieme da 10 anni e siamo amici da molto più tempo” dice Pegg.  “Questa collaborazione è stata un’esperienza interessante perché abbiamo cambiato leggermente la dinamica dei nostri personaggi. Negli altri film, che ho scritto con Edgar Wright, io interpretavo il protagonista e Nick la spalla. Questo film, invece, è diverso. Il personaggio di Nick, Clive,  è leggermente più dominante e sicuro di sé, mentre il mio personaggio, Graeme, all’inizio fa un po’ da tappezzeria.”

Prima di iniziare a scrivere, Pegg e Frost sono partiti veramente per un viaggio on the road su un camper nell’ovest americano, cominciando da Los Angeles, California, attraverso vari Stati fino a Denver, in Colorado.  Questa escursione si è dimostrata fondamentale per la creazione della storia del film. Ironia della sorte, hanno trovato un tempo orribile, con massicce nevicate e temperature così basse da congelare la batteria del loro camper. Malgrado tutto, Pegg ha trovato il viaggio straordinario e fonte di ispirazione. “Abbiamo imparato molto del paesaggio. Era straordinariamente bello, ospitale e inospitale allo stesso tempo, notevole.”

Un altro aspetto che non avevano previsto, secondo Frost, era l’ampiezza della loro impresa. “C’è qualcosa nella grandezza e nelle distanze americane alla quale non eravamo preparati” confessa Frost. “Guardi la cartina e pensi, ‘Bene, possiamo farcela in tre o quattro giorni.’ Poi, dopo aver guidato per 10 o 11 ore in un giorno, ti accorgi che hai percorso solo 300 miglia e ne dovevi fare 2.000. Non abbiamo fatto altro che guidare dalle otto del mattino fino alle nove o dieci della sera. E poi c’era il tempo. Quando siamo arrivati in Nevada, ha cominciato a nevicare e ha continuato per tutto il resto del viaggio. In alcune parti del Wyoming e del Colorado, faceva così freddo che la birra si congelava nel frigorifero e lo shampoo nelle bottiglie.” Frost ride: “Penso che abbiamo ucciso il camper.”

Hanno messo parecchie delle loro esperienze di viaggio nella sceneggiatura. “Siamo andati in un posto chiamato Little A’Le’Inn, e l’incidente nel film con i tipi tutti muscoli e niente cervello ci è davvero accaduto” ricorda Pegg. “C’erano questi due tizi che sono entrati che non erano forse così minacciosi come i personaggi nel film, ma che hanno certo creato un’atmosfera di gelo. Anche l’uccello che colpisce il parabrezza è vero. Ogni giorno c’era un’esperienza nuova. E’ stata davvero un’avventura. E’ stata vitale e divertentissima, e non avremmo mai potuto scrivere il film senza viverla.”

Dato che era un po’ difficile trovare un vero extraterrestre che viaggiasse con loro, i due hanno  inventato un adatto sostituto. Un amico di Pegg ha scolpito il busto di un alieno e lo ha chiamato Paul. “In tutte le foto che ci hanno mandato sembrava proprio che Paul fosse con loro” dice la produttrice Park. “Questo li ha ispirati e ha dato vita a Paul. All’improvviso hanno pensato, ‘Potrebbe davvero funzionare!’”

Finito il viaggio, Pegg e Frost hanno guardato più di 50 film su alieni e viaggi on the road. “Poi ci siamo seduti uno davanti all’altro e l’abbiamo scritto, battuta per battuta” ricorda Frost. “Per un periodo Simon se ne è andato a fare Star System – Se non ci sei non esisti, e dato che avevamo bisogno di una bozza della sceneggiatura, io sono partito per un paio di settimane e ho scritto una sceneggiatura di 180 pagine. Quando Simon è tornato, abbiamo preso il Behemoth che avevo scritto e l’abbiamo completamente smontato. Abbiamo tenuto quello che c’era di buono e buttato quello che non andava. Simon aveva un monitor molto grande e io potevo vedere quello che scriveva. Abbiamo discusso ogni singola battuta, talvolta per ore.”

Il risultato è stato una commedia d’avventura che, in realtà, parla di più di un solo turista/visitatore che è lontano da casa. “Da un certo punto di vista, ognuno in questo film è un po’ un alieno” dice Pegg.  “Questa è stata la chiave nella scrittura: l’idea di persone che non sono nel luogo a cui appartengono e che imparano a vivere nel luogo a cui non appartengono.”

La ricerca di un regista è cominciata e finita quando è stato proposto Greg Mottola.  Al tempo l’unico film che Mottola aveva fatto era L’amante in città, un film independente che sia Park che Pegg avevano ammirato enormemente. Ma il regista aveva anche un nuovo progetto nel taschino, dal titolo Superbad – 3 menti sopra il pelo, e quando a Park e Pegg è stata mostrata questa commedia, hanno capito di aver trovato il loro uomo. “I film di Greg hanno un tocco particolare, una certa leggerezza” commenta Pegg. “Lui è capace di dare un tocco indie a un film più commerciale.”

Mottola ha incontrato Pegg per la prima volta nel ristorante di un albergo a New York City il giorno in cui è uscito Superbad – 3 menti sopra il pelo.  Pegg lo ha introdotto alla loro idea per Paul e Mottola ha reagito positivamente alla storia di Pegg e Frost in cui gente normale e interessante si ritrova in una situazione straordinaria. Il regista dice: “Nick e Simon hanno creato personaggi brillanti e interessanti e come attori io li trovo davvero affascinanti. Insieme hanno una chimica speciale che è assolutamente piacevole e divertente da guardare. Penso che sia perché sono molto amici e perché si fanno ridere a vicenda senza sforzarsi.”

Sei mesi pià tardi, Mottola ha ricevuto il copione di Paul.  Il regista ricorda: “Proprio come L’alba dei morti dementi parla di zombi e Hot Fuzz di cinema action, questo era un omaggio ai film di fantascienza della fine degli anni ’70, e al genere fantascienza in generale, che mi provocano una grande nostalgia. Loro ne stavano scrivendo dall’interno, da fan del genere.”

Ha deciso di accettare la regia seguendo il suo istinto. Mottola dice: “Il principio che seguo è che quando voglio fare un film, quando leggo un copione e devo decidere se farlo o no, devo sentire che è qualcosa che io solo posso fare… che io lo farei in un modo diverso da quello degli altri.”

Gli incontri successivi della Big Talk e della Working Title con Mottola hanno solo confermato la loro convinzione che fosse lui la scelta giusta per creare sia una commedia che un action in cui le sequenze erano molto orchestrate. “Era chiaro che lui aveva in mente il film che noi volevamo fare” dice Park.  “Un’altra cosa che ci ha convinto di Greg è il fatto che lui è incredibilmente visivo. Voleva fare Paul in una maniera molto simile a Spielberg, e il modo in cui ne parlava ci ha fatto capire che ne aveva afferrato perfettamente lo spirito. Dopo aver conosciuto Greg, non abbiamo visto nessun altro. Lui era molto interessato ai personaggi, e questo per noi era fondamentale.”

Una commedia dall’altra parte dell’oceano: scegliere gli attori per il film

Per come la vede Pegg, il cast messo insieme per Paul è “un’unione delle comunità comiche britanniche e americane.”  Pegg e Frost rappresentano il contingente britannico e gli altri membri principali del cast sono stimati nomi americani, molti dei quali hanno già lavorato con Mottola.

Il regista ha una lunga storia nel mondo della televisione e questo si è dimostrato molto utile quando ha chiamato un buon numero di suoi precedenti collaboratori quando è cominciato il casting per Paul. Mottola dice: “Ero diventato amico di tutti questi talentati comici della nuova generazione ed ero nella posizione di chiamarli, inviare loro il copione e chiedere, ‘Ti va di farlo?’ Mi piaceva l’idea di mettere Simon e Nick insieme a un’ondata di comici americani, e tutti sono entrati nello spirito di questo film.”

Insieme ai protagonisti umani, Graeme e Clive, il terzo membro fondamentale del cast è naturalmente proprio Paul. Anche se la sua presenza fisica sarebbe stata compito dei maghi del CGI della Double Negative, la sua voce doveva essere molto umana. Fellner dice: “Sapevamo che il film non avrebbe mai funzionato se Paul fosse stato un personaggio interamente creato al computer. Questo avrebbe portato il pubblico fuori dal film. Doveva essere come ogni altro attore nel film. Da ogni test che abbiamo fatto, abbiamo imparato che la performance dell’attore avrebbe dovuto guidare la CGI…e mai viceversa.”

La voce scelta è stata quella di Seth Rogen, una delle più famose star comiche americane e attore con cui Mottola aveva già lavorato in Superbad – 3 menti sopra il pelo (che Rogen ha co-interpretato e co-sceneggiato). La scelta si è dimostrata ispirata, afferma Frost, perché la squadra è riuscita così a portare il personaggio in una nuova direzione. “All’inizio, Paul era molto più vecchio e scontroso, più anziano bisbetico di quanto non lo sia adesso.”

La squadra vedeva Paul come il catalizzatore del cambiamento in tutti quelli che gli stanno intorno, e a Pegg e Frost sono piaciute le modifiche suggerite da Rogen per il loro protagonista. “Ora è più uno spirito libero che l’idiota che io e Nick avevamo pensato” dice Pegg.  “Quando è uscito il nome di Seth, sembrava una cosa fica, perché Seth è molto giovane e vitale. Ha anche questa voce roca, ed è ovviamente incredibilmente divertente. Non appena abbiamo cominciato a pensare a Seth, abbiamo iniziato ad adattargli Paul. Quando Seth è arrivato, Paul era diventato questo spiritello stile Ferris Bueller che cambia la vita di tutti.”

Rogen aveva già incontrato per caso Pegg e Frost anni prima alla Comic Con di San Diego e i tre si erano tenuti in contatto. Trovava che i due avessero uno spirito simile al suo e gli piaceva il loro modo di scrivere e le loro originali caratterizzazioni.  Aveva poi lavorato con Mottola su Superbad – 3 menti sopra il pelo, e quindi la decisione di fare parte della nuova produzione del regista è stata facile.

La sua lunga amicizia con il regista ha assicurato il suo coinvolgimento nel portare Paul sul grande schermo. Rogen dice: “Conosco Greg da almeno 10 anni. Veramente lui ha diretto la prima cosa che ho scritto e che è stata prodotta, cioè un episodio di Undeclared.  Siamo andati molto d’accordo e lui ha finito per curare la regia di un paio di altri episodi che avevo scritto per quella stagione del programma.  Siamo diventati buoni amici e quando siamo stati finalmente in grado di fare Superbad – 3 menti sopra il pelo, lui è stato il primo a cui l’abbiamo inviato.”

Considerando il fatto che Paul fosse atterrato sulla Terra decenni prima, Rogen voleva infondere al personaggio una sensibilità da tipo annoiato del mondo ma rilassato che avrebbe contrastato con i suoi compagni di viaggio un po’ rigidi e tesi.  L’attore dice: “Ho pensato che sarebbe stato divertente se questi ragazzi rigidini e un po’ sfigati avessero incontrato un tipo alla Neil Young che è stato un vecchio hippy che ha visto e vissuto di tutto e ha un atteggiamento molto rilassato… ma che è anche molto passionale nei confronti di certe cose.” E aggiunge: “Perché Neil Young è un rocker duro e volevo che Paul avesse anche questo tratto.”

A Rogen piaceva il fatto che Paul cambia le persone che gli stanno intorno ma che in realtà lui non cambia molto durante il corso del film, e spiega il processo mentale che li ha portati allo sviluppo del personaggio di Paul: “Ferris Bueller è fico, ma tutti gli altri diventano ancora più fichi per il fatto che lo frequentano. Questo è quello di cui abbiamo parlato con Paul. Graeme e Clive sono degli sfigati chiusi e hanno paura di fare qualsiasi cosa – andare dietro a una ragazza o seguire le loro aspirazioni lavorative. Paul li istruisce. In più, i sogni di questi due ragazzi si realizzano e loro incontrano un alieno che è anche un tipo divertente con cui passare il tempo perché fa cose come bere birra, fumare erba e fare battute.”

Mottola ci dice perché Rogen era l’attore ideale per la parte: “Paul è in grado di diventare invisibile e guarire le cose, ma confonde pistacchi e cozze e non sa da quale dei due, se mangiato chiuso, puoi avere un avvelenamento alimentare. Sbaglia; è come noi. Questo è quello che Simon e Nick avevano scritto, e quando Seth lo ha interpretato l’ha afferrato immediatamente. Paul doveva essere molto simile a un essere umano, e questo è insieme deludente e rassicurante.”

La scelta di Rogen ha anche influenzato il modo in cui il personaggio sarebbe stato animato. “Quando abbiamo iniziato a lavorare su di lui, i movimenti di Paul erano molto ampi e lui faceva cose chiassose e divertenti” dice Park. “Ma Greg continuava a togliere per dargli autenticità. A questo punto abbiamo capito cosa dovevamo fare. Avevamo bisogno di registrare Seth, provare con lui, filmare queste prove e poi darle agli animatori. I movimenti di Seth dovevano essere la base dell’animazione.”

All’inseguimento sia dei turisti inglesi che della creatura spaziale, c’è l’Agente Speciale Lorenzo Zoil, che possiede le risposte a molte domande sui decenni passati da Paul sulla Terra. Jason Bateman, che data il suo rapporto con Mottola al tempo dell’acclamata serie televisiva Arrested Development – Ti presento i miei, ha interpretato questo ruolo.

Quando Bateman ha accettato la parte di Zoil, Pegg era entusiasta. “Jason è un attore straordinario” si complimenta. “Potrei guardarlo recitare per sempre. Ha qualcosa che è difficile da imitare, perché è innatamente bravo. Nella sua recitazione c’è una naturalezza e un ritmo che sono unici e lui è uno dei pochi attori nell’industria cinematografica che può essere comico e drammatico allo stesso tempo.”

La capacità di Bateman di capire sia la parte umoristica che quella seria di una scena è stata benvenuta sul set. Pegg ricorda: “Quando stavamo scegliendo gli attori per il film, io ero convinto che Zoil dovesse essere interpretato da qualcuno che fosse minaccioso e che si potesse prendere sul serio. Gli altri creativi dicevano, ‘No, deve essere divertente; deve essere una persona comica.’ E io dicevo, ‘No, la minaccia non potrà mai essere reale con uno che fa lo stupido tutto il tempo.’ Quando è uscito fuori il nome di Jason, l’idea mi è piaciuta subito, perché lui è in grado di essere divertente e allo stesso tempo costituire una minaccia molto credibile. E’ anche bello vederlo recitare un personaggio che sembra cattivo.”

Dalla sua, Bateman vede Zoil come un “boss privo di umorismo e litigioso che non sopporta i cretini. Ho sentito che era importante non deviare molto da quest’idea, che può essere un po’ limitante per un attore, ma che da un altro verso è un bene perché ti costringe a disciplinarti. Mi ha fatto molto piacere fare parte di un ensemble di attori che ammiro e di filmmaker che mi piacciono.”

I cacciatori di taglie interplanetari compari di Bateman sono due strani tirapiedi di nome Haggard e O’Reilly, interpretati da, rispettivamente, Bill Hader e Joe Lo Truglio.  Come osserva Hader a proposito del duo : “Non sono i tipi più intelligenti, ma vogliono piacere. Il mio personaggio, a causa della sua ambizione, comincia lentamente a usurpare l’autorità di Zoil perché ha capito che potrebbe stare cercando un alieno. E’ stato divertente cominciare con un tizio che si alliscia spesso la cravatta e dice cose del tipo ‘Adesso siamo in serie A!’ e che poi, nel corso del film, perde la testa e diventa cattivissimo.”

Hader ha apprezzato il fatto che il viaggio che fano i personaggi sia simile a quello fatto da Pegg e Frost prima di scrivere il film. “Quello che loro hanno creato è una bizzarra lettera d’amore all’America e al cinema americano” dice l’attore. “Paul è il tipo di film che hanno visto nella loro gioventù e quello che li ha ispirati della cultura americana. E’ divertente vedere il punto di vista di un inglese sulla nostra nazione. Contiene molte verità. E’ sovversivo e molto fresco e brillante. C’è sempre qualcosa che non ti aspetti.”

Il partner di Haggard nel combattere il crimine è O’Reilly, un vero naif che tenta di imparare come essere un agente federale. “A O’Reilly piace l’idea di essere un agente, ma non è molto capace” dice Lo Truglio.  “Ha imparato quello che sa dai fim e dai fumetti. E’ ingenuo e adorabile come un cagnolino che fa pipì sul tappeto e non capisce perché tutti ce l’abbiano con lui. Lui si sta solo divertendo e sta tentando di impressionare l’Agente Zoil, che invece è un fico e un duro.”

Kristen Wiig, come Hader, è una veterana del Saturday Night Live ed è anche apparsa nella recente commedia di Mottola Adventureland.  E’ stata scelta per il ruolo di Ruth, una giovane donna iperprotetta che vive un’esistenza isolata in un parcheggio di camper con suo padre Moses, un uomo armato e fissato con la Bibbia.  “Ruth è cambiata molto negli ultimi mesi prima dell’inizio delle riprese” afferma Park. “ Quello che non c’era nelle nostre prime stesure era il suo diventare una versione liberata di se stessa, cosa che è emersa dalle nostre conversazione con Kristen sul personaggio.”

            Wiig dice che girare Paul è stata un’esperienza unica… e non solo per gli effetti speciali. “Greg e Simon e Nick hanno fatto scelte brillanti in ogni momento. Ho amato il loro modo di vedere.”

Ruth è il personaggio che cambia maggiormente nel corso della storia, cosa che per Wiig è stata sia un piacere che un impegno. L’attrice sostiene: “E’ stato interessante vedere Ruth avere un crollo quando vede Paul e capisce che il mondo è molto di più di quello che lei pensava fosse. Adesso deve mettere tutto in discussione. Questa è una cosa alla quale tutti possono relazionarsi e ha reso Ruth un personaggio interessante da interpretare perché io volevo che lei fosse reale e divertente e, allo stesso tempo, mostrare la sua crisi spirituale. E’ come scoprire che Babbo Natale non esiste. Pensi in un modo per tutta la tua vita e poi arriva qualcuno che ti dice che non è vero e tu ti arrabbi e vuoi discuterne. Ruth non abbandona facilmente le sue convinzioni. Lotta per loro.”

“In questo film Kristen mi ha steso” si complimenta il suo interesse amoroso sullo schermo Pegg.  “Lei è una delle attrici più notevoli che io abbia incontrato. Dal punto di vista comico è straordinaria e accattivante e io l’ho seguita per tutto il tempo come un cagnolino perché mi faceva troppo ridere. Ma ha anche dato a Ruth un’adorabile dolcezza e c’erano parti che lei ha reso divertenti che noi non avremmo mai immaginato lo fossero. E’ semplicemente riuscita a instillare in ogni battuta qualcosa di speciale.”

Scelto per interpretare il padre di Ruth, Moses Buggs, è stato il veterano caratterista John Carroll Lynch, noto per il suo formidabile lavoro in film come Fargo, Zodiac e Shutter Island.  Lynch interpreta un ruolo che, in altre mani, avrebbe potuto essere una caricatura. “Buggs è un personaggio triste” dice Pegg.  “E’ tirannico e molto religioso, ma è il tipo che è diventato un fanatico per paura.  Insegue Graeme e Clive per riprendersi sua figlia.  Tutti noi comici talvolta pensiamo di essere finti nella recitazione, ma quando hai uno come John intorno, anche se lui fa così bene la commedia, è come pensare di avere un ‘vero attore’.”

Lynch dice che voleva recitare in Paul dal momento in cui ha finito di leggere il copione. “La mia parte preferita della sceneggiatura è che era una satira sul cinema di fantascienza ma, allo stesso tempo e mentre ti fa ridere, è un omaggio ai film di fantascienza.  Questa è una cosa straordinaria.”

Gli attori comici Jane Lynch e Jeffrey Tambor sono stati scelti per dei cameo chiave. Nei panni di Pat Stevens, la provocante cameriera del Little A’Le’Inn, Lynch serve a Graeme e Nick, che sono in cerca di rivelazioni su alieni, la sua parte di saggezza semplice. Tambor interpreta il leggendario scrittore di fantascienza Adam Shadowchild, l’acerbo panelist della Comic-Con (anche lui vincitore del Nebulon Award) che è l’ispiratore dell’ultima opera di Graeme e Clive, “Jelva, la Regina Aliena di Varvak.”

A completare il cast ci sono altri due ‘veri attori’, come li definisce Pegg: le leggendarie Blythe Danner e Sigourney Weaver.  Danner interpreta Tara, un personaggio che Pegg descrive come “un’anziana signora un po’ svitata che vive in questa casa da sola ed è parte di questa storia dall’inizio. Abbiamo pensato a Blythe quasi subito, perché lei è molto bella ma sa anche interpretare molto bene un personaggio un po’ svampito.”

Rogen parla del ruolo di Tara nel mondo di Paul: “Quando Paul atterra sulla Terra, cade proprio sul cane di questa ragazza e lei lo vede ma rimane convinta per tutta la sua vita che lui non sia reale. Lui vuole dirle che è reale e che lei non è pazza. Alla fine Paul ha preso il nome dal cane di lei perché sembrava un bellissimo nome… monosillabico.”

Secondo Danner, il regista Mottola ha creato un’atmosfera che aiutava gli attori ad esplorare i loro lati più stravaganti. L’attrice commenta: “Greg da’ ai suoi attori la libertà di esplorare i loro personaggi ma ha ben chiaro cosa sia troppo o troppo poco. E’ un piacere lavorare con lui – è calmo, rilassato, un regista meraviglioso.”

Dalla serie Alien a Avatar, Sigourney Weaver è da anni una beniamina dei fan del genere. Per la produzione è stato un bel colpo che lei abbia accettato di interpretare The Big Guy, la tirannica e minacciosa capa dell’Agente Zoil dal nome criptico. Con una backstory che ricorda il Tenente Ripley di  Alien, The Big Guy era un personaggio scritto originariamente per un uomo. Una sera a cena, mentre i realizzatori del film stavano discutendo sui possibili attori per interpretare The Big Guy, all’improvviso Nick Frost ha detto: “E se The Big Guy fosse una donna?” A questo proposito, Park ricorda: “Abbiamo pensato che sarebbe stato brillante ma che, se doveva essere una donna allora c’era una sola persona che poteva interpretarla: Sigourney Weaver.”

Fortunatamente, Weaver ha accettato e, secondo Pegg, oltre ad afferrare il ruolo, con la sua presenza ha dato al film una risonanza tematica.  “Lei ha recitato in uno dei più famosi franchise di fantascienza di tutti i tempi, per questo la sua connessione con l’idea di alieni è stata un bonus splendido” dice Pegg. “Ero molto felice quando lei ha letto il copione, le è piaciuto e ha accettato. Si è divertita tanto ed è stata meravigliosa.”

Fresca dell’enorme successo di Avatar, a Weaver non importava entrare in un’altra avventura aliena, specialmente con il regista Mottola, di cui apprezza molto il lavoro. L’attrice dice cos’altro l’ha interessata del film: “Mi è stato inviato il copione e io me ne sono innamorata. Era una commedia deliziosa, dolce e eccitante. Riprendeva un po’ da dove Galaxy Quest aveva lasciato in termini di Comic-Con e gloria ai fanatici. L’ho trovata toccante e ho adorato la storia d’amore. Io interpreto il cattivo, ma non si può avere tutto, no?”

Anche se scopriamo che è stato The Big Guy a incaricare Zoil di prendere in custodia Paul prima che riesca a imbarcarsi sulla sua astronave, il suo personaggio resta misterioso fino alla fine. Weaver spiega: “Lei prova chiaramente dei sentimenti amari verso Paul. Pensa che lui abbia sfruttato abbastanza a lungo il pubblico americano e vuole liberarsene. Perché non può essere lei a bazzicare con Spielberg? Perhé deve essere questo omino? Tra loro c’è ostilità. All’improvviso lei si rende conto di avere l’opportunità di schiacciarlo e vuole approfittarne usando il suo fidato sottoposto Zoil.”

Le tante facce di Paul: costruire un Alieno

Quando Mottola è stato contattato all’inizio per curare la regia di Paul, ammette di essersi sentito un po’ nervoso di dirigere un film in cui il protagonista era interamente creato e animato al computer. “Ora che ho finito con l’animazione” ammette il regista candidamente, “mi rendo conto che avrei dovuto essere terrorizzato. E’ difficile portare a compimento una completa animazione. Devi decidere ogni volta quando il tuo personaggio deve battere le ciglia, quando deve sorridere, che tipo di sorriso deve essere e se il suo pomo d’Adamo si deve muovere o no. E’ diverso dall’animazione stop motion che facevo a otto anni con il mio Super 8.”

Anche se Paul doveva assomigliare al classico alieno radicato nella nostra psiche collettiva, era comunque fondamentale renderlo il più umano possibile. “Dovevamo creare un alieno che fosse da tutti i punti di vista un essere umano nel modo di comportarsi e che casualmente avesse le sembianze di un alieno e alcuni poteri extraterrestri,” dice Mottola.  “Ma per il 90 percento del tempo lui è un uomo che se ne va in giro in un’automobile. Volevamo provare a fare un personaggio che piacesse al pubblico ma che fosse comunque talvolta irritante – umano, sorprendente, emotivo e difficile.

Fortunatamente, il regista ha avuto la brillante assistenza della squadra della Double Negative, che ha lavorato agli effetti delle ultime due collaborazioni della Big Talk e della Working Title, L’alba dei morti dementi e Hot Fuzz.  Come il loro regista, la squadra sapeva che creare un personaggio interamente digitale, che è in scena per la maggior parte del film, sarebbe stato molto impegnativo.

Mentre la sua troupe cominciava a immaginare Paul, Mottola e la sua squadra lo hanno attaccato da direzioni diverse. Il regista dice: “Abbiamo disegnato una versione CG di Paul che non era completamente soddisfacente, così abbiamo chiamato una società di effetti pratici che ha questo talentato scultore che ha scolpito Paul in argilla. Ha scolpito miniature di Paul fino a quando noi non abbiamo creato un disegno che pensavamo buono, e allora ne ha scolpita una versione a grandezza naturale.

“L’idea era che Paul doveva essere il prodotto dell’evoluzione dell’essere umano fra un miliardo di anni,” continua Mottola. “Dato che il nostro cervello diventerà più grande, avremo sempre meno ragioni per essere fisicamente più forti perché saremo più intelligenti e potremo utilizzare la tecnologia. I nostri corpi si restringeranno proporzionalmente e noi ci evolveremo in questa esile creatura. Questo scultore ha capito il concetto e ha dettagliato e migliorato la nostra versione CG. Dalla piccola depressione del cranio di Paul alla forma del mento, fino alla posizione dei suoi occhi nella testa, era perfetto!”

Da qui la squadra ha creato un animatronic di Paul fondamentale per determinare come questo umanoide saputello apparisse in movimento. Dopo di questo hanno costruito un pupazzo (con tanto di mani) che sarebbe stato usato per i primi piani. Sapevano di avere bisogno di questa versione perché ogni volta che Mottola e il direttore della fotografia Lawrence Sher avrebbero fisicamente girato una scena in cui era incluso il personaggio, avrebbero dovuto averne un doppione reale come riferimento per la linea dello sguardo e per il movimento.

Secondo il supervisore agli effetti visivi JODY JOHNSON, creare questo personaggio unico è stato uno sforzo multiplo. Johnson inizia: “Prima abbiamo lavorato a stretto contatto con Greg per cercare di entrare nella sua mente e capire come vedeva Paul, e poi con Seth, che ha dato la sua voce all’alieno, e con il quale abbiamo fatto molto lavoro sulla recitazione e sul personaggio.”

Durante la fase mo-cap della pre-produzione, Seth Rogen ha trascorso parecchie settimane a recitare nei panni dell’alieno mentre la squadra lo riprendeva. Ha ripetuto ogni scena più volte durante queste riprese per assicurarsi che gli animatori avessero tutti i riferimenti fisici di cui avevano bisogno per creare Paul. Per assicurarsi che i movimenti durante le successive riprese del film funzionassero, le controfigure usate hanno basato le loro azioni, i loro manierismi e le loro inflessioni sui filmati di Rogen.

Rogen parla della sua esperienza nelle prime fasi della produzione, sottolineando che lui non voleva che Paul avesse una stereotipata personalità rigida di un alieno stereotipato. Rogen dice: “Nel motion capture, pensavo che sarebbe stato divertente se Paul si fosse mosso il più possibile come me. Ho cercato di farlo parecchio disinvolto, come se fosse un po’ ubriaco o fumato tutto il tempo. Ero divertito dal fatto che stavamo applicando tutta questa folle tecnologia a qualcosa di così informale.”

Recitare in una bolla è stato inizialmente molto impegnativo per il comico. Ma non vedeva l’ora di farlo: “Mi piace il fatto che puoi lavorare sulla performance e continuare a rifinirla. Apprezzo il fatto che è diverso dal live action. Guardavamo ogni scena del film e dicevamo, per esempio ‘Paul qui deve fare un rumore.’ Abbiamo cercato di far sembrare autentico ogni suono o azione. Così l’illusione sembra molto più vera.”

La parte più impegnativa del lavoro della Double Negative sarebbe stata trasferire Paul sullo schermo –inserire questo personaggio CG in un ambiente reale e renderlo convincente e credibile per tutto il corso del film. “Bisognava illuminare Paul in una maniera molto naturale per integrarlo con gli altri attori, “ dice Johnson.

Il collega di Johnson, il produttore degli effetti visivi HAL COUZENS, riassume: “Questo è un film che non può sembrare un film di effetti speciali. Deve avere l’aspetto di un film con protagonisti tre ragazzi e altri attori e personaggi di supporto.”

Più facile a dirsi che a farsi, perché in Paul si sono usate molto la camera a mano, la stedicam e il carrello. La prima fase richiedeva un lavoro a stretto contatto con il direttore della fotografia Sher per afferrare proprio le giuste inquadrature. “Avevamo un pupazzo illuminato di Paul [creato dalla Spectral Motion], che abbiamo messo in ogni scena che abbiamo girato. Larry ha sistemato le luci per dare a Paul una cornice e farlo apparire realistico tra gli altri personaggi,” dice Johnson.  “Poi io ho fatto una ripresa di riferimento del pupazzo illuminato e l’ho portata alla Double Negative perché potesse usarla come base per le luci del CG.”

Oltre al suo lavoro nei panni dell’Agente O’Reilly, Lo Truglio ha avuto nel film un altro compito, non meno importante. E’ stato la controfigura  di Paul quando sul set c’era bisogno dell’alieno come riferimento (e quando il pupazzo illuminato non serviva più). Molti attori hanno delle controfigure su un set cinematografico, si sa. Ma un personaggio CG?

“Quello che ci preoccupava all’inizio” riflette Park, “era che in una commedia è importante l’interazione. All’inizio non riuscivamo a capire come avremmo potuto fare. Ci siamo resi conto che per Simon e Nick e per gli altri era essenziale avere un attore comico con il quale recitare. Quando è venuto fuori il nome di Joe, abbiamo pensato, ‘Perché dovrebbe farlo?’  E’ leggermente schizofrenico passare da interpretare O’Reilly a mettersi in ginocchio con delle ginocchiere e recitare le battute di Paul. Ma Joe ci ha detto di sì ed è stato assolutamente perfetto.”

Lo Truglio racconta il suo tempo sul set come piccolo uomo verde: “Paul è un personaggio complesso perché avevamo bisogno di avere per un personaggio CG la stessa empatia e compassione che avremmo avuto per un umano. Ci sono volute un sacco di persone perché questo accadesse. La prima è stata naturalmente Seth, che è Paul e che ha dovuto indossare la tuta mo-cap. Poi c’erano i ragazzi degli effetti visivi della Double Negative.  Io sono stato presente durante le riprese di Seth e ho osservato quello che faceva. Poi, durante le riprese del film, ho cercato di ripetere quello che aveva fatto Seth per avere una reazione da parte di Simon e Nick che, così, non parlavano con qualcuno che non c’era. Come attore è stato impegnativo perché l’intero esercizio consisteva nel creare quest’alieno che è un amalgama degli input di tutti. E’ stato piuttosto straordinario. E poi, ho anche sfruttato parecchio le mie ginocchiere!”

Mentre Lo Truglio è stata la controfigura di Paul per la recitazione, CHRISTOPHE ZAJAC-DENEK ne è stata la controfigura nell’azione. Quando c’erano delle coreografie complesse, Mottola e Sher le hanno elaborate con gli attori e hanno pianificato tutti i movimenti di macchina, così sembrava che Paul fosse davvero presente. Poi, sia il pupazzo che Zajac-Denek venivano portati fuori dalla scena, che veniva girata di nuovo solo con gli attori.

Per un breve momento c’è stato anche un quarto Paul, un bambino di sei anni di nome Tanner, figlio del coordinatore degli stunt del film.  Entusiasta, il giovanissimo attore è entrato in una scena in cui Paul salta addosso all’Agente Zoil. Couzens dice:  “Abbiamo pensato che se Jason faceva solo finta di avere qualcuno addosso, non sarebbe sembrato realistico. Così abbiamo messo a Tanner un costume verde e lui è balzato impavido su Jason e si è attaccato a lui con tutte le sue forze. Jason si contorceva e dimenava sotto di lui ed è stata un’interazione brillante. Più tardi, abbiamo rimpiazzato Tanner con il Paul CG.”

Effettivamente l’unica diva sul set del film è stato il protagonista Paul. Mottola ride: “Giravamo una prova con Joe, una con qualcuno che portava in giro una piccola palla grigia come riferimento per le luci, poi dovevamo girare delle inquadrature solo del set. E poi, spesso facevamo una versione con il pupazzo, poi senza pupazzo, con la speranza che il pupazzo funzionasse. Ma nel caso in cui non avesse funzionato, non volevamo doverlo cancellare.”

Una volta messe a punto le performance e le luci, l’ultima cosa da fare era avere il riferimento dell’intero ambiente fisico in cui Paul sarebbe esistito. Johnson spiega: “Per questo abbiamo usato una Leica Total Station, che è un apparecchio per rilevamenti che ci ha permesso di sparare tanti laser per generare un modello 3D di quello che la cinepresa riprendeva. Oltre a questo, abbiamo fatto l’illuminazione degli ambienti, usando una tecnica chiamata HDRI lighting— una piastra che punta a 360 gradi con la quale abbiamo girato con una macchina fotografica con un range dinamico molto alto.”  La ragione più importante per questo era che, come in ogni film, in ogni ripresa le luci e le condizioni climatiche cambiano. Se la squadra non aderiva perfettamente a questi cambiamenti, Paul non si sarebbe adattato al mondo abitato da Grame e Clive.

Il risultato finale ha sbalordito sia gli attori che la troupe. Mottola riassume: “Quando la squadra anima Paul che si strofina il collo, gli fa scattare i tendini e girare il pollice intorno al collo. E’ straordinario quello a cui noi reagiamo; quando guardiamo un personaggio sullo schermo è quello che succede nella nostra visione periferica che ce lo fa accettare. Non è quello che guardiamo direttamente.”

Non conta quanto fossero fatti bene gli effetti speciali in Paul, per essere credibile la storia aveva bisogno che tutti i coinvolti credessero nella possibilità dell’esistenza degli alieni, a cominciare dal co-creatore e star del film Pegg, che dice: “Sì, io penso che gli alieni esistano. Devono esistere. Ci sono miliardi e miliardi di pianeti e di stelle. Spero solo che somiglino un po’ a Paul.”

In giro per l’America: Scenografie e Location

Se Greg Mottola si è guadagnato stima e rispetto per il suo fluido stile visivo come regista di commedie, un’avventura comica come Paul richiedeva una visione più ampia. Come riferimento, Mottola ha guardato al lavoro di Steven Spielberg — tutto, dal suo esordio alla regia, Sugarland Express, fino ai suoi capolavori di fantascienza Incontri ravvicinati del terzo tipoE.T.: l’Extraterrestre.

Ma insieme alla patina lucente di Spielberg, le immagini di Mottola contengono anche un aspetto più sporco che mantiene fedele questo film alle radici da filmaker indipendente del regista di pellicole come L’amante in città.  Queste ambizioni visive e visionarie sembrerebbero in contraddizione con gli aggettivi “rilassato” e “accomodante” che sono quelli che il cast e la troupe usano per descrivere Mottola. Invece, definiscono precisamente il tipo di fiducia e sicurezza che Mottola mostra nella sua visione d’insieme.

Il calmo contegno del regista è stato ancora più apprezzabile se si considera che, nonostante la genesi di Paul fosse legata al fatto che Pegg voleva girare un film in qualunque posto meno che sotto l’ombrello in Inghilterra, il tempo è stato imprevedibile per tutto il corso delle riprse. “Abbiamo avuto grandinate e fulmini,  e molta più pioggia di quanta ne avessimo avuta in Inghilterra” dice Park.  “L’idea originaria veniva dal desiderio di girare in America, dove il tempo sarebbe stato bello. Il clima, invece, ci ha creato difficoltà ogni giorno.”

Pegg ammette di aver barattato le difficoltà di un clima inclemente con un altro: “Siamo finiti a girare in uno dei posti dal clima più instabile del mondo. Un minuto c’era un sole accecante e 20 minuti dopo grandine grande quanto delle palline da golf.  A volte abbiamo dovuto rifugiarci al coperto per le tempeste e i fulmini. Sul set c’era pure un apparecchio che assicurava che fossimo a distanza di sicurezza dalle tempeste elettriche, perché pare che molta gente in New Mexico venga colpita dai fulmini.”

Naturalmente la visione di un regista è buona tanto quanto le persone che la trasformano in realtà, e Mottola ha messo insieme una squadra molto in gamba di maghi del dietro le quinte per realizzare la complessa sfida di creare il mondo secondo Paul.

Anche se il film è ambientato in molte zone del Sudovest americano – dalla Comic-Con di San Diego alla Torre del Diavolo in Wyoming (utilizzata anche per Incontri ravvicinati del terzo tipo) —Paul è stato girato quasi esclusivamente in New Mexico.  Trovare un paesaggio credibile che rispondesse a tutte le esigenze del copione è stato più facile di quanto si possa immaginare. Infatti, a un’ora di auto da Santa Fe si può trovare il genere di deserto aspro e brullo che sembra il Nevada, olte a montagne che farebbero giurare all’osservatore di essere in Wyoming o in Colorado.  Così nasce il nostro viaggio on the road.

Uno dei primi passi nella coordinazione visiva di questo viaggio cinematografico è cominciato quando Mottola, lo scenografo Jefferson Sage e il line producer/produttore esecutivo Robert Graf si sono seduti con J. TODD ANDERSON, l’artista dello storyboard che ha lavorato per molti anni per Joel e Ethan Coen.  Figura chiave per Mottola nella fase iniziale di concettualizzazione del film e traduzione del copione in termini visivi, Anderson ha lavorato con il regista per circa tre mesi per creare lo storyboard del film.

Rendere lo storyboard tridimensionale e dare consistenza visiva a Paul era compito di Sage, con il quale Mottola aveva già lavorato nella serie televisiva comica cult Undeclared.  Per un film on the road che copre molti territori, è decisamente curioso che una delle prime funzioni dello scenografo fosse creare il set principale del film, un camper ammaccato e malmesso. Ma Sage spiega: “Il camper è il luogo dove trascorriamo la maggior parte del tempo e dove si svolge la maggior parte dell’azione.”

Naturalmente l’aspetto del camper doveva adattarsi agli eccentrici personaggi che lo guidano. “Abbiamo concordato sul fatto che doveva essere un veicolo vecchio stile perché questi ragazzi non avrebbero voluto il top della categoria e, probabilmente, non avevano neanche un gran budget” spiega Sage.  “Abbiamo iniziato a guardare camper degli anni ’70 e ’80”.  Il prodotto finito, noto nel copione come Beagle Traveler, era una combinazione di due modelli: un Winnebago vintage dei tardi anni ’80 (il cui profilo è servito per gli esterni del veicolo) e un altro camper chiamato Bounder (per la maggior parte usato per gli interni).

Due camper funzionanti sono stati utilizzati per le scene di viaggio, e un terzo è stato costruito per le sequenze girate su una piattaforma in teatro.  Quest’ultimo camper era noto come il Camper Eroico perché tutti le sue parti interne potevano essere rimosse per permettere alla troupe e alla cinepresa di illuminarlo e di riprendere l’interno.

Una sfida molto più impegnativa è stata ri-creare il più grande raduno comico del pianeta, la Comic-Con di San Diego, utilizzando i 100.000 piedi quadrati dell’Albuquerque Convention Center.  Arredare il set per farlo assomigliare a quello vero ha significato ottenere innumerevoli autorizzazioni dai molti partecipanti e interessati dell’evento vero.

Ri-creare il gigantesco raduno annuale è stato per il cast e la troupe di Mottola un lavoro appassionato e appassionante. Il regista dice: “Ci siamo tutti divertiti con la Comic-Con.  Siamo tutti cresciuti con fumetti e fantascienza e volevamo farla bene. Non volevamo che diventasse uno scherzetto cheap, e sapevamo che doveva sembrare quella vera.”

Per il Wyoming, sono state utilizzate zone intorno alla piccola città di Las Vegas, in Nevada, e un grande prato aperto nelle zone montagnose vicino a Santa Fe è stato utilizzato per la Torre del Diavolo del Wyoming, con la torre-icona aggiunta poi dalla squadra degli effetti visivi. In questo prato Sage ha anche costruito la parte inferiore della navicella spaziale di Paul. Come per la torre, la squadra VFX ha poi creato digitalmente la parte superiore del veicolo spaziale.

Un trucchetto visivo di diverso tipo è stato necessario per Pegg e Frost in visita alle Vasquez Rocks fuori Los Angeles.  Famosa perché usata in una scena classica di Star Trek, questa formazione geologica era una logica attrazione per i fanatici di fumetti e fantascienza Graeme e Clive.  Sage ha inviato la troupe della seconda unità a filmare gli esterni alle Vasquez Rocks.  In New Mexico, Mottola e il direttore della fotografia Sher hanno invece filmato i movimenti di Pegg e Frost come Graeme e Clive.  Poi, come in una composizione fotografica, le due scene sono state messe insieme.

Sage ha anche ri-creato la misteriosa White Mailbox che un tempo stava sulla strada vicino alla famigerata Area 51 nel centro del Nevada. Per preparare la scena, ha usato un tratto desolato e deserto di una superstrada del New Mexico che somigliava molto a quella zona del Nevada.

Sage ha trovato uno spirito affine al suo in Mottola che ha frequentato la scuola d’arte prima di diventare regista. “Avendo dei trascorsi in una scuola d’arte, Greg è stato molto coinvolto nella parte visiva e nelle immagini che voleva nel film e in come queste potessero anche essere comiche.” nota lo scenografo. “Alla fine abbiamo creato un concetto moderno di cosa è la fantascienza… una versione romantica.”

Il coordinatore degli effetti speciali LARZ ANDERSON ha capito che questo lavoro era perfetto per lui dopo aver letto la sceneggiatura piena di effetti speciali di Pegg e Frost.  “Era un copione molto divertente, ma presentava anche molte sfide interessanti” dice. “Avevamo una casa da far esplodere, che è sempre divertente, e dovevamo accendere fuochi d’artificio nel bel mezzo di una foresta nazionale, cosa a dir poco problematica… ma molto interessante.”

Tra i suoi compiti meno esotici c’era quello di far muovere il camper nel teatro di posa come se fosse sulla strada aperta… con Paul, Graeme e Clive che volano sulla superstrada. “Abbiamo costruito una sospensione biassiale su cuscinetti d’aria per poter scuotere il camper” dice Anderson. “Con dei pistoni pneumatici abbiamo aggiunto la frenata così quando i personaggi inchiodavano, l’intero veicolo andava in avanti mentre noi rovesciavamo degli armadietti e le cose gli cadevano addosso.  Era piuttosto drammatico.”

Molto più divertente, ammette Anderson, è stata l’esplosione di gas in una fattoria, un set importante del film. La controfigura della casa è stata rotta in due elementi. Su un soundstage, dei mortai di propano sono stati messi dentro al fornello per creare una palla di fuoco controllata che dava l’immagine dell’esplosione da dentro la casa. Poi, in location, è stata costruita questa casa speciale con una struttura molto sottile in modo da esplodere più facilmente senza esagerare con l’esplosivo. “In questo modo,” dice Anderson “alla fine abbiamo potuto farla crollare in un cumulo di macerie.”

Ancora più impegnativo è stato sparare fuochi d’artificio in una foresta nazionale, cosa che ha richiesto un grande sforzo congiunto tra il reparto location e il Servizio Forestale degli Stati Uniti. Il coordinatore SFX racconta: “Gli abbiamo mostrato delle dimostrazioni di quello che avremmo fatto e siamo finiti con il portare a bordo una squadra di pompieri che doveva presenziare, controllare  i livelli d’umidita e  perlustrare poi la zona dove avevamo sparato i fuochi per assicurarsi che tutto fosse apposto. Alla fine, è andato tutto piuttosto bene.”

Geek Chic: i costumi dell’avventurosa commedia 

La costumista Nancy Steiner non è estranea ai bisogni di film ambientati nel presente, ma questo ha enormemente ampliato la sua conoscenza nel campo delle T-shirt di cotone. “Graeme e Clive sono fanatici dei fumetti e quindi non hanno un gran senso della moda” dice. “Però sono consapevoli di quello che indossano. Vanno molto fieri delle loro magliette con i fumetti e la fantascienza.”

La maggior parte del suo lavoro per i due personaggi è stato destreggiarsi “nell’inferno delle autorizzazioni e dei diritti” per vestire i due protagonisti con delle magliette visivamente accattivanti e interessanti. Un bel colpo è stato ottenere il permesso dalla Lucasfilm di usare T-shirt a tema Guerre stellari.  La sua squadra ha anche ricevuto un’immagine formidabile da Dan Clowes, il creatore del personaggio Eightball e una T-shirt con l’immagine di Ming the Merciless da “Flash Gordon” e Project Superpowers dalla graphic novel “Dynamic Forces”.

Steiner ha avuto la fortuna che la maggior parte delle dozzine di comparse per le scene della Comic-Con sia arrivata già pronta con i suoi costumi (traduzione: magliette lise e straordinarie da nerd con la Principessa Leia, Darth Vader, Stormtrooper, e costumi da personaggi vari di film Anime e di fantascienza). Li ha trovati più autentici perché erano fatti con amore e passione ed erano piuttosto caratteristici.

Mottola dice: “Quando abbiamo iniziato io ho detto chiaramente che i costumi delle persone dovevano essere realistici. Dovevano essere un mix tra la gente che aveva speso dei soldi per comprarsi una costosa tenuta da Strormtrooper e la gente che aveva speso del tempo per farsela bene da sola mettendoci tanto amore. Non volevo che sembrassero tutti dei costumi noleggiati. E infatti, le persone che vivono in New Mexico e vanno alle Comic-Con erano più che felici di mostrarsi nel loro vasto assortimento di tenute spaziali. Abbiamo avuto tantissimi personaggi di Anime giapponesi e di Star Trek e Guerre stellari da tutte le parti dello Stato.  Alcuni sono arrivati da soli in macchina da Stati vicini perché volevano esserci.”

Mottola è rimasto strabiliato dai diritti che i suoi costumisti sono stati in grado di assicurarsi da franchise enormi. “E’ stato splendido che la Lucasfilm ci abbia fatto usare in tutto il film immagini di personaggi con il copyright di Guerre stellari  e la Paramount Pictures di Star Trek.  Sono stati incredibilmente generosi e hanno capito e condiviso lo spirito giocoso del film.”

La costumista Steiner ha anche avuto il bizzarro incarico di vestire il personaggio CGI Paul.  “Lui indossa pantaloncini corti e flip-flop, ma abbiamo dovuto fare test di riprese a un gran numero di pantaloncini prima di trovare quelli giusti, che andassero bene con il colore della sua pelle. Abbiamo anche messo insieme per lui un costume da cow-boy che Paul indossa quando si traveste.”

Se la maggior parte dei personaggi indossa, nel corso del film, solo uno o due costumi – perché questo si adatta ai loro background e alle loro carriere – Ruth subisce un’evoluzione nel film e Steiner ne fa apparire una sottile traccia nelle sue scelte d’abbigliamento. “Lei è molto conservatrice e non alla moda nel suo modo di vestire, ma all’inizio io non volevo renderla abbottonata e convenzionale. Quando i ragazzi la vedono per la prima volta (e prima di rapirla per caso) Ruth indossa magliette con la scritta “Evolvi questo!” e un’immagine di Gesù pronto ad attaccare Darwin. Queste T-shirt riflettono l’estremismo delle sue convinzioni anti-evoluzionistiche. Ma mentre lei cambia, cambia anche il suo aspetto, che diventa leggermente più sciolto e più sexy. “Solo leggermente” dice Steiner. “Non troppo. Non volevamo farla diventare pacchiana.”

Il trailer italiano:


Trame ed altre informazioni sono tratte dal materiale stampa relativo al film.
Per consultare le uscite dell’ultimo week-end italiano visitate lo spazio “Al cinema…”, per gli incassi del box office, trailer e notizie dal mondo del cinema andate allo spazio settimanale “Cinema Festival”.

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