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Cinema futuro (1.304): “London Boulevard” 06/06/2011

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Cinema futuro, Video e trailer.
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Cinema futuro - Il cinema del prossimo week-end“London Boulevard”

Uscita in Italia: venerdì 10 giugno 2011
Distribuzione: 01 Distribution

Titolo originale: “London Boulevard”
Genere: drammatico / thriller
Regia: William Monahan
Sceneggiatura: William Monahan (basato sul romanzo di Ken Bruen)
Musiche: Sergio Pizzorno
Durata: 100 minuti
Uscita in Gran Bretagna: 26 novembre 2010
Sito web ufficiale (G.B.): nessuno
Sito web ufficiale (Italia): nessuno
Cast: Colin Farrell, Keira Knightley, Jamie Campbell Bower, David Thewlis, Ray Winstone, Anna Friel, Eddie Marsan, Ben Chaplin, Stephen Graham, Matt King, Ophelia Lovibond, David Dawson, Donald Sumpter, Lee Boardman, Daniel Ryan

La trama in breve…
Tratto dall’omonimo romanzo di Ken Bruen, London Boulevard racconta di un criminale di South London che, uscito di prigione, cerca di rifarsi una vita lavorando come factotum per una giovane ricca, quanto solitaria, attrice. Ma liberarsi del passato, purtroppo, non è così semplice…
Il film – che segna il debutto alla regia di William Monahan, sceneggiatore premio Oscar®  per The Departed-Il Bene e il Male – è un gangster thriller, sexy, elegante, pieno di ironia e di intrighi, con Colin Farrell e Keira Knightley nel ruolo dei due amanti in lotta contro uno dei più malvagi boss criminali di Londra.
Dopo tre anni passati dietro alle sbarre, Mitchel (Colin Farrell) esce dalla Prigione di Pentonville pieno di buone intenzioni. Quando il suo vecchio amico Billy (Ben Chaplin) – un gangster di basso livello in cerca di qualcuno che lo aiuti in un lavoro – lo incontra, subito dopo il suo rilascio, Mitchel decide di unirsi a lui in cambio di un posto dove vivere. Mentre è ancora impegnato a fare i conti col suo passato, Mitchel conosce Charlotte (Keira Knightley), una star del cinema che si nasconde da orde di giornalisti e fotografi in un palazzo a Holland Park. Toccato dalla sua bellezza e dalla sua vulnerabilità, Mitchel presto assume il ruolo di suo protettore, respingendo paparazzi aggressivi, molestatori e altri malintenzionati e sventando il piano di Billy, intenzionato a rapinare la casa di Charlotte per rubare le sue costose opere d’arte e le sue macchine vintage.
Mentre l’attrazione tra i due cresce e il loro rapporto si fa sempre più profondo, Mitchel e Charlotte pianificano di rifarsi una vita a Los Angeles. Ma Mitchel ha già colpito l’attenzione del potente e spietato boss mafioso Gant (Ray Winstone), che lo vede come una potenziale risorsa di grande valore per il suo business. Quando Mitchel respinge una lucrativa offerta di lavoro, Gant decide di trascinarlo in una rete di estorsione e omicidi. Man mano che gli stratagemmi di Gant si fanno sempre più malvagi, appare chiaro che questi preferirebbe vedere il giovane morto piuttosto che libero. Sapendo che nessuna delle persone a lui care è al sicuro dall’ira di Gant, inclusa Charlotte e la sua inquieta sorella Briony (Anna Friel), Mitchel decide di tentare una mossa drastica per cercare di rimediare alla situazione una volta per tutte.

La produzione

“Avrei da offrirti un lavoro. Sei un tipo pratico?” — Penny
“In che senso, con il martello o cose simili?” — Mitchel

Bloccato dalla neve nella sua casa nel Vermont, lo sceneggiatore premio Oscar William Monahan stava dando un’occhiata ai romanzi noir-polizieschi di Ken Bruen, quando uno di essi in particolare catturò la sua immaginazione: London Boulevard, una storia dark e inquietante ambientata in due mondi totalmente dissimili: quello squallido della malavita di South London e quello ricco ed esclusivo, abitato dalle celebrità, di West London.

Monahan ha rielaborato la premessa del libro di Bruen, che in una certa misura è un pastiche del film classico Hollywoodiano Sunset Boulevard, trasformandolo in un thriller contemporaneo in cui una stella del cinema è costretta a vivere come una reclusa a causa degli accaniti paparazzi londinesi, e dando vita ad una storia d’amore interpretata da due delle star di Hollywood più sexy: Keira Knightley e Colin Farrell.

Tutto ciò che Monahan scrive ha un grande valore, ma i suoi piani andavano ben al di là del semplice fatto di vedere il film prodotto. Voleva anche dirigerlo. “Era una storia d’amore che avevo voglia di raccontare, ambientata in un mondo che volevo ritrarre”, spiega. “Ho un accordo con Graham King, che prevede che qualsiasi cosa io scriva, sia lui il primo a poterla visionare. E fortunatamente, lui ha deciso di fare questo film”.

Monahan ha lavorato per la prima volta assieme al produttore Graham King, della GK Films, nel 2007, nel pluripremiato film di Martin Scorsese The Departed-Il Bene e il Male che, oltre all’Oscar a Monahan, ha fatto vincere a King l’Oscar per il Miglior Film. “Bill aveva in mente London Boulevard già molto tempo prima che ci incontrassimo per discuterne”, racconta King. “Voleva dirigere questo film sin dall’inizio, ma non me lo ha detto fino a che non ha appurato che fossi interessato. Io ero sicuro che Bill possedesse tutto quello che era necessario per realizzare questo film … Ogni ostacolo che ha incontrato, lo ha superato brillantemente”.

La sceneggiatura scritta da Monahan è fedele all’originale in termini di tono e  temi, ma possiede una sua identità. “Ken è uno scrittore di thriller molto amato, dotato di uno stile molto distintivo, ma sapeva sin dall’inizio che la mia intenzione era quella di fare le cose a modo mio”, spiega Monahan. “Mi piaceva la premessa della storia. Mi piacevano i personaggi e le situazioni. Ma c’erano altre cose che sapevo di poter fare. Volevo attingere dai film della British New Wave degli anni ’60 e ’70 tanto quanto dal romanzo”.

Curtis aggiunge: “Più Bill scriveva, più la storia diventava sua. A questo punto è difficile ricordare quali parti provengano dal libro e quali invece siano un’invenzione di Bill … C’erano dei passaggi interessanti nel corso della storia: in certi momenti era divertentissima, subito dopo diventava estremamente violenta e poi era tenerissima. E’ una cosa tipica del suo stile di scrittura. E’ capace di sorprenderti continuamente”.

Il film cattura con accuratezza il mondo crudele e “pieno di testosterone” del crimine inglese fin nelle nuance dell’accento, secondo King, il quale è nato nel Regno Unito. “Questi non sono dei boss criminali come quelli che si trovano negli Stati Uniti. Questi sono dei personaggi della strada, ironici, esasperati. Bill si era preparato molto sull’argomento, perciò è stato capace di ricreare quel mondo in maniera straordinaria”.  A questo punto, Monahan ha vissuto e ha lavorato a Londra “Più”, come dice lui stesso, “di quanto abbia vissuto a Boston, il che è divertente”.

Sebbene abbia cercato di accogliere ogni possibile influsso, Monahan spiega che una volta che ci si trova sul set tutto ciò non ha più importanza. Come sceneggiatore e regista è stato infatti capace di apportare dei cambiamenti in corsa: “Devi fare il film sul posto, non ha importanza cosa ci sia scritto nella sceneggiatura. Quando giro un film sono il primo a gettare via le pagine della sceneggiatura. E’ un prodotto visivo dinamico, tanto quanto è un prodotto letterario. La sceneggiatura non è una Bibbia. La cosa importante è mantenersi in movimento, rendere tutti quanti felici, rispettare i tempi e rimanere nel budget”.

Il casting di London Boulevard

Non vuoi che io sia un gangster. Nessuno vuole che io sia un gangster.
Perché se inizio non mi fermo più. — Mitchel

Lo straordinario cast di London Boulevard è guidato da Colin Farrell e Keira Knightley, una coppia di attori la cui fama risplende sia a Hollywood che dall’altra parte dell’Atlantico. Accanto a loro ci sono alcuni dei più acclamati e famosi attori Inglesi, tra cui Ray Winstone, Ben Chaplin, David Thewlis, Anna Friel e Stephen Graham.

“Probabilmente è il miglior cast inglese che sia mai stato messo assieme da molti anni a questa parte”, sottolinea Monahan. “Con attori come questi, si può fare un solo ciak e sei a posto. Ma ovviamente ne fai anche un altro per scrupolo, e poi vai avanti ”.

“Sapevo che Bill è capace di lavorare molto bene assieme agli attori”, afferma Quentin Curtis. “Sa parlare la loro stessa lingua. C’era una bellissima atmosfera sul set”.

Nel ruolo di Mitchel, Monahan sapeva di aver bisogno di un attore che racchiudesse in se’ sia una brutalità di ghiaccio sia una certa tenerezza, per dar vita a questo personaggio contraddittorio. I produttori hanno trovato tutto quello che stavano cercando nell’attore irlandese Colin Farrell. “Quando ho incontrato Colin, ho capito immediatamente che sarebbe stato lui”, racconta Monahan. “In London Boulevard fa qualcosa che non ha mai fatto prima. Colin è un attore molto energico, sempre in movimento, mentre qui interpreta un ruolo molto calmo e tranquillo. Si riescono a vedere le emozioni che ribolliscono sotto alla superficie. La sua è una performance davvero brillante. L’intensità di quest’uomo ti colpisce. E’ gentile ed è anche molto, molto violento”.

Mitchel ha scontato tre anni nella prigione di Pentonville per “lesioni personali gravi” ed è determinato a lasciarsi alle spalle il suo passato criminale. “Colin ha dato molto a questo ruolo”, dice King. “Lo guardi e senti il personaggio. Mitchel è un uomo di poche parole, ma lo spettatore fa il tifo per lui sin dall’inizio. Quando esce di prigione appare chiaro che vuole lasciarsi alle spalle quella vita. La questione è come riuscire a farlo. Credo sia qualcosa con la quale chiunque voglia fare un grande cambiamento nella propria vita possa identificarsi facilmente, tanto un semplice impiegato quanto un gangster”.

Grazie all’abilità di Monahan come sceneggiatore, come racconta Farrell, tutto quello di  cui l’attore aveva bisogno per riuscire a trovare il suo personaggio era già nella sceneggiatura. “Era così ricca. Una buona sceneggiatura è molto più che una serie di puntini che gli attori devono collegare. Questa sceneggiatura era molto completa. Ogni personaggio nella storia si trova ad un punto di svolta nella propria vita, che ne sia cosciente o meno. L’intenzione di Mitchel è quella di uscire da Londra, ma non ha conoscenze altrove, e non ha i mezzi finanziari”.

La storia inizia dall’ultimo giorno che Mitchel passa in prigione. Mitchel ha deciso di reinventare la sua vita, ma c’è una esercito di fantasmi che lo aspetta fuori da quelle mura. “Se credete nel karma e nell’idea degli dei dell’Olimpo che giocano a scacchi e che ci usano come pedine, allora Mitchel è un uomo che ha fatto troppi errori per riuscire a capire veramente cosa voglia dalla vita”, spiega Farrell. “Mitchel è piuttosto intelligente ma ha un’attitudine naturale alla violenza. Ha iniziato a  frequentare la gente sbagliata quando era ancora molto giovane e poi ha cominciato a commettere una serie di reati minori. Continua a lasciarsi trascinare nel mondo dell’illegalità”.

Monahan, con la sua grande competenza, ha fatto sì che il cast avesse grande fiducia in lui, secondo Farrell. “Bill conosceva il materiale alla perfezione. Ha una conoscenza enciclopedica del cinema e della letteratura. Mi fidavo totalmente di lui ed è stato meraviglioso lavorarci assieme. Sa cosa vuole  e capisce quando riesce ad ottenerlo. Inoltre, è dotato di un perfido senso dello humour”.

Una delle deviazioni più coraggiose compiuta da Monahan rispetto alla storia originale scritta da Bruen è stata quella di trasformare Charlotte da una star del cinema decaduta alla ‘Norma Desmond’, ad una giovane attrice in cerca di rifugio dal lato oscuro della celebrità. “E’ un’idea molto più contemporanea”, sottolinea Curtis. “Le star oggi vengono analizzate così a fondo e assediate dalla stampa che hanno un atteggiamento molto ambivalente nei confronti della fama. Per alcune di loro questa condizione diventa insostenibile”.

I filmmakers erano molto emozionati per la scelta di Keira Knightley nel ruolo di Charlotte, la solitaria giovane attrice che si innamora di Mitchel. “Sin dall’inizio, tra lei e Colin si è creata un’alchimia perfetta”, afferma Monahan. “Abbiamo organizzato un incontro a casa di Keira, ed entrambi si sono immediatamente immedesimati nella loro parte”.

Farrell vede i due protagonisti come due anime ferite. “Hanno entrambi paura di innamorarsi”, dice. “L’amore è simile alla violenza per certi versi. Una volta che si attiva, vive di vita propria ed è estremamente difficile da controllare”.

Charlotte è costantemente inseguita dai fotografi che circondano la sua casa e l’hanno resa una prigioniera virtuale. “Lo stress per le celebrità può essere piuttosto intenso”, spiega Monahan. “La fama diventa una prigione, soprattutto a Londra, dove i paparazzi sono particolarmente spietati. I paparazzi sono capaci di urlare contro cose davvero cattive alle giovani ragazze pur di fargli una foto mentre scoppiano a piangere. Ne ho visto uno spalancare la portiera di una macchina per cercare di fotografare sotto alla gonna di Lily Allen, la quale all’epoca era incinta. E’ facile cadere nel tunnel dell’idea di sentirsi costantemente sotto assedio”.

Knightley sa cosa significa vivere sotto assedio come il personaggio che interpreta. “So cosa vuol dire avere molti occhi che ti osservano”, racconta. “Questo film getta uno sguardo su un aspetto della celebrità che non è mai stato veramente affrontato in un film prima d’ora”.

Lavorare con un regista così bravo come narratore come Monahan è stato un regalo per l’attrice. “Molti dei registi di oggi provengono dal mondo della pubblicità, dai video musicali pop, o da ambienti simili”, spiega. “Bill è uno sceneggiatore meraviglioso. E’ una cosa rara ed eccitante per un attore lavorare con qualcuno che conosce così bene la storia. E’ stupefacente il modo in cui riesce a creare dei mondi così completi solo attraverso un paio di scene”.

Anche nei confronti del suo co-protagonista, la Knightley non ha che elogi da rivolgere. “Colin è fantastico perché ti fa credere totalmente nella sua durezza e allo stesso tempo nella sua intensa vulnerabilità”, racconta. “Ci sono molti attori che interpretano il ruolo del duro ma non intravedi mai in loro alcun segno di debolezza. Colin, invece, ti fa credere totalmente di essere un criminale e, allo stesso tempo, ti fa credere che ha un cuore d’oro. La sua è una performance alla Steve McQueen”.

La nemesi di Mitchel è Gant, uno spietato boss criminale della vecchia scuola, interpretato da Ray Winstone. “Gant ha vissuto la sua vita come uno scimpanzé alfa psicotico”, spiega Monahan. “Si può facilmente supporre che Gant sia stato coinvolto in ogni tipo di impresa criminale possibile. Il suo interesse principale è nel mercato immobiliare, ma ha una grande attrazione per il caos. E sviluppa un interesse nei confronti di Mitchel”.

Sebbene provengano dallo stesso mondo, i personaggi sono agli antipodi. “Gant è l’opposto di Mitchel”, chiarisce King. “Gant è il tipo che ti dice in faccia qualsiasi cosa gli passi per la testa, mentre Mitchel è molto più calcolato. Ad un certo punto, Mitchel rigira la questione e gli dice, ‘Se dovessi diventare un gangster, non andrei bene per te. Ti ucciderei.’ Nel momento in cui Mitchel decide di opporsi a Gant, capisce di doverlo batterlo in astuzia e non con la forza”.

Winstone e Monahan hanno già lavorato assieme in due film, precedentemente: The Departed-Il Bene e il Male e Fuori Controllo, dei quali Monahan ha scritto le sceneggiature. “Ray conosce questo tipo di persone e conosce questo mondo”, dice Monahan. ”Mi aspettavo quasi che arrivasse e mi dicesse, ‘Dobbiamo cambiare questa cosa. Dobbiamo fare questo’. Perciò sono stato felice quando invece ha detto, ‘No, va bene esattamente così com’è’”.

E’ certamente un grande elogio da parte di Winstone, che proviene proprio da uno dei quartieri più duri dell’East End di Londra. “Bill è uno sceneggiatore di prima qualità”, dice l’attore. “Ha scritto la sceneggiatura di un film di gangster ambientato a Londra che è molto meglio di tante altre che abbia mai letto. Quando degli americani scrivono per degli attori inglesi non sempre il materiale si adatta alla diversità della cultura. Billy ci riesce. E’ riuscito a catturare l’atmosfera  fin nella sua essenza”.

Winstone è rimasto ugualmente colpito dal cast che Monahan è riuscito a mettere assieme. “Riuscire a mettere assieme un cast come questo è un’impresa stupefacente, è la dimostrazione del potere di Bill come sceneggiatore”, aggiunge Winstone. “Ed è molto portato per la regia”.

David Thewlis interpreta Jordan, l’eccentrico portiere di Charlotte, oltre che la guida di Mitchel attraverso il mondo velato di questa giovane donna. Questo ruolo è un’altra delle geniali invenzioni di Monahan, e scaturisce dal personaggio del maggiordomo calvo europeo che si trova nel libro. “David Thewlis ed io siamo amici da molto tempo”, spiega Monahan. “Sapevo che avrebbe preso parte al film non appena ho scritto il suo personaggio. David è uno dei più bravi attori  coi quali si possa sperare di lavorare, e in questo film è davvero straordinario”.

Jordan appare in alcuni dei momenti più memorabili del film. “E’ assolutamente originale”, dice King. “Ci sono scene in cui ti fa veramente ridere di cuore. I suoi dialoghi sono davvero favolosi. Quando si scontra con il factotum che è stato da poco licenziato, la sua interpretazione gli esce così dal nulla. Capisci che questa è Londra. Che è l’ora dei gangster!”

Jordan si presenta a Mitchel come  uno “spirito eclettico”, un modo elegante per definirsi un factotum. “Lui è un produttore cinematografico fallito, un attore fallito, un musicista, un avvocato, un agorafobo, un fumatore di hashish, un alcolizzato, un assassino frustrato con un certo buongusto per l’abbigliamento, e vive nella cucina di Charlotte”, dice Thewlis. “Non è mai chiaro quale sia la loro relazione, ma lui è spaventato dal mondo esterno e si è stabilito qui nella casa, assieme a Charlotte che a sua volta fugge dai propri demoni interiori”.

Thewlis – che conosce Monahan sin dal 2005, dai tempi dell’epico film di Ridley Scott, Le Crociate – era impaziente di lavorare assieme al suo amico, che in questo film veste i panni del regista. “Bill è un rullo compressore quando si tratta di scrivere una sceneggiatura”, dice. “E’ straordinario il fatto che abbia avuto l’opportunità di dar vita alla sua sceneggiatura. Ha creato qualcosa verso la quale è estremamente esigente. Non credo che esistano alternative per Bill. E’ molto prolifico e polemico, è appassionato ed è un vero visionario”.

Mitchel viene trascinato di nuovo nel mondo della criminalità dal suo vecchio amico Billy Norton, interpretato da Ben Chaplin, che è stato capace di regalare una performance straordinaria. “Billy è un piccolo criminale davvero divertente”, dice Monahan. “Sembra uscito direttamente da un romanzo di Ken Bruen. Ben è straordinario ed è veramente divertente”.

Billy Norton occupa un posto d’onore nel mondo dei gangster”, dice King. “E’ una persona che alla fine è pronta a sacrificare qualsiasi cosa  pur di conquistare il cuore del boss, e guadagnarsi un posto in alto, accanto al grande capo. E Gant lo tiene al guinzaglio. Ma Mitchel sa con chi ha a che fare e non si fida affatto di lui”.

Essere scelto per interpretare il ruolo di un uomo che lui stesso descrive come “Un malvivente di South London con un senso esagerato dell’ego” è stata una sorpresa per Chaplin. “Non sapevo se prenderlo come un complimento o no quando mi hanno offerto la parte”, ammette. “Bill pensava che sarebbe stato un ruolo molto facile per me. Alla fine si è rivelato un ruolo molto fortunato”.

Quando ha saputo quali altri attori avrebbero fatto parte del cast di London Boulevard, Chaplin è rimasto sbalordito. “E’ stato molto divertente”, dice. “Stephen Graham è eccellente. Eddie Marsan è magnifico. Ray Winstone, non ne parliamo! Essere picchiato da Ray Winstone: potrei quasi andare in pensione a questo punto. Guardi dritto in quegli occhi che hai visto sullo schermo così tante volte, e sono talmente intensi. E’ un tipo fantastico, molto divertente e affascinante, ma quando lo guardi negli occhi ti mette paura”.

Chaplin racconta di come sia rimasto colpito dalla sceneggiatura, sia in termini di stile che di soggetto. “Ogni singolo personaggio ha una sua voce individuale. Sono tutti unici e credibili. Non ci sono solo sparatorie. Ma il film parla anche del destino: Mitchel cerca di scegliere il suo percorso ma la sorte non glielo permette”.

La vita di Mitchel è resa ancor più complicata dalla sua imprevedibile sorella Briony, interpretata da Anna Friel. Per quanto disperatamente Mitchel cerchi di proteggerla, Briony è incapace di tenersi lontano dai guai. Monahan non ha mai preso nessun altra attrice in considerazione per questa parte oltre alla Friel. “Possiede una grande energia sullo schermo”, dice. “E’ davvero emozionante. Quando Anna entra in una stanza, avverti la sua presenza e sai che riuscirà facilmente a dominare lo schermo”.

“Il cast ha fatto un lavoro straordinario”, spiega Curtis. “La sceneggiatura era piena di questi favolosi attori caratteristi. Anche nei ruoli relativamente minori Bill ha scelto alcuni dei migliori talenti del mondo, come Eddy Marsan, Jonathan Cullen e Alan Williams. Tutti, sono stati capaci di rendere i loro ruoli davvero memorabili perché sono degli attori straordinari che conferiscono qualcosa di speciale a tutto quel che fanno”.

London Calling

Pensi davvero che ti lascerei andare in giro libero per il pianeta? — Gant

Assieme al direttore della fotografia premio Oscar, Chris Menges, William Monahan ha creato un ritratto visivamente affascinante, stile anni ’60 – di una città verso la quale prova un affetto particolare – che spazia dai sudici appartamenti popolari ai quartieri alla moda di Holland Park. “Ho sempre amato vedere Londra nei film”, dichiara Monahan. “Ma non l’ho mai vista così bella come l’ha ritratta Chris Menges in questo film. Non a caso ha vinto due Oscar. La fotografia è assolutamente spettacolare”.

Monahan, che ha la fama di essere uno sceneggiatore visivamente unico, ha trascorso circa dieci anni lavorando a stretto contatto con Ridley Scott e Martin Scorsese in tutte le fasi della produzione. E secondo Quentin Curtis, Monahan ha dimostrato una straordinaria attitudine  per le questioni logistiche e tecniche delle riprese. Ben Chaplin è rimasto colpito dall’attenzione rivolta da Monahan verso i minimi dettagli. “E’ un regista molto visivo”, dice l’attore. “Aveva delle idee visive specifiche per qualsiasi cosa, inclusi i costumi. Aveva tutto in mente fin nei minimi dettagli”.

Monahan considerava i costumi come un altro mezzo per affinare i complessi e talvolta paradossali personaggi da lui creati sulla pagina scritta. “Per me era molto importante andare contro le solite aspettative che le persone hanno nei confronti delle classi sociali”, spiega. “Quando abbiamo affrontato il personaggio di Mitchel, Odile Dicks-Mireaux, la nostra Costumista, all’inizio suggerì che dovesse indossare dei moonboot e una tuta da ginnastica di nailon perché in teoria lui è un teppista di South London. Ma Mitchel è un paradosso, come molti dei miei personaggi: tendono ad essere diversi da quello che ci si aspetta. Perciò ho detto: ‘No, andiamo a Saville Row[1], perché qualsiasi aspettativa riguardo alle classi sociali dovrà essere sovvertita.

Knightley, inizialmente, era preoccupata che il suo personaggio potesse apparire come la ‘tipica star di Los Angeles”, ma Monahan ancora una volta ha rifiutato qualsiasi convenzionalità. “Siamo stati d’accordo sin dal primo meeting”, dice. “Pensavamo tutti che i jeans stretti, i tacchi alti e il look da spiaggia fossero la scelta sbagliata. Lei è disgustata da quel mondo. Lo rifiuta, perciò abbiamo scelto un look più androgino e abbiamo optato per pantaloni e scarpe di taglio maschile e per dei colori scuri”.

Le uniche scene in cui la Knightley appare in tutto il suo glamour sono quelle in cui la vediamo ritratta nella foto scattata dal famoso fotografo britannico di moda e delle celebrità, David Bailey (dal quale Antonioni ha preso ispirazione per il personaggio di  David Hemmings nel film BLOW-UP). Bailey ha fotografato ogni singola celebrità della Londra degli Swinging Sixties, dai Beatles a Jean Shrimpton, fino ad arrivare ai famigerati gemelli Ronnie e Reggie Kray. “Si vede la foto di Charlotte per tutta Londra nel film”, racconta la Knightley. “Altrimenti, non la vediamo mai vestita con abiti eleganti, o truccata. La fotografia è parte di qualcosa contro cui lei si sta ribellando: il fatto di essere dipinta e venduta”.

Questa foto iconica – che appare sui muri, sugli autobus, sugli schermi elettronici e quanto altro – è il simbolo del potere e dei pericoli della celebrità, spiega Monahan. “‘Ma questa cosa rimane intenzionalmente non spiegata nel film. Nella foto non viene menzionato alcun prodotto. Si vede solo la fotografia ripetuta ovunque. Ed era estremamente importante per me che riuscissimo ad avere la foto giusta”, dice il regista. “Dovevamo riuscire ad avere David Bailey. Quando discutevamo su come fotografare Keira, ho detto: ‘E’ una ragazza molto bella.’ E lui ha detto, ‘Le belle donne sono come gli autobus rossi per me.’ Bailey ha già detto questa battuta in passato”.

Il film è caratterizzato da una colonna Sonora originale composta da Sergio Pizzorno, e da delle infuocate musiche degli anni ’60. E’ piena di brani classici come “Heart Full Of Soul” dei Yardbirds, “Stray Cat Blues” dei Rolling Stones, “The Letter” dei Box Tops, “Subterranean Homesick Blues” di Bob Dylan, e contiene alcune melodie tradizionali interpretate da Dominic Murphy, e musica contemporanea della band Britannica dei Kasabian.

“La musica è estremamente importante per il film”, dice Monahan. “La prima volta in assoluto che ho pensato di girare un film ero un adolescente a Londra. Già allora, immaginavo l’inizio del film su schermo nero, con il ritornello della canzone ‘Heart Full of Soul’ dei Yardbird – and now I’ve done it”.

“Lavorare a Londra è stata un’emozione speciale perché è il centro di quello che faccio per vivere. Durante il nostro ultimo giorno di riprese a Londra abbiamo girato a pochi metri dal Globe Theater, sotto al Southwark Bridge”, racconta Monahan. “Non l’ho raccontato a nessuno ma quella è stata una cosa importante per me. Quando il tuo lavoro è scrivere delle opere drammatiche in lingua inglese è bello ritrovarsi vicino alla fonte di tutto”.


[1]             N.d.T. Savile Row è una storica via londinese. È da sempre il luogo preferito dai gentlemen della City, sede dei più importanti e conosciuti laboratori sartoriali del mondo.

Il trailer italiano:


Trame ed altre informazioni sono tratte dal materiale stampa relativo al film.
Per consultare le uscite dell’ultimo week-end italiano visitate lo spazio “Al cinema…”, per gli incassi del box office, trailer e notizie dal mondo del cinema andate allo spazio settimanale “Cinema Festival”.

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