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TeleNews #58 – Enrico Mentana: La 7 meno libera se la compra De Benedetti – I veleni di Viale Mazzini – Rai, in esclusiva gli Europei 2012 – ME diventa For You – Leonardo Pieraccioni a C’è posta per te (nel suo nuovo film) – La TV in edicola: Biagio Antonacci – Gli ascolti dei programmi Rai di Michele Santoro – Il parere di Carlo Freccero – Video: Michele Santoro, l’addio ad Annozero 10/06/2011

Posted by Antonio Genna in Auditel, Cinema e TV, Giornali e riviste, Interviste, TeleNews, TV ITA.
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Lo spazio “TeleNews – Notizie dal mondo della televisione” propone una rassegna stampa – segnalando le fonti di provenienza – di notizie ed argomenti vari legati al mondo dello spettacolo e della televisione italiana e straniera, e che non hanno trovato posto in altri appuntamenti abituali del blog.
Se avete segnalazioni da fare, lasciate il vostro messaggio qui.

  • Enrico Mentana: La 7 meno libera se la compra De Benedetti
    «La7 cambierebbe sia con Rcs sia con De Benedetti, soprattutto con De Benedetti». Quella di Enrico Mentana è l’opinione di un giornalista geloso della condizione privilegiata in cui lavora. Ma è l’opinione del miglior direttore di tg in circolazione, da un anno al timone di quello di La7, rivelatosi decisivo per riaccendere tutta la rete. Difficile che i dirigenti di Telecom e Telecom Italia Media agiscano prescindendo dal pensiero dell’artefice della rinascita che è sul telecomando di tutti.
    La7 è in vendita, ha detto nei giorni scorsi l’ad di TiMedia Giovanni Stella, auspicando l’ingresso di un socio al 40 per cento. E siccome, tra pochi giorni la corte d’Appello di Milano si pronuncerà sul Lodo Mondadori, magari obbligando Mediaset a versare a De Benedetti qualcosa come 500 milioni,ecco che si è pensato all’Ingegnere come nuovo socio.
    Ma, analizzando i soggetti della proprietà Telecom- Banca Intesa, Mediobanca e Generali ovvero gli stessi del patto di sindacato del gruppo Rcs- pare almeno incongruo che gli editori del Corriere della Sera facciano ponti d’oro perché il patron di Repubblica venga a La7. Ora le parole di Mentana non saranno un semaforo rosso in piena regola, ma almeno arancione sì.

    In sostanza, Mentana, lei dice: stiamo bene con Telecom…
    «Stiamo bene con un editore forte, politicamente incolore. Un editore potente e silente. Come tutti sanno Telecom è un’azienda che ha nel suo nucleo proprietario le principali banche e assicurazioni del Paese. Questo ci garantisce una libertà invidiabile. Non la libertà della cooperativa, bensì quella di un’azienda con grande liquidità. Se venissero Murdoch, De Benedetti o un prestanome di Berlusconi non sarebbe più così».

    Più probabile il secondo che il terzo, vista la televisione che fate.
    «Bernabè e Stella non mi hanno mai detto cosa fare. Il vantaggio è che, in televisione, la libertà si vede subito. Sono un estimatore di Berlusconi editore, per il quale ho lavorato diciassette anni, e di De Benedetti editore. Tuttavia,credo che ora l’interesse di La7 stia nella sua terzietà. Non tanto politica, quanto rispetto ai giochi di potere».

    Una terzietà antiCav.
    «Terzietà non significa schierarsi con il terzo polo di Fini e Casini. O scegliere una linea moderata. Significa avere la forza di realizzare un prodotto libero per i telespettatori. Magari prendendo anche giornalisti come Filippo Facci e Gianluigi Nuzzi».

    E Buttafuoco?
    «Sono stato personalmente coinvolto nei pourparler tra Pietrangelo e La7. E non riesco a capire perché non sia già qui. E non per questioni di bilancino politico. Perché semmai, per chi lo conosce, Pietrangelo è un irregolare, un talento vero come ce ne sono pochi. E quasi tutti non fanno tv».

    Finora a La7 prevale l’opposizione faziosa. E con Santoro stravincerebbe.
    «La faziosità di Gad Lerner si vede a occhio nudo, non c’è il tentativo di abbindolare qualcuno. Se, come spero, Santoro verrà- come insegna il Trap, mai dire gatto se non l’hai nel sacco ­farà quello che vorrà in un’emittente che lo permette a tutti. In un’economia di mercato come la nostra, la garanzia della libertà è il successo. Se hai successo sei anche percepibilmente libero. È il classico circolo virtuoso».

    Per sintetizzare i movimenti di questi giorni e il suo linguaggio del corpo, braccia spalancate per Santoro e braccia incrociate per De Benedetti?
    «Non incrocio le braccia davanti a nessuno. Ho lavorato a lungo in Mediaset, poi sono stato fermo un anno e mezzo, ora sono qui da un anno. Sono tutte esperienze che mi consigliano di non fare lo schizzinoso davanti a nessun editore. Dico solo che ora siamo in una condizione ideale».

    In sostanza, lei vuole preservare questo equilibrio.
    «Sia io che il suo direttore sappiamo che cos’è un editore ingombrante. Appena Sallusti scrive qualcosa di forte si parla di macchina del fango. Io, che non credo alle macchine tanto che non ho nemmeno la patente, ho lavorato sia nella tv di Berlusconi sia ora in una tv considerata antiberlusconiana. Ma sono sempre lo stesso. E sono contento di non farmi etichettare. Se il socio forte diventasse Tarak Ben Hammar si parlerebbe di berlusconizzazione di La7. Se diventasse De Benedetti, di pidizzazione…».

    Se fosse la Rizzoli il rischio sarebbe minore?
    «Non credo che gli editori di giornali siano i più attrezzati per diventare editori televisivi. La Mondadori ha ben presente l’esperienza fallimentare della prima Rete4 e la Rizzoli non ha dimenticato il tentativo di Pin -Primarete Indipendente. Conosco e stimo De Benedetti e non credo voglia prendere La7. Possedendo già ReteA, sa quanto costa un’emittente e quali sono i rischi».

    Però con i nuovi probabilissimi innesti di professionisti di qualità…
    «Per come conosco l’Ingegnere credo che della televisione pensi: meglio vederla che finanziarla. Lo stesso, secondo me, pensano i soci di Rcs. Per entrare in La7 al 40 per cento servono 60 milioni. E a quel punto si deve cominciare a investire di nuovo perché lo schermo è vuoto. Dopo gli anni terribili che abbiamo vissuto e stiamo ancora vivendo, non so quali editori abbiano la forza per lanciarsi in un’impresa che richiede uno sforzo notevole anche per una delle principali aziende del Paese ».

    (fonte: “Il Giornale”, 9 giugno 2011 – intervista di Maurizio Caverzan)
  • I veleni di Viale Mazzini
    Se qualcuno pensava che risolta la questione Santoro, cominciasse a splendere il sole su viale Mazzini, già ieri si è dovuto ricredere. In consiglio di amministrazione si è infatti consumato uno scontro tra dirigenti come poche volte si è visto in Rai: il neo direttore generale contro i tre direttori di rete, Mazza di Raiuno, Liofredi di Raidue e Ruffini di Raitre. I dissensi riguardano alcuni nodi del prossimo palinsesto autunnale su cui si è aperta una contrattazione che assomiglia a quelle dei suk. Ma è il metodo dello scontro che diventa significativo: il dg Lei, infatti, nei giorni scorsi ha chiesto ai direttori di rete di presentare le loro proposte ai consiglieri di amministrazione e poi ha portato le sue contro­proposte.
    Contro cui i medesimi direttori si sono ribellati con tanto di lettere scritte e, alla fine, ieri si è arrivati in cda lanciando sul tavolo le diverse proposte. Risultato? Approvazione rinviata a questa mattina, con il palinsesto versione numero quattro. Ma cosa c’è sotto tutto questo? Il probabile tentativo della Lei di sconfessare il lavoro dei tre direttori in vista di una loro futura sostituzione oltre all’obiettivo di riformulare tutta l’organizzazione dell’azienda accentrando il sistema decisionale nella direzione generale e nelle macrostrutture appena varate come quella dell’intrattenimento.
    Ma veniamo ai nodi irrisolti. Caso Simona Ventura: il direttore Liofredi vuole mettere un nuovo show sportivo al pomeriggio di Raidue con la conduzione dalla coppia Belen-Balivo. Il vice dg Antonio Marano, ex direttore del secondo canale, mentore e amico di Simona, vuole proteggere Quelli che il calcio e tenerlo in onda almeno un’altra stagione, fino a quando scadranno gli attuali diritti sportivi. Soluzione? Si decide oggi, ma sembra la spunteranno Marano-Ventura.
    Caso Presta: la Lei aveva chiesto di cancellare i programmi di Paola Perego e Lorella Cuccarini. Uno smacco per Lucio Presta, soprattutto per il fatto che viene colpita la moglie, conduttrice di Se…a casa di Paola. L’obiettivo era quello di ridimensionare il potere della squadra che fa capo al manager. Alla fine, sembra si sia trovata una soluzione di compromesso: resta cancellato il talk della Perego, sostituito da Verdetto finale , che trasloca dal mattino, mentre viene ripristinato lo show domenicale della Cuccarini, però in versione ristretta e soprattutto a un costo inferiore.
    Caso talk «sinistri»: come abbiamo detto più volte, tutti i programmi di approfondimento di Raitre (Che tempo che fa ,Ballarò , Parla con me e Report ) sulla carta restano negli spazi consueti. In cda i consiglieri di centrodestra hanno chiesto garanzie di pluralismo, cioè che venga rispettato il contradditorio, mentre i consiglieri di sinistra hanno chiesto garanzie scritte sui contratti che sono ancora da chiudere, altrimenti minacciano di non approvare i palinsesti.
    Insomma si vuole impegnare la Lei a fare offerte ai vari Floris, Dandini, Fazio e Gabanelli che siano consone ai loro «status» sia dal punto di vista economico che editoriale (cioè niente tagli di spazi, orari o di libertà su temi e ospiti). I consiglieri temono altri addii, dopo il divorzio con Michele Santoro, e altre migrazioni verso La7 che potrebbero impoverire ancor di più l’offerta della Tv pubblica. Si fanno infatti sempre più insistenti le voci di trattativa tra i «campioni» di Raitre e la rete Telecom che coinvolgono pure il direttore Paolo Ruffini.
    Rassicurazioni che il dg Lorenza Lei sarebbe pronta a fornire, però in un’ottica di risparmio o di una maggiore utilizzazione delle risorse. Insomma le «star della sinistra» dovranno accettare compensi minori e magari anche qualche lavoro supplementare e non è detto che siano d’accordo. Su Raitre approderà anche Corrado Guzzanti, un altro campione antiberlusconiano.
    Caso Annozero: è veramente difficile trovare- e farlo in breve tempo – un programma che possa sostituire quello di Santoro e che possa avvicinarsi ai suoi risultati d’ascolto. Sembra che ci si indirizzi verso una serie di telefilm, in attesa di inventarsi una nuova produzione culturale o di approfondimento. Il consigliere De Laurentiis ha chiesto che venga fatta luce sui compensi dati a Santoro per la buonuscita.
    Per fortuna che su una cosa tutti i dirigenti sono d’accordo: il ritorno di Fiorello, che dal 31 ottobre allieterà le serate degli spettatori di Raiuno: una domenica e un lunedì consecutivi una volta al mese. Almeno ci si può fare quattro risate. Anche guardando questa Rai.
    (fonte: “Il Giornale”, 9 giugno 2011 – articolo di Laura Rio)
  • L’addio di Santoro, il Centrodestra contro la Lei
    Questa sera, nell´ultima puntata di Annozero, Michele Santoro spiegherà ai telespettatori perché ha scelto di lasciare la Rai per La 7. Intanto il dg Lorenza Lei, che ha concesso 2,3 milioni di euro di buonuscita al giornalista, è sotto il tiro del cda per non avere fatto scattare la clausola di non concorrenza, una questione posta pubblicamente dal consigliere udc Rodolfo De Laurentiis e informalmente dai consiglieri del centrodestra. Si teme che il passaggio di Santoro a La 7 possa danneggiare pubblicitariamente Rai e Mediaset.
    Alla Lei si chiede anche di fare chiarezza «sui benefici economici riconosciuti a Santoro», per verificare se questi siano «in linea con i criteri approvati per il personale che lascia anticipatamente il servizio». De Laurentiis ha fatto riferimento ai «robusti risarcimenti liquidati in esecuzione delle sentenze di primo e secondo grado» che avrebbero già portato nelle tasche di Santoro oltre un milione di euro. Dice il pdl Antonio Verro (Pdl): «Quella di De Laurentiis è una domanda legittima».
    Tra i consiglieri «ci sono mal di pancia diffusi, seppur con argomentazioni diverse; tutti hanno esposto delle critiche sui palinsesti in cda». E se dal centrosinistra la partenza di Santoro appare come un favore concesso a Berlusconi, si diffondono voci di pressioni fatte al vertice Telecom per bloccare l´arrivo del giornalista. A Mediaset c´è chi vorrebbe neutralizzare l´effetto Santoro a La 7: in termini di audience un pericoloso concorrente per le reti del Biscione.
    Salvo complicazioni, è previsto per oggi il varo dei palinsesti autunnali della Rai. Anche perché il 20 giugno la concessionaria Sipra dovrà presentare i programmi agli inserzionisti pubblicitari. Il presidente Paolo Garimberti si sarebbe detto «ottimista» sulla permanenza in Rai dei “gioielli” di Rai3 (Fazio, Floris, Dandini e Gabanelli). I malumori del direttore di rete Paolo Ruffini dovrebbero rientrare, anche se a La 7 sarebbe accolto a braccia aperte.
    I consiglieri d´opposizione Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten hanno chiesto «garanzie» sui contratti in bilico (Fazio), fidandosi sempre meno delle rassicurazioni del direttore generale. Dopo la vicenda Santoro, i consiglieri chiedono che i contratti vengano definiti nella giornata di oggi e non all´ultimo momento come fu l´anno scorso per Parla con me. Nodi da sciogliere anche a Rai1: il contenitore pomeridiano di Paola Perego e la conferma di Lorella Cuccarini a Domenica in.
    (fonte: “La Repubblica”, 9 giugno 2011 – articolo di Leandro Palestini)
  • “Che tempo che fa” in casa Fazio?
    La richiesta di Paolo Ruffini di allungare Che tempo che fa anche al lunedì è stata bocciata. Tuttavia sul programma di Fabio Fazio se ne sentono di tutti i colori, a testimoniare che in Rai le idee non sono chiare. C’è chi propone di allungare gli spazi del week-end fino alle 23. Qualcun altro invece vorrebbe che si chiudesse prima delle 21.30. Mentre prosegue il dibattito, la trasmissione è stato messa in palinsesto, così come Report e Ballarò, senza che finora i contratti siano stati rinnovati.
    Ma sarebbe stato così pure per Michele Santoro se non si fosse trovato l’accordo con buonuscita in extremis. Comunque il cda di oggi (poi rinviato a lunedì, NdR) ha l’obiettivo di approvare i palinsesti e di limare le ultime diatribe. Il 20 a Roma e il 22 a Milano dovranno essere presentati alla Sipra. In ballo ci sono i soldi della pubblicità.
    Tuttavia il fatto che i programmi di Fabio Fazio, Giovanni Floris e Milena Gabanelli siano confermati nei palinsesti vorrà pur dire che c’è la seria intenzione, da parte del d.g. Lorenza Lei, di rinnovare i contratti scaduti. Chissà se c’è volontà anche dall’altra parte. Le sirene continuano a tentare e Ulisse Santoro si è già tuffato.
    (fonte: “Italia Oggi”, 9 giugno 2011 – articolo di Marco Castoro)
  • Senza Gabanelli la Rai può chiudere
    Fra le trasmissioni di successo, «Report» è l’unica che conserva la missione di servizio pubblico nella sua accezione più alta, di indagine e di senso civico. Se la Rai si lascia sfuggire Milena Gabanelli può chiudere bottega, diventerebbe un’azienda televisiva fra le altre, faticherebbe non poco a giustificare la richiesta di un canone.
    LE INCHIESTE
    – Non basta fare le inchieste, bisogna anche chiedersi che esito hanno avuto, come sono andate a finire. In queste puntate di fine stagione, «Report» fa il punto sul suo lavoro, a cominciare dalla «puntata riparatrice» chiesta dall’Agcom (una vera assurdità che mette a nudo il carattere essenzialmente politico delle nostre Autorità di garanzia) a compensazione di un’inchiesta del 24 ottobre sulla manovra economica. In assenza di un intervento diretto del ministro Giulio Tremonti, Stefania Rimini ha intervistato Alberto Quadrio Curzio e Marco Fortis chiedendo loro un giudizio positivo sull’operato del governo: una vera assurdità targata Agcom.

    EXPO 2015 – Il servizio che più mi ha colpito è stato quello sull’Expo 2015: la questione dei terreni, la speculazione edilizia, il ruolo di Lucio Stanca che spavaldamente rivendicava il doppio stipendio di parlamentare e di a.d. di Expo 2015 (non è che la Moratti ha perso le elezioni anche per queste arroganti storture?), il fallimento dell’affascinante progetto Boeri-Petrini sugli orti planetari che pure aveva affascinato il Bureau International des Expositions: «Questo progetto – conclude la Gabanelli – è troppo rivoluzionario. Si preferisce il supermarket del cibo e i tradizionali padiglioni e quando la fiera finisce si smobilita e si edifica. A meno che il nuovo sindaco, che dovrà correre perché fra 4 anni si inaugura e c’è ancora tutto da fare, non abbia il coraggio del nuovo. Una domanda: ma la Moratti rimane commissario straordinario?».
    (fonte: “Corriere della Sera”, 7 giugno 2011 – articolo di Aldo Grasso)

  • Rai, in esclusiva gli Europei di calcio 2012
    UEFA ha annunciato oggi di aver raggiunto un accordo di esclusiva con la RAI Radiotelevisione Italiana per i diritti di trasmissione in Italia di tutte le 31 partite degli Europei di calcio UEFA 2012.
    La RAI assicurerà la trasmissione in diretta delle partite sui propri canali di Rai1 e Rai2, integrata da un pacchetto di rubriche dedicate e di programmi di highlights, garantendo in tal modo un’ampia esposizione televisiva in chiaro del Torneo in Italia. Inoltre, la Rai offrirà servizi internet e di telefonia mobile sia in diretta, che on-demand. La Rai ha acquistato anche i diritti di trasmissione relativi agli Europei di calcio UEFA under 21.
    Commentando l’assegnazione dei diritti televisivi, Guy-Laurent Epstein, direttore Marketing della UEFA Eventi SA, ha dichiarato: “Siamo entusiasti di continuare la collaborazione con la Rai, il nostro partner televisivo italiano di lunga data per gli Europei di calcio UEFA. La Rai vanta un’esperienza eccezionale nella trasmissione dei più importanti eventi sportivi internazionali ed è la casa ideale degli Europei di calcio UEFA 2012. Ai tifosi italiani del calcio sarà offerta una piattaforma multimediale straordinaria  ed una esperienza televisiva unica”.
    Commentando l’assegnazione dei diritti televisivi, Giuseppe Pasciucco, direttore Diritti sportivi Rai, ha dichiarato: “Anche Rai esprime la propria soddisfazione ed un particolare ringraziamento a UEFA per aver confermato Rai quale Broadcaster ufficiale dei due più importanti eventi sportivi europei che vedono la partecipazione delle squadre nazionali di calcio. Rai e’ inoltre lieta di adempiere alla propria missione di Servizio Pubblico offrendo ancora una volta ai telespettatori la visione multipiattaforma di due tornei Premium che tradizionalmente appassionano il pubblico sportivo italiano”.
    (fonte: com. stampa Rai, 10 giugno 2011)
  • Arriva il canale “For You”
    Dallo scorso lunedì 6 giugno il canale Mediaset ME (LCN 35, canale 36 del mux Mediaset 2), già Mediashopping, ha cambiato di nuovo nome diventando For You. Nessuna variazione al palinsesto, che propone televendite per l’intera giornata, e dalle 01.00 alle 07.00 circa qualche film d’archivio, vecchie fiction Mediaset e la telenovela “Milagros”.
    (fonte: AntonioGenna.net Blog)
  • Leonardo Pieraccioni a “C’è posta per te” (nel suo nuovo film)
    Pieraccioni sarà un professore di musica a “C’è posta per te”. Viene chiamato al programma di Maria De Filippi (che compare in alcuni spezzoni tratti dalla trasmissione) e scopre che la mamma scomparsa da poco gli ha lasciato in eredità una bellissima brasiliana adottata a distanza, Luna (Ariadna Romero). E’ una scena di “Finalmente la felicità”, la nuova commedia del comico toscano, prodotta da Levante e in sala con Medusa a Natale 2011.

    Il soggetto è stato scritto con l’amico Domenico Costanzo (“Da lui lo spunto dell’adozione e della De Filippi”, ha spiegato Pieraccioni in conferenza stampa di presentazione del film) e Giovanni Veronesi, che co-firma anche la sceneggiatura. “Finalmente la felicità” è attualmente sul set al Forte Village Resort, vicino a Cagliari, prima di trasferirsi a Lucca. Nel cast, anche Rocco Papaleo, ovvero il fraterno amico di Benedetto Sandrino, e Thyago Alves, il modello brasiliano reduce dell’Isola dei Famosi, che nei panni di Jesus contenderà a Benedetto la stupenda Luna.
    Non solo, della partita sono Shel Shapiro, Maurizio Battista e, sui generis, Barbara Bouchet, che Benedetto ritiene responsabile della morte della madre. Ma chi è il protagonista del decimo film di Pieraccioni? “Un musicista idealista, seguace di Charles Fourier, perché la vita èfantastica se vissuta d’istinto. Professore di controfagotto, che nessuno dei suoi allievi vuole suonare, insegna all’Istituto Boccherini di Lucca, Buscemi (Andrea Buscemi, Ndr) gli ruba una melodia ‘La felicità’, ma la musica è di chi la scrive. Con Papaleo, mollato dalla fidanzata, girerà in un bus double deck la Sardegna, per un film sulle cose che danno la rilassatezza necessaria per arrivare alla felicità”, dice Pieraccioni.
     Ovviamente, la felicita’ del titolo viene anche da Martina, la figlia di Leonardo e Laura Torrisi: “La vera gioia è guardarla negli occhi. Nel film mi riproduco, e quindi Martina ha una piccola parte: ha sei mesi e pesa già dici chili, ha due cosce che sembra Platinette”.
    (fonte: TgCom, 9 giugno 2011)

LA TV IN EDICOLA

  • “SORRISI E CANZONI TV” n°24/2011
    Il numero in edicola presenta in copertina il cantautore Biagio Antonacci, che il prossimo 3 luglio terrà un concerto al Colosseo di Roma, prima rockstar italiana a farlo.

APPROFONDIMENTO

  • Gli ascolti dei programmi Rai di Michele Santoro
    Cari amici, pubblichiamo una tabella riassuntiva dalla quale risulta l’importanza di quindici edizioni dei nostri programmi per gli ascolti e la raccolta pubblicitaria della Rai, oltre che per l’immagine del servizio pubblico. Grazie ad Annozero nella scorsa edizione  Raidue è risultata complessivamente la rete leader del giovedì sera e Annozero per nove volte è risultato il programma piu’ visto in assoluto. Questa performance è stata nuovamente confermata anche quest’anno, ed Annozero per quindici volte è stato il programma piu’ visto. In tutta la storia di Raidue la rete non aveva mai vinto un tale numero di prime serate.
    (fonte: sito web Annozero.Rai.it, 7 giugno 2011)

  • Carlo Freccero: “La cacciata di Santoro è il segnale che il Cavaliere stia perdendo colpi”

    “Dirò due cose controtendenza, ma collegate tra di loro. La prima: secondo me la cacciata di Santoro dalla Rai non è una prova di forza di Berlusconi, ma un errore grave: l’ennesimo segnale del fatto che il Cavaliere stia perdendo colpi”.

    E la seconda?
    Santoro non porterà a La7 un altro mezzo punto in più di ascolti come Mentana… Santoro, più Mentana, più il resto della squadra, porteranno La7 oltre il 10% di ascolti. È come per la Borsa: i soldi chiamano i soldi, e lo share moltiplica lo share. Il che significa la fine del duopolio”.

    Carlo Freccero è così. Gli chiedi un’intervista e lui dice: “No”. Poi insisti e lui ti risponde: “Mi dai dieci minuti di tempo? Devo raccogliere le idee, vedere se ho cose da dire…”. Poi si presenta all’incontro con dieci pagine di appunti fittissimi, un piccolo saggio di storia catodica.
    D’altra parte, se c’è uno che può fare un bilancio del “santorismo” in un quarto di secolo di televisione è lui. Il direttore di rete che ha conosciuto meglio di chiunque il conduttore di Annozero, quello che lo ha portato a Rai2. Nulla di più interessante, dunque, che chiedere a Freccero se la miscela segreta del “santorismo” possa essere replicata anche fuori dalla Rai.

    Freccero, quale è, per te, la formula della Coca cola di “Annozero”?
    Non ci sono segreti. Santoro, da un quarto di secolo, fa da sempre la stessa trasmissione, cambiandole nome e scenografia nel tempo. Il suo è un programma di informazione.

    Detto così sembra troppo semplice.
    Mica tanto. Oggi Santoro fa notizia perché, nel tempo, i programmi di informazione si sono estinti, con alcune eccezioni, ma in campo diverso, come i reportage di Milena Gabanelli…

    Anche Santoro usa il reportage.
    Il reportage è uno spazio chiuso e ruota intorno a un problema definito. Santoro conserva la forma del talk show e dà la parola a chi non l’avrebbe altrimenti.

    Non è l’unico…
    Dici? Prendi per esempio Ballarò: da Floris ci sono solo politici. Il cuore di tutto sono i politici, si parla di economia per parlare di politica.

    Anche da Santoro.
    Santoro dà la parola agli esclusi dalla comunicazione. Pensa agli extracomunitari sulla gru, ai cassintegrati, agli operai Fiat: fa un discorso politico che non è necessariamente partitico. Quando i politici non andavano da lui, Annozero portava in scena la società civile: i disoccupati, i comici, gli attori. Faceva ascolti lo stesso…

    Anche questo lo fa pure Fazio…
    Il problema è chi porti, e a dire cosa. Michele dà la parola anche a chi non fa parte della maggioranza o dell’opposizione in senso parlamentare stretto. E quando ospita i politici, li fa parlare della società.

    È questo l’elemento drammaturgico?
    Negli anni Santoro ha sempre dato spazio ai fenomeni emergenti che, senza di lui, non sarebbero mai arrivati all’attenzione del pubblico. Non con quella forza.

    Questa drammaturgia ha un peso politico?
    Bella domanda! Si dice che Annozero abbia vinto le elezioni…

    Tu non ci credi?
    Io direi piuttosto il contrario: ha dato spazio a uno spirito del tempo, un’istanza di cambiamento, che era nell’aria ma non avrebbe avuto altrimenti visibilità.

    Dare spazio al nuovo da solo non basta, però.
    È tempo di grandi cambiamenti in tutto il Mediterraneo. Pensiamo alle insurrezioni nei paesi nordafricani e arabi. O agli indignados spagnoli. Il nostro servizio pubblico è così rigido che i partiti tradizionali pensano di avere una sorta di monopolio sull’informazione. Non è così.

    Oggi Berlusconi dice: “Ho perso a causa sua”.
    Già. E nessuno, nemmeno la sinistra, si rende conto della gravità di questa affermazione!

    Cosa intendi?
    Se due ore settimanali di trasmissione possono influenzare le elezioni, la programmazione totale di sei reti (tre del servizio pubblico e tre private) sottoposte al controllo incessante della maggioranza politica non potrebbero aver controllato la vita politica del Paese nell’ultimo ventennio?

    Vuoi dire che Berlusconi conferma quello che i suoi hanno sempre negato?
    Le sue parole svelano in modo plateale l’importanza di un problema fondamentale che sia la maggioranza che l’opposizione hanno sempre insabbiato: il conflitto d’interessi del premier.

    Questo è noto da 17 anni.
    Affatto! La classe dirigente della sinistra ufficiale è caduta nella rete della propaganda di destra. Si è fatta abbindolare sul punto decisivo. Quello che da sempre nega un’influenza sulla politica del monopolio tv. Per anni ci siamo dovuti adeguare al diktat che recita: “Demonizzare Berlusconi non paga”. Peccato che proprio lui non ci creda, occupi tutti gli spazi dell’informazione e lotti da anni per cancellare il piccolo spazio gestito da Michele.

    Esiste un partito di Santoro?
    Lui non fa propaganda per nessuno, dà voce a tutti, anche a chi con la sinistra è critico. Disturba entrambi gli schieramenti politici.

    Che obiettivo ha?
    La sua missione è semplicemente informare/mostrare, come Report. Non sempre le sue denunce sono gradite alla sinistra, soprattutto se mettono in scena argomenti scomodi.

    Ci sono uomini del Pd, D’Alema su tutti, secondo cui Santoro è “qualunquista” e “demagogico”…
    Balle! Se il discorso di partito gli va stretto è perché, per informare, deve dare voce alle critiche, non solo a destra, ma anche a sinistra.

    È antipolitico?
    Mah… Il discorso critico è, nonostante tutto, funzionale alla sinistra. Le ultime elezioni hanno portato alla ribalta volti nuovi e tutta l’opposizione ne ha tratto giovamento.

    Il santorismo è stato anche un programma di fiction: a metà fra il talk, il reality e la telenovela…
    Certo. Con le nomination, i diktat, il dubbio se sarebbe andato in onda o no…

    Michele che combatte contro il sistema, che manda “‘affanbicchiere” Masi… Non c’è il rischio che perda la sua carica antisistema a La7, senza il fuoco amico?
    Penso di no. Qui è l’errore di Berlusconi: prima quella di Santoro era l’epopea del cavaliere che duella da solo.

    E ora il cattivo dove sta?
    Adesso tutta La7 diventa il Davide che combatte i Golia del duopolio. L’aura mitica della narrazione non diminuisce, ma si accresce!

    Sulla carta…
    Pensaci. La prova generale c’è già stata: è quella di Rai Per Una Notte. C’è fame di notizie. Il pubblico di oggi, educato da Internet, sta prendendo le distanze dal pubblico della tv generalista, succube della programmazione di rete.

    Cosa cambia?
    Oggi chi vuole una notizia si attiva per averla. Si sposta per trovare quello che gli serve. Stella sa che ci sarà un boom di nuove sintonizzazioni. Ha preso Santoro anche per questo e ha fatto benissimo.

    E la Rai?
    Simbolicamente incassa un colpo micidiale. Sul piano pubblicitario anche. Tutto invecchierà in un attimo.

    E Mediaset?
    Era la tv dell’innovazione. Adesso appare quella della stagnazione. Senza news che contano. Senza dibattito.

    C’è ‘Matrix’…
    A dirlo non sono io, ma Berlusconi stesso! Resta ferma, nell’anno della politica, alla sostanziale sterilizzazione imposta dal conflitto di interessi. È il compromesso trovato da Mauro Crippa. Il “sistema Crippa”… Adesso rischia di restare travolta.

    Perché?
    Perché sta finendo un’era politica, e tutti vogliono sapere come. Per saperlo non andranno a cercare i varietà e le fiction.

    Il tuo è l’ottimismo della volontà di chi sogna da anni la rottura del duopolio?
    Guarda, un anno fa, quando arrivò Mentana, Mediaset sottovalutò il suo impatto. Non arriverà al 6% di share, dicevano: ha superato il 10%! Se ripetono l’errore sono morti.

    (fonte: “Il Fatto Quotidiano”, 8 giugno 2011 – intervista di Luca Telese)

I VIDEO

  • Michele Santoro, l’addio ad “Annozero”: “Chi è l’artefice del destino della Rai?”
    “Io sono artefice del mio destino, ma chi è il vero artefice del destino della Rai?”. Con questo interrogativo, e con un ricordo dei suoi inizi in Rai, Michele Santoro ha aperto l’ultima puntata di Annozero. E’ la sera dei saluti, ultima puntata del programma, ultima della stagione ma anche ultima per Santoro su RaiDue. E nell’anteprima del programma, il giornalista parla del divorzio dall’azienda, separazione consensuale – così è stato detto da viale Mazzini – della quale si è avuta notizia pochi giorni fa, il 6 giugno. Il giorno dopo Santoro avrebbe dovuto tenere una conferenza stampa in via Teulada ma la Rai gli ha negato l’uso dei locali e allora quale occasione migliore di quest’ultimo appuntamento per dire come è andata e come mai.
    “Se la mia andata via serve ad evitare il bombardamento di ciò che rende grande il servizio pubblico, come Fazio, Gabanelli, Dandini, Iacona, preferisco andare via” premette Santoro nella “anteprima” di Annozero . “Caro Garimberti – dice il conduttore, rivolgendosi al presidente della Rai – se io fossi in lei non mi preoccuperei di ciò che sto per dire ma di quello che lei sta per fare”.
    “Chi è l’artefice che impedisce ad Adriano Celentano, da più di cinque anni, di fare un programma per la Rai? Io sono della Rai, ma il Consiglio d’amministrazione della Rai, è della Rai?” si chiede ancora Santoro. “All’annuncio del mio possibile passaggio a La7 – continua il conduttore -, il titolo di Telecom Italia Media è volato in Borsa. Seppellite così tutte le polemiche sul mio stipendio. Per mesi sono stati diffusi tutti i dettagli, onde alimentare la macchina del fango. Io sono della Rai ma sono anche figlio di un dpendente delle Ferrovie, che ha cresciuto cinque figli con il frutto del suo lavoro. Voi avete una visione della vita per cui esistono i ricchi e i poveri, e i ricchi devono fare la carità ai poveri, mentre nella mia visione della vita c’è la dignità del lavoro. La dignità del lavoro è la prima condizione della libertà. Quando si attaccano quelli come me, che sono arrivati dove sono arrivati essendo figli di macchinisti delle Ferrovie, si attacca il diritto di gente come mio padre ad avere un sogno”.
    “Voi dicevate che io ero in onda solo perché i giudici lo volevano – prosegue Santoro – contro di me sono partiti provvedimenti disciplinari, minacce, discliplinate con l’Agcom. Siamo l’unico paese in cui l’arbitro della comunicazione è espresso dai partiti, uno scandalo mondiale. Si può resistere all’Agcom, si può sopportare. Ma non si può sempre resistere, anche quando la Resistenza è finita. Ebbene, l’Annozero è finito, a Milano come a Napoli, perché la gente ha deciso di prendere la sua strada. E lo farà anche domenica, alle urne. Bene – continua ancora Santoto – io non voglio essere più in onda solo perché lo hanno deciso i giudici. Se in tribunale avessi vinto, per me sarebbe stata comunque una sconfitta. Perché ero lì, graziato da una sentenza delle toghe rosse”.
    A questo punto, lancia un messaggio che sa di sfida. “Ho firmato un accordo che metteva fine alla vicenda giudiziaria. Ma in questo accordo c’è scritto, a caratteri cubitali: ‘Santoro può continuare a collaborare con la Rai’. Continuare a collaborare… anche da domani – ripete Santoro, scandendo bene ogni parola – allora, caro presidente Garimberti, la faccia questa discussione nel cda. E vorrei capire: una trasmissione come questa, la volete o no? Vorrei che questa posizione – insiste, rivolgendosi a Garimberti – la prendesse pubblicamente. Io non ho ancora firmato con nessun altro editore. Da domani, teoricamente, potrei essere disponibile a riprendere questo programma al costo di un euro a puntata nella prossima stagione”.
    L’addio di Santoro al pubblico di Annozero giunge al termine di una giornata particolarmente critica per la Rai. Che, a poche ore dal commiato di un anchorman dai grandi numeri, non riesce a dare il via libera in Cda ai nuovi palinsesti autunnali, malgrado il direttore generale Lorenza Lei avesse completato il lavoro di preparazione. I cinque consiglieri di maggioranza disertano la riunione, perché contrari alle garanzie su rinnovi e contratti per i programmi di punta di Raitre, poste dall’opposizione come condizione indispensabile per il voto a favore dei palinsesti. Inutile un tentativo di mediazione del Presidente della Rai, Paolo Garimberti, prima della riunione del Cda, poi saltata, con rinvio a lunedì.
    Sulla mancata approvazione dei palinsesti, l’associazione dei dirigenti Rai esprime “profondo sconcerto e viva preoccupazione”. L’Adrai aveva già invitato nei giorni scorsi i vertici aziendali ad adottare “rapidamente” tutte le necessarie decisioni utili ad approvare i palinsesti autunnali, sottoscrivere i relativi contratti e consentire la pianificazione operativa della nuova stagione produttiva, “anche sopperendo alla pesantissima perdita del programma Annozero e del suo conduttore Michele Santoro”. L’Adrai fa “appello alla residua dignità di tutti i componenti del Consiglio di amministrazione” affinché assicurino “il futuro alla Rai e ai suoi dipendenti”. I dirigenti della Rai “confidano in un urgente intervento delle più alte istituzioni dello Stato”. Richiesto da Adrai un incontro urgente con il presidente Garimberti e il direttore generale Lei ed inoltre si rivolgerà ai presidenti dei due rami del Parlamento e al presidente della commissione di Vigilanza Sergio Zavoli “per sollecitare il loro autorevole intervento e ripristinare la funzionalità aziendale”.
    In una nota, l’Usigrai considera “gravissima la mancata approvazione dei palinsesti con l’assenza ingiustificata dei cinque consiglieri di maggioranza”. Il sindacato dei giornalisti Rai, attraverso il segretario Carlo Verna, sottolinea come “solo per un segnale di attenzione al ruolo che stanno svolgendo il presidente Garimberti e il dg Lei non apriamo oggi con urgenza la procedura di sciopero. Il tema della protesta massima è però fin d’ora inserito all’ordine del giorno dell’esecutivo Usigrai di martedì prossimo, all’indomani della riunione auspicabilmente ‘riparatoria’ del cda”.
    (fonte: LaRepubblica.it, 9 giugno 2011)
  • Santoro si infuria con Castelli: ”Dovete liberare la Rai”
    Sfogo del giornalista durante l’ultima puntata di Annozero. Quando Castelli ha affermato di non voler pagare il canone  per ascoltrare Travaglio il conduttore di Annozero si è scatenato: ”Noi non usiamo un soldo del canone, avete rotto”.  E ancora: ”Noi siamo nel mercato. Sono i vostri programmi che sono invendibili. Chi ha pagato Sgarbi? Chi paga Minzolini? Chi paga Raiuno e Raidue? Noi li paghiamo. Siamo stufi”.
    (fonte: LaRepubblica.it, 9 giugno 2011) 

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Commenti»

1. Jo3y - 10/06/2011

Il sig. Freccero si dimostra un grande uomo di cultura: davvero una bella intervista!

Jack - 11/06/2011

Non posso che quotare !


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