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TeleNews #60 – Rai, l’autunno parte nel nome di Fiorello – Balivo ferma ai box; Sky blocca Ilaria D’Amico, niente più La 7 – Vieni via con me in arrivo su La 7, la conferma di Roberto Saviano – Chiambretti in Muzik – Sarah Varetto nuovo direttore di SkyTG24 – La TV in edicola: Leonardo Pieraccioni – Garage Costanzo: il teatro Parioli di Roma diventa un parcheggio – Video: la serata Santoro-Fiom di venerdì scorso a Bologna, l’intervento di Benigni 24/06/2011

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Giornali e riviste, TeleNews, TV ITA, Video e trailer.
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Lo spazio “TeleNews – Notizie dal mondo della televisione” propone una rassegna stampa – segnalando le fonti di provenienza – di notizie ed argomenti vari legati al mondo dello spettacolo e della televisione italiana e straniera, e che non hanno trovato posto in altri appuntamenti abituali del blog.
Se avete segnalazioni da fare, lasciate il vostro messaggio qui.

  • ULTIMISSIMA: Michele Santoro torna martedì sera su Rai 2
    Martedì 28 giugno 2011 in prima serata, fuori programma, Rai 2 proporrà uno “Speciale Annozero” con un reportage dedicato alla pesca: sembra proprio che Michele Santoro precederà il programma con la sua abituale “Anteprima”… cosa dirà?
    (fonte: AntonioGenna.net Blog)
  • Rai, l’autunno parte nel nome di Fiorello
    Il colpo grosso si chiama Rosario Fiorello, protagonista dell’autunno della rete ammiraglia della Rai con quattro serate (oppure sette, il numero esatto è ancora da definire) in cui metterà in mostra tutti i suoi innumerevoli talenti. Chiamato sul palcoscenico dell’Auditorium Parco della Musica, ieri sera durante la convention Sipra per la presentazione dei palinsesti Rai, mette subito a segno la battuta migliore della serata: «Sono appena tornato da Pontida, dove sono rimasto particolarmente impressionato. Ma una cosa è certa, l’ho già detto a Marano: Viale Mazzini resterà a Roma». Poi, rivolto al direttore generale Lorenza Lei che ha appena terminato il suo intervento parlando dell’esigenza di chiudere il bilancio 2011 in pareggio, aggiunge: «Noi però giochiamo per la vittoria». Insomma, lo showman non si smentisce, pirotecnico come sempre, usa Carlo Conti come contenitore del chewing-gum e poi torna a sedersi accanto a Garimberti: «Dateci quello che meritiamo – ha detto il presidente Rai rivolto ai pubblicitari -. Scegliere il meglio è segno di libertà, libertà da ogni condizionamento».
    Ma siccome non si vive di solo Fiorello, su Raiuno, oltre allo showman siciliano, è stata recuperata in extremis (Balivo era data per sicura fino all’ultimo), per la conduzione di Domenica in, la più amata dagli italiani Lorella Cuccarini. Accanto a Mara Venier, alla guida della Vita in diretta, arriva Gerardo Greco, mentre la coppia formata da Franco Di Mare e Elisa Isoardi prende il timone di Unomattina. Per il resto molte riconferme, dalla Clerici con Ti lascio una canzone a Carlo Conti con I migliori anni, e tanta fiction, dal Segreto dell’acqua con Riccardo Scamarcio protagonista al Campione e la Miss con Luca Argentero, da Vanessa Hessler che rifà Cenerentola a Pierfrancesco Favino che si cimenta con Il generale della Rovere, da Gigi Proietti nel Signore della truffa a Luigi Lo Cascio e Laura Chiatti nel Sogno del maratoneta. La prima impressione è che il giovane cinema italiano abbia traslocato in massa dal grande al piccolo schermo. Per la Lotteria Italia si delinea una soluzione mai sperimentata prima, ovvero l’abbinamento alla Prova del cuoco, per la prima volta uno show di day-time e non di prima serata.
    Sulla seconda rete, oltre al posto vuoto di Annozero occupato da Criminal minds (è allo studio un nuovo appuntamento di informazione e la sostituzione di Santoro con un programma che si chiama Menti criminali ha fatto sorridere molti), due debutti interessanti. Il primo s’intitola Sbarre, inizia il 21 settembre in seconda serata e «mette a confronto un ragazzo che ha commesso piccoli reati con un detenuto condannato a numerosi anni di prigione». La docufiction, prodotta dalla Casanova di Luca Barbareschi, si svolge nell’arco di una giornata, tra le mura di un carcere, l’obiettivo è «far capire ai giovani le conseguenze dell’andare contro la legge». Dal 12 settembre prenderà il via, sempre in seconda serata, Delitti rock, con Massimo Ghini sulle piste misteriose che hanno portato famosissime rockstar a sparire dalla scena in circostanze tragiche e oscure. Autore della trasmissione Ezio Guaitamacchi che al tema ha dedicato un libro di successo. Ci sarà anche Lucia Annunziata con il suo In mezz’ora, anche se ieri si è rischiato l’incidente diplomatico perché il programma non figurava nel materiale per la stampa: «Ci contiamo moltissimo – ha sottolineato il direttore di Raitre Ruffini -, visti gli ascolti, in autunno lo implementeremo, anche con innovazioni proposte dalla conduttrice». Altra novità dell’ultima ora riguarda Star Academy condotto da Francesco Facchinetti che sarebbe stato scelto come talent show musicale di Raidue al posto del transfuga X Factor.
    Grande protagonista delle polemiche politiche delle ultime settimane, Raitre promette un altro inverno di week-end con Fabio Fazio e Che tempo che fa, una nuova serie di Ballarò con Giovanni Floris, e poi ancora Federica Sciarelli, Edoardo Camurri, Serena Dandini e Milena Gabanelli (anche se i contratti di queste ultime due telestar sono in attesa di rinnovo). Niente da fare, come già si sapeva, per Vieni via con me, fenomeno della passata stagione, in testa alla classifica degli ascolti (prima c’è solo un evento di Formula uno) che potrebbe finire sulla 7. Il cinema di qualità va in onda con Vincere di Marco Bellocchio, Noi credevamo di Mario Martone, Questione di cuore di Francesca Archibugi. Esordio anche per The defenders, serie americana con protagonisti due avvocati della difesa che fanno di tutto per aiutare i clienti. Jim Belushi è il mattatore del telefilm ambientato a Las Vegas. Per Lamberto Sposini, un applauso commosso dell’intera platea, prima del concerto di Allevi e della grande cena che ha concluso la serata.
    (fonte: “La Stampa”, 21 giugno 2011 – articolo di Fulvia Caprara)
  • Balivo ferma ai box; Sky blocca Ilaria D’Amico, niente più La 7
    I palinsesti accendono i pubblicitari ma spengono anche qualche stella del piccolo schermo. In autunno sosta forzata ai box per Caterina Balivo e Ilaria D’Amico, ma probabilmente anche Daria Bignardi dovrà posticipare di qualche mese il suo esordio stagionale.
    Il contratto per la Balivo come conduttrice di Domenica In, al posto di Lorella Cuccarini, era già pronto. Erano state stampate anche le locandine. Il vicedirettore Daniel Toaff la voleva nella sua squadra, così come la preferivano alla Cuccarini sia Lorenza Lei sia Antonio Marano. Ma il direttore di Raiuno, Mauro Mazza, ha insistito sulla conferma della Cuccarini fino a convincere il d.g. a ribaltare la situazione. Pare che sulla decisione abbiano influito anche due fattori importanti: l’amicizia del marito di Lorella (Silvio Testi) con Lucio Presta (agente di tutte e due le contendenti) e il fatto che la Cuccarini si sia dimezzata l’ingaggio.
    Il no di Mazza alla Balivo è stato esplicito. Per l’ex conduttrice di Festa Italiana (20% di share medio) la porta di Raiuno resterà chiusa almeno finché ci sarà Mazza al timone. Il ribaltone ha fatto sì che la Balivo abbia perduto anche il treno di Pomeriggio sul 2, che fino a un mese fa ha condotto assieme a Milo Infante e Lorena Bianchetti, ottenendo ottimi ascolti per la rete (12%).
    Su La7, almeno per questa stagione, chiude i battenti Exit, il programma del mercoledì sera condotto da Ilaria D’Amico. Questa volta però Michele Santoro (sempre in trattativa con La7 ma senza esclusiva) non c’entra nulla. Non sarà il suo arrivo a fermare la trasmissione di Ilaria, ma una decisione di Sky che vuole tutta per sé la brava conduttrice. Per quanto riguarda invece Daria Bignardi, salvo sorprese dell’ultim’ora, sarà collocata nella seconda parte della stagione, sempre al venerdì con le Invasioni barbariche. Probabilmente ci sarà un passaggio di testimone con Antonello Piroso e il suo Niente di personale.

    (fonte: “Italia Oggi”, 22 giugno 2011 – articolo di Marco Castoro)
  • “Vieni via con me” in arrivo su La 7, la conferma di Roberto Saviano
    La Rai perde un gioiello e La7 lo raccoglie. Andrà in onda sull’emittente di Telecom Vieniviaconme, seconda serie del programma con Roberto Saviano e Fabio Fazio, andato in onda con straordinari risultati d’ascolto lo scorso inverno su RaiTre. Ad annunciarlo è stato lo stesso Saviano, che ha telefonato all’amministratore delegato di Telecom Italia Media Giovanni Stella nel corso della conferenza stampa di presentazione dei nuovi palinsesti di La7 a Milano.
    Stella ha chiarito che la trasmissione arriverà sugli schermi di La7 a partire dal 1 maggio del 2012. Occorrerà infatti aspettare la conclusione del contratto che lega Fazio a Rai3 con Che tempo che fa. “Fazio è impegnato fino a maggio con la Rai – ha spiegato Stella – Vieniviaconme avrà quattro puntate dal 1 maggio a giugno. Saviano sarà invece con noi prima di questa data per 4 speciali con volti ancora da individuare”.
    Dopo la telefonata di Saviano, Stella ha espresso il suo rammarico per quanto accaduto allo scrittore “E’ poco decente – ha dichiarato –  che una persona come Roberto sia costretto a lavorare per una tv piccola”.
    Garimberti: “Scelta autolesionista”. Il presidente della Rai Paolo Garimberti ritiene però che che “vi possano essere ancora dei margini perchè Roberto Saviano lavori per la tv pubblica insieme a Fabio Fazio. Dice Garimberti:”Mi sembra assurdo, direi quasi autolesionista, che la Rai dopo averlo celebrato in questi giorni nella presentazione dei palinsesti come il programma più visto della stagione autunnale 2010 (secondo solo alla Formula Uno), perda un successo come ‘Vieniviaconme’. In questo senso mi affido alla esperienza e alla sensibilità del direttore generale”. Spiega il presidente Rai: “Penso che su scelte come queste non possano esserci posizioni ideologiche ma solo posizioni aziendali. Troppo spesso infatti gli interessi della Rai sembrano venire dopo rispetto a quelli di parte, atteggiamento che considero inaccettabile da chi è incaricato di difendere e tutelare il valore di questa azienda”.
    Novità annunciate anche su Michele Santoro, per il quale il contratto sarebbe in via di definizione. Per chiudere la trattativa, però, manca ancora un pezzo, anche se non si tratta dell’aspetto economico della questione. Ad annunciarlo lo stesso Stella, che ha spiegato: “Dal punto di vista economico non c’è nessun problema, con Santoro è stato trovato un accordo di massima e spero che possa arrivare presto”. Dal top manager anche l’auspicio “di riuscire a firmare questo contratto. Non è facile – ha detto ancora Stella – Santoro è un volto di pregio e giustamente vuole avere delle tutele”. Parole successivamente precisate da Ti Media, che in un comunicato spiega: “Con il dottor Michele Santoro non è ancora stato trovato un accordo”.
    Tra le altre novità dei palinsesti di La7, l’arrivo di Benedetta Parodi, che condurrà un programma dedicato a cucina e lifestyle, quello del giornalista Luigi Nuzzi, con un programma di inchiesta dedicato ai casi irrisolti, e quello del giornalista Filippo Facci, che condurrà un talk show di approfondimento.
    Per il resto, a parte l’addio di Ilaria D’Amico, confermati i nomi forti del palinsesto de La7, da Gad Lerner che però ha dichiarato che quest’anno sarà l’ultimo per l’Infedele, a Daria Bignardi (che rivedremo solo nel 2012) ad Antonello Piroso per il quale si sta preparando un nuovo programma.

    (fonte: Repubblica.it, 23 giugno 2011)
  • Chiambretti in Muzik
    Il nuovo programma di Piero Chiambretti per la prima serata di Italia Uno s’intitolerà “Chiambretti Muzik Show”. Otto-dieci puntate in onda dall’autunno in cui la musica sarà lo strumento principe per raccontare i temi d’attualità con l’aiuto di autori e cantanti italiani e stranieri. Dopo il corteggiamento a Bianca Balti, c’è attesa per conoscere la partner femminile del neopapà Piero.
    (fonte: “Il Giornale”, 21 giugno 2011 – articolo di Maurizio Caverzan)
  • Nuzzi e Facci su La 7
    Filippo Facci e Gianluigi Nuzzi saranno due delle novità più ghiotte del palinsesto dell’emittente di Telecom. Li vedremo in autunno alla guida di due nuovi programmi in prima serata. Ad accompagnare Facci in Duel, il format confezionato dalla Einstein, che vedrà contrapposto un giornalista di destra a uno di sinistra, potrebbe non essere più Luca Telese, che rischia di arrivare senza fiato alla stagione autunnale dopo la lunga estate calda che lo aspetta con In onda (dal 4 luglio striscia quotidiana al posto di Lilli Gruber e di nuovo nel week-end con la caduta delle foglie).
    Se non sarà Telese a chi toccherà duellare con Facci? Peter Gomez, Marco Damilano, Concita De Gregorio sono i nomi più gettonati. Ma se le energie non l’abbandoneranno anche Luisella Costamagna (il cui fisico è ben diverso da quello di Telese) può indossare i panni della giornalista di sinistra ben agguerrita. Aria di conferma su La7 anche per Veronica Pivetti e il suo Fratelli e sorelle d’Italia.
    (fonte: “Italia Oggi”, 22 giugno 2011 – articolo di Marco Castoro)
  • Sarah Varetto nuovo direttore di SkyTG24, a Carelli un talk show serale
    Cambio della guardia a SkyTG24. Dal 4 luglio la tv all news sarà diretta da Sarah Varetto. Emilio Carelli, che ha fondato il canale nel 2003 e l’ha guidato in questi otto anni tornerà in video alla conduzione di un talk show quotidiano di approfondimento politico, in orario serale, che secondo una nota di Sky rappresenterà lo spazio di maggiore prestigio all’interno del canale stesso.
    “Ho accettato questo nuovo incarico con entusiasmo e un po’ di emozione – commenta Varetto – Un ringraziamento va soprattutto all’editore, Tom Mockridge, che ha deciso di accordarmi la sua fiducia e di puntare su una risorsa del canale. Ringrazio anche Emilio Carelli che in questi otto anni, con l’editore, ha contribuito a fare di SkyTG24 un punto di riferimento nel panorama dell’informazione italiana. Avverto la necessità e la responsabilità di confermare e rafforzare questi risultati che sono il frutto del lavoro e dell’impegno di tutta la redazione: colleghi che conosco e apprezzo da molti anni.”
    “Sotto la guida di Emilio Carelli, dal 31 agosto 2003, giorno dell’inizio delle trasmissioni, SkyTG24 ha imposto un nuovo modo di fare informazione, innovando tempi, moduli di racconto, stili, linguaggi, guardando ai fatti italiani e contemporaneamente aprendo finestre ampie, tempestive, complete, sui grandi avvenimenti dell’attualità internazionale, oltre all’ampliare sistematicamente l’offerta con l’aggiunta di servizi interattivi, del canale meteo e di tre canali d’approfondimento dei fatti più importanti”, sottolinea la nota Sky.
    Da parte sua, Carelli si dice pronto alla nuova sfida: “Ringrazio l’editore per avermi offerto l’occasione unica per un giornalista di fondare un nuovo telegiornale e di portarlo al successo, ma soprattutto ringrazio tutta la squadra di Sky TG24 formata da giovani, giornalisti, tecnici e produttori. A tutti loro e al loro impegno va il merito vero di aver portato il nostro Tg al successo. Nella nuova impresa, che non sarà facile, metterò lo stesso entusiasmo e la stessa energia profusi otto anni fa nel lancio di questo Tg. A Sarah Varetto l’augurio affettuoso di buon lavoro”.
    E Mockridge afferma che “una donna alla guida di un telegiornale non dovrebbe essere una novità e non dovrebbe fare notizia, ma so che alcune persone – aggiunge – possono ancora restarne sorpresi, sono certo piacevolmente”.
    Varetto, torinese, 39 anni, sposata e madre di due bambini, è stata finora caporedattore e conduttrice della rubrica Economia. Giornalista professionista da oltre 11 anni, ha iniziato nel 1992 come redattrice e conduttrice all’emittente regionale GRP (Giornale Radiotelevisivo Piemonte) lavorando in vari programmi di informazione. Dal 1998 al 2000 ha lavorato a RaiTre, alla preparazione e conduzione di Italia Maastricht, con collegamenti esterni in diretta, redazione e realizzazione di servizi, inchieste e schede filmate. Da febbraio 2000 a gennaio 2007 è stata direttore della testata Miaeconomia.com, che comprendeva il sito http://www.miaeconomia.it, il programma televisivo e progetti di comunicazione in campo economico finanziario per aziende e istituzioni. Da dicembre 2002 a maggio 2003, su RaiDue, è stata autrice e co-conduttore con Alan Friedman del programma di economia I nostri soldi, in onda tutti i venerdì alle 18.30. Sempre nel 2002-2003 l’esperienza di autrice e conduttrice del magazine di informazione economica quotidiana Miaeconomia, in onda tutte le mattine su La7.
    Nell’agosto 2003 si è unita al team di SkyTG24, dove fino al gennaio 2007 ha lavorato come responsabile dell’area dei programmi di approfondimento, oltre che autrice e conduttrice della trasmissione quotidiana Miaeconomia. Nel febbraio 2007 è diventata caporedattore, responsabile della redazione economica, autrice e conduttrice di SkyTG24 Economia, programma quotidiano in onda alle 18.35 in diretta dal lunedì al venerdì, cui aggiunge dal dicembre 2009 la responsabilità e la conduzione dell’edizione quotidiana del telegiornale di Sky delle 17.
    (fonte: Repubblica.it, 21 giugno 2011)

LA TV IN EDICOLA

  • “SORRISI E CANZONI TV” n°26/2011
    Il numero in edicola presenta in copertina Leonardo Pieraccioni con Thyago Alves e Ariadna Romero, co-protagonisti del suo nuovo film di Natale “Finalmente la felicità” che vedrà anche la partecipazione di Maria De Filippi.

APPROFONDIMENTO

  • Garage Costanzo: il teatro Parioli di Roma diventa un parcheggio
    Che tristezza se il teatro Parioli diventa un garage. Ricordo che – forse due anni fa – ero stato invitato a pranzo da Maurizio Costanzo. Tu gli chiedevi “Dove?”. Lui ti rispondeva: “Ci vediamo al Parioli”. Tu pensavi che fosse un appuntamento per poi andare da qualche parte, invece lui intendeva proprio lì, dentro. I suoi appartamenti erano quelli. Ricordo una stanza piena di foto di scena, cornici, un piccolo museo di memoria. Poi una saletta nel camerino, in cui non si vedevano finestre, apparecchiata.
    Un cameriere in bianco (sembrava saltato fuori dal Costanzo show) e il paio di baffi più noti della televisione italiana che a tratti scattavano in piedi e si infilavano in una porticina alle loro spalle senza dire nulla e ricomparivano dopo pochi istanti. Al terzo balzo di Costanzo non avevo resistito a chiedergli: “Telefonata?”. E lui, con una pausa teatrale e un sorriso inenarrabile: “No. Pisciata”.
    L’aneddoto vale la pena di essere raccontato perché non era un momento di pudore dal sen fuggito, ma una manifestazione di domesticità esibita, davanti a tutti gli ospiti, con la sicurezza sfavillante di chi può. Molti altri ospiti mi raccontarono che la scena si ripeteva, sempre uguale. Era la migliore rappresentazione del legame fra l’uomo e quel teatro: “Se potessi – confessava – verrei ad abitare qui dentro, e non ne uscirei mai più”. In fondo, mentre lo diceva, come per esorcizzare una tentazione, raccontava qualcosa che era già accaduto. Costanzo aveva la residenza a via Poma, in Prati, ma – anche per effetto della vita blindata – viveva nel teatro senza doversi muovere.
    Infatti era l’Italia che entrava dentro quel camerino, che all’occorrenza diventava anche il set del “Diario”, una striscia quotidiana della mattina. Tutta l’Italia bussava alla porta del teatro Parioli, il set più importante della politica italiana, dello spettacolo, dell’informazione. Su quel palco era nata l’icona belligerante di Vittorio Sgarbi, che diede scandalo gridando scomposto: “Voglio vedere Federico Zeri morto! Morto!”.
    E poi la prima volta di Cesare Previti: “Sono un avvocato che si candida per portare la voce della società in politica”. Le interviste di Costanzo rifuggivano le grandi strategie e scavavano le piccole curiosità. Il palcoscenico spesso diventava un’arena ribollente, il catino dell’uno contro tutti che diede spolvero a un Fausto Bertinotti che gridava: “Ora e sempre: viva Cuba!”.
    Su quel palco un altro Gianfranco Fini diceva che non avrebbe voluto maestri omosessuali per suo figlio, Aldo Busi diede scandalo parlando del diritto alla sessualità dei bambini che gli costò l’accusa di pedofilia, su quelle assi presero luce i talenti più disparati da Ricky Memphis a Valerio Mastandrea, Fiorello, a Giobbe Covatta, David Riondino e Enzo Iachetti. In via Fauro – davanti al teatro – la mafia mise una bomba che consacrò il Parioli come un simbolo di antimafia.
    Ed era come una punizione per la famosa staffetta con Michele Santoro, i cui ospiti principali erano Giovanni Falcone, Claudio Fava e Alfredo Galasso, mentre da Palermo interveniva furibondo un giovanissimo Totò Cuffaro cercando di strappare il microfono al futuro conduttore di Annozero. Il regista era Paolo Pietrangeli, l’ospite fisso era Bracardi. Si andava in onda la notte, ma si registrava tutti i giorni alle sei andando in onda in differita, per alimentare i giornali. Costanzo diceva: “Con i soldi della televisione, che per me è un lavoro, pago il teatro, che è la mia passione”.
    Invece, con il senno di poi è la televisione che ha sequestrato il teatro e il suo signore, trasformando il Parioli in un set televisivo. È stato lì che Costanzo ha conosciuto Maria De Filippi, autrice televisiva e sua futura moglie.
    È stata Mediaset ad alimentare la megalomania che Costanzo riversava sui palcoscenici capitolini: nell’ultimo anno della giunta Veltroni (e contro il parere del sindaco) il giornalista coi baffi strappó il teatro Brancaccio a Gigi Proietti (volarono gli stracci sui giornali) poi fondò un teatro Tenda che avrebbe dovuto portare Gigi D’Alessio nelle periferie romane, e quindi assunse anche la direzione artistica del teatro di Latina e il festival dello humour di Tolentino, della società “Voglia di teatro”. L’ultimo Costanzo, quello che veniva congedato da Mediaset, provò a portare in questi teatri l’aura mediatica della celebrità catodica, il mariadefilippismo (senza la De Filippi), le star di Amici e i monologhi di Zelig.
    Spettacoli pop come http://www.portamitanterose, con una mattatrice come Valeria Valeri circondata dalle giovani star-lette del piccolo schermo. Andò male, anzi malissimo. E dopo grandi battage, non andó nemmeno in scena Eva Henger che doveva recitare Carmelo Bene per un veto della famiglia dell’attore. Le signore impellicciate che si tiravano a lucido per la prima fila del Costanzo show disertavano la campagna abbonamenti. Il nuovo ufficio, moderno ed elegante, pieno di tartarughe, era meno frequentato dai potenti del camerino ristorante angusto e diuretico.Adesso che i miracolati di Costanzo si dimenticano di lui e la notizia della trasformazione del teatro in parcheggio viene notata solo da Dagospia, vale la pena ricordare che uno dei pochi a contestare il potere di Costanzo quando era in auge fu Nanni Moretti: “Fa impressione – diceva – che uno come il piduista Costanzo sia diventato un punto di riferimento della sinistra”. Ma Costanzo era consulente di tutti: della Pivetti e di D’Alema, di Berlusconi e di Rutelli.
    Nel 1975 disse di aver votato Dc per paura del sorpasso comunista, era iscritto al Partito radicale (urine di Pannella bevute in diretta tv), diceva di essere “un vecchio socialista alla Nenni”, era ammesso alle riunioni di Berlusconi ad Arcore. Nell’ultima stagione del Parioli il cartellone era in mano a Paolo e Pedro o a spettacoli del tipo “Come sono caduto in Baz”. Adesso che il teatro del grande burattinaio resta senza burattini e viene minacciato dalle ruspe, è giusto raccontare che tutta la classe dirigente di destra, di sinistra o di centro avrebbe pagato qualsiasi cosa per cinque minuti davanti a quello sgabello e che per venti anni tutti i grandi talenti italiani sono passati da quel palco. Adesso, malinconicamente, sipario: Parioli spoon river.
    (fonte: “Il Fatto Quotidiano”, 22 giugno 2011 – articolo di Luca Telese)

IL VIDEO

  • La serata Santoro-Fiom di venerdì scorso a Bologna: il commento di Carlo Freccero
    Anche in coda per l’imbarco aereo, tra una valigia e un sottofondo musicale, Carlo Freccero offre un affresco televisivo. Per delineare i confini di Tutti in piedi, una notte contrariamente senza confini, il direttore di Rai4 usa colori accessi, freschi, in una sola parola: spettacolari. Premette: “Ho visto attentamente. Dall’inizio alla fine. Mai una sosta”.
    Che sensazione lascia la lunga serata di Bologna?
    É un programma che crea problemi, inquieta perché dimostra che todo cambia: non solo la politica, ma anche i media. Tre ore e mezza in diretta da villa Angeletti superano la televisione generalista e tradizionale con un editore noto e unico. Adesso la televisione vive dissolta nella multi-piattaforma che segue l’evoluzione tecnologica. Ecco , la commistione di digitale, analogico, satellitare, internet.
    Differenze con Raiperunanotte?
    Siamo ancora più avanti. Allora era un atto di rottura contro la censura del servizio pubblico, stavolta siamo nel capitolo successivo. Io sono rimasto colpito, profondamente. I protagonisti erano persone comuni: operai, insegnanti, disoccupati. Tutti con un’idea, tutti con una drammaticità: la selezione di quei ragazzi è stata eccezione, altro che provini per il Grande Fratello. Abbiamo visto in video chi è tenuto ai margini con la formula del microfono aperto: la partecipazione era attiva e la notavi in ogni inquadratura. Bologna ha chiuso con la televisione di un editore visibile e individuabile .
    Manca un padrone, mica è una cattiva notizia.
    Questa televisione di Michele Santoro è senza editore, anzi trascina gli editori esistenti e plasma un nuovo modello multimediale. Tutti in piedi complica le cose, pensare Santoro a La7 diventa superfluo perché lui va oltre uno schema consolidato. Soprattutto con Enrico Mentana che nel suo telegiornale, in un modo civile che posso capire, prende le difese a priori di Gianni Letta in merito all’inchiesta P4, dicendo che Letta gli ha dato il biglietto e il passaporto per andare a La7. Il pubblico di Bologna, nel parco e sul divano, non chiede biglietti e autorizzazioni perché l’ingresso è libero e i partiti e la polita sono completamente fuori.
    Allora è fatta, ecco la televisione del futuro.
    Prima dobbiamo farci una domanda e studiare bene. É possibile oggi fare televisione senza editore con la E maiuscola e che invece richiede la partecipazione attiva del pubblico? Non c’è più un controllore, tutti noi siamo protagonisti. Il quesito che ci pone Santoro è perentorio: questo tipo di televisione festiva, cioè l’evento, può trasformarsi in appuntamento feriale, cioè quotidiano? Con un flusso di notizie in un circuito ampio e irregolare.
    Come fare?
    Lavorare. Costruire una rete di trasmissione, un canale misto tra emittenti locali, regionali, nazionali, digitali e siti. Questa televisione non è imbrigliata nei palinsesti. La discussione è cominciata e mi sembra molto affascinante. Però, possiamo ridere di una coincidenza simbolica: mentre la gente guardava al palco di Bologna, Berlusconi parlava al telefono a una sala deserta.
    (fonte: “Il Fatto Quotidiano”, 19 giugno 2011 – articolo di Carlo Tecce)

E di seguito, il video dell’intervento di Roberto Benigni alla serata “Signori entra il lavoro – Tutti in piedi!”.


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