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TeleNews #61 – Santoro – La 7: trattative interrotte; Lucia Annunziata lascia la Rai – Zalone, Bonolis e nuove Iene: Mediaset rilancia la sfida – Tabloid: come speculare sul dolore – Belen va a Mediaset – Rai, la grande fuga: la Ventura passa a Sky – Il flop dello show di Sgarbi – La TV in edicola: Sabrina Ferilli – Massimo Liofredi: Victoria Cabello a Quelli che il calcio? Non ne sapevo niente… – Video: l’ultima anteprima di Santoro 01/07/2011

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Giornali e riviste, Interviste, TeleNews, TV ITA, Video e trailer.
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Lo spazio “TeleNews – Notizie dal mondo della televisione” propone una rassegna stampa – segnalando le fonti di provenienza – di notizie ed argomenti vari legati al mondo dello spettacolo e della televisione italiana e straniera, e che non hanno trovato posto in altri appuntamenti abituali del blog.
Se avete segnalazioni da fare, lasciate il vostro messaggio qui.

  • Santoro – La 7: trattative interrotte; Lucia Annunziata lascia la Rai
    Interrotte le trattative per il passaggio di Michele Santoro a La7. Lo comunica Telecom Italia Media parlando di “inconciliabili posizioni riguardo alla gestione operativa dei rapporti fra autore ed editore”. Più o meno in conteporanea, Lucia Annunziata annuncia “dimissioni definitive” in polemica con il direttore di RaiTre, Paolo Ruffini. Non ci sarà, dunque, una nuova edizione del programma della giornalista In mezz’ora. Articolo 21 lancia la sottoscrizione di un appello per salvare Report di Milena Gabanelli su RaiTre, Saviano e Benigni tra i primi firmatari in un elenco che comprende anche Nicoletta Braschi, Antonio Tabucchi, Andrea Camilleri, Vinicio Capossela, Dario Fo, Franca Rame, Fiorella Mannoia, Michele Serra, Natalia Aspesi, Giancarlo De Cataldo, Caparezza.
    A meno di un mese dal divorzio dalla Rai  seguìto dal grande successo dell’evento di Bologna “Tutti in piedi”, e soprattutto dopo le voci che volevano la trattativa fra Santoro e La7 in dirittura d’arrivo, ecco invece lo stop. Santoro è durissimo. “Siamo di fronte a una nuova, eloquente e inoppugnabile prova dell’esistenza nel nostro Paese di un colossale conflitto di interesse – dice – un accordo praticamente concluso, annunciato dallo stesso telegiornale dell’editore coinvolto, apprezzato dal mercato con una crescita record del titolo, viene vanificato senza nessuna apprezzabile motivazione editoriale. Naturalmente non possiamo fornire le prove dell’esistenza di interventi esterni, ma parla da solo l’interesse industriale che avrebbe avuto La7 a ospitare un programma come il nostro nella sua offerta”.
    “Improvvisamente – prosegue Santoro – ci sono stati posti gli stessi problemi legali che la Rai pone a Milena Gabanelli e norme contrattuali che noi consideriamo lesive della libertà degli autori e dei giornalisti. Per non tradire le attese del pubblico, ci siamo impegnati a farci carico delle eventuali conseguenze legali delle nostre trasmissioni, ad autoprodurle e a procedere per gradi, senza un contratto quadro, con una prima serie di undici puntate. In questo modo, sia noi che l’editore, avremmo potuto liberamente valutare l’opportunità di continuare la collaborazione. Ricordiamo a tutti che il dottor Stella, amministratore delegato di Timedia, aveva pubblicamente dichiarato che non c’erano divergenze economiche e che La7 non aveva alcun problema a mettere in onda un programma come Annozero. Perché hanno cambiato idea? Chi ha interesse a impedire che si formi nel nostro Paese un terzo polo televisivo che rompa la logica del duopolio?”.
    “Per tornare a crescere – conclude Santoro – l’Italia deve liberarsi del conflitto di interesse e di tutti coloro che non hanno avuto il coraggio di opporgli le ragioni della libertà di opinione e della libertà di mercato. Sulla scia del successo di “Tutti in piedi”, con l’aiuto fondamentale del pubblico, dimostreremo presto che un Paese semilibero non ci basta. Tutto cambia”.
    Eppure, come ricorda Santoro, il suo approdo a La7 sembrava cosa fatta. Era il 23 giugno quando Stella, presentando i palinsesti autunnali e annunciando l’arrivo sulla rete di Roberto Saviano e, in prospettiva, di Fabio Fazio, considerava prossimo anche l’accordo con il giornalista. Il definitivo salto di qualità per la rete trainata in alto nell’auditel dall’esponenziale crescita di audience del Tg di Enrico Mentana nella stagione televisiva appena conclusa.
    La sponda ideale per Santoro, La7, al termine di una stagione trionfale per Annozero su RaiDue in termini di pubblico e raccolta pubblicitaria, chiusa dall’anchorman in diretta con l’ultima provocazione al cda Rai (“un euro a puntata e rifaccio Annozero“) e un divorzio dall’azienda che evidenzia quanto le pressioni della politica contino più dei conti e della qualità della tv di Stato. E quanto anche la cosiddetta “P4” e il “faccendiere” Bisignani si fossero adoperati per allontanare Santoro dalla Rai. Per Santoro a La7, spiegava Stella, non era una questione di soldi, ma esistevano difficoltà. Un contratto “non facile – aveva sottolineato – Santoro è un volto di pregio e giustamente vuole avere delle tutele”. Oggi, dunque, la rottura per “inconciliabili posizioni riguardo alla gestione operativa dei rapporti fra autore ed editore”. Notizia che ha avuto immediati riflessi negativi sul titolo Timedia in Borsa: già in calo dell’1,15%, piomba a -4,59%, a 0,2164 euro, a causa dei nuovi ordini di vendita.
    Scontro Annunziata-Ruffini. Alle dimissioni irrevocabili di Lucia Annunziata segue il botta e risposta tra la giornalista e il direttore di RaiTre. “Lunedì 27 giugno – spiega la Annunziata – Ruffini ha comunicato in comitato editoriale-aziendale di ritenere impossibile continuare a lavorare con me dopo la mia intervista al Messaggero e ha chiesto alla Rai la possibilità di trasferirmi su altre reti. Ho preso atto e ho presentato questa mattina le mie dimissioni al direttore generale Lorenza Lei. Il dg mi ha chiesto se poteva trovare altre strade. Ho detto no, le mie dimissioni sono definitive”. Il direttore di RaiTre prende atto della decisione “unilaterale” della giornalista “a seguito di una polemica unilaterale” e di “affermazioni offensive che si commentano da sole”. Poi torna sull’intervista della conduttrice al Messaggero del 22 giugno scorso. “Lucia Annunziata (che fino al giorno prima aveva concordato le innovazioni da apportare al suo programma, previsto in onda dall’11 settembre  e presente nel filmato aziendale presentato agli investitori pubblicitari) ha pubblicamente affermato di non voler più lavorare a RaiTre accusando la rete di ‘cose che proprio non vanno, piccole mafie, rapporti non chiari, privilegi attribuiti non secondo il merito’, e dichiarando di ‘non volere più avere a che fare’ con le persone che vi lavorano”.
    Lerner e Mentana: “Perché tanta fretta?”. Gad Lerner ed Enrico Mentana si augurano che la trattativa tra Timedia e Santoro possa riprendere e, soprattutto, si chiedono: “Che bisogno c’era di decidere e annunciare con questa fretta lo stop alla trattativa con Santoro?”.
    Fnsi: “Conflitto di interessi, far saltare la cappa”. Per Roberto Natale, presidente della Fnsi ed ex segretario di Usigrai, la vicenda Santoro-La7 assieme alle intercettazioni in cui “alti dirigenti Rai sono impegnati a favorire l’azienda concorrente e il presidente del Consiglio suo proprietario”, trasmettono la stessa, “opprimente impressione” di una “cappa che da anni il conflitto di interessi fa gravare sulla tv italiana, sul lavoro dei giornalisti, sulle logiche di mercato” e sul “diritto dei cittadini di vedere da qualche parte in onda una trasmissione apprezzatissima”. “Questa cappa va fatta saltare – afferma Natale -, perché inquina la vita democratica” e “ci sono tutte le condizioni perché i cittadini (e tra di loro tanti di noi giornalisti) tornino ad affermare in modo visibile e potente il loro no, la loro richiesta di libertà. L’aria dei referendum soffia anche per quel bene comune che è l’informazione”.
    “Rai, richiama Santoro”. Lo chiede l’Idv, con una nota di Leoluca Orlando, lo chiedono il senatore Pd Vincenzo Vita e Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo 21. “Sarebbe quantomai opportuno che il gruppo dirigente della Rai riconvocasse immediatamente Santoro e la sua squadra e accogliesse la disponibilità piu volte manifestata a rientrare perfino al costo di 1 euro” affermano Vita e Giulietti, ricordando l’interesse confermato dal direttore di RaiDue Massimo Liofredi alla presenza di Santoro nella sua rete. Orlando parla anche di “pericolosi colpi di coda” del “regime berlusconiano”. “E’ chiaro a tutti  – dichiara il portavoce di Idv – che l’editto bulgaro emanato dal presidente del Consiglio nei confronti di trasmissioni sgradite a Palazzo Chigi come Annozero non solo è ancora in vigore, ma ha ormai superato il duopolio Rai-Mediaset”.
    (fonte: Repubblica.it, 30 giugno 2011)
  • L’intervista della discordia: la Annunziata critica il direttore di Rai 3 Ruffini
    Si sono mossi vari pacieri, ma Lucia Annunziata resta indignata e offesa. Nonostante il direttore Paolo Ruffini le abbia detto privatamente e ribadito pubblicamente, che il suo In ”1/2 ora” è una risorsa importante di Raitre e che il programma verrà ampliato e migliorato, l’ex presidente Rai al momento resta sull’Aventino. Anzi, rilancia la polemica che l’ha portata lunedì ad abbandonare la presentazione dei palinsesti Rai perché non era stata inserita nella brochure ufficiale della rete.
    Eppure il suo programma va in onda, non le sembra di esagerare?
    «Il mio programma va in onda da sette anni. E da sette anni è sistemato lì senza attenzioni. Come una riserva indiana».

    Veramente lei ne ha appena realizzato un’altro sul potere, con una collocazione serale.
    «Un programma bellissimo e invece gestito come un fondo di magazzino. Orari variabili, nessuna promozione. Potevano metterlo dopo Fazio o la Gabanelli, no? Non voglio certo mettermi a fare paragoni, ma la differenza con altre trasmissioni, con altri conduttori è evidente: nei palinsesti e, ultima goccia, nella brochure».

    La rete si è scusata, non le basta?
    «Hanno raccontato anche tante bugie. No, non mi basta. Adesso vado in ferie, ma con certe persone non voglio più avere a che fare. Non ho mai protestato perché ritengo la libertà troppo importante per invocarla su ogni singolo problema di un giornalista. Ma dopo sette anni in rete credevo proprio di meritare un altro trattamento».

    Prima direttore del Tg3, poi presidente, tra l’altro di garanzia. Cosa è successo tra lei e Raitre, tra lei e la sinistra?
    «Ho sempre dimostrato, come quando ero presidente, di saper lasciare le cariche. Ora non mi faccia dire di più, non voglio certo passare per berlusconiana».

    Non è un rischio che corre. Cosa vuol dire?
    «Che anche nel rapporto tra sinistra e televisione, in specie su Raitre, ci sono cose che proprio non vanno».

    Quali?
    «Le stesse che vengono rimproverate al centrodestra. Piccole mafie, rapporti non chiari, privilegi attribuiti non secondo il merito».

    Lei è giornalista, almeno un esempio.
    «Vogliamo ricordare come è stato mandato via Antonio Di Bella?».

    (fonte: “Il Messaggero”, 28 giugno 2011 – intervista di Alberto Guarnieri)

  • Zalone, Bonolis e nuove Iene: Mediaset rilancia la sfida
    Approfondimento sui palinsesti autunnali delle reti Mediaset
    La Rai non è un problema, La 7 è ancora troppo piccola e Sky, con la sua voglia di star “generaliste”, sta raschiando il barile pur di acchiappare abbonati». Pier Silvio Berlusconi non risparmia fendenti ai tre rivali nella Mediaset Night di Cologno Monzese: da vero mattatore sale sul palco e introdotto dai presentatori Claudio Bisio e Paola Cortellesi, racconta a braccio le tante novità delle sue reti.
    I nuovi canali Per cominciare due nuovi canali: Italia 2 che prenderà il via lunedì 4 luglio sul digitale e da settembre l’attesa rete all news diretta da Mario Giordano, «TG Com 24». «Un vero polo informativo del sistema Mediaset – dice Pier Silvio – destinato a raggiungere tv, web, tablet e cellulari con hard-news sempre in diretta, no gossip, rassegne stampa, approfondimenti gestiti da una squadra di oltre cento giornalisti digitali. Italia 2 permetterà invece uno sdoppiamento della nostra tv dedicata ai giovani». Così il direttore Tiraboschi: «Partiamo a luglio per non fare concorrenza e segnare la nostra strada. Avremo un palinsesto a zone con una prima serata alle 22 per venire incontro ai gusti e agli orari dei ragazzi».
    Le star
    Nuovo preserale a Paolo Bonolis con Avanti un altro! , il ritorno del quiz in prima serata con Gerri Scotti che ha già provato il suo Money Drop in uno studio della tv tedesca dove è un successo da milioni di telespettatori. Uno show sull’onda di Ballando con le stelle affidato a Barbara D’Urso e intitolato Baila! e due o forse tre serate ad alto tasso di comicità. Per primo vedremo Checco Zalone, che ha fatto sbellicare dalle risate tutti presenti con la nuova canzone/sfottò «Samba sensa culu», e più avanti il nuovo entrato Giorgio Panariello che vuole tornare ad alti livelli. Belen e Paolo Ruffini saranno i nuovi presentatori di Colorado Cafè mentre Luca e Paolo, forti del successo sanremese e pare in attrito con gli autori, lasceranno Le Iene che dovrebbero essere affidate(al 99%) a Enrico Brignano, Luca Argentero e Ilary Blasi. Per i due comici liguri per ora nessuna certezza su quando andranno in onda, ma solo voci su uno spettacolo tagliato sulla loro verve e un’altra stagione di Camera Café . Piero Chiambretti si smarca dal Chiambretti Night e finalmente realizzerà il programma Muzik sempre su Italia 1, ma in prima serata. Sempre su Italia 1 Teo Mammuccari condurrà un nuovo game show il cui titolo è The Cube mentre ad Ale & Franz è affidata una nuova sit com.
    Conferme e nuove fiction Tutte confermate le certezze delle tre reti partendo con Maria De Filippi di C’è posta per te e Amici , Alessia Marcuzzi al Grande Fratello che andrà in onda di lunedì contro lo spettacolo di Fiorello su Raiuno. Ancora Panicucci, Rita Dalla Chiesa, Silvia Toffanin, Alessio Vinci, Ezio Greggio e Iacchetti alla conduzione di Striscia . Interessante e sulla carta fortissima la proposta fiction con le tre serate Ultimo con Raul Bova, Sangue Caldo con Manuela Arcuri, Faccia d’Angelo con Gabriel Garko, I cerchi nell’acqua con Alessio Boni e Vanessa Incontrada, Il commissario Zagaria con Lino Banfi.
    Offerta pay
    Grandi manovre anche in casa Premium con i nuovi canali Crime e Cinema Comedy che offriranno il meglio del poliziesco seriale e i film «per tutti» a uso e consumo della famiglia. Con 4 milioni 400 mila tessere attive e due milioni di abbonamenti, «oltre 300 mila negli ultimi sei mesi», ha detto Pier Silvio con orgoglio, si stima che Premium vedrà crescere i ricavi del 20%.
    Pier Silvio e il Milan
    «Meglio la Champions League che la seconda stella e se fosse stato per me non avrei ceduto Pirlo. Lo dico con il cuore e non con la testa lo ammetto, ma è andata così». Pier Silvio adora il gioco del Barcellona e, se fosse per lui «porterei tutta la squadra a Milano perché dal centrocampo in avanti fanno paura». Il cognato di Pato, come lo ha chiamato scherzando Bisio, ha fatto due battute anche sul calcio mercato: «Hamsik al Milan? Non so nulla e poi siamo già molto equilibrati».
    (fonte: “La Stampa”, 30 giugno 2011 – articolo di Luca Dondoni)
  • “Tabloid”: come speculare sul dolore
    Nel mondo dell’editoria
    , per tabloid s’intendono quei giornali, il cui formato è più piccolo di quelli tradizionali, scritti con un linguaggio per così dire molto popolare: enfatizzazione delle notizie di crimine, gossip, cronaca rosa, vita di corte, lelemorismo a mille, cazzeggio.
    Mediaset non contenta di aver dato i natali
    a «Lucignolo» e a «Bikini!», non contenta di un’informazione che, giorno dopo giorno, sta stranamente rinunciando all’autorevolezza per abbracciare l’insostenibile leggerezza di «Chi», ha dato vita a un nuovo appuntamento, benedetto da Giovanni Toti, Claudio Brachino e Mauro Crippa, che ha spiegato: «Questo è un momento fortunato per l’informazione in tv, la gente vuole essere informata».
    Tu chiamala, se vuoi, informazione:
    parlare dello sciagurato delitto che vede imputato Riccardo Bianchi (con gli amici delle due vittime che su un prato venerano l’immagine dei morti, come se partecipassero a un picnic), invitare in studio Massimo Picozzi (ma può un criminologo parlare in pubblico dei casi che ha professionalmente seguito?), fingere di chiedersi le ragioni della rottura fra George Clooney ed Elisabetta Canalis, intervistare Lele Mora, curiosare sui preparativi delle nozze di Alberto di Monaco, stilare pagelle sui vip.
    Tette e delitti: appunto, tu chiamala, se vuoi, informazione (Italia 1, martedì, ore 21.10)…
    In studio Monica Gasparini a fare da chioccia a due belle statuine, Silvia Carrera e Monica Coggi: le Charlie’s Angels di tutti i colori della cronaca, ovvero della cronaca che ne combina di tutti i colori.
    La serata è partita in nero: ormai la rappresentazione dei delitti in tv, a cominciare da «Chi l’ha visto?» o da Bruno Vespa, segue fatalmente un format. Il che significa svuotare di ogni pietà il racconto, nascondere dietro un formulario la responsabilità personale, spacciare la tv del dolore per informazione.
    (fonte: “Corriere della Sera”, 30 giugno 2011 – articolo di Aldo Grasso)
  • “X Factor”: Morgan sì, Elio forse
    «Sta arrivando», martellano i promo di X-Factor, da ottobre su SkyUno. All’inizio di luglio ci sarà il primo casting di concorrenti ed entro il 10 saranno annunciati il conduttore e i quattro giudici. Alessandro Cattelan, vj di Mtv, è in vantaggio su Matteo Maffucci e Nicola Savino per prendere il posto di Francesco Facchinetti. Per il poker di giurati si fanno decine di nomi. Il più sicuro è Morgan che l’ha annunciato motu proprio, accennando pure all’idea di coinvolgere anche Asia Argento, le cui richieste economiche però hanno gelato i dirigenti di Sky. Possibile anche il ritorno di Elio.
    (fonte: “Il Giornale”, 27 giugno 2011 – articolo di Maurizio Caverzan)
  • Belen va a Mediaset
    Nonostante il tam tam di voci sulla sua presenza nei palinsesti Rai, Belen Rodriguez ha firmato il contratto che la lega al Biscione. Si comincia con Colorado ma per lei le apparizioni saranno frequenti. Insomma il Biscione ha il suo testimonial. Alla Rai in sostituzione di Simona Ventura, a Quelli che il calcio…arriva Victoria Cabello. E Caterina Balivo?
    (fonte: “Italia Oggi”; 29 giugno 2011 – articolo di Marco Castoro)
  • Rai, la grande fuga: la Ventura passa a Sky
    L’ idillio s’è rotto. E s’è spezzato, raccontano a viale Mazzini, quando il direttore di Raidue, Massimo Liofredi andò a spiegare al cda Rai che «Simona Ventura, ormai, aveva dato tutto ciò che poteva dare» e quindi i suoi programmi erano da cambiare: via L’isola dei famosi , poi X Factor , quindi Quelli che il calcio da affidare – è notizia di oggi – a Victoria Cabello. O almeno pare, perchè il direttore Liofredi cade dalle nuvole e manda a dire: «Al di là della professionalità non la voglio, non è stata mai richiesta, io al dg ho chiesto Facchinetti e la Balivo, possono sistemarla in qualsiasi altro programma». Quindi i giochi – e gli scontri – sono aperti. Quel che è certo per ora è solo l’addio della Ventura. Un addio fatto di incomprensioni, con qualche rammarico, e tanta amarezza. Tant’è che la showgirl spiega di «aver aspettato fino all’ultimo un cenno, ma dalla direzione di rete non s’è fatto vivo nessuno…». Quindi, la decisione di trasferire armi e bagagli alla corte di Murdoch.
    Ma come accade in tanti divorzi, la parola fine si tira dietro tante polemiche. E così, c’è chi mette nel mirino proprio Liofredi, da tempo in odor di «defenestrazione», chi punta il dito contro una «Rai non più capace di attrarre» le stelle, chi ancora, come il consigliere Rai Giorgio Van Straten stigmatizza l’idea di presentare «i palinsesti, senza aver ancora rinnovato i contratti a chi poi dovrà condurre quei programmi». Di certo, un dato appare chiaro: Raidue, in poco tempo, ha perduto tre pilastri della sua programmazione: Factor (finito come la Ventura a Sky), Annozero con Michele Santoro (con un futuro ancora ignoto) e l’Isola dei famosi. «Ed è chiaro – fa notare Van Straten che in una situazione normale l’addio della Ventura ci può anche stare, del resto gli artisti vanno e vengono, ma in questo quadro non si può non notare una certa perdita di appeal da parte della Rai». Insomma, spiega Van Straten, «è un po’ come i calciatori, un tempo tutti ambivano a giocare nella Juventus… oggi il mercato della tv è cambiato e quindi gli artisti guardano anche altrove». E trovano casa. Naturalmente. «Specialmente se da noi prosegue – trovano delle difficoltà, e non solo editoriali, a siglare i contratti». E la Ventura di fronte al taglio pressoché certo dell’ Isola , e ai dubbi sul rinnovo per la conduzione di Quelli che il calcio ha scelto diversamente.
    Chiaramente, in questa sorta di «calciomercato» della tv l’equazione costiricavi è quella che fa la differenza. E Liofredi (non è certo per colpa sua che Santoro è andato via), quando in cda, spiegava che i programmi della Ventura necessitavano di una «rivisitazione» grandi torti non ne aveva. Tant’è che se L’isola dei famosi (16 puntate per circa 12 milioni di euro) nel 2003, al suo esordio, raggiungeva uno share medio del 24% (il massimo lo ha raggiunto nella stagione 2005-2006: 33,78% medio di share), nell’ultima edizione si è fermata solo al 15,48% di share. E così, pure, X Factor (11 puntate, 12 milioni di euro) che dal 14% del 2009 era sceso all’11%. Apparentemente numeri, ma che significano anche ritorni economici in termini pubblicitari.
    Certo, all’esterno, il pubblico non ragiona con i bilanci alla mano, ma in azienda, vista la situazione, si comincia a farlo. Ma c’è pure, nota un altissimo dirigente di viale Mazzini, «che alla Rai di costi da tagliare ce ne sono tantissimi. Certamente è drammatico farlo sul prodotto». E già, il prodotto: improvvisamente la Rai ai più appare quasi senza programmi: c’è Da da da , fortunatamente Montalbano , e poi ancora Montalbano , ma solo repliche (che peraltro fanno ascolto). Da Raiuno a Raidue. «E in tutto questo contesto – sostiene Van Straten – ci sono ancora polemiche per rinnovare alcuni contratti». Compresi, i reality: chi prenderà il posto di X Factor ? Insomma, se saltano alcuni protagonisti della Tv generalista, come si sostituiscono? E soprattutto cosa rimane, ora, di Raidue? Ebbene il posto del format musicale potrebbe prenderlo The Voice , il format di maggior successo del momento (oltre il 40% in Olanda, ma anche negli Usa sulla Nbc), a patto però che la Rai superi la concorrenza di La7 che con il suo Ad, Stella, sta diventando la protagonista del mercato. La Tv di Telecom, infatti, ha ben compreso che gli utili si fanno a colpi di share e quindi, oltre a occupare una fetta consistente dell’approfondimento giornalistico, punta anche ai programmi generalisti. Da qui, anche l’operazione FazioSaviano. La Rai, invece, resta a guardare. Complici i suoi dirigenti che non si accorgono, o più probabilmente fanno finta, che i piedi del gigante pubblico, vuoi per i buchi in bilancio, vuoi per le pressioni politiche, sono ormai diventati di argilla. Certo conclude Van Straten: «I reality nel servizio pubblico qualche ostacolo lo hanno sempre trovato. Ma fin quando facevano il 30% toglierli era impensabile, ora le cose sono mutate. Questo non significa però che qualcuno non remi per far affondare la barca pubblica».
    (fonte: “La Stampa”, 29 giugno 2011 – articolo di Paolo Festuccia)

  • Il flop dello show di Sgarbi
    Guardate bene l’immagine in pagina. Una fotografia preziosa, quasi unica. Abbiamo pubblicato quel che sarà un reperto storico, un’opera classica e moderna insieme: la scenografia del programma di Vittorio Sgarbi, chiuso per fallimento di ascolti, era talmente avanti, troppo. E anche inutile, molto: così la Rai ha ordinato la demolizione immediata per far sparire con un colpo di vanga 800 mila euro (mal) spesi.
    Pochi telespettatori (due milioni) hanno ammirato la raffinata riproduzione di Raffaello: la Scuola di Atene che avvolgeva un palco immenso, e poi cariatidi in gesso, colonne in stile dorico, ionico e corinzio.
    L’esperimento televisivo di Sgarbi è durato una puntata, tre ore abbondanti. L’azienda l’ha segato sul più brutto – dati Auditel drammatici per Rai1 – bruciando milioni di euro.
    Non basta una fiammella per cancellare un investimento imponente per una prima serata.
    Per Viale Mazzini il conto è aperto: il contratto con la società Ballandi per 2,35 milioni di euro, un milione di euro per il critico con un accordo in scadenza a dicembre, un milione per i costi industriali e di rete.
    E ancora, la beffa per gli inserzionisti: 1,6 milioni di euro per una vetrina pubblicitaria trasformata in scantinato per cinque serate su Rai1 con un minimo garantito del 18 per cento di share, e invece Ci tocca anche Sgarbi, or vi sbigottirà (anagramma del suo nome) ha avuto vita breve e faticosa con esordio-addio un mercoledì di metà maggio con l’8,27 per cento di share e minimi monoscopici al 5,65, nel senso che il monoscopio tira di più.
    Osservatore artistico e poco matematico, il sindaco di Salemi ha sempre rifiutato un confronto numerico: “La televisione è estetica”. L’ex scenografia di via Tiburtina aveva il pregio di farsi guardare e un difetto economico: la spesa aveva una ragione se spalmata nel lungo periodo, ma per tre ore – quasi 300 mila euro ogni 60 minuti, il rischio era calcolabile – era un lusso spropositato persino per le casse (pubbliche) di Viale Mazzini. E finanche per le tasche private.
    Non ha portato fortuna la visita notturna di Silvio Berlusconi, di soppiatto a mezzanotte con codazzo di scorta negli studi romani tra ponteggi ancora bullonati e scatoloni pieni di roba. Il Cavaliere, però, annusava l’errore: “Struttura magnifica eppure troppo eccessiva. Da noi non l’avresti mai fatta”, disse al padrone di casa Sgarbi, infilzato da un commento resistente a qualsiasi gesto scaramantico. In conferenza stampa con le occhiaie evidente per il brindisi nella notte a Palazzo Grazioli, il sindaco di Salemi parlava ai giornalisti mentre la Rai calava la saracinesca sul programma: “Fanno bene. Poteva essere un matrimonio, è stato un funerale”.
    Soltanto che la celebrazione, seppure luttuosa, è finanziata con i soldi Rai. Adesso manca persino il luogo della scomparsa, forse la scientifica potrebbe rintracciare un pezzetto di acquerello o una pietra di statua: c’è il nulla in via Tiburtina, il programma è letteralmente al macero con le sue stravaganze e i suoi gioielli.
    E pensare che Sgarbi, per limare il sacrificio di Viale Mazzini (circa 4 milioni di euro), desiderava lasciare in eredità la Scuola di Atene. Aspettando un erede del critico, occupare uno studio all’infinito era l’ennesima spesa immotivata per la Rai, ancora più difficile che trovare uno sgabuzzino per custodire il lascito di Sgarbi. La fine indegna è nella spazzatura.
    (fonte: “Il Fatto Quotidiano”, 29 giugno 2011 – articolo di Carlo Tecce)

LA TV IN EDICOLA

  • “SORRISI E CANZONI TV”27/2011
    Il numero in edicola presenta in copertina Sabrina Ferilli, che in coppia con Francesco Testi sta girando per Rai 1 la fiction “Nè con te nè senza di te”.

L’INTERVISTA

  • Massimo Liofredi: Victoria Cabello a “Quelli che il calcio”? Non ne sapevo niente
    «Cado dalle nuvole, continuo a cadere, sto scivolando» : un’immagine degna di Samuel Beckett che fotografa l’umore di Massimo Liofredi, direttore di Rai2. Succede che Simona Ventura lascia la Rai per andare a Sky. Succede che Liofredi pensa di sostituirla a «Quelli che il calcio» con la coppia Facchinetti e Balivo. Succede che senza che il direttore ne sia informato una nota di Viale Mazzini annuncia che la prossima conduttrice del programma domenicale della seconda rete sarà Victoria Cabello.Possibile, nessuno le ha detto niente?
    «Sono profondamente dispiaciuto. Il direttore di rete dovrebbe essere coinvolto nelle scelte dei vertici aziendali: credo che sia anche previsto dallo statuto. Sono il direttore, ma non so nulla. Spero che me ne parli il vicedirettore generale Marano, se no mi sentirei commissariato. È brutto quando le decisioni ti passano sopra la testa, è già accaduto con Masi, non vorrei che si proseguisse su questa linea» .

    Victoria Cabello non la convince?
    «È un’ottima professionista, ma sono molto perplesso, la vedo come un personaggio molto di nicchia per una programmazione generalista. Un conto è fare Sanremo, un altro stare tre ore e mezza in diretta per un anno consecutivo: è molto diverso» .

    Lei preferisce la coppia Facchinetti e Balivo.
    «Andata via la Ventura, io devo portare delle alternative adeguate. “Quelli che il calcio”aveva bisogno di un progetto nuovo, dopo 10 anni le cose si consumano. La coppia Facchinetti e Balivo era una garanzia per una tv che guarda ai giovani e allo stesso tempo è generalista e deve saper mantenere l’attenzione di un pubblico più adulto» .

    Prima ancora voleva Belén e Balivo.
    «Erano la mia prima scelta. Mi spiace aver perso Belén, una doppia beffa: non solo la perdiamo, ma va anche ad occupare una posizione importante con il nostro diretto competitor, che è Italia 1. Belén è l’icona della bellezza, ha fatto un Sanremo straordinario. La Balivo è una giovane conduttrice che si è fatta largo sia a Rai1 che a Rai2, e quindi meritava un’opportunità» .

    Rai2 perde i pezzi: anche Santoro non c’è più.
    «Spero vivamente che rientri, accolgo la sua provocazione dell’euro a puntata. Credo che in consiglio se ne discuterà la prossima settimana, Santoro è un valore aggiunto, spero decidano di reintegrarlo. L’altra sera un semplice speciale di “Annozero” sulla pesca, in cui è apparso 10 minuti, ha fatto il 13%di share. Neanche “X Factor”ha fatto tanto».

    Il palinsesto autunnale appena presentato non le piace?
    «Io mi ritrovo un palinsesto che non ho condiviso in alcune scelte che ritengo importanti, una su tutte – dopo l’uscita di Santoro – la mia proposta di uno spazio dedicato alla politica con Monica Setta. “Il fatto del giorno”, quando era in palinsesto, ha portato risultati straordinari: dove si faceva il 3%, si è arrivati al 13%. Perdendo Santoro e Setta, io perdo un segmento forte che è quello della politica».

    Si batterà per Santoro?
    «Mi farò promotore per il rientro di Santoro, se discuti uno come lui discuti l’azienda: è come Fazio, Floris, Gabanelli, personaggi che ti portano introiti pubblicitari, share, attenzione del pubblico. La mia idea è che non bisogna togliere, bisogna aggiungere».

    È ipotizzabile un’Isola dei famosi senza Simona Ventura?
    «Leggo che sarei contro l’Isola: assolutamente no, anzi. È un format della rete due, un prodotto che va difeso e si attesta sempre al 15/16%. Sono ben favorevole a riproporre l’Isola se il direttore generale e il consiglio decideranno in questo senso».

    C’è chi dice che Rai2 è allo sbando.
    «Mi spiace dover essere io a dirlo: Rai2 ha vinto quattro garanzie consecutive, 90 settimane su 100 nei confronti del nostro competitor. Siamo la terza rete nazionale in prime time e day time. In questi due anni Rai2 è stata completamente chiusa alla fiction, non l’abbiamo più potuta avere. Abbiamo avuto un taglio di 26 milioni in 24 mesi. Sfido chiunque a mantenere questi risultati con questo taglio di budget».

    A ogni tornata di nomine, lei viene sempre dato come direttore uscente.
    «Sono il direttore con la valigia, è da due anni che è così e lo trovo una follia. Non si è mai vista in un’azienda una cosa del genere, senza che mai qualcuno smentisse questa situazione. Una situazione anomala, non per me, ma per i 700 dipendenti della rete due: così è difficile fare progetti a lunga scadenza»
    (fonte: “Il Fatto Quotidiano”, 22 giugno 2011 – articolo di Luca Telese)

IL VIDEO

  • L’ultima anteprima di Santoro
    Dallo “Speciale Annozero” di martedì scorso 28 giugno 2011 su Rai 2, Michele Santoro presenta il reportage “L’assassinio del mare” parlando del caso Bisignani e della condizione culturale dei giovani in Italia.

Segnalazioni da proporre per questo spazio? Lasciate qui il vostro messaggio.

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Commenti»

1. Michele - 03/07/2011

Santoro piantala con le bizze! Spero che la Rai non ti riprenda. Se ritorni in Rai io non pago più l’abbonamento. Mi auguro che altri seguano il mio esempio. ReZann


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