jump to navigation

TeleNews #62 – Garimberti apre a Santoro: “Ora può collaborare con la Rai” – Lucia Annunziata rientra dalla finestra – Alessandro Cattelan nuovo conduttore di X Factor – Sky spegne Mediaset Plus – La TV in edicola: Checco Zalone – La lettera, Enrico Mentana: “Caro Michele, la libertà è una sola” 08/07/2011

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Giornali e riviste, TeleNews, TV ITA.
trackback

Lo spazio “TeleNews – Notizie dal mondo della televisione” propone una rassegna stampa – segnalando le fonti di provenienza – di notizie ed argomenti vari legati al mondo dello spettacolo e della televisione italiana e straniera, e che non hanno trovato posto in altri appuntamenti abituali del blog.
Se avete segnalazioni da fare, lasciate il vostro messaggio qui.

  • Garimberti apre a Santoro: “Ora può collaborare con la Rai”
    Il cda della Rai sancisce che Michele Santoro è fuori dall’azienda e contemporaneamente il presidente del servizio pubblico Paolo Garimberti riapre le porte al giornalista. Via libera, inoltre, a un contratto triennale per Fabio Fazio con deroga per quattro prime serate su un’altra tv ma non con il format di Vieni via con me, e al ritorno di Roberto Saviano ma dall’autunno dell’anno prossimo.
    Santoro. In cda il collegio sindacale ha ritenuto che l’accordo tra il direttore generale Lorenza Lei e il conduttore di Annozero di un mese fa rientrasse nelle competenze del dg: l’intesa risulta quindi valida e il cda ha anche respinto, con l’astensione di Garimberti, l’ordine del giorno presentato dal consigliere Rodolfo De Laurentiis che avrebbe “impegnato il direttore generale a individuare soluzioni atte ad assicurare il mantenimento di Michele Santoro” in azienda. Un passaggio che, per il presidente Rai, “fa chiarezza”.
    “Ora Rai e conduttore sono liberi da vincoli e si può valutare serenamente se Santoro può fare un programma per il servizio pubblico”, dice Garimberti. E ancora: “Michele Santoro ha scelto di chiudere il suo rapporto con la Rai, fatto di vincoli e aggravi giudiziari, quando ha chiesto all’azienda di trovare un accordo per l’esodo. E’ stato un modo per fare chiarezza su un rapporto assai travagliato. In questa vicenda per me conta solo ed esclusivamente l’interesse aziendale, nonostante gli attacchi di cui sono stato fatto oggetto. Guardiamo ai fatti: ora Rai e conduttore sono liberi da vincoli e si può valutare serenamente se Santoro può fare un programma per il servizio pubblico. Le porte sono aperte e non c’è bisogno di provocazioni e demagogie da un euro. Santoro, a cui non si può non riconoscere un oggettivo valore televisivo, faccia le sue proposte al direttore generale che, se le riterrà valide e interessanti, le porterà al consiglio di amministrazione. Che a sua volta sceglierà liberamente”.
    L’opposizione in cda, con De Laurentiis e Nino Rizzo Nervo, valuterà attraverso un legale se sia possibile l’annullamento dell’accordo in sede giudiziale.
    Intanto Santoro, non sorpreso dalle decisioni assunte oggi, lavora al progetto di una “rete zero”, da realizzare su più piattaforme, come fu per Tutti in piedi, ma con eventi ripetuti e non unici. Possibile la via della collaborazione con la Rai, magari per le docufiction, ma su questo la palla ora è nelle mani del dg Lei.
    Fazio e Saviano.  Il cda ha inoltre approvato il contratto di esclusiva triennale con Fabio Fazio che prevede “la realizzazione di 64 puntate della trasmissione Che tempo che fa, di quattro speciali annui di prima serata del ciclo Che tempo che fa e di quattro puntate speciali di prima serata del genere Vieniviaconme, format di proprietà Rai e che non può essere utilizzato da altre emittenti, da realizzare nel secondo e terzo anno contrattuale insieme a Roberto Saviano”. Il contratto contiene una deroga: Fazio potrà proporre su un’altra rete, a fine della prossima stagione (quindi da maggio 2012 in poi) un programma, verosimilmente quello con Saviano, ma non con il format Vieniviaconme, che è di proprietà Rai.
    Ha votato contro Giovanna Bianchi Clerici (area Lega) e si è astenuto Antonio Verro, con la motivazione che la deroga rappresenta un “pericoloso precedente perché ci si trova di fronte al paradosso che la Rai dovrà condividere con altre emittenti uno dei suoi volti più noti senza che questa nuova circostanza incida minimamente sul compenso complessivo percepito dall’artista”.
    Altre questioni. Il Consiglio di Amministrazione – si spiega inoltre -, “su proposta del Direttore Generale, Lorenza Lei, ha approvato oggi la nomina di Giancarlo Leone a Direttore della Direzione Intrattenimento. Le funzioni precedentemente assegnate al dott. Leone, in qualità di Vicedirettore Generale per la transizione al digitale terrestre e strategia multipiattaforma, verranno esercitate in via transitoria direttamente dal Direttore Generale”.
    Nell’ambito della seduta “è stato affrontato con un ampio dibattito il tema della responsabilità civile dei dipendenti e collaboratori che è stato aggiornato, tenuto conto della sua complessità, alle prossime sedute consiliari”. Rinviata, in sostanza, la discussione sulla proposta del dg di estendere a tutti la tutela legale, passaggio che potrebbe sbloccare il contratto con Milena Gabanelli (Report).
    Ancora in sospeso anche Serena Dandini, ma domani dovrebbe tenersi un incontro del dg con la produzione. Il nodo riguarda Fandango perché Lei vorrebbe seguire le procedure da società pubblica: gara con più soggetti o produzione interna.
    (fonte: Repubblica.it, 7 luglio 2011)
  • Rai, Lucia Annunziata rientra dalla finestra
    Alla fine ne resterà solo uno. Ma fuori dalla porta di viale Mazzini. Tocca a Michele Santoro vestire i panni di Highlander, dopo che si è visto chiudere definitivamente la porta della Rai. I sindaci, e quindi la corte dei conti, hanno avallato la scelta del d.g. Lorenza Lei di chiudere la pratica con l’anchorman di Annozero. Trattativa che non è stata riaperta come i consiglieri di minoranza avrebbero voluto (ma la maggioranza del cda ha votato compatta contro questa ipotesi e il presidente Paolo Garimberti si è astenuto, non concedendo a Santoro nemmeno l’onore delle armi).
    Per quanto riguarda invece Lucia Annunziata pace è stata fatta con Paolo Ruffini e la conduttrice ora potrà tornare alla guida del suo programma pomeridiano della domenica, In mezz’ora. Via libera del consiglio di amministrazione Rai al contratto di Fabio Fazio per Che tempo che fa, con la deroga però di realizzare Vieni via con me su La7. Il via libera sarebbe arrivato a maggioranza con il no di Giovanna Bianchi Clerici.
    Fumata grigia invece sul tema della tutela legale, legato al rinnovo del contratto di Milena Gabanelli, il cda si pronuncerà nella prossima seduta. Il vicedirettore generale della Rai, Giancarlo Leone, è il prescelto per guidare la nuova direzione Intrattenimento voluta dal d.g. Lorenza Lei. Un successo importante per il partito Rai e una nomina che finalmente non è stata orientata dalla politica. Che sia il primo step di un nuovo cammino?
    (fonte: “Italia Oggi”, 8 luglio 2011 – articolo di Marco Castoro)
  • Freccero dimissionario a breve?
    “Potrei dimettermi dalla Rai per fare un nuovo progetto di tv libera, in proprio con Santoro, come artisti associati. Ci sto lavorando un po’ per valutare se è possibile costruire questa convergenza, anche con le tv locali. Sì, c’è la possibilità che mi dimetta, anche a breve”: lo ha detto Carlo Freccero intervenendo alla Zanzara su Radio 24.
    “Un anno fa sono stato contattato anche io da Gianni Stella, l’ad de LA7. Anche in quel caso sembrava fatta ma poi all’ultimo momento tutto si è bloccato. Mi aveva proposto di occuparmi dei programmi sperimentali. Penso che anche in questo caso c’entri il conflitto di interessi di Berlusconi. Lui però non ha mai pensato a me come un oppositore, ne sono certo, ma solo come uno che fa audience”.
    “Nella diatriba tra Mentana e Santoro ha vinto quest’ultimo. Mentana non ha mai risposto su una cosa, e cioè se c’è qualcosa che ha impedito a Santoro di firmare il contratto con La7. Il piano era di mandare Michele fuori dalla Rai e poi – pensavano – ci penserà la P4 e tutta la politica a non fare arrivare Santoro alla rete Telecom”.
    “Sarei pronto anche a tornare a Mediaset: sono per la tv contemporanea, vado dove me la fanno fare: lì si potrebbe sperimentare più che alla Rai se non ci fosse il conflitto di interessi”.
    “Alla Rai guadagno 265 mila euro lordi. Io credo anche di aver fatto un favore a Berlusconi sviluppando il digitale terrestre, su cui punta molto Mediaset ai danni di Sky”.
    (fonte: Dagospia, 6 luglio 2011)

  • “X Factor” su Sky Uno, Alessandro Cattelan è il nuovo conduttore
    X Factor trasloca da Rai 2 a Sky e cambia conduttore. Sarà il trentunenne Alessandro Cattelan a prendere il posto di Simona Ventura, che insieme a Morgan si sposterà in giuria.
    Nato a Tortona, e milanese di adozione, Cattelan debutta nel suo ruolo di conduttore già dalla prima tornata di selezioni che si svolgono a Milano da domani 5 luglio fino all’8 luglio a Piazza del Cannone (Castello Sforzesco). Il suo esordio alla conduzione è nel 2001, quando inizia la collaborazione con alcuni tra i maggiori network radiofonici (Deejay, Rtl 102.5) e canali televisivi (Disney Channel).
    Dopo un lungo sodalizio con Mtv e con Radio 105, dal 2009 è nel cast fisso di “Quelli che il calcio”. Per partecipare al talent gli aspiranti concorrenti hanno a disposizione il numero 0423 402 300 e il sito xfactor.sky.it. Ad oggi sono già arrivate oltre 10 mila richieste, un numero che sottolinea ancora una volta la grande attesa per il ritorno di uno dei più importanti talent show al mondo.
    (fonte: LaStampa.it, 4 luglio 2011)
  • Sky spegne Mediaset Plus: il Biscione chiede i danni a Murdock
    Sky Italia spegne Mediaset Plus. L’emittente satellitare di Murdoch ha deciso di non distribuire più il canale digitale del biscione nato per riproporre il meglio della programmazione di Canale 5, Italia 1 e Rete4, «a causa di gravi inadempimenti contrattuali di Rti», come si legge in un comunicato.
    I PROGRAMMI DI PRIMA FASCIA
    – In particolare, Sky rimprovera a Mediaset di non aver rispettato gli accordi: «Il contratto stabiliva, infatti,  che Mediaset Plus avrebbe incluso all’interno del proprio palinsesto anche programmi particolarmente graditi al pubblico come Chi vuol essere milionario, La Corrida, Striscia la notizia, Paperissima, Zelig ed ogni altro programma di appeal equivalente (come ad esempio Chiambretti Night, Beautiful, etc.)» A quanto pare, invece, l’offerta sarebbe stata al di sotto delle attese: «Questi programmi non sono invece mai stati inclusi su Mediaset Plus. Questo è soltanto uno dei numerosi gravi inadempimenti di RTI. Le richieste fatte da Sky a RTI di rispettare gli impegni presi non hanno dato alcun esito».
    IL COMMENTO DI MOCKRIDGE
    – Per Tom Mockridge, Amministratore Delegato di Sky Italia, «è un peccato che Mediaset non abbia onorato gli impegni contrattuali in merito alla programmazione di Mediaset plus, privando così i nostri abbonati del meglio dei programmi delle reti Mediaset. Stupisce però che il gruppo Mediaset rinunci ad una platea televisiva di oltre 13 milioni di italiani che accedono ai programmi Sky, dopo aver già rifiutato di accogliere le nostre campagne pubblicitarie sulle proprie reti, rinunciando così ai relativi proventi».
    LA REPLICA DI MEDIASET – Mediaset naturalmente non resta a guardare, e annuncia che chiederà a Sky «il risarcimento dei danni causati dalla illegittima e inefficace risoluzione unilaterale di un contratto in vigore fino al termine del 2012». All’accusa di gravi inadempimenti, il comunicato della controllata Fininvesta risponde con «una nuova azione legale che si va ad aggiungere alle ingiunzioni chieste da Mediaset al Tribunale di Milano per irregolari pagamenti da parte di Sky. La volontà, o la necessità, di non onorare i corrispettivi pattuiti non può esprimersi in atti arbitrari e pretestuosi, che vanamente si cerca di giustificare, come fa Sky, invocando l’adempimento di presunti impegni contrattuali in realtà inesistenti».
    (fonte: Corriere.it, 2 luglio 2011)
  • Sorpasso Tg5 sul Tg1
    Colpo di sole o colpo grosso? Lo scopriremo nei prossimi giorni. Sta di fatto che il Tg5 può godersi il sorpasso ai danni del Tg1 nell’edizione più importante, quella delle 20. Arrivo in volata mercoledì sera: 3.691.000 (20,88% di share) per il tiggì di Clemente Mimun contro 3.642.000 (20,64%) per il telegiornale di Augusto Minzolini. Tuttavia quello che più fa riflettere è il basso share ottenuto dai due tiggì, ben al di sotto dei risultati che hanno fatto grandi i due telegiornali. Mentre Enrico Mentana continua a crescere.
    (fonte: “Italia Oggi”, 8 luglio 2011 – articolo di Marco Castoro)

LA TV IN EDICOLA

  • “SORRISI E CANZONI TV”28/2011
    Il numero in edicola dedica la copertina a Checco Zalone, che è “l’uomo del momento” in attesa del tour teatrale e dello show in arrivo in autunno su Canale 5.

TELEFILM

  • Gli interrogativi nella serie di Spielberg
    Il pianeta Terra è stato invaso da forze aliene e un bambino racconta il suo dramma personale e familiare. Il punto di vista del bambino è la chiave di «Falling Skies», una serie in dieci puntate scritta da Robert Rodat e prodotta dalla Dreamworks di Steven Spielberg (Fox, canale 111 di Sky, martedì, ore 21). Il bambino, che ha perso la madre e un fratello, ha un solo desiderio: «Papà voglio solo che tutto torni come prima». Ma le cose possono tonare come prima? Come sempre, la Sci-Fi è una riflessione mascherata sul presente e l’ alieno è l’ inconoscibile, un’ entità remota che, nel corso degli anni, ha vestito l’ abito dei russi, dei giapponesi, dei fantasmi dell’ 11 settembre, ma anche della tecnologia, secondo il canone dell’ apprendista stregone. L’ invasione degli alieni è un dispositivo narrativo per mescolare generi antichi (il western, in particolare, ma anche il film di guerra fino alle sue propaggini resistenziali) e per riflettere sul presente. Al centro del racconto c’ è il personaggio di Tom Mason (Noah Wyle), un professore di storia contemporanea (ai suoi studenti ha spiegato la rivoluzione americana) che ha perso la moglie nel corso dell’ attacco alieno. Tom si unisce al 2nd Massachusetts, il reggimento guidato dal Capitano Weaver (Will Patton) che riunisce i sopravvissuti, insieme ai suoi figli Hal (Drew Roy) e Matt (Maxim Knight), di soli otto anni. Oltre a proteggere Hal e Matt, Tom è determinato a ritrovare Ben (Connor Jessup), il suo terzo figlio, che è stato rapito dai mostri e dai robot. Perché questa invasione? E perché gli skitters schiavizzano soprattutto i più giovani, impiantando loro un congegno schifoso nella colonna vertebrale? Come tutte le produzioni di Spielberg anche «Falling Skies» è piena di riferimenti culturali e suggestioni cinematografiche. Ma l’ interrogativo di fondo è uno solo: di fronte al pericolo, la nazione saprà ritrovare quel senso di comunità che era andato perduto? È una domanda che non dovrebbe lasciarci indifferenti.

    (fonte: “Corriere della Sera”, 7 luglio 2011 – articolo di Aldo Grasso)

LA LETTERA

  • Enrico Mentana: “Caro Michele, la libertà è una sola”
    Caro Michele,
    nella tua lettera aperta a me indirizzata dalle colonne del Fatto Quotidiano, dopo la rottura delle trattative per il tuo arrivo a La7, affermi che siamo «diversamente liberi». Non so cosa voglia dire: non abbiamo mai lavorato insieme, e per quanto mi riguarda so che la libertà non è mai relativa. Dirigo un telegiornale, non una struttura clandestina: e tutti quindi possono misurare la libertà di cui godo, e che mi sono presa attraverso la garanzia di risultati che porto all’editore. Ho imparato, anche negli anni a Mediaset, che i principali ingredienti della libertà sono due, l’intransigente necessità di esercitarla per fare il nostro mestiere, e il successo che ne consegue. Un lavoro informativo libero porta consenso e fidelizzazione del pubblico, e tutela il giornalista rispetto all’azienda che ne ospita i programmi. Scrivi che tu ed io «abbiamo nei confronti del potere (economico, politico ed editoriale) atteggiamenti molto distanti». Ho sulle mie spalle quasi vent’anni di tg diretti e condotti.
    Avrò fatto bene o male, ma nella videoteca non troverai una sola marchetta per questa o quella casa automobilistica, per questo o quello stilista, per questa o quella azienda pubblica o privata (Telecom compresa).
    Non telefono ai politici né loro mi telefonano. In decenni di intercettazioni che hanno fatto la fortuna dei giornali e riscritto la storia penale, politica e di costume italiana non è mai stata segnalata una conversazione che mi riguardi. Non voto; ho pagato con la disoccupazione vera e senza sponde il dissenso con l’azienda in cui lavoravo. Siamo diversi, certo. Come diverso da te e da me è, ad esempio, Gad Lerner. Eppure credo che la nostra libertà sia la stessa, identica anche a quella del cittadino che sceglie da chi farsi informare e come. Per questo mi sono battuto in tutti i modi perché tu venissi a La7.
    Per questo sono arrivato a proporre di addossarmi la responsabilità del tuo programma, così da superare l’impasse tra te e l’amministratore delegato Stella.
    Per questo ho chiesto all’Azienda in cui lavoro (e in cui speravo che anche tu saresti venuto a lavorare) un chiarimento netto sulle pressioni esercitate contro Telecom per ostacolare il tuo arrivo. L’ho fatto nel telegiornale, non per le vie laterali, dopo aver fatto ascoltare per intero le tue accuse. Ora Telecom Italia Media ha risposto formalmente, si prende la responsabilità della rottura e anche della bocciatura della mia offerta di copertura sul programma (non precisamente un atto di egoismo o di «diversa libertà» nei tuoi confronti). Ero stato il primo a suonare l’allarme sul rischio di pressioni politiche, già il giorno dopo la puntata finale di «Annozero».
    Ma so per esperienza diretta che forza, fermezza e dignità servono proprio a scardinare ogni vincolo o pressione. Per questo sabato, con l’intervista apparsa qui sul Corriere e l’altra al Fatto, ho tentato di tenere aperto il canale di trattativa, sforzo certo velleitario, ma non insensato. Nel momento in cui già falchi e falchetti sparavano su La7 «sotto il giogo del Cavaliere» e su di te «fazioso capopopolo che pretendeva di fare gli affari suoi coi soldi degli altri», ho ricordato come il giorno dopo la rottura sia sempre quello in cui le accuse si fanno più aspre e incontrollate. Io invece credevo, e credo ancora, che la via dell’intesa non sia del tutto preclusa. L’ho detto sapendo benissimo che sarei andato incontro al tiro incrociato delle due intransigenze, e anche forse al fuoco amico, come poi è successo. Resta un punto: la tua lettera agra, la tua polemica ricerca della diversità, confermano che certo non mi sono mosso in queste settimane per interessi di parrocchietta o di compagnucci. L’ho fatto proprio per amor di libertà, con l’idea che una rete libera possa ospitare tutte le voci di chi sa fare informazione. Certo non ne avrei tratto alcun vantaggio, se non quello di contribuire ancor di più a far crescere La7.
    Ci proverò lo stesso, insieme agli altri «diversamente liberi».
    (fonte: “Corriere della Sera”, 4 luglio 2011 – testo di Enrico Mentana)

Segnalazioni da proporre per questo spazio? Lasciate qui il vostro messaggio.

Commenti»

No comments yet — be the first.

Lascia il tuo commento...

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: