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Dispersi d’estate (2) – Anche i cartoni animati si disperdono: Mary and Max 02/08/2011

Posted by Antonio Genna in Animazione, Cinema e TV, Dispersi d'estate, Film, Video e trailer.
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Ogni anno nel mondo vengono prodotti circa 25 mila film. In Italia ne arrivano a malapena 500. Gli altri si disperdono nei buchi neri della distribuzione. Hideout.it da anni si occupa di recuperare il buono dei dispersi con rassegne, un sito, un festival e il libro “Dispersi. Guida ai film che non vi fanno vedere”. Nell’indolenza dell’estate, un buon film rinfresca più di un ghiacciolo, perché un disperso al giorno toglie l’afa di torno…

Anche i cartoni animati si disperdono: Mary and Max

Chiunque lo abbia visto, lo ha amato. Un cartone animato sorprendente, magico, malinconico. Così adulto e realistico, da essere adatto ai bambini anche ai bambini. Mary and Max ha vinto premi e riconoscimenti in tutto il mondo eppure continua a non venir distribuito. Il motivo è oscuro ai più…

Titolo: “Mary and Max”
Regia:
Adam Elliot
Sceneggiatura: Adam Elliot
Fotografia: Gerald Thompson
Montaggio: Bill Murphy
Musica: Dale Cornelius
Produzione: Melodrama Pictures
Origine : Australia, 2009
Durata: 88′
Colore


Recensione di Alberto Brumana, apparsa originariamente qui

Mary è una bambina australiana di 8 anni. Lasciata sola dalla famiglia e dagli amici, decide di scrivere a un indirizzo a caso di New York e così diventa amica di penna di Max, un quarantenne con grossi problemi psicologici. La loro amicizia subirà alti e bassi ma durerà per decenni.

Se vuoi vedere il film con la traduzione italiana, scarica i sottotitoli su ItalianSubs  –

Gli sms prima e Twitter poi ci hanno insegnato a comprimere i pensieri in 160 battute. In realtà per descrivere Mary and Max, il lungometraggio d’esordio di Adam Elliot (già premio Oscar con un corto nel 2003), ne bastano 13: straordinario. Sì, perché siamo di fronte a un film che è in grado di scatenare emozioni forti e contrastanti, di far ragionare su temi anche decisamente complessi, di divertire e commuovere, il tutto con una tecnica d’animazione sorprendente.

I due protagonisti, così soli e diversi da tutto ciò che li circonda, sembrano usciti da una fiaba burtoniana, ma il fatto che conversino solo a distanza o con l’aiuto di una voce narrante avvicina il film anche a Il favoloso mondo di Amelie, solo meno smielato e molto più malinconico. Mary e Max cercano la felicità, senza però averla mai vista da vicino.

Hanno sogni decisamente terreni (mangiare cioccolato, incontrarsi con il vicino), ma non riescono a realizzarli come vorrebbero, perché si trovano in un mondo dominato da fobie e costrizioni. Max soffre della sindrome di Asperger (malattia che è al centro anche di un altro bellissimo film “disperso”, Adam di Max Mayer) e la sua sofferenza è descritta con gli eccessi dell’animazione ma anche con una profondità che lascia esterefatti. Anche il suo rapporto con la religione (è ebreo ma non crede in Dio) non è mai superficiale. Insomma, nel suo essere grottesco, il film finisce per risultare incredibilmente realistico e lo spettatore non può che provare un grande affetto per entrambi i personaggi.

Lo stile dell’animazione, che Elliot aveva già mostrato nei suoi corti, è qua perfezionato e l’uso dei colori e delle forme contribuisce in maniera fondamentale alla costruzione del film stesso. Mary and Max è, ancora una volta, la dimostrazione della crescita di un certo cinema di animazione, sempre più in grado di pensare storie adulte e di stupire con semplicità e immediatezza.

Curiosità
Il film si è aggiudicato nel 2009 la più importante rassegna sul cinema d’animazione, l’Annecy International Animated Film Festival, a pari merito con Coraline e la porta magica. A dare le voci ai protagonisti, sono stati scelti attori di primo piano come Philip Seymour Hoffman, Toni Collette ed Eric Bana.


Trailer originale:

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Commenti»

1. Fasbi - 02/08/2011

@Antonio: solo, grazie!


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