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Dispersi d’estate (3) – C’è genere e genere. E poi c’è Bruce Campbell 03/08/2011

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Dispersi d'estate, Film, Video e trailer.
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Ogni anno nel mondo vengono prodotti circa 25 mila film. In Italia ne arrivano a malapena 500. Gli altri si disperdono nei buchi neri della distribuzione. Hideout.it da anni si occupa di recuperare il buono dei dispersi con rassegne, un sito, un festival e il libro “Dispersi. Guida ai film che non vi fanno vedere”. Nell’indolenza dell’estate, un buon film rinfresca più di un ghiacciolo, perché un disperso al giorno toglie l’afa di torno…

C’è genere e genere. E poi c’è Bruce Campbell

I fan di La Casa e L’armata delle tenebre lo conoscono bene. Bruce Campbell, attore feticcio e amico di Sam Raimi, è il volto di un cinema horror fatto con pochi mezzi e grandi dosi di cazzonaggine. Felice della propria condizione da volto di culto, uomo intelligente e colto, ha saputo realizzare con estrema autoironia un film de paura che è soprattutto un racconto personale e cazzone, appunto, sul mondo low budget a cui appartiene.

Titolo: “My Name is Bruce”
Regia:
Bruce Campbell
Sceneggiatura: Mark Verheiden
Fotografia: Kurt Rauf
Montaggio: Scott Smith
Musica: Simon Etchell
Interpreti principali: Bruce Campbell, Grace Thorsen, Taylor Sharpe, Ted Raimi, James J. Peck
Produzione: Dark Horse Entertainment, Image Entertainment
Origine: Usa, 2007
Durata: 96′
Colore


Recensione di Sara Sagrati e Carlo Prevosti, apparsa originariamente qui

Bruce Campbell è un attore pieno di sé, ma sovraccarico di problemi sentimentali e lavorativi. Qualcosa sembra cambiare con una lettera che lo invita in un paesino della provincia: lui crede che si tratti di un set per un film, ma in realtà è stato chiamato da un suo giovane ammiratore per sconfiggere Guan-Di, un pericoloso spettro cinese risvegliato per errore.

Se vuoi vedere il film con la traduzione italiana, scarica i sottotitoli su ItalianSubs

Bruce Campbell non è un attore qualsiasi. Sebbene non abbia mai vinto un Oscar si è ritagliato un posto nell’olimpo del cinema per la sua partecipazione in molti film di culto del genere horror, grazie al suo mentore Sam Raimi, che gli ha cucito addosso ruoli in ricchi tanto di ironia quanto di sangue artificiale e di arti finti mozzati. Un esercito di cinefili incalliti, con uno spirito un po’ nerd, sognano di possedere magliette, action figure e foto autografate dal loro eroe, mentre discutono tra loro sulla validità delle teorie parascientifiche dei viaggi temporali. Allo sguardo degli “altri”, ma anche degli appassionati di cinema d’autore, potrebbero sembrare dei nerd invasati. In realtà questo popolo muove un’industria miliardaria fatta di gadget e convention.

Si tratta ovviamente di una nicchia, nata da un cinema (non sempre) di nicchia di cui, attualmente, Bruce Campbell è il baluardo.

Dotato di grande simpatia e autoironia, l’attore feticcio di Sam Raimi decide di scherzarci su realizzando My Name is Bruce, amorevole parodia di se stesso e del mondo al quale appartiene. Per quella nicchia, infatti, Bruce è Ash, il protagonista di L’armata delle tenebre, uno sfigato come tanti in grado di distruggere i mostri grazie a una sega elettrica impiantata al posto del braccio. Nel film un suo fan adolescente, ovviamente convinto che l’attore e il personaggio coincidano, lo chiama per uccidere il vendicativo spettro Guan-Di. Ma Bruce è convinto di essere su un set e si comporta come una star. L’arte che imita la vita quando imita l’arte.

Tra gag, citazioni, canzoni (la ballata di Guan-Di ti entra nella testa) e un Bruce Campbell molesto e fanfarone, il risultato arriva a vette di comicità inaspettate. In pratica una sorta di Effetto notte (François Truffaut, 1973) del cinema di serie B (o Z).

Bruce interpreta se stesso, ma si tratta di un se stesso inesistente, reso plausibile dalla sua filmografia e dalla nostra percezione del mondo dello showbiz. Ed è per questo che, nonostante le intenzioni prettamente comiche, My Name is Bruce rimane un lavoro ben più colto, cinefilo e filosofico, di quanto possa sembrare.


Trailer originale:

Commenti»

1. Alex - 03/08/2011

Se vi capita di vederlo su sky o se volete reperirlo in altri modi dal web per i fan e non di Bruce Campbell consiglio Bubba Ho-Tep – Il re è qui film del 2002 diretto da Don Coscarelli.

2. Alex - 03/08/2011

personalmente posso dire che il film inizialmente visto per caso si è rivelato poi essere una piacevole sorpresa tanto che aspetto di vedere il seguito che sperò passerà su sky a breve

3. Sara Sagrati - 04/08/2011

Bubba Ho-Tep è uin film bellissimo, commovente, cazzone e pieno di sottotesti. Scritto da Lonsdale e con Campbell che fa un Elvis, impotente e anziano. Struggente! Bravo Alex :)


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