jump to navigation

Edicola – “Focus Storia” n°58, agosto 2011: “Le cortigiane” 05/08/2011

Posted by Antonio Genna in FocusStoria, Storia.
trackback

Ecco la copertina ed alcuni contenuti del numero 58 – Agosto 2011 del mensile di divulgazione storica “Focus Storia”, edito da Gruner+Jahr/Mondadori ed in vendita in edicola al prezzo di 4,90 €.

Le escort di lusso dall’antica Grecia alla Belle époche

Frine e le altre sapienti greche dell’amore, le “prostitute oneste” del Rinascimento e le “orizzontali” dell’800: le favorite che hanno fatto la Storia.
E poi: la vera storia di Bismark, Marco Polo non andò in Cina (forse), tutte le missioni dello Shuttle e molto altro ancora.

IN REGALO: tutta la storia d’Italia in un grande poster staccabile.

In allegato facoltativo (a 10,90 € aggiuntivi) il volume “Cardinali e cortigiane” di Carlo Rendina.

A seguire, il sommario del numero.

Le antiche orizzontali

Seducenti ma anche colte e sapienti: erano le etère, cortigiane dell’antichità.
Quando, ormai ricchissima, si propose come sponsor per il restauro delle mura di Tebe distrutte da Alessandro Magno, i suoi conterranei rifiutarono stizziti. Frine, una delle cortigiane più ambite della Grecia del IV secolo a. C., aveva posto come condizione per la sua offerta che all’opera si accompagnasse una lapide con la scritta “Alessandro l’ha distrutta, Frine l’ha fatta risorgere”. Ma i Tebani non potevano accettare di riservare un tale onore a quella che oggi chiameremmo una escort.

Bunga bunga alla romana

Cibo, musica e sesso. Gli ingredienti hot dei banchetti della Roma antica.

L’amico del re

La tragica storia del favorito Piers Gaveston: la sua intimità con Edoardo II d’Inghilterra, nel Trecento, gli costò la vita.
Che cosa accade quando nelle grazie di un re entra un cortigiano invece di una cortigiana? Lo svela la storia esemplare di Edoardo II, re d’Inghilterra dal 1307 al 1327, e del suo favorito, Piers Gaveston. Cortigiano e anche qualcosa di più. «Pare che il sovrano provasse vero amore per questo ragazzo, con il quale era cresciuto» dice Anna Anzi, storica del teatro inglese. «Ma nell’Inghilterra del ’300 l’omosessualità non era ben vista. A ciò si aggiunga che Edoardo fu un monarca debole e incapace di gestire la corte e, soprattutto, la grande questione politica del tempo: i moti d’indipendenza in Scozia». La storia d’amore si trasformò in storiaccia di potere. E senza lieto fine: tanto il re quanto il suo favorito finiranno sul patibolo.

Veronica e le altre “oneste”

Donne di lettere, poetesse e musiciste: le cortigiane del ’500 diedero rispettabilità alla “professione più antica”.
In una casa sontuosa del centro di Venezia, tra velluti, broccati e mobili finemente lavorati, Veronica si dedica alla sua toeletta. Seguendo i consigli contenuti nel Dialogo nel quale la Nanna insegna alla Pippa dell’amico poeta Pietro Aretino, si sciacqua più volte la bocca con acqua pura, un gesto che poi ripeterà al termine di ogni pasto. Nel primo bagno della giornata fa bollire erbe profumate per dare alla pelle freschezza e soavità, poi passa a limare e lucidare le unghie. Quindi si veste, indossa un paio di calzature rialzate con zeppe vertiginose e, accompagnata da due domestiche che la aiutano a non perdere l’equilibrio, si accinge a fare la sua comparsa in pubblico.

La reginetta di Versailles

La scalata alla corte di Luigi XV di Madame de Pompadour, la favorita che “dominò” il re di Francia per un ventennio.
Il re francese Luigi XV, incorreggibile donnaiolo, si imbatté un giorno, mentre era a caccia, in un’affascinante fanciulla. Vestita di rosa, conduceva uno sgargiante calesse blu. Il sovrano fu subito colpito dalla visione di quella giovinetta dal viso dolce e dagli occhi lucenti e rimase del tutto folgorato quando la reincontrò pochi giorni più tardi (si narra che quella volta vestisse di blu e guidasse un calesse rosa). È con questi fuggevoli incontri che cominciò la storica liaison tra il re di Francia e Jeanne Antoinette Poisson, alias Madame de Pompadour, fanciulla volitiva che sarebbe divenuta la donna più potente d’Europa, nonché una delle più chiacchierate, per il suo ruolo di maîtresse du roi (amante del re) e per le origini borghesi. Una macchia intollerabile nel mondo che la circondava, dove contavano solo i nobili “rinchiusi” nella reggia di Versailles.

Traviata

Resa immortale da Verdi e Dumas, la “Signora delle camelie” Marie Duplessis fu la “mondana” più sexy dell’800.
Bellissima. La figura sottile e il viso angelico, vestita all’ultima moda e in modo provocante. Prezzemolina del bel mondo e degli appuntamenti festaioli. Esperta nell’attirare l’attenzione dei cronisti mondani. No, non stiamo parlando di una delle chiacchierate escort di casa nostra. Ma di una loro “collega” che 150 anni fa ha dominato le scene di Parigi: si tratta di Marie Duplessis (1824-1847), per tutti la “Signora delle camelie”. È la sua storia, infatti, ad aver ispirato l’omonimo romanzo strappalacrime (1848) che fu il trampolino di lancio per uno scrittore in erba, figlio illegittimo e omonimo del romanziere francese Alexandre Dumas. E dal quale nel 1852 Dumas figlio ne trasse un dramma che l’anno dopo Verdi riprese nella Traviata.

Dame di cuori

Le “pin-up del mese” su un calendario glamour tra Ottocento e Belle époque.

Cortigiane d’Oriente

Pur conoscendo le arti, le donne degli harem non conoscevano la libertà.
Hanno un corpo flessuoso, le giovani schiave dell’harem. Come quello di una di loro, la yemenita al-Haizuran, detta per questo Khayzuran, “Bambù”. Non era araba, Khayzuran. E non era musulmana: gli Arabi non facevano schiavi altri islamici. Siamo a Baghdad nell’VIII-IX secolo d. C., sotto i califfi abbassidi, e la nostra storia comincia dalle Mille e una notte, dove compare la figura della qaina, la “ragazza che canta” (o secondo un’altra etimologia lo “spirito che turba, che induce al peccato”), la schiava che conosce la poesia, la danza, la musica e il canto.

Perché siamo italiani

Le radici risorgimentali della nostra identità nazionale.
Domanda n° 1: che cos’è una nazione? Risposta: un popolo, una lingua, un territorio. Domanda n° 2: gli italiani del Risorgimento si sentivano davvero tutti “fratelli d’Italia”? Risposta: così così. «L’identità nazionale italiana fu il risultato di un processo lento, non era un dato di fatto preesistente» spiega Alberto Mario Banti, storico del Risorgimento dell’Università di Pisa. Su 23 milioni di abitanti del 1861, meno di due milioni parlavano italiano. Ognuno usava la sua lingua, un siciliano e un piemontese non si capivano e il 78% degli abitanti della Penisola non sapeva né leggere né scrivere.

Missione compiuta

Lo shuttle dopo trent’anni va in pensione. Ecco il prospetto completo di tutti i lanci effettuati, con fatti, curiosità e stemmi.

Marco Polo senza Cina

Secondo una controversa teoria, il mercante non giunse mai in Cina. Si sarebbe fermato in Persia, raccogliendo lì le notizie riportate nel Milione.
Il suo nome è sinonimo di viaggio. E di Cina. I suoi racconti, riferiti a posteriori nel Milione, restano una delle più preziose testimonianze sul misterioso Oriente del Duecento. Eppure c’è chi sostiene che il veneziano Marco Polo (1254-1324) a Pechino (la Khanbaliq dei Mongoli) non ci sia mai arrivato. Stando a un’ipotesi tanto suggestiva quanto controversa, si sarebbe fermato molto prima lungo una delle vie della seta, forse sulle rive del Mar Nero. Là Venezia e i mercanti Polo avevano i loro avamposti commerciali. E là Marco sarebbe venuto in contatto con viaggiatori persiani, raccogliendo da varie fonti di seconda mano le notizie riportate nel Milione.

La vera stoffa del Cancelliere di ferro

Il militarista Bismarck? Si inteneriva per i cani e aveva una passione per le donne inglesi.
Padre della Germania. Cavour tedesco. E soprattutto Eiserner kanzler, cioè Cancelliere di ferro. Otto von Bismarck, primo capo del governo della Germania unita, proverbiale paradigma dell’autoritarismo prussiano e gran burattinaio d’Europa nel secondo ’800, sui libri di storia ha collezionato vari soprannomi. Ma molti che lo conoscevano prima che fosse potente lo chiamavano semplicemente kaschuber, parola che alla lettera indica un’etnia della Pomerania Orientale e che di fatto aveva la stessa valenza spregiativa dell’italiano “terrone”.

Sulle orme dei capolavori

La Gioconda tra gli arredi di Napoleone e un Goya a casa di Milosević: le avventure delle opere d’arte.

La seconda vita del Dottor Morte

Che cosa fece in Sud America Mengele, il medico di Auschwitz?
Ha attraversato indenne l’Olocausto, dalla parte dei carnefici. Ed è uscito di scena nel 1979, oltre trent’anni dopo il crollo del nazismo, senza aver mai scontato un solo giorno di carcere. Josef Mengele, il “Dottor Morte”, quest’anno avrebbe compiuto cent’anni (nacque il 16 marzo 1911). Ma resta in parte misterioso che cosa fece per tre decenni nascosto in Sud America.

La collina dei misteri

Un enorme santuario eretto oltre 11 mila anni fa in Turchia. Ma come? E perché?
Dimenticate gli uomini primitivi pelosi, curvi, dalla mascella prominente e dall’espressione un po’ ebete. La preistoria conosceva anche protagonisti raffinati e capaci – a distanza di decine di migliaia di anni – di sorprenderci. Lo sta dimostrando una collina sacra a Göbekli Tepe, in Anatolia (Turchia): uno scavo archeologico iniziato negli Anni ’90, ma che solo negli ultimi tempi ha svelato i suoi tesori. E che potrebbe far riscrivere la storia dell’origine della civiltà.

Annunci

Commenti»

No comments yet — be the first.

Lascia il tuo commento...

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: