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TeleNews #66 – Simona Ventura: “Cara Rai, mi spiace per te” – Ore decisive per Rai 3, Paolo Ruffini verso La 7 – Sanremo 2012 tra Clerici e Morandi – Woody Allen alla fine preferisce il Tg3 – Mara Maionchi e il marito pronti a travolgere Amici – Lotteria Italia, abbinamento con La prova del cuoco – Arriva il giovane Montalbano, il commissario prima di Zingaretti – L’intervista: Luca Medici e il dissacrante Checco Zalone 05/08/2011

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Interviste, TeleNews, TV ITA.
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Lo spazio “TeleNews – Notizie dal mondo della televisione” propone una rassegna stampa – segnalando le fonti di provenienza – di notizie ed argomenti vari legati al mondo dello spettacolo e della televisione italiana e straniera, e che non hanno trovato posto in altri appuntamenti abituali del blog.
Se avete segnalazioni da fare, lasciate il vostro messaggio qui.

  • Simona Ventura a “Vanity Fair”: “Cara Rai, mi spiace per te”
    «Ho passato gli ultimi due anni in Rai a lottare, a difendere la gente che lavorava con me. Invece che guardare avanti, dovevo guardarmi le spalle». Sono le parole di Simona Ventura: le prime dopo aver lasciato la Rai per passare a Sky sono affidate in esclusiva a Vanity Fair, che le dedica la copertina in edicola dal 3 agosto. Nonostante la Rai l’avesse già inserita nei palinsesti della prossima stagione, la conduttrice ha scelto di andarsene firmando un contratto biennale con la Tv italiana di Rupert Murdoch.
    Raidue perde la sua regina. Che cosa è andato storto, dopo 10 anni? «Sono sempre stata una persona libera, ma ultimamente non c’erano più le condizioni per questa libertà». E quindi che cosa rischia, la sua ex rete? «Di diventare un negozio senza clienti. Lei capisce che, se si fa festa per l’8% di share, allora siamo messi bene. E negli ultimi due anni è stata perpetrata, a danno della rete, una vergognosa desertificazione culturale».
    Si spieghi meglio: ha subito condizionamenti politici? «I veri guai arrivano quando vengono imposte persone che non sanno fare questo lavoro. Un colore politico credo che in Tv lo si possa avere: ma bisogna avere anche la professionalità. Invece, piano piano, sono arrivati gli incapaci, e anche presuntuosi: servi della politica e niente più. La Rai si potrebbe fare con 9 dirigenti, invece che 54: il problema è che ci sono dirigenti capaci costretti a cercare protezioni per sopravvivere a quelli incapaci, che sono lì solo perché protetti… Non saprei dire chi è stato il migliore tra i dirigenti con cui ho condiviso questi anni. In compenso non ho dubbi sul peggiore: Massimo Liofredi».
    Direttore di Raidue dal 2009 a pochi giorni fa: quelli che lei ha chiamato i due anni di «desertificazione culturale». Perché il peggiore? «Se ho un direttore a lui devo rendere conto, con lui mi devo confrontare, e capisco che possa avere una visione diversa dalla mia. Altra cosa è che distrugga in modo certosino e vergognoso la mia autonomia e la mia voglia di creare e di rinnovarmi. Se uno è competente non si comporta così, piuttosto ti sfrutta, visto che sei il patrimonio della sua rete».
    Che motivo avrebbe avuto, Liofredi, per accanirsi su di lei?«Non riusciva a gestirmi. Aveva capito che non gli avrei permesso di impormi personaggi indecenti, e comunque inadatti alle nostre trasmissioni».
    Si dice che Liofredi non le abbia perdonato di aver ripreso severamente, durante una puntata dell’Isola dei famosi, Monica Setta, giornalista a lui vicina. «La Setta è arrivata a Raidue facendosi scioccamente imporre: io ero lì da dieci anni. E in quell’occasione disse cose gravi – e non vere – sul passato di Aldo Busi: era mio dovere intervenire. Da quel momento le cose sono ulteriormente peggiorate, li ho avuti sempre addosso».
    Un mese dopo il suo addio, Liofredi non è più direttore della rete: è stato trasferito a Rai Ragazzi, il canale per i bambini. E pare che, per questo, farà causa alla Rai per mobbing. «La causa per mobbing avrei dovuto farla io per quello che ha fatto passare a me – ma non solo a me – in questi due anni, e per i colpi mortali che ha inferto al target di Raidue».
    Ha perso anche Santoro. «Per Michele, paradossalmente, avere la politica contro era un bene, gli dava forza, ma a un certo punto non ce l’ha fatta più: posso capirlo. Anche questa perdita fa parte della distruzione di una rete che ormai i giovani non guardano più. E quando spegni un canale un pezzo alla volta, poi riaccenderlo è un’impresa».
    Il suo primo programma con Sky sarà X Factor, condotto da Alessandro Cattelan, che ha già lavorato con lei a Quelli che il calcio. «È uno di quei giovani, come Daniele Battaglia, che in Rai sono stati penalizzati proprio perché li ho lanciati io. E invece Cattelan è più bravo di Facchinetti».
    Anche Facchinetti lo ha lanciato lei, però a lui, malgrado qualche flop, di occasioni ne continuano ad arrivare. «Francesco è uno capace, ma si è un po’ smarrito. Succede: se hai successo da giovane, rischi di perdere la percezione delle tue reali possibilità, di non tenere i piedi per terra. Ora che sta per diventare padre, l’esperienza più bella che possa capitare a un uomo, gli auguro di ritrovare l’umiltà e l’entusiasmo di un tempo».
    In Rai, intanto, pare che la conduzione della prossima edizione potrebbe essere affidata a Caterina Balivo, al momento senza contratto. Pensa che possa funzionare? «Credo di sì. Anche se, a mio modesto parere, la Balivo ha fatto un po’ troppo la furbetta del quartierino, e a furia di tirare la corda è rimasta con il cerino in mano. Però spero che trovi un posto di lavoro».
    Pier Silvio Berlusconi ha detto che Sky, investendo nell’intrattenimento, raschia il barile per qualche abbonato in più. «A Sky ho rivisto la Mediaset di vent’anni fa, quella con l’entusiasmo e la voglia di capire. Ora anche Mediaset mi sembra smarrita. E fa effetto, perché un’azienda così – con una struttura dirigenziale di prim’ordine e autori eccellenti – potrebbe proporre programmi che non siano la riproposizione di quelli visti in Rai».
    Lei a Mediaset ha lavorato 7 anni, e Pier Silvio non l’avrebbe dimenticata. «Non si è mai fatto una ragione della mia decisione di andare in Rai. La verità è che, se avesse voluto trattenermi, avrebbe avuto tutte le carte per riuscirci. Ma ne ha fatto una questione di lesa maestà».
    Il suo primo programma in Rai fu Quelli che il calcio e ora al suo posto, la Cabello. Che ne pensa? «Quella di Victoria Cabello è una scelta originale, e molto giusta».
    A proposito di calcio: il suo ex marito, Stefano Bettarini, è finito nell’inchiesta sulle scommesse illecite. E si professa innocente. «Se una persona viene accusata, bisogna darle la possibilità di scagionarsi, meglio se succede in tempi rapidi: non la si può infangare e poi lasciar passare mesi prima di ascoltare la sua versione dei fatti. Detto questo, a Stefano vorrò sempre bene, ma il mio appoggio non è incondizionato».
    (fonte: “Vanity Fair”, 3 agosto 2011)

  • Ore decisive per Rai 3, Paolo Ruffini verso La 7
    Nei corridoi di Ti Media ormai non si parla d’altro: quando e come arriverà Paolo Ruffini a dirigere La7? E già, perché al momento mancherebbe solo la data e l’ufficialità, quindi i saluti in Rai, le dimissioni, la liquidazione, e la sistemazione dell’ufficio nella Tv di Telecom. Il resto, pare, tutto completato: ci ha pensato l’amministratore delegato di Ti Media, Giovanni Stella (che si limita a dire di non commentare voci «ma di possibile c’è tutto»), lo stesso che, invece, dopo qualche settimana di trattativa, ha lasciato a casa Michele Santoro nel giugno scorso.
    E già, giugno: il mese nel quale la Rai arrancava e La7 prendeva fiato, corteggiava le star della Tv pubblica, e l’Ad di Ti Media, «il Canaro», annunciava che «se i macachi gli cadevano addosso» lui li raccoglieva. Della schiera dei corteggiati, all’epoca, facevano parte la coppia Fazio-Saviano, lo stesso Santoro, ma pure Serena Dandini e gli tutti quei volti più o meno noti di Raitre «odiati» e messi all’indice dal capo del governo. E tra questi, ovviamente, pure Paolo Ruffini, l’artefice del successo di Raitre, rimosso dall’ex direttore generale della Rai, Mauro Masi e ricollocato al suo posto dal Tribunale civile di Roma. Fin qui, la storia. Una storia, quella di Ruffini, che pare chiuda una lunga parentesi del servizio pubblico. Ruffini, se come pare certo lascerà la Rai, lo fa dopo che tutti i suoi programmi, i suoi artisti, da Milena Gabanelli a Dario Vergassola hanno trovato collocazione nel prossimo palinsesto della Rai.
    Cosa, ormai certa, a parte qualche incertezza sul nuovo format (ancora da discutere e confezionare) di Parla con me .
    Insomma, messe tutte le cose al suo posto Ruffini lascia dopo molti anni viale Mazzini. Sceglie un editore privato, quotato in borsa, che dopo l’arrivo di Enrico Mentana alla direzione del tg pare avere grandi ambizioni. Con un obiettivo: innalzare l’ascolto, e incrementare la sua raccolta pubblicitaria. Una torta, che in condizioni di normalità, vale in Italia circa dieci miliardi di euro. Ruffini, a quanto si apprende, avrà proprio questa funzione: far cresce lo share, innovare, approfondire, creare e identificare La7 non solo sul fronte giornalistico ma anche su quello della tv generalista, la vera manna dei ricavi pubblicitari.
    Ma se Ruffini parte – e c’è chi festeggia – l’Usigrai e la Fnsi attaccano subito: «Ora basta. La possibile uscita di Paolo Ruffini dalla Rai conferma e aggrava il quadro di un autentico, scientifico smantellamento del servizio pubblico. Non è in questione, naturalmente, il pieno diritto de La7 di far la sua campagna-acquisti, muovendosi nelle praterie del mercato – affermano le due organizzazioni sindacali – messe a disposizione da una Rai scandalosamente rinunciataria. Ma non si può accettare che, a viale Mazzini, il vertice lavori di continuo a creare ostacoli a nomi e programmi che possono contare su un largo apprezzamento del pubblico e a mettere fuori risorse professionali notevoli (rimane ancora inspiegabile, tra l’altro, la rinuncia a Saviano). Per ogni vicenda si adduce pretestuosamente una differente motivazione: Santoro non poteva andare in onda su imposizione della magistratura; per Gabanelli si scopre una complicatissima questione di tutela legale; Ruffini non può essere mica direttore a vita. Si mettono in fila questi problemi specifici, e si ottiene magicamente la lista dei nomi e dei programmi sgraditi al presidente del Consiglio».
    Il nodo, insomma, è sempre quello. E Giorgio Merlo del Pd lancia subito l’appello affinché «Ruffini resti». Accadrà come per tante volte è accaduto con Santoro? Chissà. Di certo Ruffini non ama i clamori, lavora in silenzio, ma soprattutto quando decide non ha ripensamenti. E che Ruffini pensasse ad altro, a qualcosa di diverso anche dalla Rai era nell’aria. Troppi veti, troppi scontri, tantissime polemiche in questi anni. Ora dopo aver organizzato il «suo» ennesimo palinsesto di Raitre è, forse, pronto per una nuova strada professionale. Lascia Raitre, lascia una poltrona difficile da gestire: per chi arriverà dopo di lui non sarà proprio una passeggiata di salute.
    (fonte: “La Stampa”, 5 agosto 2011, articolo di Paolo Festuccia)

  • Sanremo 2012 tra Clerici e Morandi
    Più nazionalpopolare di così non si può. Gianni Morandi e Antonella Clerici: saranno loro, con tutta probabilità, i conduttori del Sanremo 2012. Squadra che vince non si cambia, deve aver pensato la neo direttora generale Lorenza Lei, e con tutti i guai che ha già da gestire, riuscire almeno ad archiviare la pratica Festivalone non è cosa da poco. E che Clerici e Morandi siano una squadra vincente non c’è dubbio. Lei è riuscita a rivitalizzare, nel 2010, la kermesse data per morta. Lui l’anno scorso ha saputo fare uno spettacolo apprezzato dal popolo e dagli intellettuali, far cantare l’inno d’Italia con Roberto Benigni e vincere il cantautore Roberto Vecchioni, dando persino un po’ di spazio alla satira con le Iene. Morandi si è divertito assai, l’anno scorso, e ha fatto saper in ogni modo che era disponibile a ritentare l’avventura, insieme al suo direttore artistico Bibi Ballandi.
    Dal canto suo Clerici ha pagato, per qualche tempo, le difficoltà del suo agente Lucio Presta con Viale Mazzini, difficoltà culminate con la cacciata della promessa sposa Paola Perego dal pomeriggio di Raiuno. Ma ora tutto sembra appianato, Antonellona avrà il suo tradizionale show con i bambini canterini Ti lascio una canzone e la Prova del cuoco per cui tanto si è battuta, quest’anno nobilitata addirittura dall’abbinamento alla Lotteria Italia. Chissà che non riesc aa resuscitare anche quella.
    Certo non è affatto detto che due cavalli vincenti come Clerici e Morandi insieme facciano il botto: in questi casi la matematica non si può applicare e il cocktail sembra fin troppo tradizionalista persino per il target di Raiuno. Quel che è certo è che l’accoppiata Ballandi e Presta garantirà i fuochi d’artificio, almeno dietro le quinte.
    (fonte: “La Stampa”, 5 agosto 2011, articolo di Marinella Venegoni)
  • Woody Allen alla fine preferisce il Tg3
    Alla fine Woody Allen per il suo ultimo film ha scelto il telegiornale di Bianca Berlinguer. Alcune scene di “Bop Decameron” saranno ambientate negli austeri studi del Tg3 a Saxa Rubra. L’accordo è stato raggiunto direttamente dal regista con la direttrice della testata giornalistica, che ha dato il suo consenso, anche se il calendario delle riprese resta ancora top secret.
    Per la Berlinguer si tratta di una bella soddisfazione, che si aggiunge ai lusinghieri dati d’ascolto. Negli ultimi due mesi il notiziario della sera ha totalizzato il 15,4% di share (quasi +1% rispetto allo stesso periodo del 2010). Boom per l’edizione del daytime con addirittura un +1,6%.
    (fonte: Dagospia.com, 3 agosto 2011)
  • Eredità Santoro, le paure di Paragone
    Chi prenderà l’eredità di Michele Santoro al giovedì in prima serata? La situazione è in evoluzione. A Raidue sembrano intenzionati a rinunciare a questo spazio (andrà in onda qualche serial di telefilm americano) e di conseguenza la notizia ha solleticato gli appetiti delle tv concorrenti, a cominciare da La7.
    Non è da escludere che magari possa scendere in pista Enrico Mentana in persona, anche se ha sempre detto e ribadito di essere soltanto interessato a condurre il tg. Ma quanto potrà ancora crescere il telegiornale di Mentana? Ormai galoppa intorno al 10% ben consolidato, e comunque non sarà facile raggiungere quegli ascolti che caratterizzano i telegiornali nazionalpopolari come il Tg1 e il Tg5 (seppure in una fase non eccessivamente brillante), anche perché il tg di Mentana resta un telegiornale di nicchia, quindi alternativo, che sceglie gli argomenti e li commenta.
    Ma visto che Mentana non se la sente, a La7 puntano tutto su Corrado Formigli, allievo e collaboratore tra i più quotati proprio di Santoro. Sarà lui a sostituire Ilaria D’Amico alla conduzione di Exit (forse cambierà nome), che però non andrà più in onda al mercoledì (la serata l’ha conquistata Antonello Piroso) ma al giovedì in prime time. Nella fascia oraria di Santoro.
    E Rai 2? Il neodirettore Pasquale D’Alessandro un pensierino a coinvolgere Gianluigi Paragone in prima serata l’ha pure fatto, ma il conduttore de L’ultima parola non ne vuole sapere di confrontarsi con gli ascolti di Santoro. Eppure la sua trasmissione cambierà in maniera netta rispetto alla scorsa stagione.
    Non sarà più un talk con ospiti gli addetti ai lavori, ma interverranno in prima linea imprenditori e giovani. Alla Annozero per intenderci. E allora? Perché non tentare la sortita in prima serata? Più coraggio Paragone! Anche perché la prossima stagione si annuncia al fulmicotone per quanto riguarda la politica italiana: sarà un anno indimenticabile.
    (fonte: “Italia Oggi”, 29 luglio 2011 – articolo di Marco Castoro)

  • Mara Maionchi e il marito pronti a travolgere “Amici”
    Durante i provini di “Amici” è successo qualcosa che potrebbe stregare molti italiani, fan del talent show di Canale 5. Secondo il settimanale Chi sembra che Maria De Filippi si sia “innamorata televisivamente” della coppia formata da Mara Maionchi e Alberto Salerno. Entrambi produttori musicali, i due si punzecchiano spesso e creano situazioni – involontariamente – divertenti.

    Mara Maionchi ha tenuto banco la scorsa edizione del talent show grazie ai siparietti comici con Platinette. Le due erano incontenibili non solo durante la diretta ma anche nei fuori onda. Tanto che spesso sono state rimproverate. Fino a quando un filmato – che è stato mandato in onda durante la diretta del serale – le ha smascherate. Infatti Mara e Platinette, pensando di non essere riprese, hanno fatto apprezzamenti piuttosto espliciti su alcuni dei ballerini del corpo di ballo.
    Inaspettatamente durante i provini per selezionare i nuovi talenti della trasmissione, Maria De Filippi ha potuto apprezzare Mara Maionchi nelle vesti di moglie. Era presente negli studi Elios di Roma anche il marito Alberto Salerno per visionare le esibizioni dei ragazzi. Ma tra un provino e l’altro i due non hanno perso occasione per dire schiettamente ciò che pensavano arrivando anche a litigare bonariamente. Maria De Filippi sembra sia letteralmente impazzita per le scenette dei due e abbia seriamente intenzione di proporre ad Alberto un ruolo dentro la scuola. Il settimanale Chi parla della coppia come “giurati” per ora, comunque, non ci sono né conferme né smentite.
    Di Mara si sa quasi tutto ormai. Produttrice storica di Gianna Nannini, Mango fino a Tiziano Ferro. Carattere esuberante, senza peli sulla lingua ma anche capace di emozionarsi come ha dimostrato più volte durante i quattro anni di “X Factor”. Alberto Salerno è un produttore ma anche autore. Forse non tutti lo sanno ma porta la sua firma una delle canzoni più belle dei Nomadi, “Io Vagabondo”. Tra i successi di Salerno ci sono anche canzoni che hanno avuto un grande successo come “Terra Promessa di Eros Ramazzotti e “Donne” di Zucchero.
    (fonte: TgCom, 5 agosto 2011)
  • Lotteria Italia, abbinamento con “La prova del cuoco”
    La Rai ha proposto ai Monopoli di Stato, ottenendo il via libera, un abbinamento a sorpresa: “La prova del cuoco”e Lotteria. Sarà quindi il debutto della Lotteria in daytime, anche se la finale con l’estrazione dei premi di prima categoria è facile ipotizzare che guadagni la prima serata il 6 gennaio su Rai 1. Antonella Clerici torna in televisione con la sua trasmissione culinaria il 12 settembre.

    L’anno scorso Carlo Conti con “I Migliori Anni” non ha deluso in fatto di ascolti, la vendita dei biglietti ha però avuto un calo del 17%, equivalente a 9,6 milioni contro gli 11,6 dell’anno scorso.
  • Jane Alexander approda a “Mistero”
    C’è una novità per la nuova edizione del programma in onda su Italia 1 “Mistero”. Non ci sarà più Raz Degan ma l’attrice Jane Alexander, come rivela Tv Sorrisi e Canzoni. Con lei confermati Marco Berry e Daniele Bossari, già protagonisti lo scorso anno. Inviato speciale lo scrittore Andrea Pinketts.

    Lo studio sarà ricreato nelle antiche fonderie napoleoniche a Milano. I temi trattati avranno sempre come comune denominatore il mistero dai casi di spiritismo agli alieni. Spazio sarà dato anche alla morte di Michael Jackson.

    Jane Alexander ha conosciuto la popolarità televisiva grazie al ruolo di cattiva nella fiction tv in costume “Elisa di Rivombrosa”.
    (fonte: TgCom, 5 agosto 2011)

L’INTERVISTA

  • Luca Medici e il dissacrante Checco Zalone
    Roberto Saviano non fa mai l’amore, perché vive la vitaccia che sappiamo e perché è convinto che il mercato del sesso a Napoli sia in mano alla camorra. In compenso lo fanno gli uomini della sua scorta, e ad è lui a dover fare la scorta a loro. Checco Zalone osa l´inosabile: prendere in giro un simbolo dell´Italia che resiste, «ma credo che anche lui si divertirà, e poi lo rendo umano, essere presi in giro fa bene a tutti».
    Sarà per questo che Luca Medici – come si chiama all’anagrafe, dov´è stato registrato 34 anni fa – prende in giro tutti, con le sue canzoni e le sue imitazioni. Ne ha in serbo parecchie nuove nel suo show “Resto umile world tour” che parte il 14 settembre da Rimini, poi – tra le date principali – il 26 a Bari, il 28 a Palermo, il 30 a Napoli, a ottobre il 7 a Firenze, il 14 e il 15 a Roma, il 21 e 22 a Milano (tutto esaurito), per chiudere il 27 a Torino. Ma sta già pensando anche alle due puntate dello show che in autunno sarà su Canale 5.

    Le piace dissacrare, eh?
    «Diciamo che nelle risate non devono esserci tabù, a parte malattie e morte. E poi non voglio lanciare messaggi, né fare il politicamente corretto o scorretto, solo fare ridere. Per cui ogni spunto è buono».

    E quali sono gli altri spunti di questo show?
    «Sì, glieli dico e così la gente mica viene a vedermi. Le dico che ci sarà tanta musica. La gay parade, in cui riscrivo le canzoni che autori omosessuali dedicano alle donne. L´imitazione di Kekko dei Modà, che parla di vita quotidiana tanto da cantare il fatto di non trovare il gabinetto al ristorante. E pure Michele Misseri».

    E chi è?
    «Ma come? Dove vive? Lo zio di Avetrana!».

    E che c´entra con la musica?
    «C´entra, perché ha messo in piedi un complessino. Lui dice che ha imparato la chitarra. Gli chiedono di suonare la chitarra e lui ribatte: “Chitarra? Chi ha parlato di chitarra? Io suono il piano”. E quando gli chiedono di suonare il piano lui nega: “Piano? Ma io suono la batteria”. Insomma, ritratta in continuazione. Ed essendo pugliese come me ne imito l´accento alla perfezione».

    Le piace rifare i suoi conterranei, vero?
    «Beh, la voce mi viene più facile. Ovvio, serve l´idea. Farò Cassano, che ora mentre cambia i pannolini del figlio gli spiega – lui! – che dovrà studiare, perché lo studio è una necessità fisica, come andare in bagno: in entrambi i casi il pezzo di carta è fondamentale».

    E Vendola?
    «Apparirà in veste messianica sulle note di Jesus Christ Superstar per salvare un disoccupato che si vuole uccidere. Gli chiederà se è un fratello musulmano, poi se è un rom, poi se è un gay, e così via. Scoprirà che è un normale pugliese ci resterà male».

    Ne sta studiando altre?
    «In continuazione, non smetto mai. Mi piacerebbe moltissimo Renzo Bossi, solo che con la parruccona riccia è troppo simile a Giovanni Allevi. Ma il labbro pendulo, l´occhio fisso, sono troppo invitanti. Per Verona, il 24 settembre, ci sarà, promesso».

    In tutto questo non trascura Checco?
    «Ma no, avrà il suo bello spazio anche lui. Con canzoni nuove come Cuba, su un uomo che va all´Avana col chiodo fisso del sesso, finalmente ne trova una che ci sta, e mentre è in azione muore Fidel Castro, e Samba sensa u culu, triste storia della sola brasiliana senza un bel fondoschiena».

    Da qualche anno ogni cosa che fa, tv, teatro, cinema, diventa oro. Il titolo dello show, a parte la battuta dell´accostamento, indica un´esigenza vera?
    «Di certo. Sono e voglio restare me stesso, continuare a vivere nel paesino, con gli amici, la fidanzata di sempre, non negarmi a nessuno quando mi chiedono un autografo, perché è bellissimo. Gli inconvenienti non mancano: mio fratello, che è identico a me, era stato chiamato all´Isola dei famosi come “parente di”. Ma la notorietà va e viene, e comunque a 50 anni smetterò di fare il comico, a quell´età non ispiri più risate, ma malinconia. Non so cosa farò, so che non userò la mia laurea in legge: allora sì che farei ridere ancora, ma i giudici».

    Il terzo film è in cantiere?
    «Ci penserò nel 2012, però l´idea ce l´ho già in mente: una storia d’amore con una studentessa di scuola di cinema matta intellettualoide, radical-chic figlia di industriali, che mangia solo bio. Dal prossimo film passerò a una percentuale sugli incassi, così inizierò a vedere un po´ di soldi anche io, perché Cado dalle nubi e Che bella giornata non hanno reso molto. Non a me, quantomeno: al produttore Pietro Valsecchi sì. Ma i soldi non sono così importanti, per me. Tanto che l´ingresso allo show non costa più di 40 euro, meglio due maxischermi in meno e due spettatori in più».

    A proposito di cinema, è stato appena sdoganato da Bellocchio.
    «Mi ha invitato con Valsecchi al suo festival di Bobbio. Per ricambiare ho preso tutti i suoi film in dvd, ma ammetto di essere riuscito a vederne solo uno, Nel nome del padre. Ha molto lodato il mio spirito animale. In effetti animale lo sono, eccome».

    (fonte: “La Repubblica”, 4 agosto 2011 – intervista di Luigi Bolognini)


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Commenti»

1. Paolo - 05/08/2011

Fantastica Simona Ventura! Mi sono fatto prestare la rivista da una vicina d’ombrellone per non dover aspettare di andare in edicola. :)

Sono completamente d’accordo sul quadro (desolante) di Rai 2. Una rete che ormai è sempre più la CBS dei poveri e che ha smarrito quel pubblico giovane e di qualità che aveva conquistato negli anni.

Ero indeciso se seguire X Factor ma questa edizione si prospetta interessante. Spero di non ritrovarmi le coreografie di Tommasini stile “Echoes” di Riccione.

enry - 05/08/2011

Si, Simona è stata davvero grande! Le auguro il meglio da questa nuova avventura!
X Factor lo vedrò, sento che sarà un’ottima edizione e Cattelan promette bene! Ma purtroppo Tommassini con le sue horror coreografie ci sarà ancora! :-(

Paolo - 05/08/2011

Non lo avevo sentito nominare da nessuna parte e ci speravo sulla sua “assenza”… ;)

2. Sim - 05/08/2011

grande Simooo! ha sempre dimostrato di avere carattere (ve la ricordate la famosa telefonata di Gasparri in diretta a “Quelli che il calcio e..”?!?) e con questa intervista lo conferma; son contento che abbia ritrovato sè stessa e abbiamo “vomitato” fuori tutto: una che non ha paura di parlare, eccola! :)


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