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Libri – William Least Heat-Moon “Le strade per quoz” 10/08/2011

Posted by Antonio Genna in Libri.
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“Le strade per quoz” (Einaudi; titolo originale “Roads to Quoz: an American Mosey”, traduzione di Monica Capuani; 556 pagine, prezzo di copertina 24 € – Acquista “Le strade per Quoz” su Amazon.it), è l’ultimo libro di William Least Heat-Moon, insegnante di lingua inglese con origini pellirosse che all’età di 38 anni, dopo essersi separato dalla moglie, ha cambiato nome (“Heat-Moon” nel linguaggio pellirosse, ovvero “Luna del calore”) e si è messo in viaggio per tre mesi negli Stati Uniti, scrivendo quello che è considerato il suo capolavoro, “Strade blu”, diventato un classico della letteratura on the road, primo volume di una trilogia narrativa di viaggi attraverso gli Stati Uniti che ripercorre la via della colonizzazione e della conquista del selvaggio West.
Perché un viaggio sia ad alto tasso di quozzità deve essere percorso lentamente, con l’animo di chi è disponibile all’incontro. Il cacciatore di quoz deve essere pronto a rispondere all’invito dell’insolito, al richiamo del sentiero meno battuto, della deviazione curiosa, della digressione vagolante. Un devoto del “giro lungo”, poco incline alla linea retta autostradale ma amante delle “strade blu” (le strade secondarie, che sulle cartine americane sono segnalate con quel colore). Non serve una guida, tanto meno una guida turistica: quello che serve è un compagno di viaggio.
Il viaggiatore che si inoltra tra le pagine di questo libro avrà il privilegio di avere, come complice, niente meno che lui, il grande “Mago di Quoz”, la massima autorità mondiale sui quoz, il quozzologo per eccellenza: William Least Heat-Moon.
Ma cos’è in realtà un quoz? I quoz sono tutte quelle particelle di insolito, di imprevedibile, di incongruo e di prezioso che incontriamo nel cammino della nostra esistenza. Un tavolo da domino in un bar alle sorgenti di un fiume, una fetta di torta in un ristorante delle Grandi Pianure, un pittore e il suo murales su cui è raccontata la storia di una comunità, dei tumuli indiani strappati alla speculazione, il ricordo dimenticato di un’ingiustizia di un secolo fa.
I quoz sono oggetti, paesaggi, eventi, ma sono soprattutto persone, incontri lungo via, che si trasformano in ricordo, in ciò che resta una volta tornati a casa. Il granello di sabbia intorno cui si forma la perla della memoria, e quindi del racconto. Venticinque anni dopo “Strade blu”, Least Heat-Moon torna a raccontarci l’America meno battuta e più sorprendente, attraverso sei viaggi, o meglio sei vagabondaggi, nel cuore del Paese: dalla valle dell’Ouachita in Arkansas alle vie d’acqua che uniscono il Maryland alla Florida, dalle “biciclette a rotaia” dell’Idaho alle “luci fantasma” dell’Oklahoma. Non importa quanto una destinazione sia fuori mano perché, come ci ricorda l’autore, «per un viaggiatore che fa il giro lungo qualsiasi posto è di strada».

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