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Dispersi d’estate (11) – Tre registi per una grande città: Tokyo! 11/08/2011

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Dispersi d'estate, Film, Video e trailer.
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Ogni anno nel mondo vengono prodotti circa 25 mila film. In Italia ne arrivano a malapena 500. Gli altri si disperdono nei buchi neri della distribuzione. Hideout.it da anni si occupa di recuperare il buono dei dispersi con rassegne, un sito, un festival e il libro “Dispersi. Guida ai film che non vi fanno vedere”. Nell’indolenza dell’estate, un buon film rinfresca più di un ghiacciolo, perché un disperso al giorno toglie l’afa di torno…

Tre registi per una grande città: Tokyo!

Una volta era una tradizione abbastanza consolidata, oggi un po’ meno: unire grandi registi per raccontare storie brevi. Usando questa formula, Michel Gondry, Leos Carax e Joon-ho Bong hanno realizzato autonomamente la propria visione della capitale nipponica. Ognuno seguendo la propria visione del mondo.

Titolo: “Tokyo
Regia: Michel Gondry, Leos Carax, Bong Joon-ho
Sceneggiatura: Michel Gondry, Leos Carax, Bong Joon-ho
Fotografia: Caroline Champetier, Jun Fukumoto, Masami Inomoto
Montaggio: Nelly Quettier
Musica: Étienne Charry, Byung-woo Lee
Interpreti principali: Ayako Fujitani, Denis Lavant, Ryo Kase, Yu Aoi, Teruyuki Kagawa
Produzione: Comme des Cinémas, Kansai Telecasting Corporation, Bitters End, Sponge, arte France Cinéma, Coin Film, WDR / Arte
Origine: Francia / Germania / Corea del Sud / Germania, 200
Durata: 112′
Colore


Recensione di Francesca Arceri, apparsa originariamente qui

In una città sovraffollata, dove le strade si intrecciano e i palazzi si sviluppano in tutte le direzioni, una ragazza trova il modo di rendersi davvero utile trasformandosi in una sedia, un uomo dall’aspetto mostruoso emerge dalle fogne e terrorizza la città e un eremita urbano rompe il proprio isolamento scoprendo però che tutti gli altri hanno fatto come lui.

Se vuoi vedere il film con la traduzione italiana, scarica i sottotitoli su ItalianSubs

Tre gaijin (stranieri) raccontano la città emblema del Giappone: Tokyo, paradigma del progresso postmoderno delle “civiltà del nord” e allo stesso tempo emblema del paradosso che le caratterizza. Nel parossismo del traffico, della folla e delle luci prendono corpo tre storie ricche di temi densamente nipponici e al contempo universali, quantomeno per chi appartiene alla cultura delle metropoli.

La domanda da cui tutti partono è: sono gli uomini a dare forma alle città o viceversa? Interrogandosi sul rapporto fra uomo e spazio e fra uomo e uomo, tutti e tre i registi sono approdati al racconto di storie surreali ed estreme.

In un mondo in cui si ha ragione d’essere per quello che si fa, una giovane ragazza senza ambizioni si sente davvero utile solo quando kafkianamente un giorno si trasforma in una sedia. Se improvvisamente un essere mostruoso scombussola lo status quo con la sua carica anarchica, il sistema lo neutralizza trasformandolo in icona mediatica. Quando l’umanità si trasforma in un agglomerato di monaci che non hanno alcun contatto fra loro, ci vuole un terremoto, forse quello definitivo, per rianimare i sentimenti originali dell’uomo in quanto animale sociale. In tutti i casi, il punto di forza è l’immagine. La stessa estetica accurata caratterizza infatti i tre capitoli che compongono il film, per quanto declinata in tre stili diversi.

Le firme dei tre registi sono riconoscibili, eppure in tutta l’opera si respira un gusto visivo molto giapponese. Nell’episodio Interior Design, per fare un esempio, la rappresentazione della trasformazione in sedia della protagonista è sorprendente e marcatamente gondriana, mentre la sequenza in cui la coppia discute, girata con un lungo carrello all’indietro, ha la severità e il realismo dei classici nipponici.

Curiosità
Il segmento firmato da Michel Gondry, Interior Design, è tratto dalla graphic novel Cecil and Jordan in New York di Gabrielle Bell.


Trailer originale:

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