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Dispersi d’estate (16) – Anche i cartoni animati si disperdono: $9.99 16/08/2011

Posted by Antonio Genna in Animazione, Cinema e TV, Dispersi d'estate, Film, Video e trailer.
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Ogni anno nel mondo vengono prodotti circa 25 mila film. In Italia ne arrivano a malapena 500. Gli altri si disperdono nei buchi neri della distribuzione. Hideout.it da anni si occupa di recuperare il buono dei dispersi con rassegne, un sito, un festival e il libro “Dispersi. Guida ai film che non vi fanno vedere”. Nell’indolenza dell’estate, un buon film rinfresca più di un ghiacciolo, perché un disperso al giorno toglie l’afa di torno…

Anche i cartoni animati si disperdono: $9.99

Un film in stop motion che è un catalogo completo dei problemi dell’esistenza umana. Piccole cose, che forse rappresentano bene quello che è il senso delle nostre piccole vite. E a farla da padrone un angelo sopra le righe con la sigaretta sempre in bocca…

Titolo: “$9.99”
Regia: Tatia Rosenthal
Sceneggiatura: Etgar Keret, Tatia Rosenthal
Fotografia: Richard Bradshaw, James Lewis, Susan Stitt
Musica: Christopher Bowen
Produzione: Lama Films, Australian Film Finance Corporation
Origine: Israele / Australia, 2008
Durata: 78′
Colore


Recensione di Fabia Abati, apparsa originariamente qui

In una palazzina di Sydney si intrecciano le storie dei vari inquilini: un giovane disoccupato, un anziano signore solo dopo la perdita della moglie, un bambino che ha come unico amico un porcellino salvadanaio. A intrecciare involontariamente i vari fili sarà un angelo poco ortodosso che non sa volare.

Se vuoi vedere il film con la traduzione italiana, scarica i sottotitoli su ItalianSubs

Le storie di $9.99 propongono un catalogo completo dei problemi dell’esistenza umana: ci troviamo la fatica di crescere di un bambino senza mamma, le difficoltà delle relazioni di coppia, il senso di inutilità provocato dalla disoccupazione, la solitudine della vecchiaia. Tutto ruota intorno a quel vuoto che può affacciarsi nella vita da un momento all’altro e all’incapacità delle relazioni umane – anche quelle più profonde – di riempirlo. La morale di più facile deduzione direbbe che solo un gesto d’amore può compiere il miracolo di dare una direzione a una vita (o anche a più di una).

Tatia Rosenthal e Etgar Keret, gli sceneggiatori di questa storia, non si accontentano però delle soluzioni più semplici. Così, più che dare risposte, si divertono ad accumulare domande.

A farne le spese sono i piccoli pupazzi in cerca di se stessi che popolano questo film, alle prese con un omicidio involontario che non può avere espiazione, con un angelo ubriacone che non sa volare e con un libro che al posto di risolvere l’esistenza insegna a nuotare come un vero delfino. Da questo punto di vista, nessuna tecnica di animazione poteva essere più adatta a rappresentare certe situazioni della stop-motion. La casualità che irrompe nelle vite dei pupazzi riflette infatti la mano demiurgica degli animatori che si divertono a modellare i propri personaggi e a muoverli sui teatrini delle scenografie.

$9.99, in definitiva, è un film di dettagli meravigliosi e sorprendenti, di piccole prese in giro senza senso: l’angoscia che pure attanaglia lo spettatore dal primo all’ultimo momento della visione è alleviata da continue trovate, come i piccoli amici immaginari ubriaconi di Dave o le poltrone di vera pelle umana nel salotto della modella. Piccole cose, che forse rappresentano bene quello che è il senso delle nostre piccole vite.

Curiosità
Tatia Rosenthal, la regista, è approdata al cinema d’animazione dopo diverse peripezie. Ha militato per due anni nel’esercito israeliano, poi ha studiato medicina e fotografia e si è quindi iscritta alla Tisch School of the Arts d New York. Prima di $9.99, ha realizzato alcuni cortometraggi tratti dalle opere di Etgar Keret, scrittore fra i più affermati nel panorama letterario israeliano.


Trailer originale:

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