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Cinema futuro (1.361): “Conan the Barbarian” 18/08/2011

Posted by Antonio Genna in 3D, Cinema e TV, Cinema futuro, Video e trailer.
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Cinema futuro - Il cinema del prossimo week-end “Conan the Barbarian”

Uscita in Italia: giovedì 18 agosto 2011 (in contemporanea mondiale)
Distribuzione: Andrea Leone Films / IIF / 01 Distribution

Titolo originale: “Conan the Barbarian”
Genere: azione / avventura / fantastico
Regia: Marcus Nispel
Sceneggiatura: Thomas Dean Donnelly, Joshua Oppenheimer e Sean Hood (basato sul personaggio ideato da Robert E. Howard)
Musiche: Tyler Bates
Durata: 105 minuti
Uscita negli Stati Uniti: 19 agosto 2011
Sito web ufficiale (USA): cliccate qui
Sito web ufficiale (Italia): cliccate qui
Cast: Jason Momoa, Stephen Lang, Rachel Nichols, Ron Perlman, Rose McGowan, Bob Sapp, Leo Howard, Steven O’Donnell, Nonso Anozie, Raad Rawi, Laila Rouass

La trama in breve…
Torna questa estate il barbaro più famoso di tutti i tempi. Dopo aver avuto successo ed essersi evoluto nell’immaginario del pubblico per otto decenni consecutivi grazie ai romanzi e ai fumetti, sul grande e sul piccolo schermo, nei giochi e in ogni altro tipo di prodotto, le imprese di Conan nell’epoca hyboriana ora prendono vita con forza inedita in una colossale pellicola d’azione e avventura, anche per merito del 3D.
Il fiero guerriero cimmero, spinto da una vendetta personale, inizia una ricerca che in breve tempo si trasforma in un epica battaglia che lo porterà ad affrontare imponenti rivali, mostri orribili ed imprese impossibili. Conan capirà di rappresentare l’unica speranza di salvare le grandi nazioni di Hyboria da un minaccioso regno malvagio e sovrannaturale.
Adattato sapientemente dalle opere originali di Robert E. Howard, rimanendo fedele alla mitologia e alla psicologia del suo leggendario personaggio, CONAN THE BARBARIAN vede protagonisti Jason Momoa, Rachel Nichols, Stephen Lang, Rose McGowan, Saïd Taghmaoui e Ron Perlman. La pellicola è diretta da Marcus Nispel e scritta da Thomas Dean Donnelly & Joshua Oppenheimer e Sean Hood. La Lionsgate e la Millennium Films presentano una produzione Millennium Films in associazione con la EFF Independent Productions e la Conan Properties International LLC.
CONAN THE BARBARIAN  arriva sugli schermi italiani, in contemporanea con l’uscita statunitense, grazie all’Italian International Film di Fulvio e Federica Lucisano e alla Andrea Leone Films di Andrea e Raffaella Leone.

NOTE DI PRODUZIONE

Con l’uscita di CONAN THE BARBARIAN il barbaro più famoso del mondo torna sul grande schermo, continuando a portare avanti un’eredità culturale che dura da quasi otto decenni e che ha ispirato generazioni di artisti di fiction, fumetti, videogiochi, animazione, cinema e televisione.

Presentato per la prima volta nel 1932 in una serie di racconti dallo scrittore di narrativa pulp Robert E. Howard, Conan il barbaro ha contribuito a fondare il genere conosciuto come sword and sorcery (letteralmente Spada e Stregoneria) anticipando di vent’anni il lavoro del maestro del fantasy J.R.R. Tolkien. Da allora, è diventato un’icona culturale, catturando l’immaginario del pubblico, grazie a una visione idealizzata di una mascolinità estrema, un eroe duro e imperturbabile senza legami e che riesce a superare ostacoli enormi grazie alla sua forza bruta e alle sue doti di guerriero.

“Credo che il fascino di Conan dipenda dal fatto di non sottostare alla volontà di nessuno”, suggerisce il regista Marcus Nispel. “Non è politically correct e non vive seguendo gli standard morali degli altri. E’ un barbaro che dipende soltanto da sé stesso”.

Anche se nessuna pellicola di Conan può ignorare l’originale di John Milius del 1982, Nispel e i produttori Danny Lerner e Les Weldon della Millennium Films ritengono che quella pellicola fosse soltanto una piccola parte dell’universo di Conan, che è molto più ampio e che ha continuato a crescere nei decenni successivi alla sua nascita.

Lerner sostiene che “non stiamo affrontando questo film in base a una precedente incarnazione del personaggio, ma facendo riferimento a un’intera cultura”.

Per Nispel, che ha già una grande esperienza nel rivisitare i classici con le sue versioni di Non aprite quella porta e Venerdì 13, ritrarre Conan in una nuova pellicola significava mantenere un rispettoso equilibrio tra omaggio e reinvenzione. “Noi stiamo tornando al Conan mitologico descritto nelle storie di Robert E. Howard. Ma, allo stesso tempo, non possiamo negare che l’opinione comune si è evoluta e alcune cose sono diverse. Il pubblico ha cambiato idea su quello che dovrebbe essere Conan, mentre altre cose non devono essere modificate. Insomma, il nostro mantra nella realizzazione di CONAN THE BARBARIAN è stato di dare alla gente quello che volevano, ma non nel modo in cui si aspettavano”.

Ovviamente, il primo passo in questa avventura era trovare Conan, compito difficile considerando la fisicità imponente del personaggio e il suo carisma stoico. Nel dicembre del 2009, i realizzatori hanno svolto dei provini per oltre un mese, fino a quando il responsabile del casting Kerry Burden ha suggerito Jason Momoa, che aveva girato da poco la serie della HBO Game of Thrones.

“Quando abbiamo incontrato Jason, abbiamo visto tutto quello che speravamo sarebbe stato Conan”, ricorda Weldon. “Lui possedeva il fisico imponente, la fiducia in se stesso e un’energia inarrestabile, elementi fondamentali per il personaggio”.

Lerner aggiunge che “non riesco a immaginare nessun attore, con cui abbia lavorato o che ho visto sullo schermo, che possa calarsi in questi panni al livello di Jason. E’ un atleta naturale. Ha lo spirito aggressivo, la potenza e l’energia necessaria. E la descrizione di Conan fatta da Robert E. Howard corrisponde perfettamente a Jason”.

L’attore, metà hawaiano e metà irlandese, si è fatto notare nella popolarissima serie di Baywatch, seguita da diverse stagioni di North Shore e Stargate: Atlantis. Momoa aveva soltanto sei anni quando è uscito il film di Milius, ma ricorda di aver scoperto le immagini di Conan create dal visionario fumettista Frank Frazetta, il cui stile sensuale e lussurioso ha contribuito a formare non solo l’universo fumettistico di Conan (così come il poster della pellicola), ma l’intero genere dello sword and sorcery.

“Quando vedi questi disegni, ti comunicano qualcosa di forte”, rivela Momoa. “Il nostro obiettivo era di catturare l’eroe presente nelle immagini di Frazetta”.
Le immagini di Frazetta hanno anche influenzato molto la visione che Nispel e lo scenografo Chris August avevano della pellicola. “Non puoi girare Conan con uno stile realista”, afferma Nispel. “Devi dipingerlo, creare nuovi angoli, illuminarlo in maniera forte e poi sarai in grado di raccontare la storia suscitando la sospensione dell’incredulità da parte del pubblico”.

Detto questo, sia Nispel che August volevano che la pellicola sembrasse un pezzo perduto di storia, un’avventura epica di persone reali in un’epoca antica veramente accaduta. Come spiega August, “abbiamo deciso che l’ambiente avrebbe dovuto avere una parte importare nella pellicola, fornendo una sensazione di durezza e sporco. Doveva essere qualcosa di magico, ma in maniera brutale”.

“Marcus voleva cercare di mostrare Conan il più possibile in maniera concreta, quindi senza puntare molto sulla CGI”, ricorda Weldon.

L’approccio realistico che Marcus ha proposto si sposava bene con le idee di Lerner e Weldon di girare la pellicola ai Nu Boyana Studios e nelle location della Bulgaria. Come rivela Lerner, “per quanto riguarda i costi di produzione, era molto più semplice realizzare i set, le attrezzature e le scenografie in Bulgaria, in modo da costruire efficacemente Hyboria e creare un’esperienza viscerale”.

Nispel e August hanno trovato quello che cercavano nel corso di una ricerca estesa attraverso la nazione. “La Bulgaria ha un territorio magnifico e una lunga storia culturale che era perfetta per il progetto”, rivela August. “Mentre visitavamo la zona vicina a un fiume, qualcuno ci mostrava delle caverne che i monaci avevano realizzato nelle colline. Sembrava proprio il mondo di Conan, molto duro, ma allo stesso tempo di una bellezza impressionante”.

“La Bulgaria fornisce una forte sensazione di Medioevo”, rivela Nispel. “Perché creare dei falsi set digitali quando c’è una gigantesca caverna (quella di Prohodna a Lukovit) o una foresta preistorica (Pobiti a Kamani, Varna, vicino al Mar Nero) proprio di fronte a te?”.

Mentre il programma di riprese stava iniziando a prendere forma, Momoa si è dedicato a un periodo di allenamento intenso, passando sei ore al giorno per un mese e mezzo con la squadra di coreografi d’azione di Los Angeles 87eleven, prima di recarsi in Bulgaria. “Questo lavoro mi ha aiutato a capire il personaggio”, rivela Momoa, che ha realizzato buona parte dei suoi stunt. “Conan comunica attraverso la sua spada, perché non è un tipo da perdere tempo in chiacchiere. Così, l’addestramento con la spada che mi ha fornito il maestro sensei Chad Stahelski mi ha aiutato a scoprire l’essenza di Conan”. L’allenamento con i pesi assieme a Eric Laciste completava le giornate di lavoro e ha aiutato l’attore, alto più di un metro e novanta, a modellare il suo fisico prima dell’inizio delle riprese.

Mentre proseguiva la fase di casting, il ruolo di Tamara, complice di Conan e suo interesse amoroso, è stato affidato alla veterana d’azione Rachel Nichols (Star Trek, G.I. Joe – La nascita dei cobra). Una novizia nel monastero greco e una donna specializzata in arti marziali, Tamara è una “purosangue”, diretta discendente delle Streghe di Acheron, il cui sangue risveglierà il potere della Maschera di Acheron. Dopo essersi incontrata con Nispel, la Nichols ha colto al volo l’opportunità di interpretare una donna intelligente e dotata, che non corrisponde ai cliché delle tradizionali eroine fantasy. “In questa pellicola, Conan non è l’unico impegnato in azione e Tamara non è la solita damigella in pericolo”, spiega la Nichols. “Tamara è intelligente e forte e quando deve scegliere se combattere o scappare, opta per la prima opzione. Lei è la controparte femminile di Conan e rimane sempre al suo fianco durante i pericoli”.

L’attore Stephen Lang (Avatar) descrive Khalar Zym, nemico di Conan e assassino di suo padre, come “il peggior cattivo di tutta Hyboria, che ha come obiettivo ritrovare la Maschera di Acheron, che gli permetterà di riportare in vita la moglie morta e di raggiungere l’immortalità. Il personaggio viene presentato molto presto nel film quando Conan, ancora ragazzo, capisce sulla propria pelle cosa significhi essere vittima di un saccheggio”, rivela Lang con un leggero sorriso.

La maggior parte delle scene di Khalar con Conan prevedevano qualche forma di combattimento, quindi Lang ha passato molto tempo in Bulgaria a lavorare duro per studiare le coreografie con la squadra degli stuntmen. “Jason Momoa è enorme e quindi rappresentava una sfida notevole per me”, ammette Lang. “Khalar non solo è un maestro di spada, ma anche della doppia scimitarra, un incubo per un ninja. Tutto quello che facevo doveva esprimere precisione e fiducia in se stessi”.

Ad aiutare la ricerca di Khalar Zym del potere assoluto è sua figlia Marique, interpretata da Rose McGowan (Streghe, Grindhouse). “Marique è metà strega e metà umana”, spiega la McGowan. Gelosa del controllo esercitato su suo padre dalla madre strega, morta da tempo, Marique vuole dimostrare a tutti i costi il suo valore. “E’ malvagia, ma lo fa soltanto per conquistare l’amore di suo padre”, indica McGowan. “Il loro rapporto mi affascinava. E’ pieno di pathos e adoro la strana atmosfera che questo conferisce al mondo di Conan”.

Visto che Marique è un’avversaria letale, la McGowan, assieme alla squadra degli stuntmen, ha sviluppato uno stile di combattimento unico per il suo personaggio. “Ho deciso che Marique non sarebbe stata simile a tante altre donne con una spada. Volevo che assomigliasse a un cobra. Lei ipnotizza la sua preda e poi colpisce”, rivela l’attrice, riferendosi alle letali unghie di metallo create per Marique dall’attrezzista del film, Dirk Buchmann.

Anche se non avevano scene insieme, Momoa ha lavorato a stretto contatto con il tredicenne Leo Howard, che incarna il giovane Conan nella sequenza iniziale della pellicola, in modo da creare insieme il personaggio. Come spiega Momoa, “ci siamo guardati e abbiamo compiuto questo percorso, studiando il modo in cui Conan si muove come il leone, il lupo e la pantera, così come il sistema con cui insegue le persone e i suoi movimenti degli occhi e delle sopracciglia. Leo ha colto tutto perfettamente”.

Howard, che è cintura nera di primo grado e fa parte dello SideSwipe Performance Team, un gruppo di arti marziali estreme, si è trovato più a suo agio con le coreografie di tanti attori adulti. “Le mie scene spiegano come Conan sia diventato così duro e dal cuore freddo”, spiega Howard. “Lui affronta un trauma da piccolo che lo rende quello che è da adulto”.

Ron Perlman, noto per le sue carismatiche interpretazioni nella saga di Hellboy diretta da Guillermo del Toro, fornisce una profondità notevole a Corin, il padre di Conan e leader della tribù dei cimmeri. “Loro sono un clan di guerrieri”, spiega Perlman. “Vivono in un ambiente ostile e sono uno dei tanti clan che combattono per il dominio del territorio. L’officina in cui vengono create le loro spade è quasi una chiesa per loro, tanto che viene trattata come qualcosa di sacro e fondamentale per la loro esistenza”.

Oltre a condurre il suo popolo, Corin deve crescere da solo il figlio, dopo che la madre di Conan, interpretata dall’attrice britannica Laila Rouass, muore durante il parto e in mezzo alla battaglia. “E’ una guerriera cimmera in un avanzato stato di gravidanza, che combatte in maniera estrema come fanno tutti gli altri”, rivela la Rouass. “Grazie alle sue azioni, capiamo da dove provengono la determinazione, la durezza e la potenza di Conan”.

“Lei mi ha fornito delle indicazioni su come sarebbe dovuta essere la vita di questo bambino e tutto quindi viene influenzato da questo desiderio in punto di morte”, aggiunge Perlman. “Vediamo molti momenti meravigliosi tra padre e figlio”.

L’unico amico di Conan, Artus, è un pirata zamoriano interpretato da Nonso Anozie. “Artus è veramente un leader, ma sa quando deve fare un passo indietro e lasciare spazio a Conan”, spiega Anozie. “Artus è l’unica persona con cui Conan può mostrarsi vulnerabile, sorridere o scherzare. Quindi, io e Jason abbiamo trascorso molto tempo fuori dal set, esplorando questo rapporto”.
CONAN THE BARBARIAN è stato girato in oltre 12 settimane di riprese nelle location della Bulgaria e in set e teatri di posa dei Nu Boyana Studios. Lo scenografo August e la troupe (che in alcune occasioni superava le 600 unità) hanno creato 60 set diversi.

Girare in mezzo alla natura, che si trattasse delle foreste innevate di Zlatnite Mostove o nei campi di battaglia tra i villaggi piovosi di Bistrica, ha richiesto un direttore della fotografia che potesse ottenere il massimo in queste condizioni di luce. “Buona parte del nostro approccio alla luce era basato sulle condizioni del tempo, sulle location e i colori disponibili”, sostiene il direttore della fotografia Thomas Kloss, che lavora regolarmente con Nispel.

Riempire il mondo di CONAN THE BARBARIAN con dei personaggi memorabili a livello visivo era una delle priorità di Nispel, che quindi si è affidato completamente al talento dei suoi collaboratori, tra cui l’ideatrice dei costumi Wendy Partridge, il responsabile delle acconciature Aldo Signoretti e gli esperti di effetti makeup Scott Wheeler e Shaun Smith.

“Marcus era molto interessato ai nostri suggerimenti per creare la personalità dei protagonisti, non solo il loro aspetto”, sostiene Wheeler. Stephen Lang è stato scelto soltanto una settimana prima delle riprese, quindi la sua immagine è stata creata attraverso delle mail scambiate tra l’attore, il regista e Wheeler. “Lui è arrivato allo studio direttamente dall’aereo, si è seduto in una poltrona, abbiamo fatto un calco del suo naso e due giorni più tardi un test makeup”. La caratteristica cicatrice sul naso di Khalar è diventata un elemento importante della storia, tanto che viene mostrata quando è ancora una ferita aperta in un flashback.

La McGowan rende merito all’ideatrice dei costumi Wendy Partridge per aver creato l’aspetto gotico e punk di Marique. “I costumi erano delle notevoli opere di ingegneria, tanto che ci sono volute due persone per farmi entrare e uscire in quasi tutti gli abiti”, rivela l’attrice. “Uno dei costumi non mi permetteva di sedermi, così a pranzo preferivo rimanere nella mia roulotte. Erano tutti fatti di cuoio e comprendevano tanti pezzi diversi”.

Volendo creare uno stile d’azione caratteristico per CONAN THE BARBARIAN, Lerner e Weldon hanno assunto il regista della seconda unità e coordinatore degli stunt David Leitch, il coordinatore degli stunt Noon Orsatti e diversi membri della società di scene d’azione 87eleven, per coreografare e rendere più agevoli queste sequenze. Come sostiene Leitch, “abbiamo cercato di aggiornare i combattimenti con la spada del film originale e renderli più complessi e attivi, insomma moderni, ma mantenendo comunque l’energia. Il vecchio Conan bloccava o colpiva, ma facendo una cosa per volta, mentre il nostro personaggio è in grado di impegnarsi in un’azione molto più complessa”.

Mantenendo un rigoroso piano di lavoro allo studio in Bulgaria, la squadra degli stunt spesso doveva insegnare agli attori le sequenze d’azione lo stesso giorno in cui venivano girate. “Siamo stati molto fortunati a lavorare con Jason Momoa”, rivela Noon. “Lui è molto bravo e in grado di dar vita a momenti spettacolari con la spada. Inoltre, siamo eccitati di avere tanti bravi attori di azione impegnati per incarnare gli scagnozzi di Khalar Zym, come le star delle arti marziali miste Bob Sapp e Nathan Jones. Questo ci ha permesso di dar vita a importanti scene d’azione”.

La squadra degli stunt riceveva il costante incoraggiamento di Nispel, che cercava continuamente di creare delle scene di azione innovative. “Marcus voleva realizzare questa pellicola in maniera da impressionare lui stesso e il pubblico”, rivela Momoa.

“Inoltre, voleva dar vita a una collaborazione importante”, aggiunge Perlman. “Per Marcus, non conta chi ha avuto una buona idea, che si tratti di un attore, il regista o qualcun altro. Lui è in grado di cambiare idea in un attimo e inserire qualcosa a cui non aveva pensato”.

Anche se sono passati più di 25 anni dall’ultima apparizione di Conan sullo schermo, Nispel ritiene che questo sia il momento giusto per affrontare nuovamente questo eroe leggendario. “Viviamo in un mondo artificiale”, sostiene il regista. “Passiamo buona parte della giornata di fronte ai computer, prendendo a prestito conoscenza ed esperienze reali. Conan ti porta in un mondo in cui hai le unghie sporche e dove non devi chiedere il permesso a chiunque, ma puoi fare le cose in maniera più primordiale”.

“Le persone sono attirate dalla passione che ha Conan nel fare la cosa giusta nel mondo e combattere per quello in cui crede”, rivela Lerner. “CONAN THE BARBARIAN fornisce alla gente l’opportunità di vivere queste sensazioni in un luogo fantastico e mitico”.

Il trailer italiano:


Trame ed altre informazioni sono tratte dal materiale stampa relativo al film.
Per consultare le uscite dell’ultimo week-end italiano visitate lo spazio “Al cinema…”, per gli incassi del box office, trailer e notizie dal mondo del cinema andate allo spazio settimanale “Cinema Festival”.

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