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Il dizionario delle serie americane 23/08/2011

Posted by Teresa in Articoli, Cinema e TV.
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Chi, come me, è appassionato di serie americane si sarà trovato prima o poi nella necessità di esplorare il web per immagazzinare nuove informazioni sui propri beniamini, scontrandosi prima o poi con termini inglesi per lo più sconosciuti, ma che per gli addetti del settore hanno invece precisi significati.

Essendomi trovata spesso nella necessità di comprendere questo mondo delle serie TV, ho pensato di condividere con voi le informazioni di cui sono venuta mano a mano a conoscenza in una sorta di dizionario che vi sarà utile se mai vi troverete a leggere qualche articolo della stampa di settore.

Showrunner: è una figura professionale che qui in Italia non esiste. È l’uomo responsabile della produzione giornaliera di uno show televisivo e normalmente è la mente creativa dietro la quale si cela una serie. Oltre ad esserne il creatore, spesso ne è anche il produttore esecutivo.
La figura dello showrunner nel tempo è estremamente cambiata: da anonimo scrittore, che non compariva mai davanti alle telecamere e che era per lo più sconosciuto al pubblico, lo showrunner – volente o nolente – si è trasformato in autentica star idolatrata dal pubblico, con il proprio account Twitter ed una crescente necessità di avere un contatto diretto con i suoi ammiratori.
Sempre più spesso capita infatti che gli appassionati di televisione guardino una nuova serie, non tanto perché seguono gli attori protagonisti che passano da uno show all’altro, ma piuttosto perché amano l’impronta data, appunto, dal creatore di uno show.
Nomi come J.J. Abrams (creatore di serie televisive come Felicity, Alias, Lost e Fringe) e Joss Whedon (creatore di Buffy the Vampire Slayer, Angel, Firefly, Serenity, Dollhouse) ad ogni nuova produzione portano con loro un folto pubblico di appassionati fan, anche se questo non è sempre garanzia di successo per i loro show.
Per comprendere meglio i compiti di questi deus ex machina della televisione americana, consiglio la visione di questo documentario “Showrunners”, che verrà rilasciato il prossimo anno, di cui per ora potete vedere un triler che vi accompagnerà nella scoperta dell’affascinante mondo della televisione con i suoi successi ed i molti fallimenti, attraverso numerose interviste ai più grandi showrunner del momento.

Showrunners

Casting: molti di voi consoceranno già questa parola. Fare un casting significa scegliere gli attori di una serie, che siano essi i protagonisti o mere comparse.
Gli appassionati dei diversi show sono letteralmente ossessionati dalla possibilità di conoscere lo svolgimento del casting della loro serie prediletta e sono cliccatissimi sul web quegli articoli che rivelino parte dei retroscena dei casting degli attori più conosciuti.

Pilot: termine fondamentale per ogni serie.
Il pilot è l’episodio pilota di uno show che viene prodotto e girato al fine di essere venduto ad un canale televisivo. Vi sorprenderà saperlo, ma sono pochissimi i pilot che il pubblico ha l’opportunità di vedere e questo nonostante il mastodontico lavoro che vi sia dietro ognuno di essi. Tutto nasce ovviamente dall’idea creativa di uno showrunner, dall’investimento economico di qualche imprenditore del settore che crede nel progetto e dal fondamentale casting. Capirete quindi quanto scontento porti un pilot che non dovesse essere scelto da un network dato il grande numero di persone coinvolte. Negli ultimi anni poi, la crisi economica ha cominciato e farsi sentire prepotente anche nel dorato mondo della televisione, rendendo sempre più difficile per i network investire in progetti che non vengano ritenuti più che remunerativi.

Hiatus: con la parola hiatus viene indicato il periodo durante il quale la produzione di una serie è in pausa.
Nella produzione americana non esiste solo lo hiatus estivo, che va normalmente dal metà maggio a metà luglio – quando ricominciano le riprese della nuova serie di uno show -. Anche una singola settimana in cui una serie televisiva non vada in onda, come accade per esempio per la settimana del Giorno del Ringraziamento, a novembre, in cui gli show sono soliti fermarsi, viene indicata usando questo termine.

Spoiler: dal verbo inglese “to spoil”, cioè rovinare. Gli spoiler sono quelle anticipazioni su una data serie TV che vengono rilasciate dalla stampa di settore. Normalmente detestati dai creatori ed attori degli show televisivi, gli spoiler sono i protagonisti assoluti di ogni intervista e spesso i giornalisti tendono a subissare di domande i malcapitati circa qualche anticipazione sugli eventi futuri.
Spesso gli spoiler vengono rilasciati ad hoc a qualche esperto del settore prescelto per diffondere una data informazione, più raramente accade che vi sia una vera e propria fuga di notizie che venga immediatamente recepita dai fan della serie per essere rilasciata in rete alla velocità della luce.

Spoiler

Sides: con questa parola ci addentriamo nei segreti delle serie americane. Le sides sono in pratica parti di copione di una singola puntata che vengono pubblicate su specifici siti per permettere agli attori che devono essere provinati di imparare la propria parte.
Diffondere le sides è tecnicamente illegale, ma nella realtà dei fatti la maggior parte degli spoiler che girano su una serie sono proprio tratti dalla diffusione di questi copioni.
Pagando un fee annuale, che non supera i 50/60 dollari, è infatti possibile iscriversi ad uno di questi siti e scaricare tutto il materiale che si desidera. Non solo i giornalisti usano quindi questo metodo per scrivere articoli sulle novità delle serie in circolazione, ma molti fan adottano questo metodo per ottenere spoiler sulla serie del cuore.
Le sides contengono normalmente poche battute dei protagonisti, ma spesso quel poco, basta agli appassionati dello show per carpire informazioni importanti sulla puntata in oggetto.

Esempio di side

Stills: sono le immagini promozionali che vengono rilasciate dalle produzioni televisive per pubblicizzare una puntata.
Pubblicate normalmente un paio di settimane prima della messa in onda dell’episodio in questione, vengono distribuite dagli stessi network e mostrate dai vari siti di settore del giornalismo televisivo.

Crossover: il crossover è un episodio o una serie di episodi in cui due diverse serie televisive si intrecciano tra loro.
Questo espediente è usato normalmente con serie prodotte dagli stessi network, per evidenti motivi di accordi resi più facili dalla medesima casa madre che li produce. Più raramente accade che network diversi permettano dei crossover tra serie da loro prodotte.
Esempi tipici di crossover li abbiamo visti tra i vari Law & Order o CSI con i più recenti CSI Miami e CSI New York. Spesso capita anche che si incrocino tra loro serie animate e reali, ne è un recente esempio il penultimo episodio della quarta serie di Bones, in cui abbiamo visto Stewie della serie Family Guy (I Griffin in Italia) interagire con l’attore protagonista David Boreanaz.

Crossover tra Bones e Family Guy

Spinoff: con questo termine viene indicata una serie televisiva che deve la sua esistenza ad uno show da cui prende spunto.
Un classico esempio di spinoff è quello della serie Angel, nata dalla più nota Buffy the Vampire Slayer. Per essere definito un vero spinoff, la serie “madre” deve perdere uno dei suoi attori principali in favore del nuovo prodotto.

Offshoot: l’offshoot è molto più frequente dello spinoff. Il concetto è sempre lo stesso, una serie già conosciuta al pubblico viene usata come trampolino di lancio per una nuova idea, con la differenza che nessuno dei membri del “vecchio” cast viene trasferito nella nuova produzione. Esempi di offshoot famosi sono NCIS Los Angels, NCIS e JAG. Questo è un sistema sempre più usato dalle major americane per proporre nuove serie al pubblico, poiché viene sfruttata la fidelizzazione dei fan ad un prodotto già consacrato dal successo, molto spesso capita infatti che gli stessi spettatori della serie madre, si spostino sul nuovo prodotto.
Addirittura nel caso di The Finder, offshoot, o meglio ancora backdoor pilot di Bones, serie ancora sconosciuta in Italia e basata sui due libri The Locator scritti da Richard Greener, la Fox ha presentato questo nuovo prodotto, scritto sempre da Hart Hanson, il creatore di Bones, mandandolo in onda come diciannovesima puntata della sesta serie di Bones ed usando appunto lo show per presentare al pubblico questa nuova idea creativa.

Remake vs. Reboot: termini molto simili, ma con una non sottile differenza.
Entrambi indicano il rifacimento di qualcosa preso dal passato. Con il remake però ci si attiene più fedelmente al prodotto ispiratore della nuova serie, mentre con il reboot si riprendono solo alcuni degli elementi del passato per fonderli in una nuova formula e trama che vengono in sostanza reinventate.
Esempio molto attuale di reboot è la serie di successo Hawaii Five-0, ispirata allo show andato in onda alla fine degli anni sessanta Hawaii five-o.

Hawaii Five-0

Sweeps week: in diversi momenti dell’anno – normalmente sotto natale e nel mese di febbraio – la Nielsen Media Reserch, la compagnia che si occupa di monitorare gli ascolti delle serie televisive americane manda dei questionari a spettatori campione in tutta la nazione per raccogliere dati sui programmi che vengono maggiormente seguiti. I risultati che ne derivano vengono analizzati da appositi professionisti di ogni singolo network e sono di fondamentale importanza perché in base ad essi vengono decisi gli spazi pubblicitari da vendere per ogni show.
Maggiore è il numero di persone che guarda uno show, più alto è il prezzo a cui il corrispondente spazio pubblicitario può essere venduto, aumentando così l’introito del network.
Una parola difficile per indicare che la pubblicità è, e sempre sarà, l’anima del commercio.
Anche quello televisivo!
Capita spesso che in occasione degli episodi che vanno in onda durante la sweeps week, i produttori esecutivi usino, per così dire, l’artiglieria pesante, invitando nomi famosi a partecipare agli episodi come guest star o trattando argomenti particolarmente delicati e richiesti dai fan, in modo da attirare maggior pubblico possibile.

 

Per concludere questo breve, e spero non troppo noioso, excursus sul dizionario della televisione americana vi lascio con un accenno ad alcuni particolari eventi nell’arco dell’anno in cui potrete seguire i vostri beniamini in occasioni in cui la stampa di settore e i protagonisti delle serie americane sono soliti incontrarsi.

Il TCA (Television Critics Association) è un gruppo di giornalisti del settore televisivo americano e canadese che si incontrano due volte l’anno a Los Angeles – a gennaio e luglio –  in conferenze note come Winter and Summer Press Tours.
In queste occasioni i vari network presentano i propri prodotti alla stampa ed entrambi sono succulenti appuntamenti per gli appassionati di serie televisive, poiché è possibile vedere immagini dei propri beniamini, sentire interviste o leggere articoli e spoiler riguardanti gli show più amati.

Television Critics Association

Altro importante appuntamento è quello degli upfronts che si tengono a New York nella terza settimana di maggio.
Così chiamati perché danno inizio all’importante vendita degli spazi pubblicitari dei network, durante gli upfronts, i dirigenti dell’industria televisiva incontrano giornalisti ed inserzionisti a cui presentano appunto i loro prodotti per la stagione successiva.
Il mese di maggio è molto caldo per la televisione americana, non solo in questo mese vanno in onda praticamente tutti i season finale delle più importanti serie televisive, ma i fan attendono anche con trepidazione il destino degli show da loro amati. Sempre in questo periodo infatti i network rinnovano i contratti con attori e produttori, decidendo sul rinnovo o la cancellazione dei vari show in onda.

La Fox presenta i propri programmi durante gli Upfronts

Commenti»

1. pali - 23/08/2011

ottimo spazio, e per niente noioso!

2. luca - 23/08/2011

Ottimospazio quasi quasi lo stampo.

3. Nicole - 23/08/2011

veramente interessante qst spazio

4. Paul - 23/08/2011

Devo dire che alcuni di questi termini non li conoscevo.

5. qwertyminus - 23/08/2011

Molto interessante, grazie ;)

6. Robby - 23/08/2011

Ottimo spazio, complimenti!

7. Paco - 24/08/2011

Grazie mille per le delucidazioni…molti termini li conoscevo già, ma è sempre meglio precisare tutto in modo da avere i concetti chiari al 100 %

Piuttosto, vi volevo chiedere di chiarirmi, giacché siamo in tema, il concetto di Syndacation, che mi è ancora un po oscuro, e la pagina di Wikipedia inglese non mi è stata molto d’aiuto, perché non c’ho capito nulla XD

Teresa - 24/08/2011

@Paco. Domanda complessa, che cercherò di semplificare al massimo.
Per syndication si intende la pratica attraverso la quale vengono venduti i diritti per la trasmissione di programmi televisivi a diversi “clienti”, come stazioni televisive o televisioni via cavo. Negli Stati Uniti, per farti un esempio pratico, la rete TNT manda costantemente in onda repliche di serie televisive, proprio grazie a questo sistema. La syndication è una componente fondamentale dell’industria televisiva moderna dato che, oltre a permettere al pubblico di vedere le repliche di una serie, è – ovviamente – una grossa fonte di guadagno, la principale in realtà che si ha da una serie televisiva.
Il prezzo stabilito per una serie televisiva è infatti direttamente proporzionale al suo successo, da questo puoi immaginare quanto importante sia questa pratica per uno show di successo.
La syndication è usata anche nel mercato internazionale, trasmettere “programmi sindacati” infatti, finisce per essere più conveniente che produrne di propri, con tutti i rischi di impresa che questo comporta. Abitudine ovviamente utile al mercato americano che ha così invece l’opportunità di investire in nuovi show, grazie a questa continua richiesta che viene dall’estero.
Questa pratica permette inoltre al pubblico, americano e non, di rivedere una serie in seconda battuta e capita spesso che, grazie ad essa, uno show che in prima battuta non aveva avuto grandissimo successo, sia invece riportato a nuova vita.
Semplificando al massimo il concetto, spero di essere stata utile, ma considera che ci sono vari aspetti di questa pratica che potrebbero essere approfonditi e spiegati probabilmente in maniera più completa ed accurata di quanto abbia fatto io!

Paco - 02/09/2011

Grazie mille della spiegazione, sei stata esaustiva :)

Lo leggevo più e più volte in giro, ma non riuscivo mai a capirlo a fondo. Sicuramente la tua spiegazione sarà la base per la spiegazione “più accurata e completa” di cui parli…

8. dave1311 - 24/08/2011

salve, bellissimo spazio, invece si potrebbe spiegare anche il significato di RATING? è un dato molto importante a quanto ne so perchè i network in base al rating della fascia adulti 18-49 anni, decidono di rinnovare una serie. ma non ho mai capito questo rating da cosa è dato… grazie :D

Teresa - 24/08/2011

Ho visto una serie di domande semplici, semplici a cui rispondere! :)
Proverò comunque a spiegarti la cosa nella maniera meno ingarbugliata possibile.
Il rating è un dato molto più ampio del nostro “auditel”, indica infatti la percentuale di famiglie americane che guardano un dato programma, rispetto al numero totale di possessori di una televisione, che essa sia o meno accesa al momento del rilevamento.
Diverso dal rating, è lo share – comparabile al nostro auditel -, che indica la percentuale di spettatori sintonizzata su un dato programma rispetto al numero di televisioni accese in quel dato momento.
Normalmente i dati di ascolto negli USA hanno questo aspetto: 6.8/11, in cui 6.8 è il rating, che indica che un dato programma TV è stato visto dall’6,8% delle famiglie americane che possiedono un televisore, mentre 11 è lo share, che indica che quel dato show è stato visto dall’11% delle famiglie con il televisore acceso al momento della trasmissione.
I dati sugli ascolti vengono normalmente comunicati negli USA il giorno dopo la trasmissione di un programma e vengono definiti “preliminari”, perché non sono del tutto precisi e mancano normalmente dei DVR, cioè i dati relativi a quella percentuale di persone che non segue il programma in diretta, ma lo guarda in differita. I DVR sono calcolati e presi in considerazione fino a sette giorni dalla trasmissione del programma in oggetto.
Quel 18-49 indica, come hai sottolineato, un gruppo di età.
Dai 18 ai 49 anni e normalmente è il gruppo più ricercato da chi analizza gli ascolti di un programma, perché sono le persone con maggiore potere di acquisto. Che quindi l’age group con questa caratteristica dimostri interesse per un dato programma, è ovviamente fondamentale per i pubblicitari e per chi produce i programmi stessi.
Spero di essere stata esauriente!

9. dave1311 - 24/08/2011

si grazie mille, ho capito perfettamente, più chiaro di così si muore, grazie ancora della risposta :D

10. enry - 26/08/2011

Post chiaro ed interessante.


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