jump to navigation

Dispersi d’estate (26) – La vera campagna di lancio di un finto centro commerciale 26/08/2011

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Dispersi d'estate, Film, Video e trailer.
trackback

Ogni anno nel mondo vengono prodotti circa 25 mila film. In Italia ne arrivano a malapena 500. Gli altri si disperdono nei buchi neri della distribuzione. Hideout.it da anni si occupa di recuperare il buono dei dispersi con rassegne, un sito, un festival e il libro “Dispersi. Guida ai film che non vi fanno vedere”. Nell’indolenza dell’estate, un buon film rinfresca più di un ghiacciolo, perché un disperso al giorno toglie l’afa di torno…

La vera campagna di lancio di un finto centro commerciale

Il muro di Berlino ha portato libertà all’Europa dell’Est, ma anche il capitalismo selvaggio e il consumismo sfrenato che, come un’epidemia, è dilagato tra la gente. Due documentaristi hanno provato ad analizzare questa realtà, fingendo l’apertura di un Centro Commerciale.

Titolo: “Ceský Sen”
Regia: Vít Klusák, Filip Remunda
Sceneggiatura: Vít Klusák, Filip Remunda
Fotografia: Vít Klusák, Filip Remunda
Montaggio: Zdenek Marek
Interpreti principali: Vít Klusák, Filip Remunda
Produzione: Morgan Spurlock
Origine: Repubblica Ceca, 2004
Durata: 86′
Colore


Recensione di Carlo Prevosti, apparsa originariamente qui

La vera campagna promozionale che ha preceduto la finta apertura di un grande magazzino nella periferia di Praga.

Se vuoi vedere il film con la traduzione italiana, scarica i sottotitoli su ItalianSubs

Nel 1989, la caduta del Muro di Berlino è sembrata una liberazione da tutti i mali che il regime comunista ha provocato agli stati dell’Europa dell’Est. In realtà si aprivano così le porte ai nuovi mali, quelli che la gente non conosceva ancora, quelli legati al mondo del capitalismo e del consumismo sfrenato.

La Repubblica Ceca, dopo aver visto la primavera di Praga, dopo il sacrificio di persone come Ian Palach, ha subito l’invasione più inaspettata e devastante, quella dei centri commerciali e degli ipermercati.

Ceský Sen, traducibile sulla falsa riga dell’American Dream come Sogno Ceco, è un documentario, quasi un esperimento, che due giovani registi hanno messo in piedi per dimostrare l’entità del fenoemeno che nei primi anni del terzo millennio ha dilagato nel loro stato. La documentazione della vera campagna promozionale che precede la finta apertura di un grande magazzino nella perferia di Praga. Tutto vero, tranne l’oggetto della pubblicità, quasi un termometro per misurare la febbre da capitalismo selvaggio e la spropositata voglia di essere come gli occidentali visti nei film, nel bene e nel male.

Ceský Sen è il nome scelto per il centro commerciale da lanciare. Vít Klusák e Filip Remunda, studenti della Accademia cinematografica della Repubblica Ceca, giocano un brutto scherzo alla cittadinanza della capitale ceca.

Due settimane di campagna promozionale massiccia, attraverso spot radiofonici dai jingle accattivanti, cartelloni colorati e volantini distribuiti ovunque. Anche il pakaging dei prodotti che avrebbero dovuto stipare gli scaffali, è realizzato nei minimi dettagli.

Ceský Sen è una burla, uno scherzo realizzato ai danni di una nazione intera. Le reazioni sono state feroci, come quelle che il pubblico accorso all’innaugurazione del supermercato che ha tentato di linciare i due registi, ma forse è la normale reazione di chi si sente messo alla berlina per una frenesia di cui è stato succube senza renderse conto, trasformandosi nella deformazione più grottesca del cliente moderno di questi templi del consumismo globalizzato.

Ma Ceský Sen è qualcosa in più di uno scherzo. In poco meno di un’ora e mezza si trasforma in uno spaccato del mondo della pubblicità, svelando i retroscena nascosti di come nasce, cresce e si diffonde una campagna pubblicitaria massiccia. L’anima spietata dei creativi che nel pubblico vede un bersaglio da colpire, da sublimare, da risucchiare nel suo meccanismo. Sono così molti i punti di vista, le chiavi di lettura e di interpretazione che possono essere date a questo piccolo gioelli di anticonformismo documentario. Un esperimento sociologico, un documentario performativo capace di mostrare quanto la pubblicità abbia un potere persuasivo e manipolatorio, utilizzandone gli stessi meccanismi.


Trailer originale:

Annunci

Commenti»

No comments yet — be the first.

Lascia il tuo commento...

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: