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TeleNews #69 – Gossip: addio tra Carlo Conti e Roberta Morise – Nicola Porro sostituisce Luisella Costamagna a In Onda – Speciale: la TV accorcia la vita? Il parere di Aldo Grasso – La TV in edicola: Gabriel Garko – Telefilm: il destino dei teleamanti è tenersi sulla corda; il nuovo Dallas, roba da Casalinghe Disperate 26/08/2011

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Giornali e riviste, TeleNews, TV ITA.
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Lo spazio “TeleNews – Notizie dal mondo della televisione” propone una rassegna stampa – segnalando le fonti di provenienza – di notizie ed argomenti vari legati al mondo dello spettacolo e della televisione italiana e straniera, e che non hanno trovato posto in altri appuntamenti abituali del blog.
Se avete segnalazioni da fare, lasciate il vostro messaggio qui.

  • GOSSIP: addio tra Carlo Conti e Roberta Morise
    La notizia arriva da fonti ufficiali. Roberta Morise e Carlo Conti si sono lasciati. In perfetto stile “Clooney- Canalis”, è proprio l’avvocato Cataldo Calabretta, legale della showgirl, ad annunciarlo con questa nota: “La loro è stata una bellissima storia d’amore ma purtroppo non tutte le favole hanno un lieto fine. Roberta e Carlo continuano ad avere un ottimo rapporto d’affetto e di stima. Anche se c’è da dire che era da tempo che la coppia sembrava stesse attraversando un momento di crisi. Almeno questi erano i rumors che si erano creati in rete.  In effetti, oltre a questi rumors, durante alcuni eventi estivi Roberta era apparsa visibilmente serena, anche se da sola. Tra l’altro, in occasione del Premio Filottete che si è svolto a Cirò Marina, in provincia di Crotone, organizzato dall’amico, legale e addetto stampa della Morise, Cataldo Calabretta, nonostante la show-girl abbia ritirato il Premio alla carriera, per gli ottimi consensi ottenuti, di Carlo Conti nemmeno l’ombra. Eppure il momento artistico di Roberta era di un certo valore, perché oltre a ritirare il Premio, la  venticinquenne cirotana, nella stessa serata aveva  presentato alla stampa anche il video della sua canzone Doobidoo, estratto dall’album E’ soltanto una favola. L’ultima volta che pubblicamente erano stati avvistati insieme, è stato in occasione della kermesse di bellezza, trasmessa su Rai1, Miss Italia nel mondo.
    Dai loro “esordi amorosi” negli studi dell’Eredità, dopo che lei vi approdò da Miss Italia 2004,  sono trascorsi  sei anni. La loro alchimia si era rivelata sin dall’inizio: lui  presentatore di fiducia della rete ammiraglia Rai, lei professoressa del fortunato game show, per poi apparire anche in prime  time con I migliori anni, varietà condotto sempre da Conti. Nonostante l’intesa artistica Carlo e Roberta per lungo tempo hanno mantenuto segreta la loro relazione, per poi renderla pubblica  solo nel gennaio 2010.  Tra l’altro in una recente intervista Roberta aveva dichiarato di aver pensato alle nozze ma a giugno Conti ha rilasciato una dichiarazione che ha lasciato tutti sgomenti. In quell’occasione il conduttore toscano aveva tenuto a precisare che, contrariamente alla sua amata, aveva escluso la possibilità di sposarsi nell’imminente. È risaputo peraltro che Carlo Conti, così come i suoi amici toscani, Giorgio Panariello e Leonardo Pieraccioni, è restio al matrimonio, e probabilmente  potrebbe essere stata questa la causa della rottura con Roberta.
    Sembrava proprio un momento magico per la showgirl calabrese. Qualche mese fa dichiarava: “Sto vivendo un bel periodo, questo cd è il mio vanto, sono felicissima di essere riuscita a realizzare un sogno che avevo da tempo. Per il secondo anno consecutivo sono stata la protagonista di uno show di prima serata, campione d’ascolti. Ho imparato molto. Ho migliorato la mia voce grazie all’ausilio di validi professionisti. Credo che sarà per sempre il più bel ricordo della mia carriera”.  Per quanto concerne la vita sentimentale invece nessuno ancora era conoscenza che la coppia dopo qualche settimana sarebbe  “scoppiata”, e almeno per il momento per entrambi non c’è alcun interesse di riconciliarsi. Segno che probabilmente i rumors sulla loro crisi erano fondati e che ambedue hanno avuto modo di elaborare la scelta di lasciarsi senza alcun rancore.
    (articolo di Flavio Iacones per AntonioGenna.net Blog, 26 agosto 2011)
  • Di speciale c’è solo SkyTg24
    Domenica sera la presa di Tripoli da parte dei ribelli è stata vista in diretta, con i continui aggiornamenti, soltanto nei tg. Sky tg24 ha dedicato spazio a oltranza alla diretta, il tg della notte di La7 ha allungato la messa in onda fino a coprire l’evolversi della situazione. E Rai e Mediaset? Aggiornamenti solo a notte fonda. Lo spazio di Speciale Tg1 era dedicato a un altro argomento. Evidentemente, tra le reti generaliste, non si è più in grado di mettere in onda a caldo uno speciale del tiggì. Nemmeno quando c’è una guerra.
    (fonte: “Italia Oggi”, 24 agosto 2011 – articolo di Marco Castoro)
  • Nicola Porro sostituisce Luisella Costamagna a “In Onda”
    Atti di “cannibalismo catodico” a La7: il boss dell’emittente di Telecom Italia, Giovanni Stella, nomignolato per i suoi modi sentimentali “Er Canaro”, s’è magnato la tosta Luisella Costamagna. Anzi, visto che co-conduceva con Luca Telese “In Onda”, l’ha proprio affogata. La striscia di informazione che segue le smorfie tricologiche di Lillibotox Gruber (il volto è da un pezzo “paralizzato”) avrà, a partire dal prossimo ottobre, un nuovo conduttore al fianco di Ciccio Telese: il vispo Nicola Porro.
    Essì, sarà il vicedirettore del berluschino “Il Giornale”, ben collaudato da plurimi ospitate ad “Annozero” e a “Ballarò”, a fare il controcanto al “sinistro” giornalista de “Il Fatto”. Telese, da parte sua, appiccicandosi un minuto sì e un altro pure con la precisina Costamagna, aveva lasciato intendere, a dispetto di Aldo Grasso, di possedere una attitudine buffa a fare una “Casa Vianello” in chiave politica.
    Non si sa ancora dove verrà ricollocata la signora Costamagna – rispetto a coscialunga D’Amico non ha a disposizione una rete di salvataggio come Sky. Quello che è certo è che l’operazione ‘Porro Seduto’ è stata pensata e condotta a termine dall’amministratore delegato de La7 senza – e sottolineo senza – che ne fosse coinvolto il neo direttore del palinsesto, il transfuga di Rai3 Paolo Ruffini…
    Così, dopo l’inviato di “Libero” Gianluigi Nuzzi, che scodellerà in autunno una serie di inchieste in seconda serata, Stella aggiunge un altro tocco di “destra” a una rete che rischiava, tra un Lerner e una Gruberova, tra l’ex santorino Formigli e un Mentana che smontezemola con le Tod’s ai piedini, aggiungere gli speciali primaverili di Saviano e Fazio, di essere una copia di Rai3.
    (fonte: Dagospia.com, 22 agosto 2011)
    L’indiscrezione di Dagospia è stata confermata: dal 17 settembre sarà Nicola Porro ad affiancare Luca Telese alla conduzione di In Onda nel week-end di La7. Per Luisella Costamagna invece non è da escludere che venga utilizzata alla guida di Omnibus nella fascia mattutina. Da settembre il programma de La7 dovrà vedersela in uno scontro diretto contro Andrea Vianello di Raitre, al quale è stato anticipato l’orario di Agorà.
    (fonte: “Italia Oggi”, 24 agosto 2011 – articolo di Marco Castoro)
  • Italia 1 cerca la sostituta di Benedetta Parodi
    A Italia 1 fervono i lavori per la prossima edizione di “Cotto e mangiato” – dopo l’addio di Benedetta Parodi che è traslocata a La7– che avrà una nuova conduttrice. Il toto-nomi comprende, tra le altre, Fiammetta Cicogna, Elena Santarelli ed Elisabetta Gregoraci. La rubrica partirà verso metà settembre o inizio ottobre, come sempre in coda al Tg delle 12.25.

    “Sono arrivate varie candidature, stiamo valutando nomi interni alla testata e anche esterni”, dice il direttore di Studio aperto Giovanni Toti a ‘Tv Sorrisi e Canzoni’ – Faremo i provini nella seconda settimana di settembre”.
    Requisiti? “Donna, telegenica, con passione e capacità ai fornelli, intorno ai 30 anni per rispettare il target della rete”.
    Dal canto suo, Benedetta Parodi svela i segreti di “I menu di Benedetta”, il programma con cui debutterà su La7 dopo le vacanze estive: “Sarò in onda dal 19 settembre, dal lunedì al venerdì, alle 12.25”, anticipa la giornalista-cuoca. Che dunque cucinerà per la rete di Telecom Italia nello stesso orario del telegiornale Studio aperto su Italia 1, dove fino a pochi mesi fa conduceva il suo “Cotto e mangiato”.

    (fonte: TgCom, 23 agosto 2011)

RICERCHE

  • La TV accorcia la vita?
    Chi vuole vivere più a lungo deve guardare meno la televisione e fare più sport. Già lo si sospettava, ora c’è la certezza grazie a uno studio pubblicato sul British Journal of Sports Medicine, condotto dai ricercatori dell’università del Queensland su 11 mila persone con più di 25 anni. Secondo gli studiosi australiani, infatti, un’ora di televisione ha lo stesso effetto di due sigarette: per ogni 60 minuti passati immobili davanti al piccolo schermo, la vita si accorcia di 22 minuti. Per un totale di quasi cinque anni persi per chi (pari a circa l’uno per cento della popolazione) guarda il piccolo schermo per sei ore al giorno. Gli scienziati hanno stimato che nel 2008 gli australiani con più di 25 anni hanno passato 9,8 miliardi di ore davanti al video, pari a 286 mila anni di vita persi.
    MEDIA ALTA– «Il tempo trascorso guardando la tv», sostiene al ricerca, «è associato a una riduzione dell’aspettativa paragonabile a quella legata ai principali fattori di rischio per malattie croniche, come l’inattività fisica o l’obesità». Il dato, affermano i ricecatori dell’Università del Queensland, non può essere limitato solo alla realtà australiana: «Gli effetti della tv negli altri Paesi del mondo industrializzato sono con ogni probabilità comparabili», assicurano, considerando che nelle nazioni più sviluppate le ore passate davanti alla tv sono in media simili. Nel Regno Unito sono quattro al giorno, ricorda il Daily Mail, e cinque negli Stati Uniti. E l’Italia? Secondo il rapporto Eurispes 2008 l’8% degli italiani trascorre più di quattro ore davanti allo schermo televisivo.

    TV E MALATTIE – All’inizio di quest’anno uno studio aveva dimostrato che il rischio di ammalarsi di diabete di tipo 2 e malattie cardiache aumenta del 20% con due ore di tv al giorno. Inoltre un altro studio pubblicato sulla rivista medica spezializzata Lancet afferma che guardare troppo la televisione andrebbe considerato rischioso quanto fumare, ingrassare o non fare sport. La ricerca, firmata da Chi-Pang Wen dei National Health Research Institutes di Taiwan, e Jackson Pui Man Wai della National Taiwan Sport University, ha analizzato i dati raccolti su oltre 416 mila persone che avevano partecipato a un programma medico di screening fra il 1996 e il 2008. Rispetto a chi non svolgeva alcuna attività fisica, le persone che facevano anche poco esercizio (92 minuti a settimana, circa un quarto d’ora al giorno) avevano un rischio di morte prematura del 14% inferiore e una probabilità di morire di cancro minore del 10%, con un’aspettativa di vita di tre anni più lunga.
    (fonte: Corriere.it, 16 agosto 2011)

  • Il parere di Aldo Grasso
    Quando è apparsa la notizia, che la televisione accorcia la vita di chi la guarda, so che molti hanno pensato a me, al critico televisivo. Chi mi vuol bene, con qualche rammarico; chi mi vuol male (mi auguro per ragioni professionali), con sommo godimento. Immagino che al giornale, prima di commissionarmi il pezzo, abbiano avuto un moto di commossa solidarietà. Almeno lo spero.
    Ho toccato ferro, per gli uni, per gli altri
    , per tutti e adesso mi accingo ad alcune riflessioni con funzione apotropaica. L’aggettivo non è comune, ma pare che, usandolo, serva ad allontanare, se non ad annullare un’influenza maligna. Per questo cercherò di distribuire la notizia con cura, a piccole dosi.
    Secondo alcuni studiosi, un’ora di tv ha lo stesso effetto di due sigarette
    : per ogni 60 minuti passati immobili davanti al piccolo schermo, la vita si accorcia di 22 minuti. Ignoro quali siano le mie aspettative di vita, ma vi assicuro che sommando 22 a 22, e poi ancora 22 a 22, moltiplicando poi il tutto per le ore passate a prendere appunti davanti al televisore, alla fine il risultato si fa preoccupante. Non solo ho sprecato tempo prezioso a seguire (butto giù le prime cose che mi vengono in mente) le improbabili performance artistiche di Alba Parietti, i dibatti di Monica Setta, le liti del Grande fratello, i discorsi fintamente colti di Paolo Bonolis, le passeggiate nevrotiche di Giovanni Floris e le irritate discussioni dei suoi ospiti, le urla di Simona Ventura, l’ascesa e il rapido declino di dj Francesco, i poveretti che vanno sull’isola dei famosi a mendicare una seconda opportunità, le telecronache sportive della Rai, le notti di Gigi Marzullo, il Tg1 di Minzolini, le spiritosaggini di Serena Dandini, la coppia Mauro Mazza e Pino Insegno, gli sceneggiati buonisti con Terence Hill, le opinioni di Irene Pivetti, le interviste di Claudio Brachino, i modellini mortuari di Bruno Vespa, tutti quelli che dicono «io non l’ho interrotta, lei non mi interrompa», i giornalisti che alla mamma del morto chiedono «cosa prova in questo momento?», le teorie di Lorella Zanardo da Gad Lerner, tutti i programmi di Michele Guardì, gli scrittori, anche i più snob, che hanno sempre disprezzato la tv ma non possono fare a meno di frequentarla quando devono presentare un loro libro, la telefonata di Masi a Santoro, le prediche di Santoro, gli ospiti di Santoro, Santoro stesso, il cinismo di Barbara D’Urso, le elucubrazioni di Morgan, la Storia (s)piegata da Minoli a sua immagine o somiglianza, le dichiarazioni di Capezzone o di Gasparri o di Cicchitto…
    Ebbene, secondo i ricercatori dell’Università del Queensland
    , tutti costoro – una minima parte della poltiglia stomachevole che ogni giorno ingolliamo – ci avrebbero anche sottratto una parte della nostra vita: «Il tempo trascorso guardando la tv è associato a una riduzione dell’aspettativa paragonabile a quella legata ai principali fattori di rischio per malattie croniche, come l’inattività fisica o l’obesità». Già mi chiamo Grasso, se ci aggiungo fattori negativi paragonabili all’obesità sono a posto. Cosa faccio, chiedo loro un risarcimento danni?
    Se non avessi dilapidato il mio tempo a guardare la tv
    (novella Medusa che affascina e impietrisce l’incauto spettatore) il mio stato d’animo non sarebbe ora turbato da questo terribile contrappasso; troverei perfino la forza di scrivere un fondo sulla morte del romanzo o un editoriale sulla crisi del liberalismo o un elzeviro sui caffè letterari della Mitteleuropa. Insomma, a frustrazione si aggiunge frustrazione. Lo studio pubblicato sul British Journal of Sports Medicine calcola che chi guarda con regolarità la tv perde mediamente cinque anni di vita. I ricercatori sono australiani, hanno condotto le loro analisi sulla popolazione australiana (11 mila persone con più di 25 anni), il punto di riferimento è la tv australiana. Che, notoriamente, è alquanto noiosa. Non posso pensare che, facendomi due risate con Fiorello o Checco Zalone, seguendo una partita di calcio, appassionandomi a un telefilm americano, il conto alla rovescia della mia vita acceleri paurosamente. No, tutta colpa della noiosa tv australiana. Del resto, con i miei occhi, ho visto persone anziane allungare la loro vita proprio grazie alla compagnia che faceva loro la tv.
    Magari ora, come sui pacchetti di sigarette
    , prima di un qualsiasi programma apparirà un avviso tipo «nuoce alla salute» oppure «attenzione, guardare la tv accorcia la vita». Per intanto, vado a farmi una camminata nei boschi. Ah la tv, questo surrogato della vita armato di pugnale!
    (fonte: “Corriere della Sera”, 19 agosto 2011 – articolo di Aldo Grasso)

LA TV IN EDICOLA

“SORRISI E CANZONI TV” n°35/2011
Nel numero in edicola Gabriel Garko presenta la sua nuova fiction Mediaset “Sangue caldo”, in cui recita al fianco di Asia Argento.

TELEFILM


  • Il destino dei teleamanti è tenersi sulla corda
    Amori in corso. Ma continuamente interrotti. Come i lavori. Alla vigilia della nuova stagione tv potremmo, noi spettatori, scrivere una letterina a Babbo Natale: «Portaci in dono le coppie», essendo frustrante, alla fine, questa continua fiction interrupta. Anche la Tata, dopo tanto tira e molla, ha sposato Mr. Sheffield, ricco produttore di Broadway nonché suo datore di lavoro; e il Dottor House si è messo con la Cuddy, suo capo all’ospedale. E sono andati ancora avanti alcune annate, gli uni ad amarsi, e facendo figli, gli altri ad odiarsi e dando, lui, sempre più di matto. Pure i protagonisti di Friends ciclicamente ci cascavano tra loro, e questo non ha nuociuto alla serie. Anzi. Non necessariamente il tenere sulla corda il pubblico, si baceranno?, non si baceranno?, può essere proficuo. Talvolta è controproducente, e la storia diventa sempre più bislacca. E dunque vediamo, caro Babbo Natale, i telefilm dove potresti intervenire perché l’incertezza, anziché tenere sulla corda, non si trasformi in uggia.
    CASTLE. New York bene. Lui, Richard Castle, l’attore canadese Nathan Fillion, è un affascinante scrittore di gialli; lei, Kate Beckett, l’attrice canadese con padre serbo e madre croata Stana Katic, è la poliziotta diventata sua musa ispiratrice. Collaborano, si piacciono, ma al momento buono, c’è sempre uno dei due che si tira indietro. Si guardano, si ingelosiscono, civettano, approdano ad altri lidi. Datevi una mossa.
    BONES . Washington capitale. Lei, Temperance Brennan, Emily Deschanel, è un’antropo-archeologa-scrittrice, soprannominata per l’appunto Bones, ossa. Lui è Seeley Booth, David Boreanaz, agente dell’FBI. La scienziata è apparentemente fredda, ma si capisce che il ghiaccio le bolle dentro: pronto a sciogliersi di fronte alle avance del detective dall’aria bietolona ma tanto solida. Che quando le sussurra «ti amo», corre ai ripari dicendo che si è sbagliato. Datevi una mossa anche voi.
    NCIS. Naval Criminal Investigative Service. Washington e i marines. Già ci si aspettava che il protagonista, l’agente speciale Leroy Jethro Gibbs, Mark Harmon, si rimettesse con il direttore Jennifer Shepard, sua ex. Solo che nel bel mezzo del tergiversare, l’han tolta di mezzo uccidendola in missione. Restano gli agenti Tony Dinozzo, Michael Weatherly, e Ziva David, Cote de Pablo, israello-americana del Mossad. Si fanno gli occhi dolci dal primo episodio, ma pur di non concretizzare, lei si mette con un terrorista, e lui con la figlia di un delinquente. Benedetti ragazzi.
    THE GLADES. Florida, lo Stato del Sole. Lui, Matt Passmore, è il poliziotto Jim Longworth, che ha dovuto lasciare Chicago perché il suo capo credeva fosse andato a letto con la moglie. Lei è Callie Cargill, Kiele Sanchez, infermiera che studia da medico e che lo aiuta a risolvere i casi. I due si piacciono, ma lei è sposata con un galeotto e così trascinano il loro gradimento e fanno gli offesi.
    ROYAL PAINS . Ricchi Hamptons, fabbrica di villeggiatura. Lui è Hank Lawson, Mark Feuerstein, medico costretto a lasciare New York perché ha salvato la vita di un giovane povero prima di quella di un vecchio ricco: i suoi capi non hanno gradito; lei è Jill Casey, Jill Flin, dirige l’ospedale della contea. Si piacciono, è evidente, ma vengono continuamente distratti dalla vita e da altri sguardi.
    E quindi: poiché questa è fiction, bellezza, dove le donne dirigono tutto e tutti sono medici, poliziotti, e buoni, tanto vale che i Nostri si sposino e vivano felici e contenti. Un’ultima cosa, caro Babbo Natale: fai ricongiungere Grissom con la fidanzata Sara e riportalo a «CSI».
    (fonte: “La Stampa”, 26 agosto 2011 – articolo di Alessandra Comazzi)

  • Il nuovo Dallas, roba da Casalinghe Disperate
    Evocativa e kitsch come i tailleur dalle spalle imbottite, i ciuffi laccati, le indigestioni di rucola. Signori e signori, in diretta dagli Anni Ottanta riecco a voi Dallas: il fumettone che lanciò Canale 5 e la tivù commerciale in Italia, odiosamato, cafone, opulento, laccatissimo. Dopo decine di proclami e di rinvii, la nuova serie è pronta per essere messa in onda negli Stati Uniti sul canale satellitare Tnt, forse già dal prossimo gennaio e non dall’estate 2012 com’era stato annunciato in precedenza. Che questa volta ci siamo lo conferma una foto di gruppo, la prima, del cast.
    Non è uno scherzo rinverdire un giocattolo che, tra il 1978 e il 1981, fu tradotto e doppiato in 67 lingue e trasmesso in novanta Paesi. Al di là della curiosità archeologica, e della recherche nostalgica per alcuni milioni di cinquantenni cresciuti sotto l’edonismo reaganiano, c’è da chiedersi se davvero qualcuno potrà appassionarsi, nella recessione prossima ventura, ai tormenti e alle estasi di un’aggressiva famiglia di petrolieri texani, praticamente dei Bush un po’ più ruspanti e incasinati. «Petrolieri? Come quei bastardi che hanno messo la benzina a quattro dollari al gallone?», già ringhia, da uno dei forum dedicati al programma, un teleutente di nuova generazione.
    Non sottovalutiamo gli sceneggiatori: dai primi indizi ricostruibili in Rete, anche se si rimaterializzeranno le note presenze di Linda Gray-Sue Ellen (ben conservata), Patrick Duffy-Bobby (del tutto canuto) e naturalmente Larry Hagman-J.R. (un barbagianni ottantenne sotto lo Stetson), il Dallas 2.0 pescherà nei territori della fiction tv americana del ventunesimo secolo: i prati verdi sepolcrali della sigla, anticipata al sito DallasTNT.com, ricordano subliminalmente i cimiteri di Six Feet Under, ma soprattutto la parte nuova del cast arriva quasi tutta da Desperate Housewives . Anzi, è probabile che, licenziate le casalinghe di Wisteria Lane, il revival di Dallas sia proprio destinato a quel target.
    Vediamo: Christopher Ewing, figlio di Bobby e di Pamela (Victoria Principal, e tu dove sei finita? Ti avevamo lasciata moglie di un chirurgo plastico), è impersonato da Jesse Metcalfe, che delle casalinghe disperate era il toyboy. Da lì sono stati riciclati anche Josh Henderson nella parte di John Ross, rampollo di J.R. e di Sue Ellen, e Brenda Strong, che di Bobby è la nuova moglie. Siccome il pubblico ispanico è diventato determinante nel successo di un programma televisivo, ecco poi la panamense Jordana Brewster di Fast and Furious nel ruolo di Elena, la bombastica figlia del cuoco del ranch di Southfork che farà impazzire i due cugini, l’argentina Julie Gonzalo in quello di Brenda, la fidanzata di Christopher, e la cilena Leonor Varela, già Cleopatra in uno strombazzato kolossal dell’Abc, in quello ancora misterioso di Marta Del Sol.
    Sì, ci sarà pure la mitologica «nana di Dallas», la nipotina Lucy ossia Charlene Tilton, classe 1958 e uno e 50 di statura, che in tutti questi anni ha cincischiato tra filmetti tivù e titoli trascurabili tra cui Superhero-Il più dotato dei supereroi . Ma è più significativo il nome del regista: Michael M. Robin è tra i creatori di The Closer , il telefilm poliziesco neofemminista con Kyra Sedgwick che ha ridefinito i ruoli di genere nella fiction tv americana. Si ha l’impressione che le donne conteranno sempre di più a Southfork.
    Li avevamo lasciati con una puntata crepuscolare, la numero 356, andata in onda negli Stati Uniti davanti a 33 milioni di spettatori, con J.R. privato della Ewing Oil e tentato dal suicidio. Uno spiritello gli mostrava come se la sarebbero cavata i suoi parenti se lui non fosse mai nato, in stile La vita è meravigliosa : un espediente narrativo colto, certo meno corrivo del famigerato «sogno di Pamela», che aveva cancellato di peso la morte di Bobby. Oggi, campo libero agli eredi: fichissimi e con mascella tagliente, già pronti a scannarsi per il malloppo ma anche consapevoli che «il petrolio fa parte del passato». Il primo trailer mostra un J.R. invalido o poco più, torride scene di sesso con camicette coreograficamente lanciate per aria, un gran matrimonio di gusto massimalista, la tardiva preghiera di Bobby al fratello: «Non voglio che diventino come noi». La puntata «Chi ha sparato a J.R.?» fece ammattire il mondo: il Parlamento turco rimandò una seduta per permettere ai suoi membri di scoprire il colpevole. Oggi il nuovo Dallas servirà ad arricchire il curriculum di qualche muscolosa star in ascesa. E questo è il meglio che gli si può augurare.
    (fonte: “La Stampa”, 20 agosto 2011 – articolo di Egle Santolini)

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Commenti»

1. gibi7 - 26/08/2011

E Rai News come si è comportata, ha dato spazio nelle sue trasmissoni alla presa di Tripoli?

Con la sostituzione della Costamagna con Porro, il livello qualitativo del programma “In onda” scende di molto…

I ricercatori australiani hanno scoperto l’acqua calda, è chiaro che se fai una vita sedentaria, la tua aspettativa di vita scende…

2. ABREdoskoi - 26/08/2011

“un’ora di televisione ha lo stesso effetto di due sigarette: per ogni 60 minuti passati immobili davanti al piccolo schermo, la vita si accorcia di 22 minuti”: bene, io di solito faccio altro con la tv accesa, quindi limito i danni? Sono immobile e fermo solo la sera e neanche tanto perchè magari, tranne che a letto, vado in giro per la stanza, in bagno, in cucina, di continuo

3. ABREdoskoi - 26/08/2011

Il destino dei teleamanti è tenersi sulla corda

Avranno paura dell’effetto Moonlighting

4. Alex - 27/08/2011

sarà che ormai di questi tempi in tv si è visto di tutto o sarò io che sono prevenuto cmq la prima cosa che mi è passata per la mente leggendo qui che Porro sostituiva la Costamagna è che ( oltre al dispiacere tutto maschile nel perdere la costamagna) la7 essendo schierata a sinistra visti i conduttori( mentana, gad lerner, la d’amico prima che ora nn c’è più, lo stesso telese,fazio e altr) abbia voluto o meglio gli stessi che hanno impedito a santoro d fare annozero su la7, abbiano voluto inserire porro per spostare l’ago un pò più a destra. detto questo, politica a parte, nn lo vedo un personaggio adatto televisivamente parlando.


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