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Cinema Festival #239 – Venezia Cinema 2011, dal nostro inviato – seconda giornata: Le Idi di marzo, El campo, Scossa, Ruggine 01/09/2011

Posted by Antonio Genna in Articoli, Cinema e TV, Cinema Festival, Festival, Film.
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cinemafestivalUn altro appuntamento speciale dello spazio “Cinema Festival” interamente dedicato alla 68a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, che si concluderà sabato 10 settembre 2011.Venezia, Mostra del Cinema
Ecco un breve resoconto della seconda giornata, questa volta scritto dall’inviato di questo blog alla Mostra Daniele Bernabei.

Abbiamo recuperato le “Idi di Marzo” di George Clooney e non siamo rimasti delusi. Sebbene il film non possa certo essere definito il migliore di Clooney, ha il pregio di rispecchiare con delicatezza ed efficacia il senso di disillusione che sembra pervadere la politica statunitense del (post-) Obama e di risuonare allo stesso tempo universale. Impossibile non ritrovare echi degli scandali mostrati da Clooney negli affari politici di qualsiasi nazione, in primis la nostra repubblica delle banane. La performance di Ryan Gosling è solida ed il cast nel complesso è eccezionale.

Presentato senza troppe fanfare, invece, “El campo” esplora con semplicità la lenta distruzione del rapporto di due giovani sposi sorta in seguito alla decisione di lui di trasferire la neonata famiglia in campagana. Il carattere passivo di lui e quello passivo-aggressivo di lei, entrambi tratteggiati con profondità sia dalla sceneggiatura che dalla recitazione dei protagonisti, crea le condizioni giuste per una ansiosa e tardiva esplosione che arriva a colpirci con grande potenza. Tocco registicamente intrigante la presenza di elementi stilistici tipici dei film dell’orrore, portando lo spettatore dentro le psicosi della protagonista e creando un contrasto con l’enfasi data invece al punto di vista maschile dalla sceneggiatura.

Il film italiano “Scossa“, presentato personalmente oggi dai quattro registi che lo hanno firmato, Andrea Frezza, Ugo Gregoretti, Carlo Lizzani e Francesco (Citto) Maselli, esplora da punti di vista differenti il terremoto di Messina del 1908. Le quattro sezioni in cui è diviso il film sono ulteriormente legate da una scelta di stilizzazione marcata, tutte tese a ricordare allo spettatore di star guardando un film. I fondali e gli effetti speciali sono dichiaratamente falsi, e l’ultima storia arriva addirittura a mostrare un personaggio di 160 anni incapace di invecchiare. Il progetto nel suo complesso è affascinante, ed è raro trovare in italia una produzione che cerchi coscientemente di creare un design, in modo non dissimile a quello che fa Frank Miller sullo schermo. Tuttavia, l’opera non presenta lo stesso livello di qualità in tutte le sue parti. Se la seconda ci lascia indifferenti per il suo tono eccessivamente didascalicoì, l’ultima sezione invece è graffiante nella sua assurda ironia.

In “Ruggine” non si puo non rimanere affascinati dalla performance di Filippo Timi. Il suo personaggio è “l’orco cattivo” per antonomasia, il pedofilo che uccide i bambini visto dal punto di vista dei bambini stessi. Ciò nonostante, Filippo rimane sempre al di qua della semplice caricatura, creando un personaggio deviato e sinceramente terrorizante. L’ambientazione è l’altra grande protagonista del film: una vecchia discarica (o fabbrica?) abbandonata, perennemente sul procinto di crollare, e scelta come zona di gioco dei bambini protagonisti (tutti molto bravi). Nonostante questi elementi, il film prende un lungo (estenuante?) tempo a decollare, inserendo digressioni sulla vita adulta dei bambini protagonisti. Questi inserti in molti casi poco aggiungono alla storia ed è un peccato vedere i talenti di Valerio Mastandrea e Stefano Accorsi non venire completamente utilizzati.


Per approfondire quali nuovi film potete trovare ogni settimana in uscita nei cinema italiani visitate gli spazi “Cinema futuro” e “Al cinema…” del blog.

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