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Dispersi d’estate (37) – Balibo, l’invasione nascosta 06/09/2011

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Dispersi d'estate, Film, Video e trailer.
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Ogni anno nel mondo vengono prodotti circa 25 mila film. In Italia ne arrivano a malapena 500. Gli altri si disperdono nei buchi neri della distribuzione. Hideout.it da anni si occupa di recuperare il buono dei dispersi con rassegne, un sito, un festival e il libro “Dispersi. Guida ai film che non vi fanno vedere”. Nell’indolenza dell’estate, un buon film rinfresca più di un ghiacciolo, perché un disperso al giorno toglie l’afa di torno…

Balibo, l’invasione nascosta

Un film importante per il ricordo di un genocidio quasi dimenticato, quello avvenuto a Timor Est negli anni Settanta.

Titolo: “Balibo”
Regia: Robert Connolly
Sceneggiatura: Robert Connolly, David Williamson, dal libro di Jill Jolliffe
Fotografia: Tristan Milani
Montaggio: Nick Meyers
Musica: Marcello De Francisci, Lisa Gerrard
Interpreti principali: Anthony LaPaglia, Oscar Isaac, Damon Gameau, Gyton Grantley, Nathan Phillips, Mark Winter, Thomas Wright
Produzione: Arenafilm, The Australian Film Commission, Balibo Film, Cinimod Film, Content International, Film Victoria, Melbourne International Film Festival, Screen Australia, Showtime Australia
Origine: Australia, 2009
Durata: 111′
Colore


Recensione di Roberto Rotunno, apparsa originariamente qui

Dall’Australia, nel 1975, alle prime avvisaglie dell’invasione indonesiana di Timor Est, partono cinque giovani reporter (oggi chiamati Balibo five) di due canali televisivi concorrenti, Channel 7 e Channel 9, per documentare il tutto. Poco tempo dopo sono scomparsi, senza che la loro patria se ne sia interessata e con scarso clamore sugli stessi media che li mandarono in missione. Prima della fine dell’anno, però, il giovane Jose Ramos-Horta, ministro degli Affari Esteri del governo indipendentista, va in Australia per prendere contatto con un giornalista, Roger East, e proporgli di andare a Timor come responsabile dell’ufficio stampa del governo. Roger accetterà, con la ferma intenzione di indagare sulla vicenda dei “five”.

Se vuoi vedere il film con la traduzione italiana, scarica i sottotitoli su ItalianSubs

La triste vicenda di Timor Est, invasa dall’Indonesia nel 1975, è molto poco nota, non come dovrebbe. L’invasione passò completamente in sordina e sotto un voluto silenzio da parte della comunità internazionale. L’ONU solo nel 1999 inviò una forza di peacekeeping. Quali furono le ragioni? Vanno certamente ricercate, al solito, in questioni politiche di scacchiere d’influenza militare, tanto che a lungo il movimento indipendentista fu tacciato di comunismo, a torto visto che alla base della resistenza non c’erano ideologie di sorta. La storia narrata nel film è assolutamente vera e documentata, frutto di indagini successive, partendo da Juliana, una donna intervistata da un funzionario ONU. Oltre 8.000 timoresi si sono offerti di narrare le vicende e nel mare magnum di atrocità descritte e verificate si sono contati circa 183.000 morti. Una cifra spaventosa di per sé, che rappresenta un vero e proprio genocidio, considerando che nel 1975 Timor Est contava non più di 400.000 abitanti.

Balibo è organizzato in tre piani temporali. Nel primo Juliana parla all’intervistatore, a metà degli anni 2000. Nel secondo, trent’anni prima Roger e José si muovono in un paese in panico e non senza difficoltà finiscono a Balibo a 10 km dal confine con l’Indonesia, l’ultima località in cui sono stati visti vivi. Nel terzo, di sole 3 settimane antecedente al secondo, volutamente sgranato nello stile delle riprese dell’epoca, vediamo i Balibo Five e le loro vicende, così come vengono ricostruite da Roger durante il viaggio.

Una costruzione a flashback quindi, ben strutturata e semplice da seguire. Per quanto avvenimenti storici e quindi dal finale noto, il film riesce a mantenere tensione e dubbi per tutto il suo svolgimento, fino al finale. Improntato alla ricostruzione storica, non eccede nel mostrare violenze, che compaiono solo in poche, ma importanti, scene d’azione. Durissimo nel denunciare, con nomi e cognomi, stati e paesi coinvolti in quella che fu un’invasione coperta da grandi interessi. Asciutto e senza fronzoli, concreto e realista.


Trailer originale:

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