jump to navigation

Cinema futuro (1.385): “Super 8” 07/09/2011

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Cinema futuro, Video e trailer.
trackback
Cinema futuro - Il cinema del prossimo week-end “Super 8”

Uscita in Italia: venerdì 9 settembre 2011
Distribuzione: Universal Pictures International Italy

Titolo originale: “Super 8”
Genere: fantascienza / thriller
Regia: J.J. Abrams
Sceneggiatura: J.J. Abrams
Musiche: Michael Giacchino
Durata: 109 minuti
Uscita negli Stati Uniti: 10 giugno 2011
Sito web ufficiale (USA): cliccate qui
Sito web ufficiale (Italia): cliccate qui
Cast: Joel Courtney, Elle Fanning, Kyle Chandler, Ron Eldard, Noah Emmerich, Bruce Greenwood, David Gallagher, Ryan Lee, Riley Griffiths, AJ Michalka, Joel McKinnon Miller, Michael Hitchcock, Michael Giacchino, Gabriel Basso, Caitriona Balfe

La trama in breve…
  Nell’estate del 1979, un gruppo di amici di una piccola cittadina dell’Ohio vuole girare un film sugli zombie. Durante le riprese del loro film in Super 8, diventano testimoni di un catastrofico incidente ferroviario e, dopo essersi salvati fuggendo, scopriranno presto che non si trattava di un incidente. Poco dopo infatti, insolite sparizioni e inspiegabili eventi iniziano ad accadere nella cittadina e il vice sceriffo Jackson Lamb (Kyle Chandler) cercherà di scoprire la verità, qualcosa che si rivelerà essere molto più terrificante di quanto ognuno di loro avrebbe mai potuto immaginare.

Realizzare “Super 8”

Al centro di “Super 8”, ci sono 6 ragazzini di una cittadina dell’acciaio, nell’Ohio degli anni ‘70, i cui sogni di girare il loro primo film di mostri in Super 8 saranno improvvisamente infranti. Dopo aver assistito ad un terribile incidente ferroviario, i misteriosi eventi che scaturiscono da quell’incidente si riverbereranno attraverso le loro amicizie, le loro famiglie e altereranno per sempre il modo di vedere la propria vita.

Se il cuore di “Super 8” è quel gruppo di ragazzini, l’anima dietro “Super 8” è composta da due filmmakers che si sono fatti le ossa realizzando film in 8mm quando erano più giovani. J.J. Abrams e Steven Spielberg hanno entrambi scoperto la passione per il cinema nel corso della loro infanzia, girando rispettivamente film e filmati in Super 8 e 8mm, ponendo così le basi di tutte le loro avventure sul grande schermo di oggi.

Come regista, Abrams è noto per la sua abilità nel miscelare personaggi, humour e suspence nei suoi film come “Mission:Impossible III” e “Star Trek”. Il produttore dietro il thriller mostruoso “Cloverfield” è anche responsabile di serie televisive di successo come “Felicity”, “Alias”, “Fringe” e il successo planetario della ABC “Lost”.

Spielberg, il filmmaker dietro alcuni tra i maggiori successi e memorabili film di sempre inclusi “E.T.”, “Incontri Ravvicinati Del Terzo Tipo” e “I Predatori dell’Arca Perduta”, è stato un’ispirazione per Abrams fin da quando era un ragazzino. È stato il loro comune amore per i film in Super 8 (e un pò il destino) a far si che questi due filmmakers lavorassero insieme ancora ed ancora.

Crescendo, Abrams ha dapprima scoperto il gusto della camera Super 8, il formato introdotto dalla Eastman Kodak nel 1965, all’età di 8 anni, quando iniziò a girare film amatoriali incentrati su temi a lui cari da piccolo: inseguimenti, combattimenti e mostri.

Pochi anni dopo, Abrams e il suo intimo amico d’infanzia Matt Reeves (regista di “Cloverfield”), presentarono un loro film ad un festival Super 8, che fu recensito e illustrato in un articolo del Los Angeles Times dal titolo “Le potenze imberbi”. Poco dopo furono avvicinati dall’assistente di Spielberg (allora Kathleen Kennedy) che chiese loro se volevano riparare dei film girati in 8mm da Steven Spielberg; girati durante la sua infanzia. Così, quando J.J. Abrams aveva soltanto 15 anni, lui e Matt Reeves ottennero un lavoro, riparando e montando insieme i film casalinghi in 8mm di Steven Spielberg.

Quello che inizialmente ispirò entrambi li avrebbe fatti riunire molti anni dopo. “Abbiamo iniziato parlando dei generi di film che amiamo vedere e anche del genere di film che un giorno avremmo voluto fare insieme. Siamo subito arrivati al nostro comune amore per i film in 8mm. Entrambi abbiamo pensato che sarebbe stato bello fare un film su dei giovani che affrontano delle avventure durante le riprese di un loro film”, ricorda Spielberg.

Abrams ha voluto creare “Super 8” seguendo la tradizione dei film di cui si innamorò: la quintessenza dei racconti basati su una comunità dove le lotte quotidiane del lavoro, dell’amore e della famiglia sembrano ordinari finchè non vengono bruscamente interrotti da straordinari, spaventosi e fantastici eventi. “Volevo che il pubblico ottenesse tutta l’azione, la suspence, lo humour di un popcorn-movie estivo, ma c’e’ anche un cuore vero in “Super 8”, che per me, è la parte più importante”, spiega Abrams. “Nonostante tutte le cose selvage e misteriose che avvengono nel corso della storia, questo è il mio primo film, con all’interno una parte importante e sentita della mia vita personale”.

Nello sviluppo di “Super 8”, Abrams amava l’idea di avere dei giovani cineasti nascenti come personaggi, ma era in cerca di una sceneggiatura che li guidasse; questa arrivò quando decise di fondere il concetto con un’altra idea che era stata a lungo filtrata ed elaborata dalla sua immaginazione. “Ho avuto l’idea di un treno che trasferisce dei contenuti dall’area 51” dice, riferendosi al luogo militare top-secret del remoto Nevada, dove si dice si studino rottami di aerei non identificati e altri fenomeni insoliti. “Questa era il background senza gli attori, e poi abbiamo ideato questi grandi personaggi che avevano bisogno di una storia. Così ho pensato che mettendo insieme la premessa e i personaggi sarebbe potuto uscire un film molto interessante”.

Spielberg concorda. “Quando J.J. tornò da me suggerendomi l’idea di mischiare dei ragazzini che vogliono girare un film in Super 8, con un più grande evento sci-fi, dove qualcosa di misterioso sarebbe apparso nel loro film, scatenando mistero e crisi nell’intera città, ammetto che mi suonò davvero intrigante”, dice.  “Sentivo che stavamo per girare un film sia sulla cultura cinematografica anni ’70, sia su tutto ciò che ci aveva portato fino a quel punto”.

Anche il produttore Bryan Burk incontrò Abrams attraverso il suo amore per il Super 8. “Il cinema in Super 8 è da sempre parte della mia vita”, nota Burk. “Ho conosciuto J.J. perchè ho sentito parlare di questo ragazzo che faceva film in Super 8 e aveva raccordato i filmati in 8mm di Spielberg. Retroscena condiviso da tutti. Penso che il divertimento e il gusto di trasformare idée in cinema sia ancora al centro di tutto quanto da noi realizzato”.

Burk ha amato l’idea di fondere un’intima e accorata storia su una cittadina e un giovane gruppo di adolescenti con un’epica e creativa fantasia. La sceneggiatura di “Super 8” è anche un’amalgama delle grandi passioni di Abrams come il suo amore per le invenzioni sci-fi, la sua passione per l’avventura e il fascino che scaturisce dall’incontro tra la vita di tutti i giorni e l’inspiegabile.

Come tutta l’ampiezza della visione di Abrams iniziò a fluire, lo ha fatto intorno a due idée astratte, divenute centrali per la produzione. La prima è quella che Abrams ha a lungo chiamato ‘The Mystery Box’, secondo cui le persone risultano più attratte da un mistero invisibile, e un film dovrebbe avere tutte le imprevedibili potenzialità di una scatola chiusa, da cui assolutamente nulla dovrebbe emergere.

Abrams nota come nell’era dell’informazione, può essere una sfida 24 ore su 24 lasciare il pubblico letteralmente al buio fino all’inizio del film, ma ciò non gli ha impedito di dare alla gente l’emozione di questa esperienza. “Penso che se è possible creare qualcosa di originale senza rovinare la sorpresa al pubblico, si avrà un’esperienza molto più forte”, dice.

L’altra idea che sperava di tessere attraverso “Super 8” era la ‘ruota libera’, lo spirito artigianale proprio del fare film in Super 8. “Realizzare questo film, non solo ha riportato a galla dei ricordi, ma in parallelo tutte le esperienze che abbiamo accumulato con i nostri film”, dice. “Riguarda lo spirito della narrazione nel creare un’illusione che sembrì reale, provando a spaventare la gente, a farla ridere, far provare qualcosa. Tutto questo è per noi vitale, tanto oggi, quanto allora”.

Spielberg è anche rallegrato da tutto ciò che Abrams ha portato nel progetto. “J.J. ha davvero l’abilità di collegare e raccordare le generazioni”, osserva il filmmaker. “Apporta il classico amore per il cinema, cosi come dovrebbe essere inteso, combinandolo con quelle competenze nel fare film che la gente apprezza oggi. Lui capisce cosa i ragazzi vogliono e di cui parlano oggi, per questo è rilevante sia per le nuove generazioni quanto per la mia. Penso semplicemente che sia uno dei migliori narratori del cinema in circolazione, con un sopraffino senso della camera, delle luci, della composizione e della narrazione in tutto ciò che fa”.

Aggiunge Spielberg: “con ‘Super 8’, J.J. ha creato un film nostalgico e unico al tempo stesso. Fonde magnificamente una storia di fantascienza con le straordinarie dinamiche di un gruppo di ragazzini, che si comportano in maniera contemporanea ma che allo stesso tempo racchiudono tutti gli atteggiamenti universali delle loro età”.

Abrams è stato sorpreso dal livello di coinvolgimento di Spielberg nel progetto: “Il tempo che Steven ha speso lavorando a questo film ha sconvolto la mia mente, perchè lui ha così tante cose da fare, come avrebbe potuto trovare il tempo? Eppure si sedeva per ore discutendo la sceneggiatura o stando in sala di montaggio”, ricorda. “È stato surreale per me. È stato un grande privilegio non solo lavorare con lui, ma lavorare con lui su un film incentrato su una parte seminale e importante per entrambe le nostre vite”.

I Ragazzi Di “Super 8”

Per J.J. Abrams, il cuore di “Super 8” sono sempre stati i personaggi. Seppur i più bizzarri e inspiegabili eventi cominciano ad accadere nella loro cittadina dell’Ohio, una volta tranquilla, questi personaggi continuano a muoversi attraverso relazioni molto reali e esperienze di perdita ed amore. Sapeva che trovare il giusto mix di attori sarebbe risultato essenziale, così Abrams e il suo team iniziarono una massiccia ricerca.

La missione era scoprire giovani attori dal viso fresco che fossero appetibili al pubblico, ma anche formare un gruppo che avrebbe lasciato trasparire quella incantata e volatile chimica che sprigionano i veri amici e rivali d’infanzia.

Bryan Burk aggiunge: “La cosa fantastica in questo gruppo è che tutti loro posseggono quella rara abilità di lasciarsi andare a tal punto che sembra non stiano recitando. Penso che sia anche un forte testamento a J.J. perchè lui non ha solo scovato i ragazzi giusti, sapeva come lavorare con loro”.

L’insieme finale dei ragazzi scelti è estremamente variegato. Alcuni erano professionisti esperti, mentre altri non avevano mai recitato professionalmente prima d’allora. Abbracciano l’intera nazione: Elle Fanning (Alice Dainard) originaria di Conyers, Georgia; Joel Courtney (Joe Lamb) è di Moscow, Idaho; Gabriel Basso (Martin) da St. Louis, Missouri; Riley Griffiths (Charles) da Cedar City, Utah; Ryan Lee (Cary) da Austin, Texas; e Zach Mills, (Preston) da Lakewood, Ohio.

Per il ruolo di Alice, i filmmakers hanno scelto una delle giovani attrici più promettenti di Hollywood: Elle Fanning, recentemente vista nei pluri-premiati film “Babel”, “Il Curioso Caso Di Benjamin Button” e “Somewhere”. Fanning non poteva essere più eccitata nell’ottenere la parte.

“È stato pazzesco”, ricorda Elle. “È stata una sorpresa totale essere stata richiamata proprio da J.J. in persona. Mi disse ‘Ciao Elle, sono J.J. Abrams, e ci divertiremo molto a lavorare insieme’. Stavo scoppiando dentro, avevo voglia di urlare, ma naturalmente non potevo perchè era ancora al telefono così feci la mia piccola e silenziosa danza. Poi, quando ha attaccato, ho solo gridato. Ero così eccitata”!

Abrams ricorda di essere stato sorpreso dal provino di Elle. “Quando Elle arrivò, il mio primo pensiero fù che sembrava troppo giovane, perchè aveva 12 anni e doveva interpretare un personaggio di 14”, lui dice, “ma presto ho realizzato che lei è infinitamente più sofisticata di me! Ha un portamento incredibile, e si inserisce perfettamente in questo gruppo di goffi ragazzi”.

Elle si è subito innamorata della complessità del personaggio di Alice. “È una specie di ragazza dura, un maschiaccio, e ha avuto una vita difficile”, spiega Elle. “Sua madre se n’è andata e suo padre è sempre ubriaco, così quando i ragazzi le chiedono di far parte del loro film, lei quasi dice ‘Che diamine?! Si lo farò!’ quello che poi si trasformerà in un evento incredibile per tutti loro”.

Al contrario di Elle, Joel Courtney non aveva mai avuto esperienze professionali nella recitazione quando gli fu offerto il ruolo protagonista di Joe Lamb in “Super 8”, un ragazzo che sta cercando di riprendersi dell’improvvisa perdita della madre.

“So che J.J. Abrams mi stava dando una grandissima opportunità e non volevo deluderlo. Volevo fare un ottimo lavoro per lui, per me e per tutti quelli che lavoravano al film”, spiega Joel.

Aggiunge Abrams, “non volevo che il personaggio principale di “Super 8” fosse il regista dei film. Volevo fosse il ragazzo che segue il regista, che è li perchè ha perso sua madre e ha un rapporto difficile con il padre e sta cercando la sua strada”.

Fin dall’inizio Joel ha capito perchè Joe nel film è così devoto alla realizzazione del film in Super 8 degli amici, quando nulla nella sua vita era certo. “La mamma di Joe è morta e suo padre, essendo il vice sceriffo della città, non gli è mai realmente accanto”, commenta Joel. “Così, Joe trova il suo solo conforto nei suoi amici. Suo padre vuole che lui sia un ragazzo normale, che giochi a baseball, ma Joe vuole fare film. È il responsabile del trucco, del suono e degli effetti speciali e lui adora quelle faccende”.

Come la maggior parte di loro, anche Joel era intrigato e incuriosito dalla tensione montante della storia. “Amo il suo mistero, ed è una totale scarica di adrenalina”, dice.

Ad interpretare Martin, il ragazzo ingenuo che spesso è il bersaglio degli scherzi degli amici mentre recita nei loro film sui mostri, è Gabriel Basso, famoso per l’acclamato show della Showtime “The Big C”. Abrams nota quanto Gabriel sia l’opposto del personaggio che interpreta. “Gabriel è incredibilmente intelligente e credo che lo si debba essere per recitare bene la parte di uno ‘stupido’”, nota il regista.

Appena Abrams gli spiegò la struttura alla base della storia, Gabriel ne fù subito rapito. “Amo il fatto che sia la storia di un gruppo di ragazzi testimoni di qualcosa che non avrebbero dovuto vedere”, dice. “Hanno messo le mani nella marmellata proibita”.

Un altro esordiente in “Super 8” è Riley Griffiths che interpreta Charles, la guida e visionario perfezionista del gruppo oltre ad essere lo sceneggiatore/regista del film che stanno realizzando. “Adoro il mio personaggio perchè è cosi determinato e serio nel fare film”, dice Riley. “Cose come ‘la produzione’, sono molto, molto importanti per lui, ma i suoi amici non lo capiscono”. Riley ricorda di come J.J. Abrams gli abbia posto una grande questione quando gli disse che aveva ottenuto il ruolo. “Lui mi chiese: ‘Sei pronto per questo?’ e io gli dissi ‘Somo estremamente pronto’”, sorride.

Nota Abrams: “Riley è stato straordinario fin da subito seppur non aveva mai messo piede su un set prima, era una grande sfida per lui”.

Riley intensifica e sfrutta al massimo la sua permanenza sul set, diventando così ossessionato dal volersi calare perfettamente nel personaggio di un aspirante regista che ha iniziato a seguire Abrams come un’ombra, raccogliendo quanto più poteva sul suo stile e sul suo manierismo. “Ho solo guardato lo stile registico di J.J. nella regia e ho cercato di trasferire quelle nozioni nel personaggio di Charles”, dice. “J.J. inoltre mi ha insegnato tutto sulle camere Super 8, raccontandomi che lui da bambino possedeva proprio una Super 8. Questo è stato davvero molto entusiasmante”.

Ryan Lee, che interpreta il personaggio più malizioso del gruppo, Cary, ed è già conosciuto per aver interpretato diversi ruoli in film e serie Tv, è anche un fan accanito di “Star Trek” di Abrams.

“Non avevo mai visto prima “Star Trek” se non in Tv, perchè era della generazione dei miei genitori, ma il modo in cui J.J. lo ha realizzato è davvero spettacolare”, dice. “Quando ho Saputo che avrei dovuto fare un provino con J.J., il mio cuore è iniziato a battere all’impazzata”.

Il sentimento era reciproco anche per i filmmakers. “Ryan è stato spettacolare durante il provino”, dice Burk. “Era istericamente divertente e fu decisamente il primo attore che volevamo sicuramente nel cast”.

Dopo aver ottenuto la parte, Ryan era oltremodo eccitato nell’interpretare Cary. “È quel ragazzo che combina sempre guai ricavandone divertimento. Lui è davvero uno spasso”, dice.

A completare il gruppo di cineasti alle prime armi abbiamo Preston, il confidente ‘so tutto io’ che è una delle star nel film dei ragazzi. Ad interpretare Preston, troviamo Zach Mills che è stato già ampiamente ammirato in televisione e al cinema, compresi i suoi ruoli in “Hollywoodland”, “Mr. Magorium e la Bottega Delle Meraviglie, e in “Changeling” di Clint Eastwood.

Zach ci da un flash di Preston. “È intelligente, fino al punto di sembrare un pò odioso”, confessa. “Lui sa davvero molto cose e gli piace condividerle con le persone, che si mostreranno interessate non appena molti strani eventi cominceranno ad accadere”!

Sono nati anche nuovi rapporti con i suoi compagni di set. “Le amicizie nel film sono molto reali”, nota Zach. “Siamo spesso usciti insieme, stando molto bene anche fuori dal set, divertendoci anche quando non stavamo girando”.

“Siamo diventati davvero buoni amici, quasi come una famiglia”, spiega Joel. “È stato stupendo avere ragazzi della nostra stessa età con cui parlare”.

Riassume Elle: “Non appena abbiamo iniziato le prove, un semplice ‘clik’ e già eravamo migliori amici. Ci siamo cosi tanto divertiti che già lo stare insieme divenne un altro aspetto stupendo nella realizzazione del film”.

Gli Adulti Di “Super 8”

Appena i ragazzi di “Super 8” si cimentano con qualcosa che non era mai stata scoperta prima, si ritrovano in conflitto con genitori, insegnanti e ogni tipo di autorità; ognuna interpretata da un adulto, un cast che include Kyle Chandler, Noah Emmerich e Ron Eldard.

Chandler, meglio conosciuto per il suo ruolo televisivo in “Friday Night Lights” e “Early Edition,” interpreta il vice sceriffo Jackson Lamb, il padre di Joe, che inizia ad investigare sulle insolite scomparse e sugli altri strani avvenimenti che improvvisamente affliggono la città. Un funzionario di legge, grande lavoratore, vedovo affranto, il vice sceriffo è coinvolto in un mistero che lo consuma nello stesso tempo in cui i suoi sentimenti sono più duri e grezzi e il figlio ha disperatamente bisogno di lui.

Abrams sostiene che la chiave nella performance di Chandler sia il suo cuore spezzato che risplende attraverso la sua dura scorza esteriore. “Kyle è un attore incredibile”, dice il regista, “selvaggiamente simpatico e un grande uomo della porta accanto. Interpreta Jackson con forza e durezza, e lo lascia trasparire. Pur non essendo il miglior papa del mondo, ha davvero l’anima spezzata, e quindi alla fine risulta simpatico”.

“Sua moglie è morta e ora deve occuparsi di un figlio che non capisce tanto bene”, spiega Chandler. “Lui vuole proteggere Joe, per quanto possible, ma vede anche che Joe sta crescendo ed è alla ricerca di avventure con i suoi amici, che Jackson lo voglia o no”.

Era anche affascinato dagli avvenimenti di cui Jackson Lamb è testimone non appena la città viene rapita dalla paura e dall’ansia. “La gente della cittadina inizia a fare quello che tutti noi faremmo quando non possiamo risolvere un mistero, iniziamo a puntarci il dito l’uno verso l’altro”, osserva. “Un’ombra inizia a pervadere questa piccola cittadina dell’Ohio e poi ci sono questi giovani ragazzi che si trovano nel bel mezzo di qualcosa di enorme, e anche la polizia sta cercando di dipanare il mistero”.

Lavorare con l’esordiente Joel Courtney nel ruolo del figlio è stata un’esperienza particolare per Chandler. “Posso solo immaginare come deve essere arrivare su un così complicato, intimidatorio e grande set, senza aver mai lavorato nel cinema prima”, riflette. “Joel ha gestito tutto egregiamente, incontrando e superando ogni sfida”.

Noah Emmerich, i cui ruoli cinematografici vanno da “The Truman Show” a “I Bambini Adulti” fino al successo televisivo “The Walking Dead”, interpreta il ruolo dell’indurito, misterioso, colonnello dell’aereounatica che arriva in città per una missione cosi segreta da non poter raccontare nulla su quanto egli sta realmente cercando.

Emmerich non ha potuto resistere alla possibilità di lavorare con Abrams. “J.J. era una delle mie attrazioni”, dice. “È un narratore talmente magistrale. Sai che qualunque cosa egli faccia sarai in buone mani. Ha quella capacità di creare nel pubblico quel profondo senso di mistero, che spinge gli spettatori a balzare in avanti con le sedie accendendo la loro curiosità. J.J. ed io eravamo entrambi dei maghetti provetti da piccoli, e penso che J.J. abbia translato quella abilità nei suoi film riuscendo così a creare meraviglie e intrighi”.

Per il suo personaggio così riservato, Emmerich dichiara semplicemente: “È così oscuro e spaventoso che sono sicuro che incuterà timore nei ragazzini che mi vedranno per l’intero prossimo decennio”!

A fornire un contraltare a Jackson Lamb troviamo Ron Eldard, l’attore che ha iniziato la sua carriera nella serie medica di successo “E.R.”, virando poi verso il cinema con partecipazioni in film come “Sleepers”, “Black Hawk Down” e “Il Colore Del Crimine”.

Tanto Alice è arrabbiata come figlia, così Louis Dainard è un padre turbato; Eldard lo descrive come un “ragazzo davvero in difficoltà. Alle prese con il suo lavoro presso l’acciaieria, lottando perchè la moglie lo ha piantato lasciandolo alle prese con una figlia che sta raggiungendo la maturità. Lui non vuole che frequenti quel gruppo di ragazzi, ma lei invece desidera far parte di quel gruppo di cineasti in erba”.

Questo porta Louis in conflitto con Jackson Lamb solo perchè i due figli diventano amici molto stretti. “Sono due personaggi molto competitivi”, sottolinea Eldard. “Una volta i due erano buoni amici, ma le cose cambiano e ora sono su due opposti lati della barricata. Jackson è ora un uomo di legge e Louis un rinnegato, ma non appena le cose inizieranno a precipitare, scopriranno di potersi ancora aiutare a vicenda”.

Un Film “Super 8” Dentro Il Film

Dentro la storia di “Super 8” c’e’ un’altra storia: J.J. Abrams era deciso fin dall’inizio a non voler scrivere una sceneggiatura formale per il film che i ragazzini stanno realizzando all’interno del film, facendolo cosi emergere organicamente, sul momento e dalla fantasia del cast.

I filmmakers ne furono entusiasti. “Hanno tutti dimostrato un talento incredibilmente veloce nell’apprendere come realizzare un film”, osserva Bryan Burk.

Aggiunge Burk: “Quello che mi auguro e mi rende entusiasta di “Super 8” è la speranza che altri ragazzi guardando il film possano essere ispirati a realizzare i propri film. C’è qualcosa di magico nel convincere i tuoi amici a trascorrere la loro estate devoti ad un progetto. Penso che J.J. darà alle persone una grande sorpresa quando vedranno che per realizzare un film occorrono solamente una cinepresa, un gruppo di amici e un’idea per realizzare grandi cose”.

Abrams sottolinea come gli aspiranti cineasti di oggi crescano con un patrimonio di tecnologia digitale a portata di mano che la sua generazione poteva soltanto sognare. “La tecnologia è stata così democratizzata che, mentre nel 1979 era una vera eccezione che un ragazzo possedesse una camera, mentre oggi sono onnipresenti”, dice. “Ogni cellulare ha una video camera. La possibilità che si ha oggi di realizzare un film in casa è qualcosa che non esisteva quando io ero un ragazzino, anche se lo bramavo ardentemente”.

Il Mondo Anni ‘70 Di “Super 8”

Se il cast e i realizzatori sono il cuore e l’anima di “Super 8”, lo scheletro altrettanto vitale del film è il suo design. Rappresenta i tipici tardi anni ’70 attraverso il punto di vista dei ragazzi. La classe operaia e una cittadina del Midwest catapultate dentro eventi fantastici che cambiano la realtà e trasformano con cura artigianale l’intero luogo, sia dentro che fuori.

“J.J. ha fortemente voluto un atmosfera da 1979, ma al tempo stesso ha voluto dare al pubblico quel genere di immagini che solo gli effetti speciali di oggi rendono possibili”, osserva il produttore esecutivo Guy Riedel. “C’è quella dolcezza e leggerezza evocata dai film anni ’70, ma al contempo è senza dubbio un film del 21° secolo di J.J. Abrams”.

La fusione di stili è iniziata con il lavoro del direttore della fotografia Larry Fong (“Watchmen” e “300”), che collabora con Abrams fin dai primi film in Super 8 del regista, collaborazione continuata fino alle più diverse serie televisive, inclusa “Lost”. Fong non è soltanto uno dei migliori cineasti d’azione di Hollywood, ma è anche una sorta di esperto mago e Abrams lo ha voluto fortemente affinchè ricreasse quel senso di ‘fuori dell’ordinario’ e misteriosa sorpresa per l’immaginario di “Super 8”.

Dice Abrams: “Larry era un ragazzo che faceva film in mezzo alla strada prima che ci incontrassimo. Siamo diventati amici e lo siamo tutt’ora. È stato divertente lavorare con lui a questo film perchè ci ha ricordato tantissimo di ciò che amavamo fare anche quando eravamo dei ragazzini”.

Le emozioni visive di Fong, che spaziano dall’intima alla corale con grande disinvoltura, hanno impressionato i filmmakers, ma a catturare l’intero giovane cast è stata la sua abilità nella prestidigitazione. “Larry Fong è un mago illusionista”, afferma Joel Courtney. “Ogni tanto lui voleva mostrarci come realizzare qualche bel trucco, ma la cosa migliore e più divertente era non sapere come lui li realizzasse”.

Aggiunge Ryan Lee: “Larry aveva davvero capito che noi avevamo bisogno di divertirci per impedire che il set diventasse troppo stressante. Con questo scopo, i suoi trucchi magici risultavano sempre vincenti”.

Nel frattempo, il trucco di realizzare il prototipo della città Americana di Lillian, Ohio, era affidato allo scenografo Martin Whist, che aveva già precedentemente collaborato con J.J. Abrams in “Cloverfield”.

Whist si aspetta sempre avventure divertenti quando Abrams è coinvolto nei progetti, ma la sceneggiatura di “Super 8” lo prese alla sprovvista. “È stato come aver letto un classico da subito”, dice il designer. “Ha tutti gli elementi dei film che ho amato crescendo, ma ho anche avvertito che diventerà un classico per la prossima generazione di questo genere di storie”.

Sapeva fin dalla prima lettura che voleva creare un mondo ben definito e dettagliato per questi personaggi per poi scuotere il tutto. “La mia prima conversazione con J.J ruotava intorno al fatto che volevamo ricreare tutto della città, in modo reale, tangibile e credibile per l’epoca”, ricorda Whist. “Abbiamo voluto istituire un forte senso della realtà quotidiana, in modo che quando gli elementi di fantasia subentrano in essa, il surreale diventa un livello ossessivo di qualcosa che si percepisce come familiare”.

Whist e Abrams volevano entrambi essere attinenti il più possibile al vibrante stile della fine degli anni ’70. “Abbiamo voluto che restasse subdola, ma quell’epoca è presente con influenze visive attraverso i colori forti e decisi”. Whist spiega. “Saltano fuori perchè non faccio un uso massiccio di quei colori quanto del color oliva, dell’arancio e dell’ocra bruciata. Penso di aver impiegato più tonalità di marrone in questo film che in tutta la mia vita precedente”!

Continua Whist: “J.J. ci ha aiutato moltissimo con le ricerche. Lui possiede un’enorme collezione di riviste tematiche Super 8 del passato, che contenevano molti annuci e inserzioni. Guardando e consultando tutto quel materiale abbiamo costruito la nostra memoria e potevamo passare ai brainstorming per creare ogni singolo personaggio. Per me, il segreto per ricreare l’autenticità di un’epoca è sottovalutarla. È l’effetto comulativo di piccoli momenti viscerali che ti fa sentire di stare in un altro tempo, ed è questo che abbiamo voluto per “Super 8”.

Anche Ha Nguyen, costumista (“Shooter” e “Mask”), ha trovato molto materiale attraverso magazines e cataloghi; specialmente nei cataloghi di abbigliamento degli anni ’70, che rivelarono una sorta di stile ‘Regular Midwestern’.

“Ho guardato alcuni annuari scolastici reali dei tardi anni ‘70”, commenta Nguyen,.”Uno dell’Ohio, un altro dal Texas e uno dall’Indiana. Comparandoli ai cataloghi d’abbigliamento ho visto come lo stesso stile ‘mid-western’ saltasse fuori, sia dai cataloghi di vendita che dagli annuari scolastici reali dell’epoca. Non volevamo lo stile selvaggio tipico degli anni ’70 secondo il fashion business. Volevamo che i personaggi risultassero il più fedeli possibile alla realtà”.

Con un numero così elevato di divise militari necessarie per la seconda metà del film, Nguyen ha portato in una costumeria militare, N. Edward Fincher, per lavorare con lei. “Ed si è preso cura di tutte le divise per noi, per assicurarsi che risultassero autentiche e credibili”, lei dice.

Per i personaggi principali, Nguyen ha cercato di tracciare sei distinti giovani archetipi. “Ogni ragazzo ha il suo particolare look, con forme, disegni e colori diversi. Alcuni un pò ‘quirkier’, come Charles, alcuni sono più audaci e brillanti, come Cary, spiega Nguyen. “Abbiamo avuto molto divertimento soprattutto con il look di Joe, che si evolve come il suo personaggio. I colori che indossa diventano sempre più forti, facendone salire anche il climax”.

Vestire Elle Fanning nel ruolo di Alice è stata un’altra sfida intrigante. “La descrizione di Alice nella sceneggiatura rappresentava una ragazzina molto bella e in pieno sviluppo”, dice Nguyen. “Questo non era difficile da trasmettere attraverso Elle perchè lei e il suo essere sono assolutamente fantastici.  J.J. la voleva però anche un pò ‘maschiaccio’. Ho  quindi trovato tessuti più morbidi per le sue t-shirt per farle risaltare un pò più le forme, e tessuti un pò più ruvidi per farle uscir fuori lo sguardo da ‘maschiaccio’”.

Elle Fanning riassume la reazione del cast ai costumi: “Ci hanno letteralmente trasportato indietro nel tempo. Ero ipnotizzata da quei costumi. Amo da sempre gli abiti vintage. È divertimento puro indossare abiti tanto diversi dal solito perchè ti permettono di essere una persona totalmente differente”.

Oltre il look visivo di “Super 8” c’e’ un’altra chiave di lettura: le musiche di Michael Giacchino, sfidato a fondere i suoni tipici del divertimento anni ’70 alle montagne russe di un thriller drammatico. Vincitore di un Oscar® per “Up” (Musica Originale), Giacchino ha collaborato con Abrams in tutti i suoi film.

“Come il resto di noi, Michael ha girato film in Super 8 da ragazzino e ci ha detto ‘Debbo assolutamente musicare questo film’”, ricorda Burk. “Egli si avvicinò completamente al punto di vista dei personaggi e lui e J.J. hanno trascorso molto tempo parlando di tutto quanto avveniva a livello emozionale nella sceneggiatura. La musica è sempre al centro nei film di J.J., e Michael è sempre li con lui”.

Girare Sulla Cintura D’Acciaio

Per creare la città dell’acciaio degli anni ’70 di “Super 8”, la produzione si recò a Weirton, West Virginia, che si trova su una stretta striscia di terra incastrata tra l’Ohio dell’est e la Pennsylvania, sul fiume Ohio. Il suggestivo skyline della città, dominato dalla tentacolare acciaieria centrale, ha reso una perfetta visuale per la costruzione della robusta e laboriosa cittadina Americana che J.J. Abrams aveva immaginato a far da sfondo alla sua storia.

Spiega lo scenografo Martin Whist: “Weirton è una parte della cintura d’acciaio Americana, proprio come la città della nostra storia. È stato grande non solo perchè ancora esercita quell’appeal di antica città dell’acciaio, ma possiede ancora la struttura di una vera città del 1979”.

“Mi è sempre piaciuta l’idea di ambientare un film in una piccola cittadina”, dice Abrams. “Mio padre è cresciuto ad Harrisburg, Pennsylvania e io ricordo sempre quando ci andavo in visita da bambino, prima che la cittadina con il mulino fosse trasformata dai tempi. Ti senti come se fossi ovunque in U.S.A. E’ come in quelle città tutto possa essere possibile e relativo”.

Aggiunge Brian Burk: “È una città che è cambiata davvero poco negli ultimi 30 anni. ‘Il Cacciatore’ è stato girato a Weirton e la città appare ancora come allora”.

Una piccola cittadina, con una popolazione sotto i 20.000 abitanti ha ispirato il cast e la crew con il suo entusiasmo.

Dice Kyle Chandler: “Non capita spesso di avere la possibilità di entrare in uno di quei luoghi in cui le persone sono cosi disposte a rendervi partecipi delle loro vite. Ho subito legato con il capo locale della polizia, e ho trascorso una giornata guidando in giro con lui e incontrando tutte le altre autorità. Mi ha dato il senso reale del significato di vivere in una così piccola città”.

Il set principale era Main Street, dove Whist aveva allestito il negozio Olson Camera Store, il palazzo dei sogni in città per i giovani cineasti. “Creare il negozio di materiali fotografici è stato divertente”, sottolinea Whist. “Il negozio è un punto focale della storia, così bisognava crearlo davvero dandogli corpo. Abbiamo portato elementi specifici dell’elettronica del tempo: giradischi, i lettori 8-track, e naturalmente le mitiche Super 8”.

Whist è stato capace di trovare in loco tutte le attrezzature e gli oggetti vintage. “Il mio decoratore, Fainche MacCarthy ha trovato un ragazzo che ha un negozio di fotografia che ancora possiede tutto un magazzino vintage del ‘79”. Continua whist. “Aveva conservate anche tutte le scatole, così togliendo la polvere fummo capaci di renderle come se fossero nuove e attuali. È stata una straordinaria scoperta scovare quel materiale”.

Il negozio delle attrezzature fotografiche è stato anche il preferito dell’attore Noha Emmerich. “Entrando in quel set, ho avuto la più memorabile esperienza di flashback della mia vita, tornando a quando avevo 8 anni. Osservando gli scaffali del negozio sono riaffiorati in me ricordi incredibili, il Kodachrome, i flashcubes, Wow! Tutta quella tecnologia sembra paleolitica oggi”.

Altre location chiave includono Weirton Heights, dove Whist ha trovato le case per Joe e Charles. “Quello che amo nelle case di Joe e Charles è che rappresentano la quintessenza di questa città”, spiega Whist. “La casa di Joe è una casa molto piccola, una casa da classe operaia, costruita intorno agli anni ’40 che racconta chi è e da dove viene. La casa di Charles è più tipica degli anni ‘70”.

In aggiunta all’atmosfera della città, centinaia di persone appartenenti alla comunità locale hanno partecipato al film. I ragazzi locali hanno recitato nelle scene a scuola, mentre gli adulti nelle scene militari e d’azione.

Sono tutti diventati attori per un giorno per creare uno dei momenti cruciali del film: una polveriera pronta ad esplodere durante una riunione di municipio, dove Jackson Lamb deve affrontare una folla di cittadini confusi e agitati. Gli abitanti erano così entusiasti di far parte del progetto che alcuni di loro offrirono realmente ad Abrams l’opportunità di far saltare in aria le loro case per ottenere un effetto più autentico.

“La gente di Weirton non sarebbe potuta essere più meravigliosa”, commenta Abrams. “Non avrebbe potuto essere più solidale, paziente e francamente, recitare meglio. Nella scena del municipio, il gruppo che avevamo era straordinario. Nessuno era esagerato nella recitazione. Le persone recitarono in un modo che potrei definire ‘un sogno’. Non si è trattato di girare lì solo per la location, ma anche perchè le persone erano meravigliose”.

“L’effetto galvanizzante della partecipazione al film ha avuto ripercussioni su qualunque cittadino stesse guardando. “Cosi tante volte ho sentito persone dire ‘non abbiamo mai avuto un’opportunità simile di uscire fuori dai nostri gusci in anni e anni’. Si sono terribilmente divertiti, tutti insieme, come una comunità”, ricorda Abrams.

Per la grande scena di battaglia del film, la produzione ha richiesto carri armati e elementi da un museo e fatto coreografare il tutto da un esperto di azioni militari. Iniziate le riprese, il cielo notturno è stato dato alle fiamme con spari ed esplosioni e il vicinato faceva eco con il rombo dei carri armati. La notizia si diffuse anche a distanza di miglia e miglia e presto arrivarono dei curiosi con sdraio e cestini da pic-nic. Nel frattempo notizie speciali furono diramate dai media per rassicurare sul fatto che non era in corso nessuna reale invasione militare, così da eliminare ogni possibile reazione di panico!

Per i giovani attori del cast, quelle scene d’azione, che accadranno con frenesia nella seconda metà del film, sono state le emozioni più strabilianti delle loro vite. “È stato semplicemente fantastico per noi”, dice Riley Griffiths. “Abbiamo avuto una quantità di divertimento incredibile ed ineguagliabile”.

Dopo le riprese in West Virginia, la produzione è tornata a Los Angeles dove Whist aveva accuratamente disposto gli interni delle case di Joe e Charlie come uno specchio delle loro storie personali.

“Il look delle stanze era estremamente importante per noi perchè avrebbero contribuito a creare e delineare un personaggio”, spiega Whist. “Qui è dove J.J. ha aggiunto molto sfondo tacito alle loro vite, chi sono i loro genitori, in quale situazione economica vivono, con quali valori sono cresciuti. Nel caso di Charlie, tutto è vivace e attivo. La casa è molto piccola, ma si sente molto felice e entrambi i genitori lavorano, per questo è tutto un pò più caotico del solito. Per contrasto, Joe è figlio unico e sua madre è morta di recente, così abbiamo deciso di ricreare un luogo più sobrio e tranquillo. J.J. ed io abbiamo pensato molto a ciò che questi ragazzi avrebbero potuto avere nelle loro loro camere, cosa sarebbe appeso alle pareti, che tipo di disegni o miti potrebbero esservi ritratti. La chiave era far si che quelle camerette fossero sentitamente e realmente vissute”.

L’attrezzista Robert S. Kyker oltre ad aver trovato molti modellini e accessori degli anni ’70, ha anche rintracciato un kit del modello di Quasimodo che Abrams ricordava dalla sua infanzia. Tutto sommato questo era come una sorta di macchina del tempo per tutta quella parte del cast che aveva realmente vissuto il 1979. Dice Kyle Chandler: “Ho dato uno sguardo alla camera di Joe e mi son di nuovo sentito un quattordicenne. La camera di Joe potrebbe benissimo essere scambiata con quella mia quando ero un ragazzino, dale vernici Testors ai modelli appesi al muro”.

Abrams ha inoltre ottenuto una vampata viscerale di ricordi camminando per il set. Egli riassume: “L’allestimento del set era così pazzamente ben fatto che qualsiasi cosa avessi preso, dalla scatola delle carte Wacky Pack a qualsiasi edizione dei magazine, qualsiasi poster o giocattolo mi sarei istantaneamente sentito tornare indietro nel tempo”.

Gli Effetti Speciali VFX di “Super 8”

Gran parte del film e delle scene culminanti sono state tenute in gran segreto per non rovinare la sorpresa rendere tutto più godibile al pubblico. Un’enorme caverna dalla forma strana fu scolpita su uno stage, gli effetti della creatura furono inseriti dentro il film e la sequenza dell’incidente ferroviario e il dopo-disastro ferroviario sono stati ricreati.

Per catturare la reazione a catena, conseguenza dell’incidente ferroviario stesso, il supervisore agli effetti speciali Steve Riley ha progettato un tipo di slitta-ariete del peso di circa 1,000 Kg, che aveva la forma della parte anteriore del treno. “Abbiamo usato una slitta verde trainata da una gru allestita del peso di circa 2,200 kg per creare l’effetto visivo”, lui spiega. “Quando si schianta, abbiamo una sequenza di esplosioni che creano una quantita di detriti che sarebbero stati creati anche da un reale incidente ferroviario. Abbiamo usato circa una trentina di grammi di polvere nera e circa quattrocento metri di cavo, per creare un forte esplosivo. È una reazione molto veloce, e si propaga ad altissima velocità una volta acceso il tutto. È stato molto intenso”.

Per il luogo del post-incidente ferroviario, con i sei studenti filmmakers in stato di shock, Whist ha ordinato enormi e grandissimi vagoni, sparsi ovunque, che sfidano gli angoli della fantasia. “Tutto è stato molto pesante da manovrare, così abbiamo usato delle gru apposite, poi altri macchinari pesanti per sollevare in alto i vagoni e vedere dove e come si sarebbero comportati in seguito all’incredibile scontro”, dice.

La creazione degli effetti visivi VFX ha giocato un ruolo fondamentale nel far sentire quelle scene reali abbastanza da fermare il cuore. “Il modo in cui oggi gli effetti visivi possono ampliare le scene fisiche hanno aperto enormi strade in questo film”, nota Martin Whist. “Hanno dato a J.J. e alla produzione l’opportunità di ottenere delle riprese che altrimenti non sarebbero poture essere cosi viscerali ed emozionanti”.

Tuttavia, sono gli effetti speciali che bisognava creare per il post-disastro ferroviario che hanno spinto la squadra e tutti quelli coinvolti nel film ad essere concordi sul fatto di tenere tutto segretissimo fino a quando il pubblico avrà l’opportunità di essere spaventato e coinvolto dalla visione del film.

Questi effetti sono stati creati dai maghi digitali della ILM, mentre la creatura rivelazione culminante del film è opera del designer Neville Page, che aveva precedentemente lavorato con J.J. Abrams in “Cloverfield”, il quale non ha mai creato nulla di lontanamente simile a quello che ha creato per ‘Super 8’”.

Tutto quello che Abrams ha detto degli effetti speciali è: “Moltissimo lavoro è stato svolto per assicurare un risultato unico e reale. Non abbiamo mai considerato la creatura come un effetto visivo, ma come un personaggio. La ILM ha svolto un ruolo incredibile in questa fase. Ogni volta che collaboro con loro, penso ‘Si sono superati di nuovo’, e questo è sicuramente il caso di ‘Super 8’”.

Aggiunge Burk: “La ILM era il partner perfetto per questo film, hanno preso il comando e hanno reso il film più spettacolare di quanto potessimo immaginare”.

Steven Spielberg ha portato a bordo del film altre leggende del cinema, come l’artista degli effetti visivi, 6 volte premio Oscar® Dennis Muren, che ha lavorato a film come “E.T.: L’Extraterrestre, “Jurassic Park”, “Indiana Jones e Il Tempio Maledetto”, “La Guerra Dei Mondi” oltre a diversi episodi della saga di George Lucas “Star Trek”; e il sound designer premio Oscar® Ben Burtt e Gary Rydstrom (sound designer aggiunto), che sono stati frequenti collaboratori di Spielberg nel corso della sua carriera.

Per Burk e Abrams, collaborare con così tante persone i cui lavori li hanno accompagnati nella loro crescita è stato come chiudere un cerchio. “Quando ero un ragazzino, fare film è stata la mia salvezza”, confessa Abrams. Riassumendo, Burk aggiunge: “Fare un film su dei ragazzini che realizzano  un film in Super 8, e fare questo film con Steven Spielberg, che è stato l’epicentro di tutto ciò che noi abbiamo amato quando eravamo ragazzi, è qualcosa che va oltre i nostri sogni più sfrenati”.

Il trailer italiano:


Trame ed altre informazioni sono tratte dal materiale stampa relativo al film.
Per consultare le uscite dell’ultimo week-end italiano visitate lo spazio “Al cinema…”, per gli incassi del box office, trailer e notizie dal mondo del cinema andate allo spazio settimanale “Cinema Festival”
.

Commenti»

No comments yet — be the first.

Lascia il tuo commento...

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: