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TeleNews #71 – Enrico Mentana: a La 7 anno perfetto – Parla con me, produzione interna – Zelig e Mediaset, accordo per altri tre anni – Telefilm: censura su Rai 1 per un episodio di Un ciclone in convento; buon compleanno Star Trek – Critica: Wonderland, la TV innova più del cinema – La TV in edicola: Frizzi torna a Miss Italia – L’intervista: Simona Ventura, Sky è il futuro 09/09/2011

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Giornali e riviste, TeleNews, TV ITA.
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Lo spazio “TeleNews – Notizie dal mondo della televisione” propone una rassegna stampa – segnalando le fonti di provenienza – di notizie ed argomenti vari legati al mondo dello spettacolo e della televisione italiana e straniera, e che non hanno trovato posto in altri appuntamenti abituali del blog.
Se avete segnalazioni da fare, lasciate il vostro messaggio qui.

  • Enrico Mentana: a La 7 anno perfetto
    Ascolti triplicati grazie ai quasi 2 milioni di telespettatori (con una crescita pari al 250 per cento) e media share dell’8,85 per cento, che nei giorni feriali fa salire la media annuale al 9,48. Sono i dati di punta di un anno del tg delle 20 de La7 firmato Enrico Mentana, che oggi ne celebra il primo compleanno con lui al timone. Nel corso di questi dodici mesi l’edizione serale è stata vista, almeno una volta, da oltre 36 milioni e mezzo di italiani (36.559.000) che equivalgono al 63,3 per cento dell’intera popolazione.
    Mentana non nasconde la soddisfazione: «Missione compiuta, ora siamo in serie A, ma il vero campionato inizia adesso, dobbiamo fare i punti e non pensare agli autogol degli altri». Il direttore è un fiume in piena nella conferenza stampa nel primo anniversario del “suo” Tg, condotto nell’edizione delle 20 (per 300 serate su 365 giorni) e rivoluzionato, mantenendo però la stessa squadra di giornalisti.
    Il giornalista traccia un bilancio senza fare sconti a nessuno, e ammette che con Michele Santoro la porta con La7 deve rimanere aperta: «Spero ancora in un matrimonio futuro perchè sono convinto che con la sua professionalità può dare a questa rete un ulteriore valore aggiunto non solo per gli ascolti, ma anche per rendere più forte il canale dal punto di vista dello show informativo. Io ci sono andato a sbattere – ha aggiunto – spinto e continuo a ritenere che Santoro starebbe bene a una rete come La7 perchè ha fatto di vedere di essere una rete libera». Al punto che «qui è evidente che si può intervistare e invitare chiunque», ha aggiunto il direttore del tg. Per Mentana «è chiaro che la colpa del fallito matrimonio con Santoro sia anche ne La7. Spero che in una futura stagione questo matrimonio si faccia». Mentana ha definito un «momento buio» l’epilogo «negativo» della vicenda Santoro: «Ero convinto – ha aggiunto – che andasse in porto, poi tutto è stato avvelenato da una polemica piccata con lo stesso Michele…».
    (fonte: “La Stampa”, 30 agosto 2011)
  • “Parla con me”, produzione interna: la Dandini al bivio
    E’ passata la linea del direttore generale della Rai, Lorenza Lei: ‘Parla con me’ dovra’ essere una produzione interna Rai, poiche’ l’azienda ne detiene la totalita’ dei diritti. La policy aziendale e’ questa dal gennaio scorso e a questa deve attenersi anche Serena Dandini se vuole andare in onda con il suo programma cult su Rai3. E’ la sintesi di quanto accaduto oggi in Cda di viale Mazzini, dove la vicenda non era all’ordine del giorno e non richiedeva un voto dei consiglieri, ma era tra le ‘varie ed eventuali’ scontate della vigilia.
    E infatti l’argomento e’ stato affrontato, con un esito poi che di fatto conferma la linea impostata dal dg Lei e che rimanda a quest’ultima la competenza finale. Ora la stessa Dandini e’ a un bivio: accettare questa strategia aziendale affrancandosi dalla Fandango, cui e’ legata da contratto in esclusiva e che essa stessa aveva un contratto con la Rai, oppure dire addio alla tv pubblica e approdare su altri lidi, nel caso “l’indiziata” numero uno sarebbe La7.
    Stando a indiscrezioni raccolte dall’AGI, durante la riunione ci sono stati piu’ interventi sull’argomento e la maggioranza di questi si e’ orientata per l’assenso – pur senza voto – alla linea del direttore generale, considerando che gia’ per altri programmi questa policy aziendale e’ in atto e non c’e’ possibilita’ di derogare, perche’ diversamente si creerebbero precedenti. Il programma ‘Parla con me’ era previsto partisse il 27 settembre ma a questo punto tutto slitta, sempre che la trasmissione resti confermata nel palinsesto di Rai3. Con ogni probabilita’ sara’ in questa seconda parte della settimana che si decidera’ il tutto.
    (fonte: AGI, 7 settembre 2011)
  • Victoria Cabello: “Butterei giù dalla torre la Ventura”
    Victoria Cabello, nuova conduttrice di “Quelli che il calcio” (dal 18 settembre su RaiDue, ndr) a Donna Moderna confessa: “Ilaria d’Amico o la Ventura? A malincuore butterei dalla torre Simona. Ilaria è una carissima amica. Una delle mie migliori. E’ anche brava, e non solo a trattare il calcio”. Nella squadra del programma tanti cambiamenti a partire dalla presenza del Trio Medusa.

    “Arrivare dopo la Ventura e Fabio Fazio è un compito ingrato, sono due conduttori con la C maiuscola, ma anche il mio cognome ce l’ha quindi…”, così Victoria Cabello si racconta alla vigilia di un debutto importante che segnerà in qualche modo la sua carriera partita come Vj di Mtv e proseguita come conduttrice del programma cult de La7 “Victor Victoria”.
    “Voglio sconvolgere con la semplicità – spiega – Un esempio? Di solito il calcio è sempre entrato in casa della gente, invece quest’anno vorrei portare la gente nelal casa del calcio: chiederemo a persone comuni senza velleità artistiche e che non si occupano di spettacolo di essere i nostri corrispondenti dagli stadi”.
    E i rapporti con la Ventura? “Ci siamo scritte. Lei era a Miami. E’ stata fantastica e con me è sempre stata carina, mi ha sempre definito la sua erede. Io però devo ancora farmi la quarta id seno per sentirmi fisiologicamente in linea con lei. Mi ha rivelato che sarà la fan numero uno”.
    (fonte: TgCom, 8 settembre 2011)
  • Zelig e Mediaset, accordo per altri tre anni
    “Zelig”
    farà ancora parte della programmazione dei canali Mediaset per i prossimi tre anni. L’intesa è stata raggiunta nei giorni scorsi.
    Nel 2012 il programma firmato da Gino e Michele e da Giancarlo Bozzo andrà in onda da gennaio in 15 puntate, sempre su Canale 5, tre in più delle scorse annate. Confermati alla conduzione Claudio Bisio e Paola Cortellesi e confermata su Italia 1 la messa in onda, nelle prossime settimane, di Zelig Off, il programma propedeutico di Zelig, che propone i nuovi volti del cabaret italiano.
    (fonte: TMNews, 7 settembre 2011)

TELEFILM

  • Censura su Rai 1 per un episodio di “Un ciclone in convento”
    La censura, si dice, crea sempre i propri antidoti. Nel caso che andiamo a raccontare anche le proprie vendette. Bisogna sapere che il mattino di Rai1 è allietato dalla simpatica serie tedesca “Un ciclone in convento”. Al centro della vicenda un sindaco che vuole trasformare un convento in un centro congressi e la sorella che invece lotta per salvarlo (se vi state chiedendo “e chissenefrega?” non siete matti: il telefilm va in onda alle 10, da giugno a settembre).
    Martedì avrebbe dovuto andare in onda la puntata “Romeo e Romeo”, in cui due gay – uno scenografo e un insegnante – si sposano nella cappella del convento con la collaborazione del sindaco e tra l’entusiasmo di tutte le suore. Avrebbe dovuto perché i vertici di Viale Mazzini non se la sono sentiti di mandare in onda una perversione di tal risma, con il rischio che qualcuno scambiasse l’Italia per un Paese che tutela i diritti civili.
    Del resto siamo gente per bene, conosciuti in tutto il mondo per una classe digerente (dall’onnivoro premier alle consigliere dental-regionali) dai costumi sessuali morigerati. Per tutte queste ragioni, al posto di “Romeo e Romeo” è stata trasmessa la più edificante puntata “Un nonno mitico”. La omocensura è diventata di dominio pubblico e le naturalmente indignate reazioni non si sono fatte attendere.
    Paola Concia, parlamentare Pd (partito alle prese con ben altre questioni morali) ha l’occasione per esercitare la propria missione politica: “Mi sto muovendo – dice all’AdnKronos – per capire cosa posso fare contro questa vicenda assurda” (forse ci vuole un suggerimento da casa, come nei telequiz: un espostino alla Commissione di Vigilanza Rai?). E continua: “Mi ha chiamato anche una radio tedesca, erano inorriditi”.
    Eh sì perché Das Erste, la rete pubblica tedesca, ovviamente ha mandato in onda l’episodio: in Germania i matrimoni omosessuali sono possibili dal 2001 (la stessa Concia si è sposata quest’estate a Francoforte con la sua compagna, la criminologa Ricarda Trautmann). “Qui da noi sono un miraggio per la comunità gay, ma Rai1 è comunque fuori dalla realtà, dal sentire comune degli italiani, intenta a far da megafono a un centrodestra che è ‘ossessionato’ dalla questione”.
    Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center (finalmente un Marrazzo dichiaratamente gay) affida a una nota le sue riflessioni: “La censura da parte di Rai1 della puntata della fiction “Un ciclone in convento” che rappresentava un matrimonio gay è un fatto politico oltre che culturale. Per questo è urgente che si sappia quali iniziative intende prendere la Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai. In assenza di un provvedimento che chieda spiegazioni al direttore di Rai1 e di adeguati provvedimenti contro questa ennesima censura omofoba da parte della tv di Stato, inviteremo i gay a non pagare il canone”.
    I lungimiranti vertici Rai hanno censurato un telefilm che avrebbero visto in quattro gatti “per evitare polemiche”: ora – oltre a coprirci di ulteriore ridicolo – ne parlano tutti. Mauro Mazza, direttore di Rai1, spiega così la genesi dell’accaduto: “L’imminente avvio della nuova programmazione della rete ci obbligava a togliere un episodio della serie.
    La scelta di non trasmettere la puntata in questione è stata una scelta editoriale ponderata proprio per evitare qualsiasi tipo di polemica su un tema di grande attualità che non poteva essere banalizzato. Rai1 ha affrontato spesso i temi seri relativi al mondo omosessuale”. Scusi, direttore, quali sono i temi seri del mondo omosessuale? “La vita in diretta molte volte si è occupata di casi di cronaca e di costume che avevano come protagonisti omosessuali.
    E poi abbiamo trasmesso in prima serata la fiction “Io e mio figlio” con Lando Buzzanca, un poliziotto che scopre appunto l’omosessualità del figlio”. In quell’occasione (vedere per credere il sito ufficiale della fiction) Buzzanca – icona anni ‘70 del Merlo maschio, seduttore di femmine come Laura Antonelli, Gloria Guida e Barbara Bouchet – disse: “Il mio personaggio, il commissario Federico Vivaldi, è un uomo pragmatico, conservatore ma pieno di ironia, e quando scopre che suo figlio è omosessuale riceve il classico pugno nello stomaco per una realtà che non vuole accettare”.
    Raiuno ammette – bontà sua – che gli omosessuali esistono e hanno padri conservatori. Ma di farli sposare non se ne parla. Ancora Mauro Mazza, sul tema: “Non è abituale, non è normale, assistere alla scena di due gay che si sposano sull’altare di un convento. Anche considerando le sensibilità diverse, al di qua e al di là del Tevere”.
    Timori vaticani?: “Ma no, assolutamente no. Abbiamo deciso noi. Io comunque dormo sonni tranquilli”, rassicura Mazza. Anche i porporati possono stare sereni: il matrimonio è in via d’estinzione. Loro non si possono sposare e gli eterosessuali inclini alle nozze sono ormai una specie protetta: restano i protagonisti delle fiction. Lasciate loro in pace e noi illusi di vivere in un Paese normale (come direbbe il vice-conte vaticano Massimo D’Alema). Almeno per fiction.
    (fonte: “Il Fatto Quotidiano”, 8 settembre 2011 – articolo di Silvia Truzzi)
  • Buon compleanno Star Trek
    Quattro miliardi di anni or sono, una civiltà umanoide sparse il proprio DNA in vari pianeti della galassia. Mescolandosi alle prime forme di vita lì presenti, questo diede origine a specie intelligenti come umani, Klingon, Vulcaniani e Cardassiani. La storia è nota ai fan di Star Trek, capolavoro di fantascienza di cui 45 anni fa veniva trasmesso il primo episodio. L’otto settembre 1966, sul canale Nbc, la serie cominciava annunciando, come sarebbe poi successo a ogni puntata, i viaggi dell’astronave Enterprise, «diretta all’esplorazione di strani nuovi mondi alla ricerca di altre forme di vita e di civiltà, fino ad arrivare laddove nessun uomo è mai giunto prima».
    LE INVENZIONI-
    I tre personaggi chiave (il capitano Kirk, l’ufficiale scientifico signor Spock, e quello medico dottor McCoy) erano dotati di un equipaggio affiatato e di strumenti tecnologici che sarebbero entrati nell’immaginario collettivo – e in qualche caso persino nella realtà, come fecero decenni dopo i telefoni satellitari o i computer palmari. Le invenzioni più note sono però legate a idee ancora oggetto di indagine da parte della comunità scientifica. Tra di esse il teletrasporto quantistico, che consentiva all’equipaggio di materializzarsi su un pianeta senza l’impiccio di atterrarvi, e i viaggi a velocità superluminale, resi possibili dalla propulsione a curvatura: in un batter d’occhio, l’astronave copriva distanze immense in tempi minimi. La serie Next Generation introdusse il “ponte ologrammi”, che creava repliche reali (“ologrammi solidi”) in grado di interagire in una realtà virtuale immersiva.
    UNA SERIE ALL’AVANGUARDIA
    – Ma le novità non riguardavano solo la tecnologia. Star Trek costruì il proprio universo immaginario su una società ottimistica nella quale i problemi del pianeta Terra (guerre, discriminazioni, fame, energia) erano stati risolti. Certo, per farlo c’era voluto il contatto con gli alieni, più progrediti anche eticamente; ma il risultato non cambia. In un momento storico che vedeva il blocco sovietico opposto a quello occidentale, la serie mandava in onda personaggi di varie razze, umane e non, che lavoravano in armonia per esploravano la galassia diffondendo ideali come l’uguaglianza e la pace. Il 22 novembre 1968, Star Trek trasmise il primo bacio interrazziale della storia della televisione: quello tra Uhura, prima attrice afroamericana a ricoprire il ruolo di ufficiale in una serie televisiva, e il capitano Kirk.
    IL TREND
    – Ispiratore per più di quarant’anni di nuove serie, film e libri, l’universo di Star Trek ebbe un successo popolare di tale portata che la NASA chiamò Enterprise uno dei prototipi costruiti per addestrare l’equipaggio dello Space Shuttle. Alla sua inaugurazione, venne suonata la sigla di Star Trek. Sul sito ufficiale dei fans è possibile seguire, assieme ad altri 486mila membri, l’organizzazione di eventi e iniziative; chi vuole invece imparare a parlare la lingua Klingon può consultare il sito.
    (fonte: “Corriere della Sera”, 7 settembre 2011 – articolo di Elisabetta Curzel)

CRITICA TV

  • “Wonderland”, la TV innova più del cinema
    Avviso ai naviganti: stiamo parlando di una trasmissione di nicchia che dura una quindicina di minuti e che va in onda su una rete di nicchia. Stiamo parlando di «Wonderland», magazine settimanale di Rai4 dedicato al genere fantastico. Il programma, firmato da Leopoldo Santovincenzo e Carlo Modesti Pauer, con la collaborazione di Andrea Fornasiero, accompagna la consueta programmazione cinematografica a tema del venerdì e spazia dalla fantascienza al fantasy, dalle versioni live-action di anime e videogame all’ horror (Rai4, DTT, venerdì, ore 15.35). L’ attenzione dell’ altro giorno era tutta per l’ intervista a J.J. Abrams che presentava la sua ultima fatica cinematografica, coprodotta con Steven Spielberg, Super 8. Jeffrey Jacob Abrams, meglio noto come J.J. Abrams è il creatore di serie televisive come «Felicity», «Alias», «Lost», «Fringe», è quello che ha diretto e rilanciato la serie di «Star Trek», insomma, in poche parole, è uno dei più grandi autori contemporanei, la cui narrativa è molto più interessante di tanti acclamati scrittori. A J.J. Abrams siamo debitori di molti personaggi, di un spessore fuori del comune (e soprattutto fuori della serialità nostrana), di belle trame intricate ma non artificiose (vogliamo ancora aprire una discussione su «Lost» e sui misteri della sopravvivenza?), di dialoghi scritti con intelligenza e naturalezza. I nostri intellettuali, sempre impegnati a parlare male della tv, non si sono ancora accorti (salvo lodevoli eccezioni che vanno da Mariarosa Mancuso a Francesco Pacifico) che proprio la tv, con autori come J.J. Abrams, sta innovando più del cinema, si mostra più fantasiosa della narrativa, sa cogliere aspetti nascosti della realtà molto più della saggistica. E non bisognerebbe aspettare dieci anni per accorgersene. «Wonderland» come paese del meraviglioso si butta a capofitto negli anfratti dell’ immaginario di genere, di ieri e di oggi, cinematografico e televisivo, ma anche nella sua attuale dimensione multimediale.
    (fonte: “Corriere della Sera”, 1° settembre 2011 – articolo di Aldo Grasso)

LA TV IN EDICOLA

“SORRISI E CANZONI TV” n°37/2011
Nel numero in edicola Fabrizio Frizzi racconta il suo ritorno alla conduzione di “Miss Italia” nella nuova cornice di Montecatini Terme.

L’INTERVISTA

Simona Ventura: “Non rinnego la Rai, ma Sky è il futuro”
Ieri, e per la prima volta davanti a un pubblico, metà dei 220 concorrenti fra cui verranno scelti i dodici finalisti che parteciperanno a X Factor 5 si sono esibiti di fronte alla nuova giuria formata da Simona Ventura, un ritrovato e aitante Morgan («sono felice, il contratto mi dà la possibilità di dire e fare quel che voglio»), Elio de Le Storie Tese e la new entry Arisa. «Sono felice, rilassata, serena, finalmente respiro aria nuova – dice subito Simonaperché a Sky mi hanno accolta bene e ho ritrovato l’entusiasmo. Ci sono professionalità eccezionali, un livello tecnologico incredibile e la possibilità di lavorare con una squadra di giovani autori che stimo».

SuperSimo è al settimo cielo e si vede. Al direttore del Tg1 Augusto Minzolini che qualche giorno fa l’ha bollata come «ingrata» per aver parlato male della Rai che l’ha fatta crescere, diventare ricca e famosa, risponde lapidaria: «da che pulpito». Poi ritrova il sorriso e aggiunge: «La Rai è il passato, Sky il presente e il futuro». X Factor 5 partirà giovedì 20 ottobre su Sky Uno in prima serata (a seguire la striscia Xtra Factor con commenti a caldo, interazioni con i blog e facebook; per la conduzione si è fatto il nome di Max Novaresi) e dal 23 settembre la rete di Murdoch inizierà una campagna promozionale per informare che questo canale sarà visibile 24 ore al giorno in HD. «Simona sarà la testimonial del lancio di Sky Uno in HD – dicono dalla dirigenza – anche perché oltre a X Factor i progetti su di lei sono parecchi». Il contratto di due anni che lega la soubrette/presentatrice piemontese a Sky prevede tante cose. Dopo il talent-show musicale il primo impegno sarà la presentazione della Notte degli Oscar e a seguire una reality del quale per adesso nessuno vuole anticipare nulla.

Nemmeno una parola?
«Con il direttore artistico di Sky Giampiero Solari sto selezionando parecchi format americani e inglesi interessanti che mi piacerebbe portare in Italia. Rispetto alla Rai non ci sono i paletti che impedirebbero la messa in onda di show anche politicamente scorretti. Ho sempre amato osare, andare fuori dalle righe e sono convinta che potrò mettere in pratica il mio modo di fare tv senza il fardello gli ascolti».

Solari è stato anche il regista del Fiorello Show su Sky. Cosa pensa di un programma con Fiore dopo l’esperienza Mediaset di parecchi anni fa con Meteore ?
«Credo che Fiorello adesso sia molto preso dal ritorno in Rai e pensi giustamente al suo spettacolo…»

X Factor 5 andrà in onda in diretta dal teatro della Luna Diners che sta a fianco del Forum di Assago a Milano. Un palazzetto da 1500 persone al posto del solito studio tv.
«Un altro modo per far capire che si fa sul serio e che il programma é diventato ormai un cult che la gente deve vivere anche in prima persona. Il pubblico è e sarà il quinto giurato insieme a me, Elio e Arisa. Il calore o i fischi saranno importanti per i nostri giudizi».

Come è stato ritrovare Morgan?
«Bellissimo e comunque ricordo che fui la prima a biasimare chi, quando successe il patatrac, non si spese per salvargli la faccia. Le faccende personali di ognuno di noi dovrebbero rimanere tali e nel suo caso si è passato il segno. Morgan è uno dei musicisti più in gamba che conosca e standogli vicino non passa giorno senza che si impari qualche cosa. Elio è una certezza e la giovane Arisa è stata una sorpresa per tutti. Competente e divertente».

È dispiaciuta per la fine de L’Isola dei famosi? In fin dei conti è stato un suo successo personale.
«Molto, ma era arrivato il momento giusto per fermarsi e chiudere. Non mi faccia dire altro».
(fonte: “La Stampa”, 30 agosto 2011 – intervista di Luca Dondoni)


Segnalazioni da proporre per questo spazio? Lasciate qui il vostro messaggio.

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Commenti»

1. alef - 09/09/2011

qualcuno può confermare se è vero che Sportitalia ha acquisito i diritti dell’ NFL? grazie!

alef - 09/09/2011

confermato, ho appena visto lo spot :D

Antonio Genna - 09/09/2011

Sì, Sportitalia trasmetterà almeno 45 partite nel corso della stagione con telecronaca in italiano.
Saranno trasmesse:
– due partite per ogni turno di regular season alla domenica alle ore 19:00 e il “Monday Night” che andrà in scena nella notte tra il Lunedi e il Martedì alle 02.30;
– tutte le partite dei play off;
– il Super Bowl.

IRapeYourMind - 09/09/2011

Grandissima notizia, e si inizia già da questa domenica?

ABREdoskoi - 09/09/2011

credo abbiano iniziato già stanotte, l’ho scoperto da un mio contatto su twitter.

2. albert - 09/09/2011

Non mi stupisco della censura rai,,italia1 tempo fa non fece vedere un bacio gay in gossip girl.
Purtroppo per certi temi siamo molto indietro rispetto ad altri paesi.

IRapeYourMind - 09/09/2011

Senza dimenticare la censura di “Brokeback Mountain” sempre per mano della Rai.

C’è da dire che comunque è giusto che questa rivoluzione avvenga con i giusti tempi ed in modo graduale, negli US è dagli anni ’70 che la società ha iniziato a convivere apertamente con l’omosessualità, certo in mezzo si è dovuti passare alla diffusione dell’AIDS vista per anni come “la malattia dei gay”, però se adesso si possono sposare in molti stati degli USA è grazie ad un processo lungo e che se vogliamo che questa discriminazione sparisca anche da noi c’è bisogno dei suoi tempi senza calcare troppo la mano.

Ecco già vedere con cariche importanti al governo Nichi Vendola o altri omosessuali dichiarati sarebbe un passo enorme e una vittoria.

3. Trisha - 09/09/2011

Come mai Sky non ha pensato di proporre L’Isola dei famosi?

Paolo - 09/09/2011

Mi pare che la Rai abbia un contratto con Magnolia per un altro anno.

Trisha - 10/09/2011

Grazie Paolo, dunque non è proprio finita. ^_^

enry - 11/09/2011

Assolutamente no ed è molto probabile un’edizione conclusiva condotta da Paola Perego.
E cmq per Sky sarebbe stata, credo, troppo costosa.

4. whitegandalf - 09/09/2011

Io sono contro le censure, le reputo odiose, di qualsiasi genere esse siano. E di che vi stupite? La Rai da sempre taglia scene di omosessualità, si vedano, oltre agli esempi già citati, negli scorsi mesi gli episodi di 90210 su Raidue…


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