jump to navigation

TV – Su Rai 1 la fiction “Il segreto dell’acqua” 11/09/2011

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Comunicati, TV ITA.
trackback

Da oggi in prima serata Rai 1 propone le sei parti della fiction thriller “Il segreto dell’acqua”, un giallo dai ritmi incalzanti con sfumature del melò, del poliziesco e dell’ action, con complicati casi da risolvere in una Palermo tormentata dalla malavita per un giovane e attraente poliziotto che da Roma viene trasferito in Sicilia, sua terra natale, dove si troverà a fare i conti con un passato difficile che ritorna e un “grande segreto” da scoprire.
La regia è curata da Renato De Maria: nel cast di protagonisti Riccardo Scamarcio, Valentina Lodovini e Michele Riondino.
A seguire, una presentazione della fiction e le note del regista.

Il sipario della nuova stagione fiction si riapre con “Il segreto dell’Acqua”, un’appassionante serie in 6 puntate, coprodotta da Rai Fiction e Magnolia Fiction prodotta da Rosario Rinaldo. Protagonisti Riccardo Scamarcio, Valentina Lodovini e Michele Riondino, per la regia di Renato De Maria. Firmano la sceneggiatura Umberto Contarello, Filippo Gravino, Sara Mosetti, Marco Pettenello. Direttore della fotografia Marco Onorato. Primo appuntamento domenica 11 settembre alle 21.30 su Rai1 (il programma sarà sottotitolato anche in inglese alla pagina 778 di Televideo e sarà disponibile una versione audio speciale per  non udenti).

Angelo Caronia, interpretato da Riccardo Scamarcio, è un giovane e brillante detective del Servizio Centrale Operativo di Roma. Affascinante, sicuro di sé, colto e razionale, Caronia ha successo nel lavoro e con le donne. Ma ha un carattere spigoloso ed è incapace di legare con i colleghi, di lavorare in gruppo. All’ennesimo episodio di arroganza viene trasferito a Palermo.

Le sue sicurezze iniziano a vacillare quando si trova a fare i conti con il suo passato. Palermo per Caronia significa infatti tornare alla città violenta in cui è nato e cresciuto, al ricordo dei crimini adolescenziali commessi con Blasco (Michele Riondino), con cui non ha rapporti da anni e con il quale avrà, dopo un lungo e pesante silenzio, un chiarimento. Ma il suo ritorno vuol dire soprattutto affrontare il padre naturale che non lo ha mai riconosciuto, Ruggero Santocastro, all’epoca uno spregiudicato boss mafioso, con cui ha rotto ogni legame tanti anni prima.

Sarà un periodo non semplice e nelle notti insonni Angelo confida le sue angosce al dottor Treves, lo psicanalista che lo affiancherà nel delicato percorso personale e professionale che dovrà affrontare.

Angelo si ritrova immerso in una città segnata da violente manifestazioni di protesta per la mancanza d’acqua e a investigare su una serie di crimini. A pochi giorni dal suo arrivo si verificano due omicidi, apparentemente non collegati fra loro: il corpo senza vita di un giovane africano viene ritrovato sulla spiaggia e un esperto fontaniere, coinvolto nell’ambiente delle corse clandestine di cavalli, viene trovato morto in una cisterna. Inoltre, un importante imprenditore palermitano muore in circostanze poco chiare.

Affiancato dalla sua nuova squadra, che solo dopo una fase critica e ostile riuscirà ad apprezzare, Angelo arriva alla verità dei fatti dopo un’ampia e intricata indagine, che lo porta da Palermo alla Tunisia, fino a una piccola isola delle Egadi. Ci riesce grazie al suo personalissimo metodo, basato sull’intuito investigativo e anche su spunti letterari derivati dalle tante letture.

Angelo scopre passo dopo passo che gli omicidi sono collegati tra loro e connessi alla cronica mancanza d’acqua a Palermo, soprattutto del quadrante est della città del quale è misteriosamente sparita la mappa idrica.

Su questo, Angelo chiede aiuto ad Adele Diamante, la professoressa che lo ha salvato dal crimine spingendolo a lasciare la Sicilia quand’era adolescente e che per lui è come una madre. Adele fa subito delle ricerche parallele e viene a conoscenza di fatti sorprendenti, di legami pericolosi.

Tra inseguimenti, false piste, colluttazioni e tradimenti, Angelo e la sua squadra, col prezioso intervento di Adele, arrivano a risolvere i casi di omicidio e a fare luce sul “segreto dell’acqua”.

Ma se il lavoro al Commissariato di Tracina si rivela complicato e  avvincente, la vita privata di Angelo a Palermo non è da meno. A partire dal suo rapporto con la collega Daniela Gemma, interpretata da Valentina Lodovini,  che fa breccia nel suo cuore come mai era successo prima e che presto scopre essere la fidanzata di Blasco.

Angelo si ritrova così a dover fare i conti con un passato che ritorna e che chiede risposte al suo sentimento per Daniela e alla sua voglia di rinascita.

Note di Regia

La prima lettura della sceneggiatura è stato un colpo di fulmine. Per la storia e per il personaggio. Un poliziotto che ama Caravaggio e va dallo psicanalista, con un passato misterioso e torbido, che è intelligente, molto intelligente, ma scorbutico e immaturo nei rapporti personali: un antipatico che piace. Bello e impossibile.

E poi una storia complessa, piena di colpi di scena, che va dritta dalla prima puntata all’ultima, senza fermate, senza divagazioni. Insomma un unico film di più di nove ore, suddiviso in sei capitoli.  Una soluzione narrativa tutta in orizzontale che rappresenta una novità. In America è una tendenza da pochi anni. Un esempio per tutti “Boardwalk  Empire”, prodotto da Scorsese. O la celeberrima “Lost”. Per un regista  è una grande sfida. Dare ritmo e corpo a personaggi che non scompaiono mai, ma restano in scena dall’inizio alla fine, ognuno con una evoluzione complessa e delicata. Gli autori, Contarello & c., l’hanno scritta senza nessuna concessione agli stereotipi e con dialoghi sorprendenti mai scontati. Amore, investigazione, amicizia e tradimento, commedia, azione. Tutti i generi sono abilmente mescolati, non ci siamo fatti mancare niente.

Io lo definirei un poliziesco psicologico, indaghiamo nella Palermo di oggi su un  piccolo caso che poi si trasforma in un groviglio complesso di crimine e rapporti affettivi e parentali molto forti, da tragedia greca. Per il protagonista, Angelo Caronia, l’indagine e la sua forzata permanenza a Palermo diventano una appassionante ricerca di identità e così per Daniela, amore conteso tra Angelo e il suo più grande amico/nemico, e per tutti i protagonisti. Su tutti l’ombra di un grande vecchio, un padre che opprime e schiaccia con la sua ingombrante e misteriosa presenza.

Questa ricerca d’identità collettiva assume i contorni di un viaggio che da Palermo si sposta nelle campagne fino al mare, attraverso un percorso inedito e visivamente potente che attraversa anche il sottosuolo della città. Una sorta di antro buio dell’anima.

Ovviamente intorno a una storia così complessa è stato divertente costruire un cast adeguato. Il protagonista non poteva non essere sfacciatamente bello, giovane e dallo sguardo impunito.  Riccardo Scamarcio, appunto, che in questo personaggio credo abbia dimostrato tutta la sua bravura e raggiunta maturità d’attore.

E poi due vere scoperte per me. Valentina Lodovini è un’attrice che unisce bellezza e intensità, che si fa amare sempre. Il suo carisma davanti alla macchina da presa è assoluto. Michele Riondino. Un grande attore, che ha uno stile di recitazione preciso, affilato, tagliente. Va sempre a bersaglio.

E poi c’è la meravigliosa squadra del commissariato con fior di attori. Max Mazzotta, incontenibile, Natalino Balasso, delicato ed elegante, Cantalupo, di una fortissima umanità, e il giovane Dario Aita, faccia e talento per emergere. Non posso nominarli tutti, ma credo veramente che il cast tutto sia una fonte di forza narrativa e verità di racconto.

Mi sono divertito tantissimo a girare con la amata arriflex sr 16 mm. La troupe guidata da Marco Onorato è stata eccellente. Dalla Tunisia a Palermo a Roma. E’ stato un viaggio alla ricerca di identità per tutti noi. Lo abbiamo fatto con molto amore. Per il nostro lavoro e per il gusto, tutto artigianale, di raccontare una bella storia.

Renato de Maria

Di seguito, le trame dettagliate delle sei puntate.

Prima puntata – “Il ritorno”

Dopo un’accesa lite con i colleghi nella sede dello SCO di Roma, Angelo Caronia viene trasferito per un mese a Palermo, a dirigere un piccolo commissariato nella periferia di Tracina.

Il declassamento è duro da accettare. Appena atterrato a Palermo, Caronia si trova a gestire una manifestazione contro la mancanza d’acqua, lui che non ha mai fatto queste operazioni, lui, l’acuto investigatore intellettuale divoratore di libri e amante del Caravaggio. Lo aiuta  Daniela Gemma, agente, con la quale scatta improvvisa un’attrazione. I due fanno l’amore nel luogo in cui poche ore prima hanno svolto un’azione di polizia: la casa della professoressa Adele Diamante, attivista del movimento di lotta per l’acqua.

Per Angelo e Daniela si è trattato di un vero colpo di fulmine, sùbito vissuto e presto archiviato, almeno apparentemente. Daniela confessa infatti ad Angelo di essere felicemente fidanzata e di non voler più tradire il suo uomo.

In commissariato Angelo conosce la squadra che dovrà dirigere: si tratta di un gruppo di agenti demotivati e subito apertamente ostili al perfezionismo e ai metodi puntigliosi del loro nuovo superiore. Oltre a Daniela Gemma, la sua vice, bella e intelligente, ci sono Ascalone, giovane testa calda dai metodi spicci e violenti; Borghesan, vecchia gloria della Mobile con passato d’alcolista; Corallo, burocrate poliziotto da ufficio; Basso, il più giovane e scanzonato.

Il primo caso su cui lavorano è la morte di un africano ritrovato sulla spiaggia di Mongerbino. Per il capo della  Mobile, Sabino Tomei, con il quale Caronia entra subito in contrapposizione, si tratta di uno dei tanti pescatori clandestini morto annegato. Per Angelo non è così. La sua ricerca della verità prende le mosse da una cicatrice notata sullo zigomo del cadavere. In realtà non è una semplice cicatrice, bensì un segno tribale di una popolazione del Mali dedita all’agricoltura, quindi senza alcuna consuetudine con la pesca. Angelo ha visto giusto.

Ma se i primi risultati investigativi sono confortanti, sul piano privato Caronia incontra delle difficoltà di ambientamento. La mancanza d’acqua lo rende nervoso e insofferente verso l’intera città. E lo è ancora di più quando scopre che il fidanzato di Daniela è il fratellastro Blasco, suo compagno d’avventura nella “carriera” criminale giovanile al soldo di Santocastro.

Anche Blasco ha chiuso col padre e col malaffare e ha aperto una fabbrica di biciclette. Ma questo non facilita il riavvicinamento tra i due, anche perché Blasco è geloso, teme il fascino di Angelo, mentre Angelo non ha mai detto a Blasco del legame fraterno che li unisce.

Intanto le indagini continuano. Si appura che l’africano si chiamava Hamed e che era un operaio. L’autopsia conferma la morte per annegamento, ma in acqua dolce. Si battono tutti i cantieri che hanno una piscina in costruzione e si arriva a quello del noto costruttore Elio Ferrante, il quale, messo in difficoltà, confessa che Hamed è effettivamente affogato nella piscina del suo cantiere, ma si è trattato di un incidente sul lavoro. E per evitare problemi e denunce, Ferrante ha messo in scena l’annegamento in mare.

Il caso è chiuso, anche se nel sottosuolo palermitano, Elio Ferrante, in attesa di processo per occultamento di cadavere, continua a dirigere clandestinamente degli abusi all’acquedotto, con l’aiuto di due uomini molto spaventati dalla morte di Hamed. Ferrante li rassicura solo a parole; per loro sembra aver in mente qualcosa di tutt’altro che rassicurante.

Con la soluzione del caso di Hamed si chiude il periodo punitivo in Sicilia di Caronia. Arriva però un nuovo ordine inaspettato. Mancino comunica ad Angelo che il commissario di Tracina che ha sostituito fino ad allora si è aggravato e non tornerà più al suo posto. Angelo Caronia deve restare a Palermo.

Seconda puntata – “La città assetata”

Angelo Caronia è costretto a rimanere a Palermo. Per cominciare, decide di capire cosa asseta la parte est di Palermo, ma viene presto chiamato a indagare su un nuovo omicidio: Antonio Gaudieri, idraulico esperto, è stato ucciso con 15 coltellate. Spronando i suoi uomini, Caronia viene a scoprire che Gaudieri praticava abitualmente l’usura.

Daniela Gemma, amante di una notte e fidanzata del fratellastro, è molto stimolata dai nuovi metodi di Caronia. Questo produce però tensione con Blasco che, pur non sapendo nulla del tradimento, continua a essere geloso di Angelo. E in effetti, tra Daniela e Angelo è palpabile una grande attrazione.

Intanto le indagini portano alla luce un rapporto tra l’idraulico ucciso e le corse di cavalli clandestine, sulle quali la squadra sta indagando da tempo senza successo. Ottenuti data e luogo dell’ultima corsa, Ascalone, Borghesan Basso e Gemma si preparano per la retata. Dagli interrogatori dei fermati e dalle verifiche degli alibi rispetto all’omicidio di Gaudieri emerge la figura di un tossicomane, Carlo Giuffrida, che ha contratto con l’idraulico ucciso forti debiti. In mancanza di prove, Giuffrida viene rilasciato.

Caronia nel frattempo è venuto a conoscenza di nuovi elementi sui motivi della mancanza d’acqua a Palermo. A quanto pare gli interventi di manutenzione sono resi impossibili dal furto della mappa delle condutture del quadrante est. Angelo riesce a procurarsi dei documenti accessori e li porta ad Adele chiedendole aiuto.

Per il caso Gaudieri, Caronia torna con Ascalone a casa di Giuffrida. Qui Ascalone nota uno strano odore. Lo stesso “odore di malattia” che purtroppo è presente anche in casa sua. Ascalone vive infatti con un padre malato, costretto da anni sulla sedia a rotelle.

Questo indizio porta la squadra a scoprire che Giuffrida ha una sorella gravemente malata, ricoverata in una clinica in Toscana, dove  Angelo, Ascalone e Daniela scoprono che ad accompagnare la sorella di Giuffrida è stato un uomo senza un orecchio e che le spese mediche sono a carico di Elio Ferrante, l’imprenditore che ha occultato il cadavere di Hamed. Ma da Giuffrida non fanno in tempo ad avere spiegazioni: l’uomo si uccide al loro arrivo lanciandosi dal balcone della camera della sorella.

Il tragico gesto non impedisce però a Caronia di provare a ricostruire gli eventi: Ferrante ha chiesto a Giuffrida di uccidere Gaudieri in cambio di cure per la sorella. Resta però da scoprire perché Ferrante ha voluto la morte di Gaudieri.

Intanto, di ritorno dal viaggio di lavoro, Blasco, geloso e amareggiato, lascia Daniela.

Terza puntata – “La mappa scomparsa”

Poco prima di essere interrogato, Elio Ferrante, l’imprenditore che Caronia sospetta essere l’assassino di Hamed e il mandante dell’omicidio di Gaudieri, muore al Circolo del tennis mentre gioca a squash. Il capo della squadra mobile, Sabino Tomei, è convinto che si tratti d’infarto. Angelo invece sospetta che la morte di Ferrante sia connessa in qualche modo ai due casi su cui ha lavorato finora.

Durante l’interrogatorio, uno dei migliori amici di Ferrante, il dottor Maturi, dichiara che mentre prestava soccorso all’amico gli è parso di avvertire un tonfo, come di qualcuno che si lancia nel vuoto e scappa. Sembra aprirsi una pista che dà ragione ad Angelo, ma l’autopsia dimostra invece che Ferrante è morto per un infarto al miocardio.

Gli uomini di Angelo, fino ad allora recalcitranti ai metodi del nuovo superiore, si rifiutano di gettare la spugna, vogliono capire chi c’era quella sera al Circolo del tennis. Angelo, soddisfatto di questo risultato, dedica un po’ del suo tempo ad Adele che sta lavorando sulla questione della mancanza d’acqua e, sostenuto dal suo psicanalista incontra il padre, Ruggero Santocastro, oggi uomo pacificato, che non ha più niente a che fare con la mafia. O almeno così sembra. Parlano di Blasco e del fatto che non è ancora arrivato il momento di rivelargli il legame fraterno che li unisce.

Intanto, Daniela si è trasferita a casa di una vecchia amica. E con Angelo s’impegna a capire le cause della scomparsa della mappa idrica dell’acquedotto est. Vengono a conoscenza che l’unico a conoscere a memoria quell’area era Gaudieri. Angelo ha un’intuizione: Ferrante potrebbe aver fatto uccidere Gaudieri perché ha interesse a non risolvere la crisi idrica della città.

Caronia cerca conferme anche tra gli scatti di una famosa fotografa palermitana e si trova di fronte, con sorpresa, a una foto che immortala Hamed e la figlia di Ferrante, Emanuela. I due ragazzi sono stati fidanzati.

Angelo corre dalla figlia di Ferrante e la costringe a confessare. La ragazza ammette la relazione e soprattutto l’insofferenza del padre, tanto forte da spingerlo ad affogare Hamed nella piscina di casa dopo un forte diverbio. Si chiude così l’indagine sull’omicidio Hamed. Nel frattempo, però, Borghesan ha fatto analizzare un frammento di tessuto rinvenuto sulla rete del Circolo scavalcata presumibilmente dalla persona da identificare e scopre che contiene un rarissimo metallo che viene estratto nel Mali, lo stesso paese di Hamed.

Dopo una serie di ricerche e collegamenti si arriva a Buabré: padre di Hamed arrivato in Italia per vendicarsi della morte del figlio senza però riuscirci. Infatti, mentre stava per colpire Ferrante, confessa Buabré a Caronia, l’uomo si è accasciato a terra colpito da un infarto. Durante l’interrogatorio, Buabré fa anche il nome di un ingegnere, Luigi Lo Jacona, l’uomo che ha portato Hamed in Italia e con il quale suo figlio lavorava.

Ecco finalmente qualcuno che può dare ad Angelo e ai suoi uomini le risposte che cercano: Luigi Lo Jacona va trovato. E non è un caso se la notte stessa Daniela viene seguita e minacciata.

Quarta puntata – “La Natività”

Dopo aver subito minacce da parte di uno sconosciuto, Daniela rivela all’amica di temere di essere incinta e di non sapere chi sia il padre: il fidanzato Blasco, con cui non sta più insieme, o il suo capo Angelo, con cui ha fatto l’amore una volta soltanto.

Angelo, dopo aver assegnato una scorta a Daniela, prosegue nella ricerca di Luigi Lo Jacona, sparito nel nulla. La moglie afferma di essersi separata da lui e di non avere sue notizie da tempo. Ma qualcosa non convince Caronia. E quando nell’elenco degli oggetti rinvenuti in casa di Lo Jacona, Borghesan nomina un libro, “Il lungo addio” di Raymond Chandler, Angelo ricorda di averne visto una copia anche a casa della moglie. Questa coincidenza gli appare da non trascurare.

Intanto si delinea meglio il profilo del ricercato: ingegnere titolato, responsabile della costruzione di importanti opere idrauliche nel Maghreb, in particolare nel paese tunisino di Refah. Per Angelo, abituato a trasformare le sensazioni in prove, è plausibile che Lo Jacona, sentendosi in pericolo, si sia rifugiato proprio lì. Parte allora con Daniela e Basso, ma arrivano tardi: Lo Jacona è dichiarato morto nell’incendio che ha appena colpito Refah. La Polizia tunisina consegna ad Angelo gli effetti personali della vittima, tra cui spicca un tubo metallico contenente le mappe dell’acquedotto di Palermo, quelle scomparse.

La vicinanza che si crea con Daniela in questo viaggio di lavoro spinge Angelo a farsi avanti, anche perché sa che con Blasco è tutto finito. Ma Daniela lo gela: è incinta, ha fatto il test, e quel figlio potrebbe essere suo, ma non ne è certa. Angelo si irrita, vorrebbe che Daniela dicesse tutto a Blasco, anche di ciò che accaduto fra loro. Daniela è in difficoltà.

La trasferta tunisina porta alla luce anche il ricatto che lega Basso e un uomo senza orecchio, Romano. Ricatto di cui nessuno sospetta nulla.

A Palermo, con la guida della mappa del quadrante est, la squadra scende nell’acquedotto alla ricerca del perché di quelle morti e di quelle fughe. La scoperta sarà sorprendente: arrotolata a terra trovano la Natività del Caravaggio, rubata 40  anni prima dalla mafia. La notizia fa il giro del mondo: Angelo Caronia diventa un eroe. Il Direttore dello SCO, Mancino, lo promuove e gli comunica che l’esilio forzato a Palermo è finito: può tornare a Roma.

La notizia della partenza di Angelo scuote gli agenti del commissariato, ormai affezionati al loro capo, ma allo stesso tempo dà la forza a Daniela di compiere una scelta. La donna decide infatti di tornare da Blasco, a cui confessa di aspettare un figlio da lui, anche se in realtà non ne è certa.

Tornato a Roma, Angelo incontra il suo psicanalista e proprio durante la seduta gli  torna in mente il particolare del libro di Chandler. Prende quel libro e va al passaggio in cui si racconta la finta morte di uno dei personaggi. E’ un’illuminazione: Lo Jacona ha solo finto di morire.

Angelo vola in Tunisia dove ottiene la conferma alla sua ipotesi. Ora deve tornare a Palermo: il legame tra i delitti e lo stato dell’acquedotto di Palermo è evidente e bisogna scovare Luigi Lo Jacona, l’unico che conosce il “segreto dell’acqua”.

Quinta puntata  – “Il vecchio e le pietre”

Mentre Angelo Caronia è in volo verso Palermo, con la conferma che Luigi Lo Jacona è ancora vivo, Adele Diamante scopre che il vecchio acquedotto arabo potrebbe nascondere le risposte alla crisi idrica della città. Adele informa Sergio Basso, ignara che il giovane poliziotto sia una talpa in seno al commissariato. Così, quando la donna si spinge nel sottosuolo in cerca di prove, viene sorpresa e uccisa da Romano, il malvivente che è dietro tutti i delitti, l’uomo senza orecchio.

Angelo si allarma subito per la sparizione della sua ex professoressa. Dopo un giorno di ricerche affannose rinviene il suo cadavere in un lago artificiale. Per Angelo è un dolore terribile, lenito soltanto dalla profonda vicinanza che dei suoi uomini.

Alla fine del funerale di Adele la squadra ha una chiamata urgente: alla fabbrica di Blasco uno degli operai è salito sul tetto e minaccia di buttarsi di sotto. A scatenare questa decisione è il piano dei licenziamenti previsto da Blasco per salvare l’azienda dal fallimento. Caronia e i suoi uomini, compresa Daniela, si precipitano sul posto e grazie a un suggerimento di Angelo, Blasco riesce a calmare l’operaio con la drastica decisione di cedere la sua fabbrica ai dipendenti: è il cognome mafioso Santocastro ad aver mandato a rotoli le vendite all’estero.

Daniela ha un mancamento e viene portata in ospedale. La sentenza dei medici è inappellabile: se non vuole perdere il bambino, deve mettersi a riposo.

Questi avvenimenti distolgono l’attenzione di Angelo e della squadra dalla ricerca di Lo Jacona. A dare nuovo impulso alle indagini è la scoperta che l’imprenditore Elio Ferrante stava realizzando un’enorme speculazione edilizia nella località di Pietre Varate, il paese di infanzia di Angelo, da sempre afflitto dalla mancanza d’acqua. E in particolare, Angelo scopre che dietro questo progetto si nasconde l’ombra inquietante di suo padre.

Nel frattempo, Sergio Basso non riesce più a sopportare il peso del proprio tradimento e decide di togliersi la vita. Borghesan, che ha seguito il collega di nascosto, riesce a fermarlo. Basso gli confessa il suo doppio gioco e le sue responsabilità nella morte di Adele. Ma alla fine, in preda al panico, colpisce Borghesan con una pietra e fugge via.

Caronia è andato di nuovo a Pietre Varate in cerca di risposte. Nel buio della notte vede un uomo accasciarsi a terra: è suo padre colto da un attacco cardiaco. Grazie al soccorso di Angelo, il vecchio Santocastro riesce a salvarsi. Blasco, di fronte alla notizia del ricovero di Santocastro, rompe un silenzio lungo diversi anni e va al suo capezzale.

Si tratta di un ricongiungimento a tutti gli effetti. Santocastro infatti approfitta abilmente del momento di difficoltà di Blasco, che oltretutto ha appena saputo da Daniela del suo tradimento con Angelo e della possibilità che quindi il figlio può non essere suo.

Blasco accetta di trasferirsi nella tenuta del padre e di aiutarlo a terminare il suo progetto imprenditoriale. Non ha più nulla ormai. Daniela lo segue con riluttanza nella casa di quello che reputa ancora un mafioso.

Sesta puntata – “Due fratelli”

Le ricerche di Sergio Basso, dopo la confessione del suo tradimento, non danno risultati. Inaspettata arriva una sua telefonata nella quale avverte Angelo che Romano, il killer che lo tiene sotto scacco, gli terrà un’imboscata per ucciderlo. Nello scontro a fuoco tra la squadra di Caronia e Romano, Sergio finisce per fare da scudo ad Angelo, morendo ai suoi piedi. Angelo si dispera, si getta all’inseguimento del criminale senza però riuscire a bloccarlo. Sarà Borghesan a premere il grilletto e a farlo fuori.

Quando Daniela scopre della morte di Basso abbandona la tenuta di Ruggero Santocastro e si precipita in commissariato per condividere il dolore con i colleghi. Ha così modo di parlare qualche minuto con Angelo, al quale comunica di nutrire forti  sospetti sulla nuova attività di Blasco, impegnato giorno e notte, al fianco del padre. E quando Angelo la riaccompagnerà avrà da lui una risposta che la manda in crisi: sì quella somiglianza che lei ha notato fra Angelo e Blasco è la somiglianza di due fratelli.

Angelo torna al lavoro. Sente che il vecchio Santocastro è coinvolto fino al collo, ma servono delle prove per dimostrarlo. Decide di trovare a tutti i costi Lo Jacona: è l’unico a conoscere la verità. Grazie a un’intuizione di Corallo si scopre che l’uomo si nasconde sull’isola siciliana di Levanzo. Purtroppo, all’arrivo della Polizia l’ingegnere inizia una fuga folle verso il mare: precipita e muore tra gli scogli.

Il viaggio a Levanzo non è però inutile: tra gli oggetti di Lo Jacona, Angelo rinviene un lucido che contiene un tracciato enigmatico. Lo stesso che poche ore dopo troverà anche tra le carte che Adele stava studiando prima di essere uccisa. Caronia sovrappone i lucidi sulla mappa dell’acquedotto cittadino e finalmente comprende che l’acquedotto di Palermo est è stato segretamente modificato affinché riprendesse il percorso dell’antico acquedotto arabo e dirottasse l’acqua verso il complesso turistico in costruzione a Pietre Varate. Hamed, Gaudieri e Lo Jacona lavoravano evidentemente a questa deviazione sotterranea e a un certo punto devono aver provato a ricattare i costruttori minacciando di denunciare l’abuso. Questo il probabile motivo che ha determinato la condanna a morte di Hamed e Gaudieri e la fuga di Lo Jacona che temeva di fare la stessa fine.

Ma chi dirige questa grande speculazione ai danni dei palermitani? Ferrante quasi sicuramente, ma anche Ruggero Santocastro? Bisogna provarlo. Angelo si introduce nottetempo nell’acquedotto. Uno degli uomini di Santocastro però lo vede e avverte Santocastro che, armato, si precipita nelle condotte assieme a Blasco. Angelo li sta aspettando con la pistola in pugno. Si minacciano a vicenda. Angelo urla a Blasco di essere suo fratello. Blasco, sconvolto, gli spara, ma lo manca. D’improvviso, l’arrivo di un fiume d’acqua investe i due fratelli: Angelo, più forte, cerca di salvare Blasco. L’arrivo di Borghesan e Ascalone sarà provvidenziale.

Viene avviato un processo che potrebbe fare piena luce sui delitti avvenuti, ma tutto dipende dalla testimonianza di Blasco: parlerà o non parlerà?

Angelo e Daniela, intanto,  avranno tempo per chiarirsi. Anche Daniela e Blasco. E sarà Daniela a scegliere cosa sarà più giusto per il figlio che sta per nascere.

Commenti»

No comments yet — be the first.

Lascia il tuo commento...

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: