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Dispersi d’estate (44) – Corde, legno ed elettricità 13/09/2011

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Dispersi d'estate, Film, Musica, Video e trailer.
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Ogni anno nel mondo vengono prodotti circa 25 mila film. In Italia ne arrivano a malapena 500. Gli altri si disperdono nei buchi neri della distribuzione. Hideout.it da anni si occupa di recuperare il buono dei dispersi con rassegne, un sito, un festival e il libro “Dispersi. Guida ai film che non vi fanno vedere”. Nell’indolenza dell’estate, un buon film rinfresca più di un ghiacciolo, perché un disperso al giorno toglie l’afa di torno…

Corde, legno ed elettricità

L’ultimo documentario di Davis Guggenheim, premio Oscar per Una scomoda verità: tre icone del Rock (Jimmy Page, The Edge e Jack White) si incontrano in una sorta di ring/salotto per un O.K. Corral triangolare a colpi di accordi.

Titolo: “It Might Get Loud”
Regia: Davis Guggenheim
Fotografia: Guillermo Navarro, Erich Roland
Montaggio: Greg Finton
Produzione: Thomas Tull Productions
Origine: Usa, 2008
Durata: 98′
Colore


Recensione di Francesca Arceri, apparsa originariamente qui

Jimmy Page, The Edge, Jack White: tre grandi musicisti raccontano l’amore per la chitarra elettrica.

Se vuoi vedere il film con la traduzione italiana, scarica i sottotitoli su ItalianSubs

Che cosa è una chitarra elettrica? Corde, legno ed elettricità, volendo ridurla ai minimi termini. E proprio questo fa Jack White, dei White Stripes, nelle prime inquadrature di It Might Get Loud: gli bastano un pezzo di legno, una corda, una bottiglia di vetro e un pick up e con pochi gesti assembla uno strumento. In questo documentario firmato da Davis Guggenheim, premio Oscar per Una scomoda verità, tre icone del Rock (Jimmy Page, The Edge e Jack White) si incontrano in una sorta di ring/salotto per un O.K. Corral triangolare a colpi di accordi. Le loro parole si fondono con la musica suonata e con quella che li ha ispirati, alla scoperta di aneddoti, trucchi e idee che hanno segnato la storia del Rock e della chitarra elettrica.

In un’atmosfera da sala prove, questi giganti si raccontano l’un l’altro le modifiche tecniche apportate agli strumenti per riprodurre la musica che avevano in testa: così Jack White parla della sua Gretsch a cui ha fatto aggiungere un microfono per armonica per poter cantare attraverso la chitarra, Jimmy Page ricorda la sua Gibson a doppio manico per poter suonare Stairway to Heaven e The Edge mostra le potenzialità dei macchinari con i quali effetta i suoi riff. Ognuno riporta il suo modo di usare lo strumento e la sua visione della musica: The Edge spiega i riff di I Will Follow e Page suona Whole Lotta Love mentre gli altri due lo osservano sorridendo come si fa quando si ritrova un vecchio amico. Tre modi di suonare e di vivere la musica, emblematici di tre generazioni del Rock diverse ma connesse da uno stesso denominatore comune: lo strumento a sei corde amplificato.

Davis Guggenheim compone abilmente il racconto andando avanti e indietro nel tempo e viaggiando fra Detroit, Dublino e Londra. Ritorniamo nei luoghi cruciali del loro percorso: le aule di scuola in cui gli U2 hanno iniziato a strimpellare o il cottage dove i Led Zeppelin hanno registrato e composto molti dei loro brani. Soprattutto incontriamo tante, bellissime chitarre. Dai primi amori (la Explorer di The Edge, la Kay di White, la Stratocaster di Page) alle scoperte che hanno segnato uno stile, come la Airplane di plastica del leader dei White Stripes trovata al centro commerciale. Per quanto questi tre chitarristi appartengano a correnti e periodi differenti, condividono le stesse radici, quelle del blues. E ovviamente la chitarra elettrica, distorta e forte. Come dice The Edge prima di attaccare a suonare, state attenti: «it might get loud».


Trailer originale:

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Commenti»

1. dicksick - 13/09/2011

Ho comprato il libro l’anno scorso, molto interessante, mi ha fatto conoscere film straordinari, come ad esempio, e lo cito perché è attuale visto l’ultima prova di McQueen presentata al Festival di Venezia, “Hunger”.


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