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TeleNews #72 – Il CDA Rai vota contro la conferma di Parla con me – Belen: Colorado fa più ridere di Zelig – Santoro presenta i suoi Comizi d’amore – Critica: Se Mediaset si fa autoconcorrenza – La TV in edicola: Baila – L’intervista: Corrado Formigli: “Santoro maestro, ma sono cresciuto”; Stefano Bollani, e la musica va in TV 16/09/2011

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Giornali e riviste, Musica, TeleNews, TV ITA.
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Lo spazio “TeleNews – Notizie dal mondo della televisione” propone una rassegna stampa – segnalando le fonti di provenienza – di notizie ed argomenti vari legati al mondo dello spettacolo e della televisione italiana e straniera, e che non hanno trovato posto in altri appuntamenti abituali del blog.

Se avete segnalazioni da fare, lasciate il vostro messaggio qui.

  • Il CDA Rai vota contro la conferma di “Parla con me”
    Parla con me non tornerà sugli schermi della Rai. Contro la proposta avanzata dal direttore generale, Lorenza Lei, che prevedeva il rinnovo del contratto con un taglio sensibile di costi di produzione esterni sostenuti verso la Fandango hanno votato i 5 consiglieri di maggioranza, mentre i voti a favore sono stati quattro: tre dell’opposizione e uno del presidente Paolo Garimberti.
    “L’unica soddisfazione di una giornata amara è di averli stanati”, ha detto Serena Dandini dopo la bocciatura. “Mi hanno accusato di essere avida, di volere troppi autori ecc.. ma pezzo a pezzo abbiamo smontato ogni pretesto: ora – ha sottolineato la conduttrice – il re è nudo e tutti hanno capito perché non andiamo in onda! Mi dispiace per l’azienda in cui abbiamo lavorato per decenni che, mai come adesso, è sotto occupazione politica e per gli abbonati che ci hanno dimostrato sempre un enorme affetto. Lo prendiamo come impegno, ci ritroveranno presto altrove”. Per concludere: “Visto che ho regalato alla Rai il format ideato da me, potrei almeno riavere il divano?”.
    La bocciatura pertanto è tutta nel Cda, dopo che nei giorni scorsi era stata raggiunta un’intesa tra la direzione generale e la Fandango che sanciva un compromesso tra l’esigenza aziendale di ottimizzazione dei costi attraverso un risparmio e al tempo stesso la volontà di continuare ad avere Serena Dandini con Parla con me su Raitre nel palinsesto autunnale Rai, come previsto da maggio quando il Cda aveva approvato la programmazione delle reti Rai.
    Martedì scorso si era tenuto un incontro a Viale Mazzini, nel quale Fandango aveva confermato di accettare lo ‘sconto’ del 5 per cento rispetto al contratto del 2010, che avrebbe portato il costo a puntata a circa 32 mila euro contro i circa 34.500 del contratto dello scorso anno. La proposta di contratto prevedeva dunque un taglio dei costi di circa il 5 per cento, pari o superiore al risparmio che sarebbe derivato da una produzione tutta interna. Ma la maggioranza ha votato compatta contro, seguendo l’orientamento gia espresso nell’ultimo Cda.Il direttore generale Lorenza Lei ha deciso di mettere al voto la bozza di accordo, pur ribadendo il suo orientamento favorevole alla scelta di produrre internamente la trasmissione. Il programma era stato inserito nei palinsesti autunnali e sarebbe dovuto partire dal 27 settembre.
    La maggioranza del Cda Rai ha detto no al programma di Serena Dandini e ha invece detto di sì all’Isola dei Famosi. E’ la considerazione che fa Paolo Garimberti secondo il quale è “aziendalmente incomprensibile la decisione presa dalla maggioranza e mi rammarico che il consiglio si sia spaccato come non accadeva da mesi”, ha detto il presidente della Rai. “Personalmente ho votato sì per coerenza con i palinsesti approvati praticamente all’unanimità dal Cda prima dell’estate, palinsesti all’interno dei quali era prevista la trasmissione di Serena Dandini. Ho votato sì per coerenza con quanto annunciato insieme a Sipra agli investitori pubblicitari quando abbiamo presentato i programmi autunnali. E ho votato sì per tutelare l’immagine della Rai, già scossa, e per evitare segnali di incoerenza”, ha concluso.
    Dello stesso parere Lucia Annunziata secondo la quale la bocciatura del contratto di Serena Dandini “è una vergogna”. L’ex presidente della Rai ha sottolineato che questo avviene “soprattutto dopo gli sforzi fatti dalla produzione (Fandango, ndr) per rispettare ogni richiesta aziendale. Un Cda in scadenza in tutti i sensi ha ancora una volta messo i suoi piccoli interessi di parte davanti a quelli della Rai”. E a questo punto – ha concluso la Annunziata – “mi considero sciolta da ogni obbedienza nei confronti di un organo che opera con tali modalità”.
    “La missione, così come era emerso nelle intercettazioni dell’inchiesta di Trani, è stata portata a compimento: dopo Michele Santoro e Paolo Ruffini è toccato all’ultimo nome della lista, quello di Serena Dandini”. Ha dichiarato Nino Rizzo Nervo, consigliere di minoranza Rai, secondo cui “anche a un bambino non può sfuggire il senso del voto a strettissima maggioranza con cui sono state soppresse a due settimane dalla partenza ben quattro seconde serate di Raitre. Tutto il resto sono chiacchiere. La verità è solo una: lo smantellamento di quella rete è già in atto e pur di raggiungere l’obiettivo non si è tenuto conto degli ingenti danni che derivano da un palinsesto profondamente diverso da quello che era stato presentato agli investitori pubblicitari”.
    Per Giorgio Merlo, Pd, vice presidente della commissione di Vigilanza Rai, “ormai è chiaro. Settori sempre più consistenti dell’attuale maggioranza, con alcune sponde nell’opposizione, puntano direttamente a liquidare definitivamente la Rai. Prima parlano di privatizzazione dell’azienda e poi di abolire il canone, con la scusa che è la tassa più ‘impopolare'”, ha detto. “Il disegno politico è persino troppo chiaro – ha aggiunto – azzerare la Rai, liquidare il servizio pubblico radiotelevisivo per sostituirlo con un’informazione definitivamente addomesticata”.
    Amareggiato il consigliere Rai Giorgio Van Straten: “La decisione della maggioranza del consiglio di bocciare il contratto di Parla con me è una scelta gravissima e produce un danno certo in termini editoriali perché scompagina la struttura del palinsesto di Raitre che prevedeva una seconda serata a durata variabile in modo da far partire a mezzanotte in punto Linea Notte. Fa perdere alla Rai un altro volto che contribuiva a definirne l’identità di servizio pubblico dopo quelli di Michele Santoro e di Roberto Saviano. Attua la volontà di Silvio Berlusconi, come manifestata nelle intercettazioni di Trani, su personaggi e trasmissioni a lui sgradite”. “E non sembra davvero un caso – conclude – che la decisione sia assunta, per la prima volta da tempo, ricreando la contrapposizione fra i consiglieri nominati dalla maggioranza di governo e quelli indicati dall’opposizione”.
    Per Domenico Procacci, numero uno della Fandango, si è trattato di una “decisione completamente politica, presa contro l’interesse dell’azienda, conseguente a un preciso mandato, del tutto politico”. “Da questo momento – ha sottolineto il produttore – lavoriamo per cercare altre strade. Mi dispiace perché la Rai è la tv di Stato e questa maggioranza politica la sta facendo a pezzi: un giorno questa maggioranza passerà e rimarranno le ceneri”.
    “La Rai ha scelto di divorziare dal proprio pubblico: i programmi di maggior successo vengono chiusi, oppure rinviati nel tempo e spesso poco pubblicizzati, mentre si perdono professionalità, artisti, testate e con essi l’intera storia del servizio pubblico”, ha commentato Fulvio Fammoni, segretario confederale della Cgil.
    Tra i cinque voti contrari alla messa in onda di Parla con me anche quello del consigliere Rai Angelo Maria Petroni secondo il quale “la proposta di contratto per il programma di Serena Dandini è in contrasto con la normativa del Codice dei contratti di cui al D. Lgs. 12 aprile 2006, n. 136”. Il decreto legislativo a cui fa riferimento è quello che, tra l’altro, concerne i contratti pubblici di lavori, servizi e forniture e regola lo svolgimento delle procedure per l’assegnazione degli appalti. In particolare sarebbero due gli articoli del codice dei contratti pubblici relativi a lavori servizi e forniture con le quali il contratto di Fandango, per la maggioranza sarebbe in contrasto.
    L’articolo 19, che disciplina le tipologie di contratti pubblici esclusi dall’applicazione del codice (tra le quali quelli per l’acquisto, lo sviluppo, la produzione o coproduzione di programmi destinati alla trasmissione da parte di emittenti radiotelevisive e appalti concernenti il tempo di trasmissione), e l’articolo 27 che prevede, per i contratti esclusi dall’applicazione del codice, il “rispetto dei principi di economicità, efficacia, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza, proporzionalità” e il fatto che “l’affidamento deve essere preceduto da invito ad almeno cinque concorrenti, se compatibile con l’oggetto del contratto”.
    In sostanza, per Petroni e per gli altri quattro consiglieri di maggioranza che hanno votato contro il contratto di Fandango, l’affidamento della produzione di Parla con me a una società esterna richiedeva la gara d’appalto tra almeno cinque società essendo quel tipo di contratto escluso dall’applicazione del codice di contratti pubblici. Quanto in sostanza previsto dalla politica aziendale sull’uso di risorse interne per i programmi Rai, policy sulla quale il centrodestra non ha accettato il compromesso trovato dal dg Lei con Fandango per evitare la gara d’appalto (non c’erano i tempi tecnici), ovviando sui costi con lo ‘sconto’ del 5 per cento dei costi da parte della società.
    A commentare la chiusura del programma sono arrivate anche le parole di Dario Vegassola, braccio destro di Serena Dandini in Parla con me: “Serena dice di rivolere il divano, e io chiedo di avere indietro il mio divanetto. Ci chiudono per prenderselo, anche perché a quello bassetto va meglio il mio di divano che quello di Serena”. “Sono dispiaciuto per la decisione – ha detto -. Questo è un Paese strano: se funziona una cosa viene bloccata. Gli ascolti erano buoni e andavano contro Vespa, è un vero peccato. Certo, i problemi degli italiani sono altri e io mi sento un privilegiato, però non mi pare ci siano giustificazioni per la chiusura ed è stata una doccia fredda. Si era anche trovato un accordo…”
    Sempre oggi Il Cda della Rai ha approvato a maggioranza il contratto con Magnolia per la prossima edizione dell’Isola dei famosi. Hanno votato a favore i cinque consiglieri di maggioranza, contrario il presidente Paolo Garimberti mentre sono usciti i tre consiglieri d’opposizione: Rizzo Nervo, Van Straten e De Laurentiis – dopo l’esito del voto su Parla con me’non hanno preso parte alla votazione successiva. Il contratto è stato votato oggi per l’imminente scadenza dell’opzione con Magnolia: l’Isola del Famosi andrà in onda in primavera su Raidue.
    (fonte: Repubblica.it, 15 settembre 2011)
  • Serena Dandini: “Andrò in onda comunque, forse su Sky o su La 7”
    “Volevo prendermi un anno sabbatico, ma per tigna non lo farò e andrò in onda: dove non lo so. So solo che lo facciamo perché dopo quattro mesi che lavoriamo dobbiamo sfogare”. Così Serena Dandini in conferenza stampa all’indomani della bocciatura da parte del cda Rai del contratto di Parla con me. “Al massimo lo faremo in piazza, può essere La7, può essere Sky, può essere il cinema. Dateci il tempo…”, aggiunge Dandini.
    All’appuntamento con la stampa, fissato dalla Dandini alle 12.30 a Roma, si sono presentati anche Michele Santoro e Sandro Ruotolo, Domenico Procacci, numero uno della Fandango, e Andrea Salerno, direttore editoriale della casa di produzione. Nei giorni scorsi Santoro, anche lui reduce dall’addio alla Rai, ha lanciato l’associazione no profit ‘Servizio pubblico’, che farà da base al suo nuovo programma ‘Comizi d’amore’, in onda da fine ottobre su un network di tv locali su digitale e sulla piattaforma Sky, ma anche sul web, sul modello di ‘Raiperunanotte’ e ‘Tuttiinpiedi’. Con Serena Dandini “siamo amici. siamo pronti a dare una mano, anche a fare il trasloco..”, ha detto Santoro: “Una sola cosa grave: se non si riesce a usare la parola censura, vuol dire che la parola censura è censurata”.
    La solidarietà dei colleghi. “Uno comincia a dubitare che abbia un senso stare in Rai”. Lucia Annunziata, conduttrice di In mezz’ora su Raitre commenta così su Radio 24 la decisione del cda Rai di non rinnovare il contratto per la trasmissione della Dandini. “Io sarò l’ultima ad abbandonare il servizio pubblico, ma si pone il problema – ha aggiunto la Annunziata -. Il rischio è di fare la foglia di fico di un’operazione di smantellamento”. Di una rete che si sta smontando a pezzi parla anche Giovanni Floris, conduttore di Ballarò  “Un’altra perdita grave per Raitre. C’è la sensazione che si smonti a pezzi una rete del servizio pubblico, tra l’altro in condizioni in cui il mercato concorrente si è fatto molto aggressivo. Ha ragione il presidente Garimberti: è una decisione che sembra ispirata da logiche estranee agli interessi della azienda ed alle strategie di mercato”. Sgomento per il provvedimento della Rai è stato il sentimento suscitato nel Trio Medusa: “Eravamo convinti si sarebbe arrivati a un traguardo positivo. Vogliamo esprimere un’assoluta solidarietà al gruppo di Serena Dandini e speriamo che questa votazione 5 a 4 di ieri sia solo l’andata, perché non conosciamo nessun allenatore che si lascerebbe scappare una giocatrice come lei”. Un sogno svanito, quello di lavorare nella stessa azienda, per Victoria Cabello, prossima conduttice di Quelli che il calcio…: “Mi rattrista che Serena non ci sia – ha detto la Cabello durante la presentazione della nuova edizione di ‘Quello che il calcio’ -. Sono cresciuta con i suoi programmi, la considero una grandissima donna non solo a livello professionale, ma anche umano. Con lei sono stata sempre in concorrenza quando ero a La7 e ora che sono arrivata in Rai lei non c’è”.
    (fonte: Repubblica.it, 16 settembre 2011)
  • Belen: “Colorado” fa più ridere di “Zelig”
    Colorado Cafè mi ha fatto sempre ridere molto più di Zelig anche perché da quest’ultimo sono usciti attori che poi sono finiti a teatro o al cinema mentre Colorado è più dedicato alla televisione». Belen Rodriguez non le manda a dire e in quattro e quattr’otto viola il patto di buona creanza (almeno sulla carta) fin qui esistente tra i due programmi comici delle reti Mediaset. La reazione della showgirl che ha scatenato occhiate di fuoco da parte dei dirigenti, è maturata grazie a una domanda sul suo coinvolgimento in uno show che, di fatto, la veicola sulla rete giovane del Biscione e non sull’ammiraglia come ci si aspettava dopo l’exploit sanremese. «Intanto considero Colorado serie A e non, come qualcuno ha detto, una serie A/meno – dice Belen – e questo lo sottolineo anche perché mica siamo inn onda su TeleLombardia! Questo poi è uno spettacolo che si rivolge a una fascia di pubblico molto giovane e sono un’amante di programmi giovani fatti per i giovani. Qui ballo, mi diverto e sono libera di imparare sempre di più. Non dimenticate che sono ancora giovane del mestiere e ho tanta strada da fare. Per me una “grande” è Maria De Filippi e sono molto felice di poter fare con lei Italian Got talent . Lì c’è solo da imparare».
    Colorado Cafè ripartirà domani alle 21.10 su Italia 1 nella nuova collocazione che lo sposta dallo slot domenicale. «Abbiamo pensato – ha detto il direttore della rete Luca Tiraboschi – di avvicinarci ancor più ai ragazzi che il venerdì sera hanno la possibilità di stare un po’ più svegli e seguire il loro programma preferito. La prima parte terrà in forte considerazione le fasce dei giovanissimi e gli autori, così come i comici coinvolti, non supereranno nel linguaggio e nei gesti quei limiti di decenza che si impongono sino a una certa ora».
    Archiviata la pratica Nicola Savino, perché secondo i produttori Totti e Crispino Colorado prevede il cambiamento del conduttore ogni due anni, la «spalla» di Belen sarà quel Paolo «Paolino» Ruffini che dopo gli esordi a MTV e una lunga sequenza di cinepanettoni ora tenta la carta della conduzione. «Ho sempre voluto fare il presentatore – ha detto – e ancor più la spalla. Qualcuno mi dà del comico ma non mi sento tale. Faccio ridere così, naturalmente». A Belen e a Ruffini saranno affiancati DJ Angelo e l’attrice Chiara Francini che proprio la scorsa settimana è stata premiata a Venezia come attrice rivelazione dell’anno. Nuovi comici, qualche ritorno (Pino e gli anticorpi) e tante conferme (Fichi d’India, I Turbolenti, Baz, Pucci, Gigi e Ros ecc.) farciranno di risate le dodici puntate più tre «meglio di» da qui a dicembre. Ma non si poteva chiudere l’incontro senza la parentesi gossip Belen/Corona. «Mi piacerebbe tanto sposarmi – ha confessato l’argentina – ma tempo al tempo e il momento arriverà e poi mica si può pensare sempre al lavoro: non c’è felicità senza le nuove generazioni. Dopo tre anni di relazione le cose non sono sempre facili ma se ne prendessi un altro i problemi ricomincerebbero daccapo così mi tengo Fabrizio».
    (fonte: “La Stampa”, 15 settembre 2011 – articolo di Luca Dondoni)
  • Santoro presenta i suoi “Comizi d’amore”
    “Il mio nuovo programma si chiamerà ‘Comizi d’amore’” annuncia Michele Santoro alla festa de ‘Il Fatto Quotidiano’. L’iniziativa sarà sostenuta da un’associazione che garantirà l’assenza totale di censura di nome “Servizio pubblico”. “Se voi ci darete 10 euro – ha proseguito – ‘Servizio pubblico’, con l’aiuto di impenditori che sono qui, come Sandro Parenzo, Etabeta e con l’aiuto del Fatto che ha aperto la strada dell’indipendenza, manderà in onda il programma. Sarà una grande manifestazione televisiva, basterà mettersi davanti allo schermo. Se riusciremo a far vivere sul digitale e sui canali Sky che ospiteranno la trasmissione questo progetto e se milioni di persone saranno lì, allora noi ci saremo avvicinati alla possibilità di trasformare la televisione italiana”.
    Il giornalista ha accennato anche del piano economico. “Faremo 25 puntate, non ho ancora deciso il giorno e l’orario, ma mi piacerebbe andare contro Vespa”. Ogni puntata costa circa 250 mila euro, confermata la squadra di Annzero, a eccezione di Formigli, passato a La7. “Ci sono i nostri investimenti, ma serviranno le offerte degli associati, ma raccoglieremo anche pubblicità”.
    Santoro ha ha anche ricostruito il mancato accordo con La7. “Ci lavorano amici come Lerner, che fanno le cose migliori della tv”. Ha ironizzato sulla proposta economica: “Delle proposte talmente buone che, coi soldi che avremmo fatto fare loro, ci avrebbe anche pagato”. Il punto di rottura sulle condizioni del contratto, una serie di obblighi e controlli, “che nessun giornalista serio può sottoscrivere”.
    Il conduttore tv ha ricordato: “Alla notizia del mio passaggio a La7, il titolo Telecom è impazzito. “Ma loro volevano in anticipo le “scalette”. Allora ridateci Masi, che perlomeno ci faceva ridere”. “Dentro il recinto, con qualcuno che mi dice questo sì e questo no, non ci so stare. Ma è stata un’occasione persa per il mercato e il servizio pubblico”, ha concluso.
    (fonte: Repubblica.it, 11 settembre 2011)

CRITICA TV

  • Se Mediaset si fa autoconcorrenza
    Sangue caldo, delitti seriali, morbosità quanto basta. È ben curioso il venerdì sera in casa Mediaset, non tanto per i singoli programmi, quanto per la loro composizione nel flusso dell’offerta di palinsesto. Da un lato, sulla rete ammiraglia Canale 5, ci sono i torbidi intrecci partoriti dalla prolifica mente di Teodosio Losito: che dopo «Il sangue e la rosa» e «Il peccato e la vergogna », torna con «Sangue Caldo», sempre a partire da Gabriel Garko.
    Dall’altro lato, sulla «cenerentola» Retequattro, ci sono i delitti veri, ma resi finzionali dal racconto seriale che ne fa «Quarto Grado» di Salvo Sottile
    , con la solita compagnia di giro di opinionisti. Zapping da brivido, per un’offerta che punta con risolutezza su un pubblico femminile. Eppure, fra attese e risultati, qualcosa non torna: perché la fiction, pur vincendo la serata in termini di ascolti, non ha proprio sfondato; mentre il talk, sulla scia dei successi della prima stagione, viaggia su dati che doppiano le medie della rete. In particolare, per l’inedita accoppiata Garko – Asia Argento si sono ritrovate 3.733.000 persone, il 17,5% della platea tv.
    Di queste, quasi due milioni e mezzo sono donne, e molto giovani: quasi il 20% di share fra le bambine
    (ma i genitori danno un occhio a cosa vedono i loro figli in tv?), oltre il 25% fra adolescenti/ventenni. Per «Quarto Grado» si sono ritrovati 2.580.000 spettatori, 12,7% di share. Di questi, quasi 1 milione e 800 mila sono donne, con un profilo socio-demografico che si sposta sopra i 55 anni (15% di share), e sopra i 65 (21%). Mediaset riparte da qui, pensando al suo tradizionale pubblico femminile, rischiando forse di farsi un po’ di concorrenza interna: vedremo un giorno Salvo Sottile protagonista con Sarah Varetto di una fiction di Losito?
    (fonte: “Corriere della Sera”, 12 settembre 2011 – articolo di Aldo Grasso)

LA TV IN EDICOLA

“SORRISI E CANZONI TV” n°38/2011
Nel numero in edicola Barbara D’Urso presenta il nuovo varietà di ballo di Canale 5 “Baila”, che potrebbe non partire in caso di sentenza favorevole a Milly Carlucci, conduttrice del varietà di Rai 1 “Ballando con le stelle”, e alla produzione di quest’ultimo.

L’INTERVISTA

Corrado Formigli: “Santoro maestro, ma sono cresciuto”
Dalla manovra economica alle inchieste giudiziarie, dalle problematiche legate al mondo del lavoro ai movimenti giovanili: Corrado Formigli debutta domani in diretta su LA7 con il nuovo programma di approfondimento Piazzapulita e’ in un’intervista con l’ANSA racconta di cosa si tratta.

Il programma andra’ in onda di giovedi’, giorno che era di Annozero. Non teme confronti?
”Annozero e’ Santoro. Sarei un imbecille a pensare di fare un talk clone. Detto questo Michele e’ un amico, di piu’, lo considero il mio maestro. In questi anni abbiamo lavorato insieme ma professionalmente ci siamo anche dati tanto reciprocamente. Siamo cresciuti entrambi.
Non e’ la prima volta che mi stacco da lui, lo avevo gia’ fatto in passato (ha condotto Controcorrente su Sky) ma a 43 anni si ha il diritto, anzi il dovere di camminare con le proprie gambe. Non si puo’ rimanere a vivere sulle spalle di papa’, sarebbe un sacrilegio sprecare questa occasione. Io ci devo provare”.
Oltre 20 anni dedicati al giornalismo d’inchiesta, Formigli, che firma il programma con Alessandro Sortino, Mariano Cirino e Vittorio Zincone, ammette: ”Sono emozionato. Confezionare un programma in un mese e’ stata una vera sfida con il tempo. Ma spero di esserci riuscito insieme a tutta la mia squadra”.

Quali saranno i temi affrontati nella prima puntata?
”Abbiamo tanta carne al fuoco. Toccheremo i temi di piu’ stretta attualita’ comprese le inchieste che coinvolgono il premier in prima persona. Tra gli ospiti in studio Matteo Renzi, Roberto Castelli, Maurizio Belpietro e Peter Gomez. Ma torneremo a parlare anche della P3. Ci sara’ un’intervista video realizzata da me con il faccendiere Flavio Carboni: e’ una testimonianza a 360 gradi, ci parlera’ anche dei suoi rapporti con Silvio Berlusconi”.

Dunque non abbandonera’ i reportage che tanto hanno caratterizzato la sua carriera professionale?
”Nei limiti del possibile. Non sempre, ovviamente, dal momento che conduco, ma spero ogni tanto di contribuire. Resto innanzitutto un inviato e sono convinto che chi fa questo mestiere deve sempre sporcarsi le scarpe andando sul campo. Spero cosi’ magari per eventi di cronaca di primo piano magari di riuscire a spostare lo studio all’eterno. Ma solo se si verificano avvenimenti eccezionali”.

In questo momento nei vari palinsesti ci sono tanti programmi di informazione, non si rischia un overbooking?
”Trovo che la concorrenza sia sana. Ognuno deve cercare di trovare il suo pubblico. Ovviamente gli ascolti fanno la differenza. Il nostro e’ un programma generazionale. Io sono tra i piu’ anziani. Abbiamo inviati che vanno dai 25 ai 33 anni. In un paese come l’Italia dove non c’e’ spazio per i giovani, sono praticamente dei bambini. Ma la cosa entusiasmante e’ proprio questa, potersi confrontare con una squadra giovane e dinamica che ha interessi simili.
Il programma si pone come obiettivo quello di dare vita ai numeri e ai fatti che affollano le pagine dei quotidiani attraverso reportage e collegamenti con le ‘piazze calde’ d’Italia con le quali gli ospiti avranno il dovere di dialogare e soprattutto fornire risposte concrete. Da noi non ci sono poltrone comode, non si fanno comizi di 20 minuti. E’ un ritmo veloce, a domanda si risponde”.

Si sente un giornalista di parte?
”Cosa sono io non ha rilievo rispetto al mio lavoro. Chi fa questo mestiere ha il dovere solo di raccontare i fatti. La cosa peggiore e’ quella di attribuire un’etichetta politica a un giornalista”.

Come sara’ lo studio?
”E’ di Francesca Montinaro ed e’ veramente sorprendente”.
La scenografa (tra i suoi lavori le le scene di Vieni via con me e delle Invasioni barbariche) ha progettato un luogo di forte impatto emotivo, con una grande macchina scenica costituita da tre grandi schermi verticali nascosti nel soffitto, che a comando invadono lo spazio del talk in modo incombente. Ogni ospite avra’ una seduta allungabile, e questo permettera’ a Formigli, se lo vorra’, di sedere molto vicino a chiunque, semplicemente allungando con un gesto della mano la sedia.

All’indirizzo www.piazzapulita.la7.it saranno disponibili nel corso della settimana i video dei momenti salienti delle puntate e un blog, luogo in cui gli spettatori potranno dire la loro. Piazzapulita e’ un programma prodotto da Magnolia per LA7. La regia e’ di Fabio Calvi. Trasmesso anche in HD (sul canale 507) e in diretta streaming sul web all’indirizzo www.la7.it.
(fonte: Ansa, 14 settembre 2011 – intervista di Nicoletta Tamberlich)

Stefano Bollani, e la musica va in TV
Doveva succedere, prima o poi, e infatti accadrà domenica, su Rai Tre: Stefano Bollani, pianista jazz, scrittore, conduttore radiofonico, esecutore di classici contemporanei (Gershwin, con Riccardo Chailly in un disco di grande successo, presto anche Ravel), diventa anche conduttore tv. Sostiene Bollani è il titolo del programma, in onda per sei domeniche consecutive alle 23,30.

L’ultimo suo disco è con una big band (si intitola «Big Band!», appunto), ma ha passato l’estate a suonare Gershwin e in genere il piano solo. E ora?
«A ottobre esce per la Ecm la registrazione del meglio dei concerti che abbiamo fatto con Chick Corea. E poi c’è la tv».

Ecco, come vive questa ennesima nuova esperienza? È il debutto conduttore tv.
«Che mi facciano fare un programma in televisione sembra incredibile anche a me: non ci credo ancora e non ci crederò fino a quando andremo in onda. Il bello è che non abbiamo punti di riferimento: l’ultimo programma musicale che non sia una lezione e neppure X-Factor forse risale a Lelio Luttazzi. Il mio obiettivo è creare un ambiente in cui si suona, ci si diverte e si racconta anche qualcosa sulla musica».

Che cosa accadrà?
«Avremo tre ospiti a puntata, jazzisti, cantanti pop e attori, e spero che i miei 50 minuti siano pieni di cose inedite. Se qualcuno viene a presentare il nuovo disco non mi interessa, se viene per suonare con me, sì. Sono io solo con il pianoforte, in uno studio con il pubblico, in diretta. Voglio raccontare la musica ma voglio anche che la gente stia attaccata allo schermo. Vogliamo ospiti che non siano quelli che si vedono tutti i giorni in tv, ma questo è facile: la tv è autoreferenziale, girano sempre gli stessi».

Lei è nella singolare posizione di poter avere Laura Pausini e Enrico Rava nello stesso programma.
«Da bambino volevo fare il cantante pop, adesso mi concedo il privilegio di lavorare solo con chi mi piace. Il jazz è la mia passione, ma quando lavoro a un disco di un cantante pop di solito lo faccio per piacere mio, perché fortunatamente non ho bisogno di guadagnare e perché essere chiamato a fare la ciliegina sulla torta, senza che ci sia vero trasporto, mi sembra un po’ triste. Se non c’è affetto, non servo a niente».

Con chi c’è stato questo scambio d’affetto recentemente?
«Con Joe Barbieri, un cantautore napoletano che a me piace molto, e con Fabio Concato, che fa un nuovo disco di inediti dopo dieci anni. Lui è uno di quelli che mi piacciono da sempre, abbiamo fatto un pezzo in duo e mi sono divertito molto».

Dopo Gershwin, registrerà Ravel: sta diventando un musicista classico?
«Ho inciso anche Poulenc, con l’orchestra, ma non penso di fare il salto. E sa qual è la differenza? Conosco ottimi strumentisti classici che studiano e studiano e poi quando suonano dal vivo talvolta sbagliano. Quando provavo il “Concerto in fa” di Gershwin, invece, c’era un passaggio difficilissimo che non mi veniva mai. Alle prove non mi è mai venuto, nelle serate di registrazione, davanti al pubblico, mi è venuto tre volte su tre».

L’esperienza con Rafe e Jovanotti all’inizio di carriera forse le è servita…
«Mi sono anche divertito, all’epoca, ma avevo vent’anni, venivo trattato come l’ultimo arrivato, c’era un clima un po’ da caserma. Poi nel 1996 mi chiamò Enrico Rava, mi disse: se non ti butti ora, non lo farai mai più. E così ho fatto, sono andato a Parigi con lui e lì, oltre al jazz, mi hanno conquistato i jazzisti: ero il più giovane, ma era strano ed entusiasmante andare in giro con questi grandi, più vecchi di me, e sentirsi tranquillamente alla pari».


Segnalazioni da proporre per questo spazio? Lasciate qui il vostro messaggio.

Commenti»

1. cescocesto - 16/09/2011

..e tanti saluti anche alla dandini. speriamo che vada a La7, a questo punto.

2. Alex - 16/09/2011

berlusconi nelle famose intercettazioni aveva detto ( in sintesi)…..via santoro, via fazio, via dandini, via le conduttrici del tg3, via floris. santoro e dandini sono stati fatti fuori, fazio è stato fatto fuori a metà( son saviano vanno su la7). tirate voi le conclusioni di chi è la colpa…… che schifo e la cosa triste che nessuno dice niente tutti dicono in sintesi “a causa di logiche estranee alla tv”….ma cacciate i cosiddetti e abbiate il coraggio di dirlo…..è stato berlusconi a ordinare di cacciarli…….

IRapeYourMind - 16/09/2011

In effetti Floris m’ha stupito vederlo ancora in onda visto che B. è dovuto intervenire “personalmente”.


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