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Edicola – “Storica National Geographic” n°32, ottobre 2011: “L’ultima Crociata – La sconfitta della Cristianità” 21/09/2011

Posted by Antonio Genna in Storia, Storica NatGeo.
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storicangE’ in vendita in edicola, al prezzo di 3,90 €, il numero 32 – Ottobre 2011 del mensile “Storica National Geographic”, edito da RBA Italia e certificato dal marchio “National Geographic”, autorevole in campo divulgativo storico e geografico e già presente in Italia con l’omonimo mensile.
A seguire, la copertina del numero e l’editoriale del direttore Giorgio Rivieccio.

OBIETTIVO NON RAGGIUNTO

Come scrive lo storico Jacques Le Goff, le Crociate non raggiunsero nessuno dei tre scopi per i quali furono indette. Non riuscirono a conquistare i Luoghi Santi e, anzi, rinfocolarono il fanatismo musulmano della guerra santa. Non vennero in aiuto dei Bizantini; anzi, acuirono l’ostilità fra Greci e Latini. Non riuscirono a unire la Cristianità contro gli infedeli, approfondendo di fatto, in Europa, le rivalità fra i re e i capi dei crociati, quelle nazionali e anche quelle sociali.

A seguire, l’editoriale del direttore Giorgio Rivieccio.

Lasciate il fantasma a Napoli

In un’estate densissima di notizie angoscianti, una è stata decisamente divertente. Quella del fantasma che si aggirava nottetempo nel Museo Archeologico di Napoli, apparendo e scomparendo, spostando oggetti e facendo, com’è dovere di ogni spettro, innumerevoli dispettucci agli operai che lavorano al restauro del complesso. La foto che ritraeva l’ectoplasma ha fatto il giro del mondo. Purtroppo però nel giro di pochi giorni la notizia si è sgonfiata: si trattava di un fotomontaggio fatto con l’iPhone, anche se ciò non ha spiegato le carriole rovesciate e i secchi di vernice spostati. Peccato. Io il fantasma, ancorché finto, l’avrei lasciato lì. Una straordinaria pubblicità gratuita per uno dei musei più belli del mondo, con capolavori unici: è sufficiente citare il mosaico di Alessandro Magno alla battaglia di Isso, le pitture e le sculture pompeiane, la collezione Farnese di sculture e ci fermiamo qui. Ma questo museo è anche il sedicesimo fra quelli più visitati in Italia e meriterebbe un posto ben più alto in classifica. E il fantasma potrebbe dare una mano.
Anche se il paragone sembra forzato, i 287.982 visitatori del Museo Archeologico del 2010 sono addirittura inferiori agli oltre 300.000 che ogni anno visitano il lago di Loch Ness per vedere una cosa che non esiste, il suo fantomatico mostro. E, trovandosi sul luogo, anche i celebri castelli scozzesi infestati dagli altrettanto inesistenti fantasmi.
A questo punto, poiché evidentemente vedere una cosa che non c’è ma ci potrebbe essere attira quasi più di una cosa che c’è e si vede benissimo, se il museo di Napoli arruolasse l’ectoplasma potrebbe più che raddoppiare i propri visitatori. Certo, è una provocazione, ma mai come in questo campo il fine giustifica i mezzi. Un fine nobile: attirati dal fantasma, i visitatori ghostbusters inciamperebbero anche in cose materiali come i capolavori citati e qualcosa resterebbe loro dentro. Peraltro, una città solare ed estroversa come Napoli ha una insospettabile tradizione di fantasmi: i famosi munacielli (piccoli monaci), spiritelli dispettosi risalenti addirittura al Quattrocento e citati in molta letteratura nobile e popolare. In tempi di crisi, anche loro potrebbero fare la loro parte: rimboccarsi le maniche e mettersi a lavorare.

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