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TV PAY – Outsourced su Joi 30/09/2011

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Comunicati, TV ITA.
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Da questa sera, ogni venerdì alle ore 22.15 con un doppio episodio, il canale digitale pay Joi propone in anteprima italiana i 22 episodi della sit-com Outsourced. Il telefilm, prodotto da In Cahoots Productions e Universal Media Studios, è stato trasmesso sul network NBC dal settembre 2010 al maggio 2011, ed è stato cancellato per ascolti insufficienti.
Si tratta di un divertente sguardo allo scontro tra due diversi mondi e due diverse culture. Un manager di una azienda di Kansas City, Todd Dempsy (Ben Rappaport, già protagonista del musical teatrale “The Gingerbread House”), viene trasferito in India a organizzare il call center della ditta con un disordinato e inesperto gruppo di dipendenti.
A seguire, il comunicato di presentazione della sit-com curato dall’ufficio stampa Premium Gallery.

su JOI/ Mediaset Premium
in anteprima assoluta
arriva la sit-com accusata di razzismo

OUTSOURCED

Joi – dal 30 settembre, ogni venerdì, in prima serata

“Outsourced”, sit-com composta da 22 episodi, ispirata all’omonimo film del 2006 diretto da John Jeffcoat, arriva in anteprima assoluta su JOI, da venerdì 30 settembre, in prima serata.

Il telefilm è stato co-prodotto da Universal Media Studios e da Cahoots Productions per il network NBC. La sceneggiatura prende spunto da una pratica sempre più adottata dalle aziende internazionali: l’“outsourcing”. Un termine economico inglese che significa “delocalizzazione”: ciò avviene quando le aziende “trasferiscono” un settore della propria struttura all’estero, in paesi dove il costo del lavoro è più basso. Questo aspetto, in un momento di crisi economica come quella degli ultimi anni, non ha lasciato indifferente la critica che ha accusato la sitcom di trattare un tema così sentito in modo troppo semplicistico.

Ma l’aspetto più interessante non è tanto quello economico quanto quello sociologico e interculturale. Il titolo “Outsourced”, che significa letteralmente “delocalizzato”, si riferisce al protagonista Todd Dempsey (Ben Rappaport) che viene trasferito in India, qui dovrà confrontarsi con usi e costumi molto diversi da quelli americani. E la critica si è affrettata a tacciare la serie di razzismo non apprezzando la sottile ironia di molte battute. Nel primo episodio Todd scherza sul cibo indiano che provoca dissenteria, sui turbanti indossati dai sikh e sulle mucche considerate sacre. Così il blogger Mikey O’Connell di Zap2lt ha definito la serie “un risultato offensivo, non tanto perché zeppo di ignoranza razziale e culturale, quanto perchè scade ben presto nella ripetitività e nella noia”. Alessandra Stanley del “New York Times” ha invece commentato che al contrario “non c’è alcun imbarazzo e non è per nulla offensiva, con il procedere delle puntate diventa sempre più accattivante grazie al cast e alla sceneggiatura che trovano la giusta misura”.

Nel dettaglio Todd è il nuovo manager della Mid America Novelties, una grossa azienda che produce gadget bizzarri. La compagnia decide di spostare il proprio call center in India e farlo gestire in outsourcing da un’azienda a Mumbai. Todd viene trasferito laggiù con il compito di “americanizzare” i giovani indiani e sensibilizzarli sul tipo di prodotti. Una mansione apparentemente facile per un ragazzo sveglio come Todd che, invece, si trova subito in difficoltà. Se da una parte deve istruire i nuovi dipendenti, insegnargli le procedure di lavoro e la way of life americana, dall’altra deve fare i conti con gli usi e i costumi di una cultura molto lontana dalla sua…

Curiosità: benché la serie sia ambientata in India le riprese sono state girate interamente in America, nei Redford Studio City, a Los Angeles in California.

Il cast si completa con Rizwan Manji (Rajiv Gidwani), Sacha Dhawan (Manmeet), Rebecca Hazlewood (Asha), Parvesh Cheena (Gupta), Anisha Nagarajan (Madhuri) e Diedrich Bader (Charlie Davies) e Pippa Black (Tony a)

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