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Cinema futuro (1.412): “Abduction – Riprenditi la tua vita” 04/10/2011

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Cinema futuro, Video e trailer.
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Cinema futuro - Il cinema del prossimo week-end “Abduction – Riprenditi la tua vita”

Uscita in Italia: venerdì 7 ottobre 2011
Distribuzione: Moviemax

Titolo originale: “Abduction”
Genere: azione / drammatico
Regia: John Singleton
Sceneggiatura: Shawn Christensen
Musiche: Edward Shearmur
Durata: 102 minuti
Uscita negli Stati Uniti: 23 settembre 2011
Sito web ufficiale (USA): cliccate qui
Sito web ufficiale (Italia): cliccate qui
Cast: Taylor Lautner, Lily Collins, Alfred Molina, Jason Isaacs, Maria Bello, Sigourney Weaver, Elisabeth Röhm, Michael Nyqvist, Denzel Whitaker, William Peltz, Aunjanue Ellis

La trama in breve…
In ABDUCTION, l’action-thriller diretto da John Singleton, Taylor Lautner si ritrova involontariamente immischiato in un pericoloso caso di spionaggio.
Da quando riesce a ricordare, Nathan Harper (Taylor Lautner) ha sempre avuto la strana sensazione di vivere la vita di qualcun altro. Fino a quando un giorno, casualmente, vede l’immagine di se stesso da bambino su un sito web di persone scomparse. Da quel momento in poi, tutte le sue paure più recondite si materializzano. Capisce che suo padre e sua madre non sono i suoi veri genitori e che la vita che ha vissuto fino a quel momento non è altro che una grossa menzogna, accuratamente fabbricata per nascondere qualcosa di più oscuro e pericoloso di quanto non avrebbe mai osato immaginare.
Proprio mentre inizia a scoprire quale sia la sua vera identità, Nathan viene preso di mira da killer professionisti obbligandolo a fuggire assieme all’unica persona di cui si può fidare, la sua vicina di casa, Karen (Lily Collins). Ma Nathan capisce che l’unico modo per sopravvivere, e risolvere il mistero dell’identità del suo vero padre biologico, è smettere di fuggire e affrontare la situazione.
Un idolo delle teenager per il Bourne Identity delle nuove generazioni.

LA PRODUZIONE

ABDUCTION è nato da un’idea che il Produttore Esecutivo del Gotham Group, Jeremy Bell, portò all’attenzione di Roy Lee e di Doug Davison, della società Vertigo, quattro anni fa.  Tuttavia, il progetto spiccò il volo solo dopo un ulteriore incontro tra lo sceneggiatore Shawn Christensen e i produttori del Gotham Group.

“Alla fine di quell’incontro”, racconta Christensen, “Lee Stollman  disse, ‘E poi c’è quest’idea su un ragazzo che vede la foto di quando era bambino su un sito web di persone scomparse’.  Pensai che si trattava di un’idea davvero buona. Dopo quel meeting iniziai a riflettere sul progetto e, due settimane dopo, pranzai assieme a Lee, a New York, e gli dissi, “‘Mi piacerebbe fare le cose a modo mio e divertirmi un po’. Se mi dai sessanta giorni, ti darò una bozza di sceneggiatura’. E così, sessantatre giorni dopo gli  mostrai la prima versione di ABDUCTION”.

“Shawn ama giocare con i puzzle e gli piaceva l’idea di raccontare una storia sulla ricerca dell’identità”. La produttrice Ellen Goldsmith-Vein spiega perché Christensen sia stata la scelta giusta per il progetto. “Era così attratto dall’idea che ci portò la prima bozza della sceneggiatura dopo soli due mesi dal suo primo incontro con Lee”. “Shawn ha preso quella singola idea e ci ha costruito un film attorno”, aggiunge Stollman.

“Secondo me l’idea alla base della storia era straordinaria” afferma Stollman.  “Non avevo mai visto un film su un ragazzo che vive la sua vita e, improvvisamente, scopre che tutto quanto è solo una grossa bugia”.

Gran parte del film ruota attorno al protagonista e al modo in cui il pubblico rimane catturato dalla sua vicenda; tutti i produttori concordavano riguardo al fatto che Taylor Lautner fosse la scelta migliore per la parte. La Goldsmith-Vein dice riguardo a Lautner, “Taylor probabilmente è l’unico attore della sua età che avrebbe potuto interpretare questo ruolo, viste le sue abilità nelle arti marziali e le sue doti di atleta. E’ anche incredibilmente intelligente e serio”. Il Produttore  Lee Stollman concorda, “Taylor ha il fisico e l’appeal, è perfetto sia per un pubblico femminile che per quello maschile. E’ un attore protagonista magnifico”.

Roy Lee e Taylor Lautner si incontrarono il 4 giugno del 2009, e Taylor rimase davvero entusiasta dell’idea.  Quasi un anno dopo, Roy andò a parlare con il team di Taylor Lautner, presso la Quick Six, portando con se la sceneggiatura completa scritta da Shawn Christiansen, e ricevette immediatamente un entusiastico  “si”.  Dopo di che, Gotham, Vertigo e Quick Six lavorarono congiuntamente per sviluppare ulteriormente la sceneggiatura e adattarla specificatamente alle caratteristiche di Lautner; E poi, si unì a loro anche la Lionsgate; il Presidente del Motion Picture Group, Joe Drake, e il Presidente di Produzione, Alli Shearmur, diedero rapidamente il via libera al progetto, anche in considerazione dell’immenso appeal di Lautner e della sceneggiatura mozzafiato. “La familiarità della Lionsgate con il genere e il soggetto del film ne faceva un partner perfetto per noi”, afferma il produttore  Dan Lautner.

 

“Il progetto mi è piaciuto sin dalla prima volta che l’ho letto”, afferma Shearmur.  “Avevo lavorato nei film della serie ‘Bourne’, e in ABDUCTION ho riconosciuto una dose molto simile di intrigo e di emozione, ma anche una qualità tipicamente Americana e accessibile, che secondo me lo rendeva davvero speciale. So quanto attentamente Taylor e il suo team abbiano riflettuto su quello che sarebbe stato il suo primo ruolo da protagonista perciò per noi è stato emozionante quando hanno deciso di affidare a Lionsgate questo compito”.

Dopo Taylor e la Quick Six è salito a bordo anche il regista John Singleton creando subito un legame collaborativo molto forte.  “E’ stato rapido ed emozionante”, ricorda Christensen. “Taylor mi mandava delle note. Ha un gran bel sorriso, è molto disponibile ed ha delle ottime idee”.

Le riprese del film sono iniziate dopo solo quattro mesi dalla vendita del progetto.

“Per me, ABDUCTION è essenzialmente una storia su un ragazzo che non sa chi sia suo padre”, chiarisce Singleton. “E’ la storia di un giovane che cerca di trovare se stesso, il che la rende una storia universale, perché tutti noi siamo alla ricerca di noi stessi in un certo senso”. “Il film contiene una grande dose di azione, ma l’ispirazione mi è venuta dai racconti di avventura classici, in cui il protagonista subisce un cambiamento e una trasformazione grazie all’esperienza avventurosa che vive”.

“John ha lavorato in alcuni character movies straordinari”, dice il produttore  Pat Crowley, che è stato chiamato a unirsi al gruppo avendo prodotto la serie di Bourne[1].  “E’ questa la cosa eccitante del lavorare assieme a John:  è un regista che ha una conoscenza enciclopedica dei film e della storia del cinema.  Ti tranquillizza il fatto di avere accanto una persona con uno straordinario senso visivo come il suo, e un vero maestro nel lavorare con giovani attori”.

“La gente non ha mai visto Taylor Lautner come lo vedrà in questo film”, afferma Singleton.  “E’ cresciuto molto come attore. Abbiamo parlato a lungo riguardo al modo in cui avrebbe potuto conferire del peso al suo personaggio.  Credo sia bello per me come regista vederlo evolversi come attore all’interno di questo film”.

Lautner ha sempre avuto una certa passione per i film d’azione.  “Mi sono sempre piaciuti”, dichiara l’attore. “Fino ad ora, questo è stato il ruolo più impegnativo dal punto di vista fisico che abbia mai interpretato, ed è fantastico, ma c’è anche molto di più.  Adoro il personaggio e tutto quello che gli succede nel corso della storia”.

Il primo ruolo di cui i filmmaker si sono occupati nella fase di casting è stato quello di Karen, la vicina di casa di Nathan.  Lily Collins aveva fatto un’ottima impressione su Singleton, Shearmur e i suoi colleghi della Lionsgate, oltre che sui produttori del film, con la sua performance in “The Blind Side”.  “Abbiamo preso in considerazione molte persone per il ruolo”, racconta Crowley, riguardo alle ricerche effettuate per trovare l’attrice perfetta per il ruolo di Karen.  “Ma Lily è stata l’unica che abbia colpito tutti quanti, perché ha una qualità tutta americana. Sia di persona che sullo schermo, si capisce che è una ragazza molto accessibile”.

“Il personaggio di Karen è davvero forte, è una ragazza molto sicura di sé”, dice la Collins. “Non è solo la ragazza del film. Non è solo l’oggetto del desiderio o una compagna di crimini. Non ci sono molti ruoli per ragazze, a parte quelli che rappresentano i classici stereotipi, e che in genere ti vengono offerti”.

Il regista Singleton ribadisce, “Lily Collins è favolosa e bellissima. Gli spettatori avranno modo di apprezzarla”.

Jason Isaacs e Maria Bello interpretano il ruolo dei presunti genitori di Taylor, Kevin e Mara.  Isaacs è rimasto immediatamente colpito sia dal suo personaggio che dalla storia, il suo entusiasmo è aumentato ancor più quando ha letto la sceneggiatura.  “La sceneggiatura era anche più divertente di quanto avessi pensato”, ricorda Isaacs.  “Avrei dovuto ballare, tirare di boxe e baciare Maria Bello.  Ho accettato subito”.

“Ho sentito ‘John Singleton’ e ho detto, ‘Voglio lavorare con John!’” ricorda la Bello, aggiungendo che nel corso degli anni i due si erano incontrati in diverse occasioni ed avevano parlato riguardo alla possibilità di lavorare assieme. “E poi ho letto la sceneggiatura e l’ho trovata fantastica, è un action-thriller straordinario, ed ha anche un cuore.

“Maria interpreta il personaggio di Mara”, spiega Lautner, “ed è super, super dolce, oltre che un’attrice di incredibile talento, ovviamente.  C’è una scena molto emozionante tra i nostri due personaggi, nella mia stanza da letto, quando mi rivela di non essere mia madre. E’ stata molto intensa. Non avrei potuto sperare di avere un’attrice migliore di lei al mio fianco. E’ stata favolosa”.

“Jason Isaacs è un attore di enorme potenza”, osserva Singleton.  “Abbiamo girato questa scena grandiosa in cui lui addestra Nathan.  E’ una scena quasi violenta in cui Nathan non riesce a capire per quale motivo stia cercando di insegnargli a tirare di boxe e lo sottoponga a dei test di resistenza. Solo dopo, nel corso del film, Nathan ne capisce la ragione”.

“E’ uno dei tipi più divertenti che abbia mai conosciuto”, afferma Lautner parlando di lui.  “Il rapporto padre-figlio che c’è tra di loro è molto intenso,  lui è molto severo con Nathan.  Prima delle riprese, Jason ed io ci divertiamo a scherzare, ma non appena si accendevano le macchine da presa dovevamo calarci nella parte di genitore e figlio”.

Alfred Molina è Burton, un agente della CIA che insegue Nathan.  “Ho fatto molte cose per la prima volta grazie a questo ruolo”, racconta Molina.  “Non avevo mai interpretato un agente della CIA: è stato davvero interessante e mi intrigava molto l’idea. Anche lavorare con John Singleton, sono un fan dei suoi film da moltissimo tempo. Inoltre, ho avuto l’opportunità di lavorare con una nuova generazione di attori come Taylor, Lily e Antonique Smith.  E’ stata una simpatica confluenza di cose per me del tutto nuove”.

Sigourney Weaver interpreta il ruolo della Dottoressa Geri Bennett, una scelta di casting piuttosto inusuale considerando il fatto che in origine il ruolo era stato scritto per un attore uomo. “Abbiamo deciso di cambiare in fase di casting”, spiega Stollman.  “E’ stata un’idea straordinaria quella di far interpretare il ruolo a Sigourney, e lei è stata fenomenale”.

“E’ una storia di formazione molto commovente: questi due ragazzi dimostrano un gran coraggio”, spiega la Weaver.  “Sono due adolescenti che vengono improvvisamente risucchiati in un gioco di spionaggio. E sebbene siano molto abili, sono comunque delle pedine indifese, in mano a forze più grandi di loro, come la CIA”.

Crowley aggiunge, “Il personaggio di Sigourney ha lavorato per la CIA per trent’anni e una delle sue specialità era addestrare gli agenti e interrogarli quando tornavano dalle missioni. Il personaggio di Nathan, da bambino, ha vissuto delle circostanze molto particolari, perciò la CIA ha ritenuto che fosse importante farlo vivere in un ambiente confortevole e terapeutico. Perciò hanno  messo il personaggio interpretato da Sigourney Weaver a sua disposizione”.

“Suo padre, Kevin, lo addestra fisicamente, mentre sua madre lo addestra emotivamente; Geri Bennett, invece, si occupa di addestrarlo psicologicamente”, spiega la Weaver.

L’attore svedese Michael Nyqvist interpreta il personaggio di Kozlow, la nemesi di Nathan. “Avevamo visto ‘Uomini che Odiano Le Donne’: ci siamo innamorati di Michael in quel film”, racconta Stollman. “Qui negli Stati Uniti è totalmente sconosciuto e ritenevamo fosse un volto fresco perfetto. A volte può apparire quasi sinistro ma è un attore protagonista bello e carismatico”.

Il produttore Doug Davison concorda:  “Cercavamo un ‘cattivo’ europeo e di recente avevo visto ‘Uomini che Odiano le Donne,’ nel quale lui offre una performance straordinaria. Abbiamo scoperto che era svedese, e poiché in quel film parla solo svedese dovevamo capire se parlava inglese. E poi abbiamo scoperto che era bravissimo! E’ stata la mia prima scelta. Lo abbiamo cercato, lui era disponibile e così siamo riusciti ad averlo nel film. Siamo stati davvero fortunati”.

“Mi ha sempre attratto la tematica della ricerca delle proprie radici”, spiega Nyqvist.  “E poi adoro i film di John Singleton. Mi ha chiamato e abbiamo parlato del film.  Ho letto la sceneggiatura e ho ritenuto che fosse scritta molto bene. E poi la mia parte è quella del cattivo, perciò è molto divertente”.

Completano il cast Denzel Whitaker nel ruolo di Gilly, William Peltz in quello di Jake, Nickola Shreli nella parte di Alek e Antonique Smith, che veste i panni di Burns, il secondo in comando di Burton. Tutti gli attori sembravano divertiti dalla dose di azione richiesta a ciascuno dei loro personaggi. Anche la Smith, che ha ricevuto delle critiche entusiastiche per la sua interpretazione nel ruolo di Faith Evans, in NOTORIOUS, desiderava avere una sequenza d’azione tutta per lei. Come conferma lei stessa.  “Adoro Angelina Jolie e in questo film ho anche io il mio ‘momento Angelina.’ Sono così emozionata”.

Una volta completata la fase di casting, sono iniziate le riprese del film. La produzione ha iniziato a girare il 12 luglio del 2010 a Pittsburgh, in Pennsylvania, e le riprese sono durate 51 giorni.  “Pittsburgh è una città incredibilmente visiva”, racconta  il produttore  Crowley.  “Con tutti i suoi ponti, tre fiumi e un paesaggio urbano meraviglioso, nel quale si scorgono i grattacieli proprio in prossimità di un campo da calcio, un campo da baseball ed un’enorme pista per l’hockey. E’ una città visivamente molto aperta. Se si va a Manhattan, si deve salire all’ottantesimo piano per riuscire a vedere la città, mentre a Pittsburgh si ha immediatamente il senso della sua grandezza e della sua apertura”.

Lautner concorda, “Abbiamo girato ABDUCTION per tutta la città di Pittsburgh.  Sui suoi fiumi, sulle sue strade, nelle sue foreste, negli stadi da baseball, nei ristoranti. E’ stato un modo strepitoso di conoscere questa fantastica città”.

Gran parte del film è stato girato in ordine cronologico, permettendo agli attori di vivere la crescente suspense e la tensione della sceneggiatura. Le prime scene ad essere girate sono state quelle ambientate nella scuola, per la quale è stata scelta la Hampton High School ad Allison Park, ed è stata utilizzata la vera banda musicale della scuola, oltre alle sue cheerleader e alla sua squadra di wrestling.

Il terzo giorno, per la scena iniziale del film che è anche la prima grande scena di stunt, la produzione si è spostata su una strada rurale.  “La prima volta che lo vediamo nel film’, racconta Lautner, “Nathan si trova sul tetto di un camion, che va a 120 chilometri all’ora.  Da lì capiamo che è folle! E’ stato divertente girare questa scena. Mi hanno legato al camion per evitare che cadessi. Mi sono divertito moltissimo. E’ stato uno stunt davvero divertente”.

Lautner ha particolarmente apprezzato l’opportunità di fare lui stesso molti dei suoi stunt.  “Ho avuto l’opportunità di fare degli stunt davvero folli, come scivolare giù da un’enorme vetrata.  Ho fatto un po’ di parkour[2], saltando giù dai muri, ed ho un’incredibile scena di boxe assieme a mio padre mentre siamo sul retro della casa. E’ un ruolo davvero fisico ma non ho esitato ad accettarlo. Mi diverte molto fare queste cose. E’ il progetto perfetto per mettere alla prova le mie capacità”.

Lo Stunt coordinator e regista della seconda unità, Brad Martin, si è unito alla produzione sin dall’inizio, è lui che si è occupato di coreografare le elaborate scene di stunt di ABDUCTION.  “Ho apprezzato molto la possibilità di far parte di questo progetto sin dall’inizio perché così ho avuto modo di sviluppare le scene d’azione. C’erano un paio di cose che non funzionavano bene e così ho potuto mettere il mio timbro personale sulle scene d’azione”.

“La scena in cui Lautner si trova sul tetto del camion, in realtà, è stata relativamente semplice dal punto di vista atletico”, commenta Martin.  “Abbiamo semplicemente legato  Taylor al tetto del camion. Il fatto che sia riuscito a far credere che Nathan sia rilassato e che si stia divertendo un mondo mentre esegue quell’acrobazia è di per se una capacità molto apprezzabile”. “La velocità del camion era di  80, 90 chilometri all’ora e non avrei potuto né saltare né fare nient’altro se qualcosa fosse andato storto”. Commenta Lautner

Denzel Whitaker, che conosce Lautner sin dai tempi in cui parteciparono assieme a delle lezioni di recitazione, si trovava proprio al suo fianco, al lato del passeggero!  Come racconta lo stesso Whitaker, “Mi hanno legato con una cordicella, al che ho detto ‘Siete sicuri che regga?  E se cadessi?!’  Ma ad un certo punto ho detto, ‘Chi se ne importa della fune. Facciamolo! Divertiamoci!’ E devo dire che mi è piaciuto un sacco”.

Isaacs e la Bello hanno girato le loro scene dentro alla casa dei due coniugi, nella storica città di Mt. Lebanon, vicino a Pittsburgh. Sebbene le riprese siano state piuttosto brevi, la Bello è certa a del fatto che sia lei che Isaacs siano riusciti ad ottenere un’atmosfera domestica credibile e confortevole.  “In queste brevi scene abbiamo cercato di catturare quella che è stata la loro vita nel corso degli ultimi sedici anni. Ne vediamo alcuni frammenti. In quelle scene abbiamo cercato di infondere la natura e i sentimenti di questa famiglia”, spiega la Bello.

“Nelle scene che Maria ed io abbiamo girato assieme a Taylor”, aggiunge Isaacs, “John ci ha permesso di improvvisare. Ha creato un’atmosfera allegra, ma sempre focalizzata sul tentativo di dare corpo a questa loro relazione”.

Ma la stabilità domestica ben presto si trasforma in caos, e la Bello ed Isaacs dovevano riuscire a mostrare anche un lato molto diverso dei loro personaggi: misterioso e anche molto fisico.  La Bello spiega la ragione per la quale Singleton abbia scelto di lasciare che fossero gli attori stessi  a fare quanti più stunt possibili: “John ama il realismo, vedere il volto degli attori, sapere che è l’attore a fare la scena. Fare quegli stunt per quattordici ore al giorno e per quattro giorni alla settimana mi ha devastato fisicamente. Ma ne sono  davvero fiera”.

Isaacs si è allenato rigorosamente per essere all’altezza degli attori più giovani.  “La produzione mi ha detto, ‘Se accetti questo lavoro dovrai andare agli allenamenti di boxe ogni giorno quante più ore possibili”, ricorda Isaacs. “Sembrava un’opportunità assolutamente favolosa. Mi sono allenato a boxare ogni giorno, anche mentre giravo un altro film e mentre ero impegnato a lavorare in una giuria ad un festival del cinema. Mi sono allenato assieme al campione mondiale di kickboxing, in Inghilterra, e con un altro fantastico campione in Scozia. Poi sono venuto a Pittsburgh, dove mi sono allenato assieme alle persone che hanno fatto le coreografie di ‘300.’”

“Doveva sembrare che avessi allenato io Taylor, il quale fa esibizioni di karate da quando aveva sei anni. E’ stata dura”, spiega Isaacs.  “John continuava a chiamare e a dire, ‘Sei diventato bravo?’ Ed io dicevo, ‘Sono bravo quanto lo si può essere dopo due settimane di lezioni!’”

In effetti, Lautner era piuttosto avvantaggiato. “Ho studiato arti marziali da quando ero bambino, per circa otto anni”, dice ridendo. “Per le scene di combattimento, ho potuto tirar fuori qualche vecchia mossa del mio repertorio”.

Ma l’azione non si limita solo ai personaggi maschili del film.  “Una delle ragioni per le quali volevo questo lavoro era una grande scena d’azione, una scena di combattimento di quattro minuti assieme a due stuntman; e io adoro le scene di combattimento”, prosegue la Bello, che si è allenata per due settimane prima dell’inizio delle riprese.  “Per il mio primo lavoro, quattordici anni fa, dovetti allenarmi nella Muay Thai boxing.  Feci uno show televisivo per circa sei mesi e dovevo usare pistole, coltelli e motociclette. Mi piacque molto. Ho fatto dei film nei quali ho dovuto fare degli stunt, ma mai niente di così intenso”.

Anche la Collins ha avuto la sua dose d’azione. Per la sua scena la produzione si è trasferita su un fiume a Sutersville, in Pensylvania.  “Alle cinque della mattina, dovevo correre su un fiume, bagnarmi e poi correre attraverso una foresta”, racconta l’attrice.  “E’ stato favoloso. Avevo anche delle ferite: lividi e graffi per tutto il corpo. Ho pensato che più ne avevo e più sarei riuscita a calarmi nella parte”.

Il 22 agosto del 2010 la produzione si è spostata a PNC Park, che ospita la Squadra di Baseball dei Pittsburgh Pirates, per girare l’appassionante scena che segna il climax del film. Per dare maggior realismo alla sequenza, tre diverse truppe hanno effettuato le riprese durante una vera partita tra i Pittsburgh Pirates e i New York Mets, con un pubblico di oltre 26.000 persone.  “E’ stato favoloso … ed è stato intenso perché avevamo solo poche ore per girare tutto”, racconta Lautner.

E’ stata una corsa contro il tempo per il cast e la truppe di ABDUCTION, e il tempo passava più velocemente di quanto tutti si aspettassero. La partita è durata solamente due ore e diciotto minuti, è stata la più breve della squadra in due anni. Come spiega  Crowley, “Pensavamo che la partita sarebbe durata tre ore e un quarto.  Praticamente ci hanno sottratto un’ora di tempo e non è che potessimo dire, ‘Potete rallentare ragazzi? Non vi stiamo dietro’. Ma alla fine abbiamo girato dell’ottimo materiale. Siamo tutti molto orgogliosi del lavoro che abbiamo fatto”.

Dopo la partita (vinta dai Pirates), la truppe ha occupato tutto il campo da baseball.  “E’ stata un’esperienza incredibile”, afferma Crowley riguardo al lavorare assieme alla squadra e al management, “perché è uno stadio enorme e ci hanno lasciato totale libertà. Quando avevamo qualche problema tecnico ci aiutavano a risolverlo. L’organizzazione dei Pirates è stata un partner meraviglioso”.

Nello stunt più spettacolare che vede protagonista Lautner, l’attore doveva scivolare giù per una scala mobile e poi atterrare a terra, un’idea che in origine è venuta in mente a Martin quando, assieme a Singleton, visitò per la prima volta il campo. Martin ha coreografato lo stunt ed ha videoregistrato una dimostrazione della scena da mostrare al regista e all’attore. “Ho fatto vedere quel video a Taylor e lui ha esclamato ‘Amico, lo faccio io quello,’” racconta Martin.

Lautner spiega, “Dopo che ho corso attorno all’intero stadio diverse volte, arrivo in un’area dove c’è una scala mobile sormontata da una grande vetrata, che arriva fino in fondo alla scala. Nathan salta su un corrimano, vede arrivare Kozlow, salta sulla vetrata  e scivola fino a terra. E’ stato uno stunt davvero fantastico. Non vedevo l’ora che arrivasse il giorno delle riprese di quella scena”.

Singleton parla del grande coraggio di Lautner: “La cosa fantastica di Taylor è che riesce a fare molte cose che sono fisicamente complesse. Sa boxare. Conosce le arti marziali. Sa saltare con grande agilità. Credo fosse davvero eccitato all’idea di fare gran parte dei suoi stunt. Le persone che ammira molto come attori, Harrison Ford e Tom Cruise, fanno gran parte dei loro stunt nei loro film d’azione. Voleva fare questa esperienza.  E’ fantastico per me come regista perché poi in fase di montaggio non sono obbligato a fare grandi tagli nelle sue scene d’azione, essendo davvero lui quello che queste sequenze sbalorditive”.

John Singleton ha il merito di aver saputo bilanciare l’azione, il dramma, la suspense e lo humour in ABDUCTION.  “Credo sia stato capace di mescolare tutte queste cose in maniera brillante”, conferma Sigourney Weaver parlando del regista.  “C’è la pista della CIA, c’è una storia d’amore molto dolce, commovente e originale, c’è tanta avventura e molti stunt emozionanti.  Ci vuole un regista davvero bravo per riuscire a tenere in piedi tutte le carte di questo castello”.

La Collins da il merito all’entusiasmo di Singleton, che è stato capace di creare la tensione energetica del film “Quando grida ‘azione,’ non grida solo ‘azione,’ ma, ‘Okay, azione, via!’  Si eccita molto e coinvolge anche tutti gli altri nella scena”.

La Bello precisa che le due caratteristiche che definiscono lo stile registico di Singleton sono il pragmatismo e una grande sicurezza in sé stesso. “John è interessante”, osserva l’attrice, “perché sa come una certa cosa apparirà sullo schermo. Lo so perché ho visto i suoi film.  E sto imparando molto al riguardo da lui”.

Smith ritiene che Singleton abbia un rapporto particolarmente buono con gli attori più giovani.  “Non so se posso definirlo una  ‘figura paterna,’ perché ha fatto il suo primo film quando aveva vent’anni.  Probabilmente, aveva la stessa età che ha oggi Taylor. Ma il suo rapporto con gli attori giovani è davvero speciale. E’ capace di fungere da guida.  In questo film si è trovato benissimo con Taylor, lo ha aiutato molto a crescere sullo schermo”.

“John è veramente bravo a lavorare con i giovani”, concorda Lee Stollman.  “L’ho visto lavorare con attori provenienti da altre professioni, che non hanno mai fatto niente in campo cinematografico, eppure riesce a renderli credibili e a ottenere delle performance fantastiche. John era la scelta perfetta per gestire le scene d’azione del film, il dramma e soprattutto il cast di questa pellicola”.

In sostanza, il pubblico amerà non solo l’azione, il mistero e la suspense di ABDUCTION, ma anche il fatto di vedere il suo eroe sotto una nuova luce.  “Prima di tutto”, osserva il regista Singleton, “gli spettatori rimarranno davvero colpiti da quello che Taylor Lautner è riuscito a fare in questo film. Tutti sanno che è un bel ragazzo. Ma vedendo quello che fa in questo film capiranno che è una nuova stella del cinema, che sta crescendo e che lo vedremo per molti anni a venire. Non è semplice vanteria affermare tutto ciò: in questo film Lautner riesce ad essere carismatico, romantico, affascinante e capace di picchiare duro. E cos’altro si potrebbe volere?”


[1] Serie cinematografica di film di spionaggio con protagonista Jason Bourne, un ex agente della CIA interpretato da Matt Damon.

[2] Il parkour è una disciplina metropolitana nata in Francia agli inizi degli anni ‘80. Consiste nel superare qualsiasi genere di ostacolo, all’interno di un percorso, adattando il proprio corpo all’ambiente circostante (www.americanparkour.com)

Il trailer italiano:


Trame ed altre informazioni sono tratte dal materiale stampa relativo al film.
Per consultare le uscite dell’ultimo week-end italiano visitate lo spazio “Al cinema…”, per gli incassi del box office, trailer e notizie dal mondo del cinema andate allo spazio settimanale “Cinema Festival”
.

Commenti»

1. enry - 04/10/2011

Qualcuno dica a Lautner (e a chi lo ha scelta per il film) che non basta avere gli addominali scolpiti per essere un bravo (o almeno decente) attore.


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