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Lingua originale o doppiaggio italiano: cosa scegliete? 04/10/2011

Posted by Teresa in Articoli, Cinema e TV, Doppiaggio, TV ITA.
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Torniamo ad occuparci di un argomento molto delicato per tutti gli appassionati di serie TV americane.
Il doppiaggio.
Spinta da alcuni commenti scaturiti dal mio articolo di tre settimane fa sul Pilot della nuova situation comedy “The New Girl”, ho pensato di affrontare questo annoso problema.
In un ancora molto attuale pezzo postato nel 2008 per la rubrica Scrivo anch’io, Marta denunciava la non accuratezza delle traduzioni della sit-com “The Big Bang Theory”, scatenando un vero vespaio di commenti.
La domanda quindi è: cosa è cambiato dal 2008 ad oggi?
Il problema del doppiaggio, riguarda soprattutto le sit-com – come dichiarato da Marta nella sua lettera di tre anni fa – o è ormai esteso anche a generi diversi?
E soprattutto, come funziona veramente questo mondo del doppiaggio e cosa accade “dietro le quinte”?

Che l’oggetto del contendere sia più che attuale lo dimostra l’attenzione che all’argomento è stata dedicata dal Roma Fiction Fest, che si è tenuto la scorsa settimana a Roma.
Due conferenze in programma sono state in particolare dedicate al tema, la prima dal titolo “Adaptation” e la seconda, “Come le serie stanno cambiando la tv” hanno trattato proprio di adattamento, della contaminazione della televisione per mano di Internet e di pirateria.

Da appassionata di serie americane e, come avrete ormai compreso, da autentica cultrice dello show Bones, ammetto di essermi posta spesso questi interrogativi e di aver avuto in parte la fortuna di trovare risposta ad alcune di queste domande.
Anche io, come Marta, ho  fatto parte per un po’ di tempo del mondo dei subber (coloro che traducono i sottotitoli delle serie dall’inglese all’italiano) ed ho avuto quindi modo di constatare che gli errori che vengono commessi in questo campo, travalicano purtroppo il genere di uno show. Che si parli di sit-com o dramedy, gli errori di traduzione e adattamento imperano.
Lungi da me generalizzare, criticando il lavoro di tutti i professionisti che si adoperano in questo campo, ma sta di fatto che l’aumento dei prodotti che arrivano dagli Stati Uniti, insieme alla necessità di trasmetterli il prima possibile, ha finito per far abbassare inevitabilmente la  qualità delle traduzioni.
Aggiungete a questo il fatto che si pensa che in Italia lo spettatore medio non sia particolarmente recettivo né informato ed ecco che avete la ricetta per un disastro.

Personalmente ho cominciato a seguire le serie americane in lingua originale da quando mi sono  resa conto della differenza che c’era tra queste e le versioni doppiate e, sebbene vi siano molti show che sono comunque più che godibili nella nostra lingua, sono tra le persone che crede che nulla sia meglio del prodotto natio.
La mia preferenza in tal senso, non viene – tengo a precisarlo – da una sorta di snobismo nei confronti della nostra lingua, ma dal fatto che spesso si finisce per eliminare battute di spirito o snaturare i personaggi di una serie nell’intento di rendere uno show  più fruibile agli spettatori italiani.
Spesso vengono infatti cambiati i riferimenti alla cultura americana con la certezza che lo spettatore non li comprenda, anche se essa è ormai entrate prepotentemente a far parte delle nostre vite.

Ma facciamo qualche esempio concreto partendo proprio da Bones.

Episodio 3×09 The Santa in the slush
Versione originale

Bones: You love Christmas.
Booth: I love it, you know, when I have Parker. This year, he’s going skiing in Vermont with Rebecca and Captain Fantastic.
Bones: Who’s Captain Fantastic?
Booth: It’s her boyfriend. Commands a Coast Guard cutter.
Bones: His last name isn’t literally Fantastic, is it?
Booth: Might as well be.
Versione italiana
Bones: ma a te piace il Natale
Booth. Mi piace quando Parker resta con me, ma quest’anno andrà a sciare nel Vermont con Rebecca e Capitan Uncino
Bones: chi è Capitan Uncino?
Booth: il compagno di Rebecca, è un capitano di vascello
Bones: mi ricorda qualcuno questo Capitan Uncino
Booth: non mi dire!

Non si spiega il perché quel captain Fantastic, che Booth (David Boreanaz) usa ovviamente per ironizzare sulla supposta perfezione del compagno della sua ex, diventi Capitan Uncino, tra l’altro il labiale sarebbe stato anche più facile mantenendo lo stesso nome. Di seguito a questo cambiamento hanno dovuto ovviamente inventare una risposta di Brennan (Emily Deschanel) che non ha nulla a che vedere con quello che dice nell’originale che invece è:
Bones
: Il suo cognome non e’ realmente Fantastico, vero?
Booth: Potrebbe anche esserlo.
Inutile dire che, con questa traduzione, oltre a perdersi completamente il senso della battuta, non si capisce nemmeno quanto sarcastico Booth sia in questa circostanza.

Altro errore in cui si è incorsi a partire dalla quarta stagione, quando hanno cominciato a susseguirsi diversi borsisti che lavoravano dentro il Jeffersonian, è stato quello di non far parlare il doppiatore di Arastoo Vaziri (Pej Vahdat) con accento marcatamente arabo, come nell’originale.
A metà della serie si scopre infatti che Arastoo fingeva solamente di avere questo accento.
In questa circostanza, la soluzione adottata per la versione italiana, è stata quella di far parlare Arastoo con accento arabo solo per la puntata in oggetto, come fosse la cosa più normale del mondo, per far progredire questa storyline che lo riguardava, con il risultato che per tre quarti della serie ci troviamo un personaggio che parla normalmente e che all’improvviso, per un solo episodio, si mette a parlare con accento diverso, solo per scoprire che fingeva di farlo.
Non conoscendo nulla della versione originale, mi pare normale che una persona con un minimo di senso logico si domandi il perché di questa scelta.

Episodio 4×05 The perfect pieces in the purple pond
Versione italiana

Brennan: non voglio essere una scienziata sexy.
Booth: è come se io non volessi essere un agente dell’FBI, non possiamo cambiare la realtà.
Versione originale
Brennan: I don’t want to be a sexy scientist.
Booth: Well, that’s like me saying I don’t want to be a sexy FBI agent.
Versione corretta
Brennan: Non voglio essere una sexy-scienziata!
Booth: Beh, è come se dicessi di non voler essere un sexy-agente dell’FBI. Non possiamo cambiare ciò che siamo.

Qui nella versione originale viene completamente eliminata la parola ‘sexy’ pronunciata da Booth.
A parte non comprendere il motivo di questa scelta, dato che problemi con il labiale non ce ne sarebbero stati, si finisce anche per snaturare il personaggio stesso, che, nel fare comunque un’osservazione pertinente, dimostra anche tutta la sua immodestia nel definirsi da solo ‘sexy’.

Episodio 4×07 The he in the she
Versione italiana

Booth: Lo chiamava solo con il nome di battesimo o diceva “il padre di Ryan”, non ha mai detto “mio marito”.
Brennan: Io ti chiamo Booth, ma ti amo lo stesso.
Booth: Grazie, ma noi non siamo sposati.
Versione originale
Booth: I mean, she only called him by his given name or referred to him as Ryan’s father. Never, you know, “my husband.”
Brennan: I call you “Booth,” and I like you just fine.
Booth: Thank you, but we’re not married.
Versione corretta
Booth: Voglio dire, lo chiamava sempre per nome o si riferiva a lui come il padre di Ryan. Non lo ha mai chiamato “mio marito”.
Brennan: Io ti chiamo Booth e mi piaci comunque
Booth: Grazie, ma noi non siamo sposati.

In un telefilm costruito, come Bones, sulla tensione sessuale e sul ‘lo faranno/non lo faranno’ tra i due protagonisti non si può usare un ‘ti amo’ al posto di un ‘mi piaci’ con tanta leggerezza.
Se avessi seguito la serie in italiano, avrei francamente fatto un salto sulla sedia nel sentire Brennan dire a Booth di amarlo, anche perché la parola “amare” in italiano, non ha la stessa connotazione che ha in inglese  “I love you”, in cui – a seconda del contesto – può significare amare in senso romantico, amicale o semplicemente piacere.
E comunque qui non viene proprio usata la parola amore, Brennan dice “mi piaci”, perché quindi tradurla diversamente?

Episodio 4×09 The con man in the meth lab
Uso questo episodio in particolare per parlare dell’annosa questione della  traduzione dei titoli delle serie americane. In questo particolare caso l’episodio si intitolava “The con man in the meth lab”, cioè “Il truffatore nel laboratorio di metanfetamina”.
Grazie ai traduttori, in italiano il titolo è diventato “Scambio d’identità”, che, non solo non ha assolutamente nulla a che vedere con l’originale, ma è addirittura identico al titolo che era già stato usato per un altro episodio di Bones, più precisamente il primo della seconda stagione (2×01), il quale, a sua volta, aveva in originale un titolo del tutto diverso da quello italiano, ovvero “The Titan on the Tracks”, che tradotto sarebbe stato “Il gigante sui binari”.
Contattata Mediaset per far notare l’errore, la risposta è stata, “[…] i titoli degli episodi vengono riferiti alle singole serie o stagioni, quindi non si ingenera confusione.”
Chissà perché allora tutti i telefilm al mondo, di serie in serie, non usino gli stessi titoli, se non si genera confusione…

Episodio 4×14 The hero in the hold
Versione italiana
Booth: tranquilla Bones, ci sarò quando ti incoroneranno super scienziata. Sarò quello con la scritta “monello” sulla fibbia e il lussuoso smoking a nolo.
Versione originale
Booth: Don’t worry. I will be there when they crown you super scientist. I will be the guy in the “cocky” belt buckle and the snazzy rented tux.
Versione corretta
Booth: D’accordo, Bones, ascolta, non preoccuparti. Sarò lì quando ti incoroneranno super scienziata. Sarò il tizio con la fibbia da “presuntuoso” e lo sciccoso smoking in affitto.

Per un appassionato di una serie, una traduzione del genere è francamente risibile, la fibbia di Booth, la “cocky belt buckle”, rappresenta il personaggio in tutta la sua arrogante immodestia ed è una sorta di icona sexy.
La parola “monello” usata per tradurre “cocky”, non solo non è corretta, dato che cocky in realtà significa  “presuntuoso, sfrontato, vanitoso, impertinente o arrogante,” ma priva completamente l’oggetto del suo significato sfacciatamente maschio ed auto ironico, esattamente come il personaggio che lo indossa.

Episodio 5×16 The parts in the sum of the whole
Versione italiana
Booth: Io sono un giocatore, sento che la fortuna è con noi. Ascolta, ci voglio riprovare.
[***]
Brennan: Tu volevi proteggere me, ma sei tu che devi essere protetto.
Booth: Protetto da cosa?
Brennan: Da me, io sono senza cuore, l’hai detto tu.
Versione originale
Booth: I’m the gambler. I believe in giving this a chance. Look, I want to give this a shot.
[***]
Brennan: You-you thought you’re protecting me, but you’re the one who needs protection.
Booth: Protecting from what?
Brennan: From me. I… I don’t have your kind of open heart.
Versione corretta
Booth: Io sono il giocatore d’azzardo. Credo che dovremmo provarci. Senti, voglio fare un tentativo.
[***]
Brennan: Tu… tu pensi di proteggermi, ma sei tu quello a cui serve protezione.
Booth: Protezione da cosa?
Brennan: Da me. Io… io non ho un cuore aperto come il tuo.

Cominciamo con il dire che questo non è un episodio come un altro, ma è il 100° della serie ed ha un’importanza fondamentale per lo sviluppo dello show, soprattutto negli ultimi minuti di trasmissione che oggettivamente, sono stati massacrati da una traduzione a dir poco inaccurata.
Partiamo dal fatto che Booth non dice affatto di sentire che la fortuna sia con loro. A parte l’errore evidente di traduzione, nel dire a Brennan di essere innamorato di lei, quello che Booth sta facendo è un salto nel buio, è un azzardo appunto, la verità è che lui, nel fare questa dichiarazione, al contrario di quello che lascia intendere la traduzione italiana, si butta emotivamente senza soppesare bene le conseguenze del suo gesto.
La fortuna qui non ha nessun ruolo, né viene mai nominata.
Il peggio però arriva con la risposta di Brennan “I don’t have your kind of open heart”, che diventa “Io sono senza cuore, l’hai detto tu”.
Questa traduzione, oltre ad essere sbagliata, snatura completamente il dialogo che c’è tra i due protagonisti in questo finale di puntata, attribuendo addirittura a Booth una frase che, nel corso dei precedenti 99 episodi, non si sarebbe mai sognato di dire.
Vedere gli ultimi minuti dell’episodio in italiano ed inglese, vi assicuro, è come guardare due prodotti completamente diversi.

Pescando nel mucchio, questi sono solo alcuni degli esempi che ho tratto dal telefilm a dimostrazione del fatto che non solo le sit-com vivono il problema delle traduzioni poco accurate.

Grazie ad una fortunata occasione che mi si è presentata, ho avuto modo, come vi dicevo all’inizio di questo pezzo, di scavare più a fondo in questo mondo e capire come funzionino l’adattamento ed il doppiaggio per Bones e questo è ciò che ho scoperto.
Cominciamo con il dire che tradurre una serie in italiano, significa principalmente adattarla, cioè fare in modo che i riferimenti social – culturali del paese di origine, siano comprensibili anche agli spettatori italiani.
Se, per esempio, un personaggio cita il sito “craigslist”, sta all’adattatore tradurlo con “Monster” o “Trova lavoro” (non con ebay, come è stato fatto in una puntata di Bones!), per far comprendere allo spettatore che si sta parlando di un sito Internet grazie al quale è possibile trovare, appunto, un impiego.
Ma non finisce qui, l’adattatore ha anche il compito di sillabare le parole, in modo che, quando i doppiatori leggono una battuta in sala di doppiaggio, il loro labiale corrisponda il più possibile a quello dell’attore che parla sullo schermo, prendendo in considerazione ovviamente anche le volte in cui esso sia girato di spalle o la sua bocca sia inquadrata più da vicino.
Per contratto, teoricamente, il lavoro fatto dagli adattatori non dovrebbe mai essere modificato in sala di doppiaggio.
Questo è ciò che dovrebbe succedere in un mondo perfetto.
Nella realtà, e solo in sporadiche occasioni, l’adattatore ha accesso alla sala di doppiaggio e se una battuta per come è stata adattata non funziona, capita che venga comunque modificata, provocando inevitabili errori.

Gli adattatori di una stessa serie sono inoltre assai numerosi, non sempre conoscano lo show di cui si occupano, né tanto meno lo guardano, motivo per cui si finisce per fare errori di coerenza nell’arco narrativo di una serie: come per esempio tradurre un termine ricorrente in tanti modi diversi.
Vi sono inoltre molti adattatori che fanno il proprio lavoro senza avere a disposizione l’episodio, ma con solo il testo in inglese davanti, perdendo inevitabilmente quelle sfumature o intenzioni che solo la recitazione può dare e che possono sfuggire con la mera lettura di un testo.
La ciliegina sulla torta è che alcuni adattatori, non conoscendo l’inglese (succede anche questo!), subappaltano la traduzione ad una terza persona, per occuparsi poi del solo adattamento. Ovviamente accade che, trovandosi nella necessità di sostituire un termine per motivi tecnici, possano fare rocamboleschi cambiamenti che poco hanno a che vedere con l’originale che ovviamente, non comprendono.
Lavorando così, lo capirete da soli, è difficile che il risultato sia anche solo decente.
Di nuovo tengo a precisare che questa non è la norma, mail fatto che questo approccio al lavoro non sia un’abitudine, non giustifica comunque che sia accettato.

La soluzione?
A mio avviso sarebbe quella di tradurre meno serie e farlo molto meglio, mentre la televisione via cavo dovrebbe cambiare le abitudini di noi pigri italiani e cominciare a trasmettere più serie in lingua originale con il solo supporto dei sottotitoli.
Oltre al fatto che si avrebbe il piacere di godere di un prodotto originale che sarà sempre migliore di uno rivisitato, adattato, tradotto e reinterpretato dai doppiatori, si migliorerebbe, divertendosi, la conoscenza dell’inglese, cosa che, al giorno d’oggi, non è da sottovalutare.
E io credo che qualcosa in questa direzione si stia già muovendo.
Non per nulla Sky sta mandando in onda sempre più spesso le serie più seguite negli USA in contemporanea con l’America fornendo allo spettatore la possibilità di vedere una prima versione in lingua originale, sottotitolata in italiano e, qualche giorno dopo,  una tradotta nella nostra lingua, come è accaduto per il gran finale di Lost, per la serie Glee o per  Flash Forward.

Cosa ne pensate?
Avete qualche “orrore” da segnalare per altre serie che seguite in lingua originale?
Quale soluzione proporreste per risolvere questi problemi?

Commenti»

1. Elena - 04/10/2011

Articolo davvero interessante. Io ero una di quelle che si godevano soltanto i telefilm doppiati. Solo ultimamente ho scoperto tutto un mondo, vedendo Bones in lingua originale: sono letteralmente due prodotti diversi.
Grazie per sensibilizzare su questi argomenti!

2. Alice - 04/10/2011

Sto scrivendo la mia tesi di dottorato sulla percezione della cultura giovanile americana attraverso il doppiaggio delle serie TV adolescenziali e rifletto da sempre sulla questione doppiaggio/versione originale, dato il mio amore infinito per l’inglese che mi ha portata a cercare di vedere tutto in lingua appena ne sono stata in grado. Credo anch’io che la mole di materiale da tradurre nel caso delle serie finisca per inficiare la qualità del doppiaggio, non perchè non ci siano professionisti bravi ma perchè i tempi sono più stretti (ad esempio nel mio primo case study, Beverly Hills 90210, passavano anche due anni tra la trasmissione USA e quella italiana, oggi invece i ritmi sono altri) e soprattutto perchè, come sottolinei, in Italia si continua a vedere il pubblico televisivo come una massa informe e passiva a cui propinare sempre la stessa ricetta. Invece negli ultimi anni il pubblico italiano ha cambiato radicalmente abitudini e una fetta sempre più ampia degli spettatori nostrani oggi guarda le serie con l’attenzione e la competenza di veri e propri studiosi (cfr. il concetto di Aca/Fan). Fortunatamente c’è appunto qualche segnale di risposta, soprattutto da parte di Sky; credo sia fondamentale che network e studi di doppiaggio capiscano che il pubblico italiano oggi è disposto ad accettare i sottotitoli, tradizionalmente considerati un capriccio elitario, pur di non perdersi troppo dell’originale e di non dover aspettare secoli per la versione italiana.

3. Roberta - 04/10/2011

Completamente d’accordo. é gia quattro anni che seguo tutte le serie in lingua originale e se mi capita di vedere qualche episodio in italiano mi vengono i brividi. Inoltre dopo un inizio con sottotitoli e trascrizioni oggi riesco a seguirli senza nessuno aiuto, sia americani che britannici (che sono leggermente più difficili) e il mio inglese è quasi perfetto.

4. luca - 04/10/2011

Veramente interessante questo articolo, fino a qualche anno fa anch’io seguivo le serie doppiate, ma ora con lo streaming, le tv a pagamento (piu’ sky che mediaset), propongono le serie in lingua originale con i sottotitoli, ma per ora solo alcune, e in questo modo il “distacco” non si percepisce, per distacco intendo la messa in onda, cosa che da noi e’ stata sempre una squallida questione.
Leggendo l’articolo mi sono venuti i brividi: traduzioni di dialoghi affidate a terze parti, senza vedere le puntate, frasi errate, etc. bisognerebbe riportare tutte queste persone in una scuola di doppiaggio.
Meno male che le serie quando arrivano in dvd, c’é anche l’audio originale, oltre a quello in italiano.

5. Ale - 04/10/2011

Seguo Bones e anche io ho trovato questi errori guardando gli episodi. Come dici tu la scena che più mi ha sconvolta è stato il ti amo di Bones, ma soprattutto Vaziri che improvvisamente cambia pronuncia, per poi tornare alla normale… Guardando l’ultimo episodio citato, in particolare, alla fine rimani, non so come dirlo… confusa, ecco! Per quale motivo improvvisamente ha un accento arabo? Per una persona che non segue Bones come me, soprattutto quando fanno due puntate di seguito, questa cosa è inspiegabile…
Notavo anche che nella sesta stagione la volce non solo non è abbastanza in sincro con il labbiale, ma addirittura è completamente sbagliata. Ieri mi ritrovavo a vedere primi piani su Bones e immaginarmi la sua voce (quella di Emily Deschanel) come se il doppiaggio fosse solo un rumore di sottofondo. Non dico che deve esserci una corrispondenza perfetta però si nota proprio tanto la differenza… Per non parlare del modo odioso di come pronunciano Hannah! E se devo dirla tutta anche la voce di Booth mi pare alcune volte aggressiva, cosa che ovviamente non accade nell’originale…
In generale mi fa veramente arrabbiare quando “censurano”, il più delle volte senza una vera necessità…

6. Hutch - 04/10/2011

perché c’è ancora qualche vero appassionato di serie tv che vede le puntate doppiate? Ma per favore!!!

7. enry - 04/10/2011

Guardo alcune serie, poche, in lingua originale con sottotitoli. In altri casi preferisco la versione doppiata e non me ne vergogno.
Piuttosto che farmi venire gli occhi storti per leggere i sub, spesso fatti da cani, preferisco comunque soprassedere a qualche svista. Questo perchè, fortunatamente, alcune serie sono doppiate abbastanza bene e cmq, vedendo molte serie con la mia famiglia, non potrei fare altrimenti.

Teresa - 05/10/2011

l’ho premesso, è vero, alcune serie sono doppiate bene, non intendo demonizzare il doppiaggio in generale, ma per quanto concerne i sottotitoli, ti garantisco che è una questione di abitudini, nonché un modo veramente efficace per imparare l’inglese.
Le prime volte ti si incrociano gli occhi a seguire schermo e sottotitoli, poi ti abitui, fino a renderti presto conto che leggi sempre meno perché cominci a capire senza il supporto dei sottotitoli, godendoti il tutto molto, molto di più. :)

enry - 05/10/2011

Come scrivevo ieri vedendo molte serie con la mia famiglia è impossibile optare per la versione originale e mi riferivo a loro parlando dei sottotitoli. Pensa che ho dovuto vedere doppiato anche l’episodio musical di Grey’s Anatomy, ho ancora adesso i brividi!! o_O
Per fortuna poi, conoscendo abbastanza bene l’inglese, ho potuto recuperarlo in originale e l’effetto è stato decisamente diverso.

8. telperion - 04/10/2011

Lingua originale e sottotitoli tutta la vita, un po più scomodo ma non c’è partita, anche perchè spesso le voci delle serie son sempre le stesse e totalmente fuori luogo, Olivia in Fringe in primis veramente stucchevole in italiano, fa ridere.

9. nirgal - 04/10/2011

Originale, ormai senza sottotitoli. Quando uno vede serie come Fringe o The Big Bang Theory doppiate e poi in originale credo che smetta per forza di vedere le serie doppiate. Poi ok alcune serie sono doppiate bene, ma perchè rischiare ?
Quello che mi chiedo è perchè non trasmettano direttamente tutto con il doppio audio.

10. Ces - 04/10/2011

Articolo estremamente interessante, complimenti.
Io da qualche anno a questa parte, dopo aver scoperto il mondo dei sub, mi sono quasi totalmente convertito, sia perché per le mie serie preferite mi scoccia aspettare secoli la trasmissione in chiaro (anche se grazie a SKY le cose sono molto migliorate), sia perché obiettivamente alcune serie in italiano sono terribili, penso a TBBT in primis (“ti mantieni agli studi facendo la badante?”, ho i brividi tutte le volte che ci penso).
Credo che il discorso per le sitcom e i drama sia molto diverso, anche se sempre di adattamento si tratta.
Nelle sitcom spesso le battute sono inadattabili (perché contengono giochi di parole, solitamente) ed è necessario cambiarle, e spesso si intuisce perché escono delle cose un po’ “meh”. Penso a TBBT, di cui pero ho visto solo poche puntate, mentre How i met your mother secondo me ha un buon adattamento, anche le battute chiave di barney (“legendary”, “suit up”) sono adattate in maniera diversa di volta in volta.
Nei drama il discorso è diverso, spesso, come tu citi, i dialoghi vengono adattati arbitrariamente (pensiamo solo all’uso del verbo “love”, tradotto in maniere a volte improbabili e spesso sbagliate nel contesto) e il senso di tutta la scena cambia. Questo genere però lo seguo prevalentemente doppiato, per cui non mi esprimo in merito.
Tra i buoni adattamenti, mi viene sicuramente in mente gilmore girls, in cui quasi tutti i riferimenti venivano mantenuti e le battute erano tutte piacevoli e non “farlocche”.

11. bb - 04/10/2011

visto che fanno così tanti errori perchè non prendono direttamente i sottotitoli da italiansubs o subsfactory (senza naturalmente farcelo sapere) così loro lavorano di meno e noi ci guadagnamo pure :-)

Teresa - 04/10/2011

In verità non è una cosa così assurda come pensi, secondo me la collaborazione tra fan site e adattatori/doppiatori sarebbe auspicabile! Ci guadagnerebbero tutti e non parlo solo di denaro, mi riferisco proprio alla qualità.

bb - 05/10/2011

sono assolutamente d’acccordo … ma in Italia purtroppo secondo me è impossibile …

Teresa - 05/10/2011

In realtà so per certo che per la serie Angel fu fatto proprio così, ci fu una stretta collaborazione tra il fan-site di allora e gli adattatori della serie.

enry - 05/10/2011

Si confermo, essendo un grande appassionato del Buffyverse. Da quello che mi ricordo furono gli stessi doppiatori a chiedere aiuto al fan-site di Buffy e Angel, anche per la scelta dei titoli italiani dei vari episodi.
Avrebbero dovuto pensarci anche prima però, ci saremmo risparmiati il famoso scempio del 6×22 di Buffy con la famosa frase errata detta a Spike: “Ti restituiremo la tua identità”! ‘-_-

Teresa - 05/10/2011

Mettiamola così: meglio tardi che mai! :)
E comunque è un esempio del fatto che questo tipo di collaborazione è possibile e non toglie nulla a nessuno, anzi migliora la qualità del prodotto.

Paolo - 05/10/2011

Complimenti Teresa per il bel post, preciso e molto accurato.

E complimenti per come ti sei destreggiata su un argomento “spinoso”, che in passato qui ha generato vere e proprie liti. ;)

Teresa - 05/10/2011

Grazie Paolo :)

12. riccardo - 04/10/2011

dovrebbero sempre programmare tutto in lingua originale con i sub ita

13. marcodesantis - 04/10/2011

bellissimo articolo…io nn seguo le serie tv in lingua originale in quanto il mio inglese purtroppo è un pò maccheronico, ma ho potuto vedere queste differenze che sottolineate sul film trasmesso da sky ! prega, ama, etc…con la roberts. nel dialogo tra lei ed argentero facenodn il confronto tra l’originale ed il doppiato molte parole nn c’entravano nulla…..essendo un cultore invece delle novelas anche qui di grossi sbagli se ne sono fatti…ai tempi di rete4 il compinato franceschelli aveva la fissa di cambaire tutte le sigle e molti dei nomi dei protagonisti italianozzandoli….oggi panche grazie a lady channle che permette l’ascolto di novelas in doppio audio o sottotitolate…la differenza si sente…tanto di cappello ai ns doppiatori che sono tra i migliori al mondo….ma seguire l’originale è tutta un’altra cosa.

14. Elena - 04/10/2011

Ciao. Complimenti per l’articolo, veramente ben fatto. Sono una traduttrice professionista e ovviamente questi problemi mi stanno particolarmente a cuore. Una volta mi è capitato di tradurre i dialoghi di un episodio di Criminal Minds e in quel caso, come spesso accade e come giustamente hai fatto notare, mi avevano dato solo il file di testo e basta, nonché pochissimo tempo a disposizione. Essendo una perfezionista avevo cercato di fare del mio meglio per consegnare un lavoro di qualità, ma credo che molti, nella mia stessa situazione – quindi con poco tempo e pochi soldi – se ne sarebbero fregati e avrebbero fatto un lavoro raffazzonato.
Detto ciò, inutile dire che guardo solo serie in originale, come anche mio marito, che grazie a loro e ai sottotitoli (che io non guardo mai se non, lo confesso, in House) è diventato abilissimo nel comprendere l’inglese americano nelle sue varie sfumature e accenti.
Speriamo che prima o poi qualcosa nel settore dell’adattamento e del doppiaggio cambi! Soprattutto per coloro che non riescono proprio a seguire le serie in originale, che si perdono veramente un mondo intero…

Teresa - 05/10/2011

Sono particolarmente contenta del tuo intervento, anche perché sono convinta che nel campo ci siano molti seri professionisti ed era qualcosa che mi premeva sottolineare. Detto ciò, vorrei davvero che “vi usassero” al meglio, invece di far pessima pubblicità alla categoria con lavori scadenti e raffazzonati.
Per me si può fare, basta cominciare anche ad aver maggiore rispetto per il pubblico che – a differenza del comune pensare – non è composto di gente male informata. Viviamo ormai in una società globalizzata, che sfruttassero al cosa!

Elena - 05/10/2011

Grazie Teresa! La tua replica è incoraggiante e getta un po’ di luce sull’ambiente un po’ “buio” delle traduzioni. Sarebbe davvero ora che “ci usassero” al meglio, non solo nell’ambiente cinematografico/televisivo, ma anche in quello delle traduzioni tecnico-commerciali o letterarie, in cui a meno che tu non sia un traduttore di un autore stra-famoso ti sfruttano e basta, ti pagano pochissimo e pretendono cmq ottima qualità in tempi strettissimi, come se per tradurre bastasse cliccare su “Google translate” e tutto avvenisse in automatico… Una tristezza, credimi. Ma la speranza è sempre l’ultima a morire! :-) E se si lavora bene ogni tanto qualche soddisfazione arriva ;-)

15. Alex - 05/10/2011

Nn conosco l’inglese,la grammatica è ok,un testo inglese riesco a tradurlo, ma di fatto(escluso quelle poche ore di inglese al liceo)nn parlo inglese da 20 anni, quindi in lingua originale i film sono arabo, ……i sottotitoli nn fanno per me nn riesco a leggere e seguire il film contemporaneamente;mi è capitato in passato film in cui i dialoghi del erano talmente veloci che anche i sottotitoli per stare al passo con il film “correvano” e nn nego che con un occhio alle scene e uno al testo mi perdevo spesso le ultime parole sottotitolate. Quindi per me la scelta è obbligata……..doppiaggio…….anche se nel caso della trilogia del padrino mi sono rifiutato di vederla doppiata e l’ho vista soltanto in originale con sottotitoli. ritengo che in questi film in cui ci siano parti in italiano bisogna cercare di vederli in originale perchè si perde a vederli doppiati.

16. Danny - 05/10/2011

Meglio sempre l’originale, anche perchè hanno stufato sempre le stesse e stesse voci. non se ne puo più!!!!Sono arrivato ad un punto di non ritorno…seguo tutto in lingua originale, mollto meglio, hanno veramente rotto le scatole,!!

17. Martin Tupper - 05/10/2011

Quanto le serie TV erano prodotti di “serie B” (rispetto cinema e trasmissioni cosiddette culturali), era comprensibile una certa superficialità, non in termini di capacità dei traduttori/doppiatori, ma in termini di tempo che avevano a disposizione per effettuare il proprio lavoro.
“Oggi le serie TV”, citando Belushi, “sono il nuovo cinema indipendente”, in breve sono la nuova frontiera della creatività e della qualità e quindi meriterebbero un’attenzione – e budget – maggiori. Purtroppo sono anche aumentate di numero, ed al crescere del numero di canali, aumentano le serie, ma i traduttori/doppiatori non è che crescono sugli alberi, e la formazione non è così semplice. Se per i traduttori ci sono percorsi di apprendimento consolidati (ma non credo nel contesto delle serie TV), non è altrettanto facile per i doppiatori, dove c’è di mezzo anche l’arte.
E si, perché il tradurre e doppiare una serie TV significa tradurre un “manufatto” artistico, con tutti i problemi che ne derivano.

E’ un film già visto nei libri, no? ;)

Quando posso io guardo solo in originale – rigorosamente con sottotitoli sempre in lingua – , e preferisco perdermi una battuta in slang che perdermi l’intero quadro impostato dagli autori e dagli attori originali. Quella scena è stata scritta – anzi meglio è stata pensata – in un certa lingua, quindi con ritmi specifici di quella lingua (e questo è importante soprattutto dove il ritmo della battuta è un elemento stesso della battuta). Il cast è stato selezionato La scena è stata inoltre sceneggiata, impostata, diretta e validata dal regista con gli attori che l’anno recitata in quel momento, con una certa iterazione tra loro.

Non ne faccio una mera questione di qualità, non dico che nella traduzione si perda (sempre) qualcosa, non dico che è meglio l’originale, ma dico che l’originale l’unica titolata ad essere vista. In Battlestar Galactica, magari Scorpion è anche più bello come nome di Starbuck, ma quella vera è Starbuck e se è un nome brutto, poco musicale, è quello che volevano gli autori.

Come può questo processo essere replicato in uno studio? può essere replicato in parte, ma entriamo nel contesto Lost in Translation, non solo nelle parole letterali, ma nell’insieme della comunicazione. Ed la comunicazione è tutto.

Per non parlare della sindrome della censura di certe parole o temi che non sono gradite come per esempio nel film Lupin III – il castello di cagliostro. In questo caso non è un problema di qualità della traduzione tra l’originale ed il tradotto, ma è la differenza tra due traduzioni in italiano: quella originale e quella ridoppiata dopo anni. In un caso abbiamo un parlamento, nell’altro un reggente. Per non parlare del monologo di Lupin alla principessa, che sono due monologhi completamente diversi.

e poi mi chiedo chi si sognerebbe mai di ascoltare la versione tradotta di Stairways to heavan? o di imagine? perché è tutto relegato al discorso libri, tv e cinema?

tutto questo nel massimo rispetto dei traduttori e doppiatori, che fanno il loro mestiere, e lo fanno molto bene. A loro “difesa”, nessuno approfondisce mai il caso contrario, ovvero quando un traduttore/doppiatore aggiunge qualcosa di suo al personaggio rendendolo addirittura più interessante dell’originale, ma qui entriamo nel mondo dell’arte e quindi della soggettività.


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