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Le sigle delle serie TV (22): Love Boat 04/07/2007

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Sigle Telefilm, Testi, TV ITA, Video e trailer.
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Love BoatNuovo appuntamento con lo spazio che raccoglie alcune sigle, più o meno “storiche”, legate a serie TV principalmente del passato, e che si affianca alla rubrica “Le sigle dei programmi TV”.
Questa volta è in primo piano la serie Love Boat (titolo originale “The Love Boat”), composta da ben 249 episodi (nove stagioni) di 45 minuti l’uno, prodotta da The Love Boat Company, Aaron Spelling Productions e Douglas S. Cramer Company, trasmessa negli Stati Uniti sul network ABC dal settembre 1977 al maggio 1986, e in Italia storico appuntamento degli anni Ottanta su Canale 5.
La serie, ambientata sulla nave da crociera Pacific Princess, era basata sul film TV “The Love Boat” (1976) con Ted Hamilton e Cloris Leachman, a sua volta ispirato dal libro “The Love Boats” di Jeraldine Saunders.
Sul modello di altre serie anni ’80 (vedi la precedente Fantasilandia e la successiva Hotel), il telefilm vedeva un cast fisso e diverse guest-star, spesso molto note e comprendenti molte star del cinema e della TV del passato (tra le tantissime ricordo Ursula Andress, Gene Kelly, Vera Miles, Debbie Reynolds, Greer Garson, Troy Donahue, Lee Majors, Leslie Nielsen, Janet Leigh, Telly Savalas, Tom Hanks, i Village People), a rotazione in ciascun episodio: nel caso specifico, erano protagoniste le vicende romantiche, avventurose e comiche di equipaggio e passeggeri della nave da crociera su cui era realmente girata la serie. Ogni episodio era suddiviso in tre-quattro segmenti diversi, ciascuno sceneggiato da autori differenti e che vedeva protagoniste alcune delle guest-star di puntata.
I personaggi fissi della serie erano i diversi membri dell’equipaggio, ossia il capitano Merrill Stubing (Gavin MacLeod), la direttrice di crociera Julie McCoy (Lauren Tewes) – sostituita nelle stagioni 8-9 da Judy McCoy (Pat Klous) -, il barman Isaac Washington (Ted Lange), il dottore Adam Bricker (Bernie Kopell), Burl “Gopher” Smith (Fred Grandy) e la figlia del capitano Vicki Stubing (Jill Whelan). Nelle ultime due stagioni si è aggiunto il fotografo Ashley Covington “Ace” Evans (Ted McGinley). (altro…)

Le sigle delle serie TV (21): Il mio amico Ultraman 27/06/2007

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Il mio amico UltramanNuovo appuntamento con lo spazio che raccoglie alcune sigle, più o meno “storiche”, legate a serie TV principalmente del passato, e che si affianca alla rubrica “Le sigle dei programmi TV”.
Questa volta è in primo piano la serie canadese Il mio amico Ultraman (titolo originale “My Secret Identity”), composta da 72 episodi (tre stagioni) di 25 minuti l’uno, prodotta da Sunrise Films e Scholastic Productions, trasmessa in Canada su un circuito di emittenti dal settembre 1988 al maggio 1991, e in Italia per parecchi anni nei pomeriggi di Italia 1 a partire dal 1988 (in replica dal 2003 al 2005 sul non più esistente canale satellitare Italia Teen Television).
La serie vedeva protagonista l’attore Jerry O’Connell (in seguito nel cast dei telefilm I viaggiatori – SlidersCrossing Jordan) nei panni del quattordicenne Andrew Clements, che un giorno, mentre è in cerca del suo amico, il dottor Benjamin Jeffcoate (Derek McGrath), cade e viene investito da un fascio di raggi fotonici, che causano lo sviluppo di superpoteri. Andrew scoprirà ben presto di riuscire a fluttuare, di essere invulnerabile, velocissimo e fortissimo.
Andrew utilizzerà le neo-acquisite abilità per aiutare la gente e sconfiggere i criminali ma, a parte il dott. Jeffcoate, le terrà nascoste agli amici ed alla sua famiglia, composta dalla madre Stephanie (Wanda Cannon) e dalla sorella Erin (Marsha Moreau). In seguito il ragazzo scoprirà che l’esposizione ai raggi X può temporaneamente bloccare i suoi poteri, e quando si ritroverà nuovamente esposto ai raggi fotonici si ritroverà con poteri più forti, e riuscirà anche a volare (cosa che fino a quel momento aveva fatto usando delle bombolette spray). (altro…)

Le sigle delle serie TV (20): Mork e Mindy 07/06/2007

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Mork e MindyNuovo appuntamento con lo spazio che raccoglie alcune sigle, più o meno “storiche”, legate a serie TV principalmente del passato, e che si affianca alla rubrica “Le sigle dei programmi TV”.
Questa volta è in primo piano la sit-com Mork e Mindy, composta da 95 episodi (quattro stagioni) di 25 minuti l’uno, prodotta da Miller-Milkis Productions, Henderson Production Company e Paramount Television, trasmessa negli Stati Uniti sul network ABC dal settembre 1978 al maggio 1982, e in Italia prima su RaiDue dal 1979 (con le sole prime due stagioni, quelle in cui il protagonista è doppiato da Oreste Lionello) ed in seguito su Italia 1 dal 1984 (che ha replicato le prime due stagioni proponendo le stagioni 3-4 con un nuovo doppiaggio); la sit-com è stata poi replicata su Canale 5, e dal 2003 in versione restaurata sui canali satellitari Jimmy, Italia Teen Television e Paramount Comedy / Comedy Central, e sul canale digitale terrestre Boing. Non esistono ancora DVD italiani con gli episodi della sit-com, ma dovrebbe arrivare qualcosa già entro fine anno.
Il personaggio dell’alieno Mork (l’attore Robin Williams) è stato introdotto nell’episodio “Fantascienza anche per Fonzie” (5.22) del celebre telefilm Happy Days (in quell’episodio Mork minacciava di portare sul suo pianeta Ork il protagonista Richie Cunningham come esemplare umano, ma Fonzie sabota il piano dell’alieno), e dato il successo riscontrato dall’apparizione venne subito deciso di dedicare una serie interamente a lui.

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Le sigle delle serie TV (19): Moonlighting 26/05/2007

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MoonlightingNuovo appuntamento con lo spazio che raccoglie alcune sigle, più o meno “storiche”, legate a serie TV principalmente del passato, e che si affianca alla rubrica “Le sigle dei programmi TV”.
Questa volta è in primo piano la serie Moonlighting, composta da 67 episodi (cinque stagioni) di 45 minuti l’uno, creata da Glenn Gordon Caron (che in seguito avrebbe creato Medium con Patricia Arquette) e prodotta da Picturemaker Productions e ABC Circle Films, trasmessa negli Stati Uniti sul network ABC dal marzo 1985 al maggio 1989, e in Italia nella fascia preserale di RaiDue dal 1988, ed in seguito replicato su Rete 4 nel 1993/94 (con il titolo “Agenzia Luna Blu”), su RaiTre dal 2003 (proprio in questi mesi la serie è in onda sul canale dal lunedì al venerdì alle 13.10) e sul canale satellitare Sky Show. E’ finora disponibile in Italia il solo cofanetto DVD che contiene i 25 episodi delle prime due stagioni della serie (su distribuzione Universal).
La vicenda, misto tra commedia, dramma e romanticismo, è incentrata sui casi dell’agenzia investigativa “Blue Moon” e sui due soci, Maddie Hayes (Cybill Shepherd) e David Addison (un esordiente Bruce Willis): la prima, ex-modella, si trova in bancarotta e rimane con pochissime proprietà di cui prima non si curava, tra cui l’agenzia “City of Angels” guidata da Addison, che convince la donna a mantenere aperta l’agenzia (cambiandole nome) e a gestirla assieme a lui. Tra gli altri personaggi fissi della serie, impossibile non ricordare la stramba centralinista Agnes Topesto (Allyce Beasley), nella versione originale chiamata DiPesto, che ha la caratteristica di rispondere alle chiamate con frasi in rima, e in seguito anche Herbert Viola (Curtis Armstrong), nuovo impiegato dell’agenzia che poi diventa detective e si innamora di Agnes.
Grazie ad un ben collaudato miscuglio di mistero, dialoghi serrati e ottimamente scritti e tensione sessuale tra i protagonisti, la serie ha contribuito a far decollare la carriera di Bruce Willis e a riportare in auge l’ex-star Cybill Shepherd. (altro…)

Le sigle delle serie TV (18): Frasier 27/04/2007

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FrasierNuovo appuntamento con lo spazio che raccoglie alcune sigle, più o meno “storiche”, legate a serie TV principalmente del passato.
Questa volta è in primo piano la divertente (ma semi-sconosciuta in Italia) sit-com Frasier, composta da 265 episodi (11 stagioni) di 25 minuti l’uno, trasmessa negli Stati Uniti sul network NBC dal settembre 1993 al maggio 2004, e in Italia trasmessa “clandestinamente” dal 1995 sull’ex-Tele +, poi nella programmazione notturna di Italia 1 e su La 7, prima di approdare dall’ottobre 2004 sul canale satellitare Jimmy – che ha replicato le già trasmesse prime cinque stagioni, aggiungendo in coda le inedite stagioni 6 – 11 (seppure con diverse voci per i protagonisti) – e dal gennaio 2006 anche su Paramount Comedy. Non esistono, nè sono al momento previsti, DVD italiani del telefilm.
La sit-com è stata creata e prodotta da David Angell, Peter Casey e David Lee (con la loro Grub Street Productions) in associazione con Paramount Television; Angel, Casey e Lee avevano già prodotto la storica Cheers – Cin Cin e creato la sit-com Wings. Proprio Frasier, che nei suoi undici anni di storia ha vinto la cifra record di 39 Emmy Awards, è lo spin-off di Cheers, concluso qualche mese prima, in cui era già comparso il personaggio dello psichiatra Frasier Crane (interpretato da Kelsey Grammer). Adesso Frasier torna nella sua città natale di Seattle, dopo la fine del suo matrimonio e della sua vita a Boston (dove era ambientata Cheers), ma i suoi piani per una nuova vita da scapolo cambiano quando l’uomo deve accogliere in casa il padre, ex-agente di polizia, Martin Crane (John Mahoney), che dopo una ferita in servizio si è ritirato dal lavoro e non può vivere più da solo. Frasier e Martin vengono raggiunti da Daphne Moon (Jane Leeves), l’eccentrica terapista di Martin, e dal cane di Martin, Eddie (“interpretato” per 194 episodi da un Jack Russel Terrier chiamato Moose, a volte in alternanza con il cane Enzo). Spesso fa capolino a casa Crane anche il fratello minore di Frasier, Niles (David Hyde Pierce), giovane psichiatra molto snob e intellettuale reduce da un fallito matrimonio con Maris (che non si vede mai nel corso della serie).
Frasier lavora come conduttore di un talk-show radiofonico alla stazione radio KACL 780AM, dove viene affiancato dalla produttrice Roz Doyle (Peri Gilpin), molto diversa dall’uomo per stile e gusti, ma di cui però diventa amica nel corso degli episodi.

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Le sigle delle serie TV (17): Supercar 20/04/2007

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SupercarNuovo appuntamento con lo spazio che raccoglie alcune sigle, più o meno “storiche”, legate a serie TV principalmente del passato, e che si affianca alla rubrica “Le sigle dei programmi TV”.
Questa volta è in primo piano la serie Supercar (titolo originale “Knight Rider”), composta da 90 episodi (quattro stagioni) di 45 minuti l’uno, prodotta da Glen A. Larson Productions e Universal Television, e trasmessa negli Stati Uniti sul network NBC dal settembre 1982 all’aprile 1986, e in Italia dal 1983 in poi cavallo di battaglia della programmazione di Italia 1, che continua a replicarla la mattina (con una parentesi di repliche satellitari nel 2004 sul non più esistente Italia Teen Television). Sono finora disponibili in Italia i cofanetti DVD delle prime due stagioni della serie (su distribuzione Universal).
La storia prende il via quando l’agente di polizia Michael Arthur Long (Larry Anderson) viene tradito e quasi ucciso da un colpo di pistola sparatogli alla testa da un’esperta di spionaggio industriale, Tanya Walker (Phyllis Davis): grazie ad una placca di metallo nel suo cranio, residuo della guerra combattuta in Vietnam, Long si salva ma ha subito profondi danni al volto. Dichiarato morto al pubblico, le sue cure mediche vengono gestite da una fondazione, la FLAG, che è un servizio privato di lotta al crimine delle Industrie Knight, organizzazione fondata dal miliardario filantropo e morente Wilton Knight (Richard Basehart).
Long, dopo un intervento di chirurgia facciale, risorge e diventa Michael Knight (David Hasselhoff). Insieme con un’automobile parlante ad elevato contenuto tecnologico chiamata K.I.T.T. (abbreviazione di “Knight Industries Two Thousand”, voce originale di William Daniels – voce italiana di Adolfo Lastretti ed in seguito di Massimo Venturiello, più simile alla voce originale rispetto a quella di Lastretti), Michael Knight accetta di continuare ad aiutare i bisognosi, su istruzioni del nuovo direttore della FLAG e amico di Wilton Knight, Devon Miles (Edward Mulhare). (altro…)

Le sigle delle serie TV (16): Quantum Leap 05/04/2007

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Quantum Leap - In viaggio nel tempoNuovo appuntamento con lo spazio che raccoglie alcune sigle, più o meno “storiche”, legate a serie TV principalmente del passato, e che si affianca alla rubrica “Le sigle dei programmi TV”.
Questa volta è in primo piano la serie Quantum Leap – In viaggio nel tempo (titolo originale “Quantum Leap”), composta da 97 episodi (cinque stagioni) di 45 minuti l’uno, prodotta da Belisarius Productions e Universal Television, e trasmessa negli Stati Uniti sul network NBC dal marzo 1989 al maggio 1993, e in Italia su RaiUno dal 1992 in poi, e in replica su La 7, RaiTre (attualmente alle ore 13.10 nei giorni feriali non occupati da tribune politiche) e sui canali satellitari Jimmy e AXN. La serie non è purtroppo disponibile in DVD in lingua italiana.
E’ protagonista il fisico Samuel “Sam” Beckett (Scott Bakula, in seguito protagonista di Star Trek Enterprise), fondatore di un progetto top secret denominato “Quantum Leap”, che ha lo scopo quello di rendere possibile i viaggi nel tempo. Per rendere più veloce lo sviluppo del progetto e dimostrare la validità delle sue teorie, Beckett decide di provare su di sè l’esperimento con l’acceleratore, ma un misterioso guasto al sistema di recupero non gli permette di tornare nel suo tempo, obbligandolo a saltare di epoca in epoca e a cambiare continuamente identità. Le difficoltà e le conseguenze sono serie, in quanto Beckett non riesce a controllare i salti temporali e nemmeno le sue stesse capacità di memorizzare gli eventi: l’unico modo per saltare da una vita all’altra è quello di aiutare le persone che incontra a sistemare qualcosa che è andato storto nella loro esistenza. Il progetto ha un team di supporto negli anni 1990 che comunica con Beckett attraverso il collegamento neuronale che lui ha con il Controammiraglio Al Calavicci (Dean Stockwell, che rivedremo nella terza stagione della serie Battlestar Galactica), l’Osservatore del Progetto e amico fidato di Sam. Attraverso questo collegamento tra i due, il computer del “Quantum Leap”, Ziggy, controlla i passaggi temporali di Sam. (altro…)

Le sigle delle serie TV (15): I segreti di Twin Peaks 16/03/2007

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I segreti di Twin PeaksNuovo appuntamento con lo spazio che raccoglie alcune sigle, più o meno “storiche”, legate a serie TV principalmente del passato, e che si affianca alla rubrica “Le sigle dei programmi TV”.
Questa volta è in primo piano la storica serie I segreti di Twin Peaks (titolo originale “Twin Peaks”), composta da 30 episodi (due stagioni) di 45 minuti l’uno, creata da David Lynch e Mark Frost, prodotta da Lynch/Frost Productions, Twin Peaks Productions Inc. e Spelling Entertainment, e trasmessa negli Stati Uniti sul network ABC dall’aprile 1990 al giugno 1991, e in Italia su Canale 5 dal 9 gennaio 1991, e in replica su Rete 4, Italia 7 Gold, RaiTre (nel ciclo notturno “Fuori orario”) e sui canali satellitari Jimmy e Fantasy. La serie è anche disponibile in DVD in lingua italiana. La serie è diventata ben presto popolarissima anche nel nostro Paese, con il tormentone “Chi ha ucciso Laura Palmer?”.
Ambientato nel 1989, il telefilm narra le vicende di un giorno in ogni episodio: tutto ha inizio la mattina del 23 febbraio, quando nella cittadina di Twin Peaks (nello stato di Washington) Pete Martell (Jack Nance) ritrova sulla riva del fiume il cadavere di una ragazza nuda avvolta in un sacco di plastica. Sulla scena arrivano lo sceriffo Harry S. Truman (Michel Ontkean), i suoi uomini e il dott. William Hayward (Warren Frost), che accertano che la ragazza morta è Laura Palmer (Sheryl Lee), una delle ragazze più popolari del liceo cittadino. Quando un’altra ragazza, Ronette Pulaski (Phoebe Augustine), viene ritrovata poco lontano, in fuga, ad indagare arriva l’agente speciale FBI Dale Cooper (Kyle MacLachlan, attualmente nel cast della serie Desperate Housewives nel ruolo di Orson), che stabilisce ben presto che non tutto ciò che riguarda Laura è come appariva, demolendo un po’ la sua aria da “brava ragazza”: Laura tradiva il fidanzato Bobby Briggs (Dana Ashbrook) con il motociclista James Hurley (James Marshall), e la cosa era nota alla migliore amica della ragazza, Donna Hayward (Lara Flynn Boyle). Cooper scopre anche che sia Laura che Bobby abusavano di cocaina e si fa aiutare da Audrey Horne (Sherilyn Fenn), mentre James e Donna cominciano ad indagare per conto loro sulla morte di Laura, iniziando una relazione, aiutati anche dalla cugina di Laura, Maddy Ferguson (Sheryl Lee), perfetta sosia della ragazza morta che si stabilisce dallo zio Leland Palmer (Ray Wise) e che riesce perfino ad ingannare lo psichiatra Lawrence Jacoby (Russ Tamblyn). (altro…)

Le sigle delle serie TV (14): La casa nella prateria 14/03/2007

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La casa nella prateriaNuovo appuntamento con lo spazio che raccoglie alcune sigle, più o meno “storiche”, legate a serie TV principalmente del passato, e che si affianca alla rubrica “Le sigle dei programmi TV”.
Questa volta è in primo piano la lunga serie La casa nella prateria (titolo originale “Little House on the Prairie”), composta da 203 episodi (nove stagioni) di 45 minuti l’uno, prodotta da Ed Friendly Productions e National Broadcasting Company, e trasmessa negli Stati Uniti sul network NBC dal settembre 1974 al marzo 1983, e in Italia su Canale 5 dall’ottobre 1984 in poi (inizialmente con il titolo “Quella casa nella prateria”), e in replica su Rete 4 negli anni ’90.
La lunga e premiata serie familiare era basata sulla serie di romanzi autobiografici “La piccola casa nella prateria” scritti da Laura Ingalls Wilder. Ambientata agli inizi degli anni 1970 a Walnut Grove, in Minnesota. E’ protagonista la famiglia Ingalls, raccontata dal punto di vista di Laura (Melissa Gilbert), precoce seconda figlia di Charles (Michael Landon), contadino e falegname. Charles è sposato con la sensibile Caroline (Karen Grassle), e i due sono anche i genitori della sorella maggiore di Laura, Mary (Melissa Sue Anderson), che diventa ben presto cieca a causa di una malattia, e della sorella minore Carrie (Lindsay e Sidney Greenbush).
Tra gli altri numerosi personaggi apparsi inizialmente nella serie: il montanaro e poi contadino Isaiah Edwards (Victor French, che dal 1984 al 1989 interpretò insieme a Michael Landon la serie Autostop per il cielo); la moglie di Isaiah, Grace Snider Edwards (Bonnie Bartlett), già vedova come Isaiah, e che con l’uomo adotta poi tre bambini; la prima insegnante della Walnut Grove School, Eva Beadle (Charlotte Stewart); il pastore della chiesa cittadina, il reverendo Robert Alden (Dabbs Greer); il fondatore della cittadina, Lars Hanson (Karl Swenson); i membri della ricca famiglia Oleson, ovvero il padre Nels (Richard Bull), la dura madre Harriet (Katherine MacGregor), la figlia Nellie (Alison Arngrim) e il figlio Willie (Jonathan Gilbert).

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Le sigle delle serie TV (13): Alice 09/03/2007

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AliceNuovo appuntamento con lo spazio che raccoglie alcune sigle, più o meno “storiche”, legate a serie TV principalmente del passato.
Questa volta è in primo piano la classica sit-com Alice, composta da 202 episodi (nove stagioni) di 25 minuti l’uno, trasmessa negli Stati Uniti sul network CBS dal settembre 1976 al febbraio 1985, e in Italia su Canale 5 dal 1981, dove per molti anni ha caratterizzato la programmazione mattutina, ed in seguito sulle reti locali.
Basata sui personaggi del film “Alice non vive più qui” (1974), diretto da Martin Scorsese ed interpretato da Ellen Burstyn nel ruolo protagonista (vincitrice di un premio Oscar come migliore attrice protagonista per questo film), la sit-com vede invece come protagonista l’attrice e cantante Linda Lavin nel ruolo di Alice Hyatt. Dopo che suo marito Donald viene ucciso in un incidente di camion, Alice ed il suo dodicenne figlio Tommy (Philip McKeon) lasciano la loro casa in New Jersey e si dirigono verso Hollywood, dove Alice vuole inseguire il suo sogno di diventare una cantante. Quando l’auto di Alice e Tommy si rompe a Phoenix, i due finiscono per stabilirsi nella cittadina dell’Arizona dove Alice ottiene un lavoro come cameriera al “Mel’s Diner”, un ristorante per camionisti gestito dal burbero e scontroso Mel Sharples (Vic Tayback, l’unico attore della sit-com già presente nel film); lì Alice farà amicizia con le sue colleghe cameriere, la mangiauomini Florence Jean “Flo” Castleberry (Polly Holliday) e la timida e nevrotica Vera Gorman (Beth Howland).
A metà della quarta stagione, Flo lascia la città per andare a lavorare a Houston (ed essere protagonista di una breve sit-com spin-off, intitolata appunto Flo), e viene sostituita inizialmente da Belle Dupree (Diane Ladd, che aveva interpretato Flo nel film), poi da Jolene Hunnicutt (Celia Weston). Nel 1985 la sit-com si conclude con la vendita del ristorante da parte di Mel che offre un inaspettato bonus in denaro alle sue tre impiegate: Vera è sposata e incinta, Jolene in procinto di aprire un negozio da estetista e Alice si dirige verso Nashville per esaudire il suo grande sogno di diventare una cantante. (altro…)

Le sigle delle serie TV (12): Otto sotto un tetto 27/02/2007

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Otto sotto un tettoNuovo appuntamento con lo spazio che raccoglie alcune sigle, più o meno “storiche”, legate a serie TV principalmente del passato. Questa volta in primo piano la sit-com Otto sotto un tetto (titolo originale “Family Matters”), composta da ben 215 episodi (nove stagioni) di 25 minuti l’uno, trasmessa negli Stati Uniti sul network ABC dal settembre 1989 al maggio 1997 e poi passata sulla CBS dal settembre 1997 al luglio 1998, e in Italia in onda dagli anni ’90 inizialmente su Canale 5 e poi su Italia 1, che continua a replicarla in questo periodo all’alba.
Una delle sit-com afro-americane di maggiore successo della televisione americana insieme a I Jefferson (di cui ho parlato qui) e I Robinson (di cui ho parlato qui), Otto sotto un tetto è lo spin-off della sit-com Balki e Larry, due perfetti americani, praticamente sconosciuta in Italia (trasmessa su Canale 5 negli anni ’80), in cui era già comparso il personaggio di Harriette Winslow (Jo Marie Payton-France).
Qui conosciamo la famiglia allargata di Harriette: il marito poliziotto Carl (Reginald VelJohnson), il ribelle figlio Eddie (Darius McCray), la brillante figlia Laura (Kellie Shanygne Williams) e la figlia piccola Judy (Jaimee Foxworth), la sorella Rachel (Telma Hopkins) e il figlio di quest’ultima, Richie (Bryton McClure), a cui si aggiunge da subito la madre di Carl, Estelle Winslow (Rosetta LaNoire).
La serie ben presto si focalizza sull’inventivo nerd vicino di casa dei Winslow, Steve Urkel (Jaleel White), innamorato non corrisposto di Laura e che farà spesso irruzione nelle vite della famiglia. Steve avrebbe dovuto apparire soltanto per un episodio, ma grazie alla sua grande popolarità è diventato un personaggio fisso e tra i principali della sit-com, grazie alle sue incredibili invenzioni che causano sempre guai e l’irritazione di Carl, e alla sua identità alternativa dell’irresistibile Stefan Urquelle, nato per far innamorare di sè Laura.

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Le sigle delle serie TV (11): MacGyver 20/02/2007

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MacGyverNuovo appuntamento con lo spazio che raccoglie alcune sigle, più o meno “storiche”, legate a serie TV principalmente del passato.
Questa volta in primo piano la serie MacGyver, composta da 139 episodi (sette stagioni) di 45 minuti l’uno, trasmessa negli Stati Uniti sul network ABC dal settembre 1985 al maggio 1992, e in Italia dal 1988 su Italia 1; dal giugno 2004 la serie è spesso in replica nelle mattine di Rete 4, e dai primi di febbraio 2007 gli abbonati a Sky possono rivedere gli episodi anche sul canale AXN.
Prodotta da Henry Winkler/John Rich Productions e Paramount Television, la serie è stata creata da Lee David Zlotoff e girata principalmente in Canada, a Vancouver. Nel 1994 sono stati prodotti due film TV che proseguono le vicende della serie.
E’ protagonista un agente segreto pieno di risorse, MacGyver (Richard Dean Anderson) – del quale si scoprirà il nome (Angus) soltanto alla conclusione della serie -, che riesce ad applicare in modo pratico e facilmente le sue conoscenze scientifiche, utilizzando spesso oggetti comuni insieme all’onnipresente coltellino svizzero e ad un po’ di nastro. Trovandosi spesso in situazioni di vita o di morte, MacGyver riesce sempre a cavarsela in pochi minuti e inaspettatamente, e questa sua abilità è sicuramente uno dei motivi di interesse per la serie sia negli Stati Uniti che nel nostro Paese.
Tra gli altri protagonisti della serie, il capo e migliore amico del protagonista Pete Thornton (Dana Elcar), l’aviatore e vecchio amico Jack Dalton (Bruce McGill), il mago dei travestimenti e nemico Murdoc (Michael Des Barres) e Penny Parker (Teri Hatcher, adesso interprete di Susan in Desperate Housewives), spesso usata da Murdoc nei suoi piani per liberarsi di MacGyver. (altro…)

Le sigle delle serie TV (10): Magnum P.I. 15/02/2007

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Magnum P.I.Nuovo appuntamento con lo spazio che raccoglie alcune sigle, più o meno “storiche”, legate a serie TV principalmente del passato.
Questa volta parliamo della serie Magnum P.I., composta da 162 episodi (otto stagioni) di 45 minuti l’uno, trasmessa negli Stati Uniti sul network CBS dal dicembre 1980 al maggio 1988, e in Italia dal 1982 su Canale 5, poi uno dei “cavalli di battaglia” degli anni ’80 di Italia 1; dal 2005 la serie è spesso in replica nelle mattine di Rete 4, e dal maggio 2006 gli abbonati a Sky possono vederla anche sul canale FX.
Prodotta da Glen A. Larson Productions, Belisarius Productions e Universal Television, la serie seguiva le avventure di Thomas Sullivan Magnum IV (interpretato da Tom Selleck), un ex-Navy SEAL e ufficiale della Marina statunitense, che dopo dieci anni di servizio e di merito lascia il suo posto e si trasferisce alle Hawaii, nell’isola di Oahu. Magnum va a vivere nella casa degli ospiti dello scrittore Robin Masters (che non si vede mai nel telefilm: la sua voce originale nelle prime stagioni era quella del celebre regista Orson Welles), in cambio della sua esperienza sfruttata al servizio della sicurezza della residenza di Masters. La villa è gestita dall’inglese Jonathan Quayle Higgins III (John Hillerman), un ex-sergente maggiore dell’Esercito inglese: nella serie si punta più volte al fatto che Masters e Higgins possano essere la stessa persona.
Magnum inizia una vita da sogno grazie ai lussi di Masters, usando anche una splendida Ferrari 308 GTS, conosce un gran numero di belle donne, spesso sue clienti o coinvolte nei casi che deve risolvere) e si diverte con due amici, ambedue ex-Marine degli Stati Uniti: il pilota di elicotteri Theodore “T.C.” Calvin (Roger E. Mosley) e il playboy Richard “Rick” Wright (Larry Manetti).
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Le sigle delle serie TV (9): ALF 09/02/2007

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ALFNuovo appuntamento con lo spazio che raccoglie alcune sigle, più o meno “storiche”, legate a serie TV principalmente del passato.
Questa volta parliamo della sit-com ALF, composta da 103 episodi (quattro stagioni) di 25 minuti l’uno, trasmessa negli Stati Uniti sul network NBC dal settembre 1986 al marzo 1990, e in Italia dal 1988 su RaiDue, e negli anni 1990 in replica su TMC/La 7.
Prodotta da Alien Productions e Warner Bros. Television e creata da Paul Fusco, la sit-com, sulla scia del film “E.T. l’extraterrestre” (1982), segue le vicende di Gordon Shumway (voce originale di Paul Fusco, voce italiana di Gigi Angelillo), un bizzarro alieno di 229 anni con otto stomaci proveniente dal pianeta Melmac, che precipita con la sua astronave sul garage della famiglia Tanner e rimane bloccato sulla Terra. I Tanner, che comprendono il padre Willie (Max Wright), la madre Kate (Anne Schedeen) e i figli Lynn (Andrea Elson) e Brian (Benji Gregory), accolgono Gordon nella loro casa e lo chiamano ALF (sigla di Alien Life Form, Forma di Vita Aliena), nascondendolo dalla pettegola vicina di casa Raquel Ochmonek (Liz Sheridan) e dalla NASA finchè la sua astronave non sarà riparata. Nel corso della serie, però, ALF scoprirà che Melmac è rimasto distrutto dopo una catastrofe nucleare, per cui lui è l’ultimo sopravvissuto della sua specie: ALF decide così di rimanere tra i Tanner, cerca di evitare di nutrirsi del suo cibo preferito (i gatti) e si ingozza di altri alimenti guardando quasi sempre la TV.
Una curiosità: i titoli originali degli episodi sono tutti titoli di famose canzoni americane.
La serie si è interrotta bruscamente dopo quattro stagioni, ed un successivo film TV del 1996, “Project: ALF” (trasmesso in Italia su Italia 1), in cui l’alieno viene catturato dall’esercito, ha avuto scarso successo e con il solo ALF presente tra i protagonisti della sit-com. (altro…)

Le sigle delle serie TV (8): Ralph Supermaxieroe 06/02/2007

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Musica, Sigle Telefilm, Testi, Video e trailer.
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Ralph SupermaxieroeNuovo appuntamento con lo spazio che raccoglie alcune sigle, più o meno “storiche”, legate a serie TV principalmente del passato.
Questa volta parliamo della serie Ralph Supermaxieroe (titolo originale “The Greatest American Hero”), 45 episodi (tre stagioni) di 45 minuti l’uno, trasmessa negli Stati Uniti sul network ABC dal marzo 1981 al febbraio 1983, e in Italia negli anni Ottanta su Italia 1.
Prodotta da Stephen J. Cannell Productions e Lorimar Television, la serie è una commedia con protagonista Ralph Hinkley (William Katt), un insegnante che una notte nel deserto conosce l’agente speciale FBI Bill Maxwell (Robert Culp), ed insieme a lui trova un’astronave aliena: gli extraterrestri affermano di volerli aiutare a salvare il mondo, e donano a Ralph una valigetta con un costume rosso che gli conferisce dei superpoteri.
Purtroppo Ralph perde il manuale di istruzioni del costume nel deserto, ed in ogni puntata per questo motivo si ritroverà con difficoltà a vivere da supereroe nel mondo, e scoprendo pian piano i suoi nuovi poteri che comprendono volo, super forza, resistenza alle ferite, invisibilità, telecinesi e visione a raggi X.
Ad aiutare Ralph e Bill nelle loro avventure c’è anche Pamela Davidson (Connie Sellecca), un avvocato che in seguito diventerà la moglie di Ralph.
Molto popolare all’epoca la canzone usata come sigla della serie, “Believe it or Not”, scritta da Stephen Geyer e Mike Post e cantata da Joey Scarbury, che nel luglio 1981 è anche arrivata in cima alle classifiche di vendita statunitensi.
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