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Potevamo non saperlo? – Svelata la ricetta della Coca-Cola 16/02/2011

Posted by Antonio Genna in P.N.S., Trivia.
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La ricetta della Coca-Cola è uno dei segreti commerciali più gelosamente custoditi al mondo: chiusa in un caveau di una banca americana ad Atlanta, con solo due dipendenti del colosso Usa, uno alla volta, autorizzati a conoscerne gli ingredient. E invece, adesso, il segreto è crollato. La ricetta è stata scoperta dal sito web USA Thisamericanlife.org in un giornale del 1979.
Segreto svelato, quindi, 125 anni dopo l’arrivo della Coca-Cola sul mercato, per mano del farmacista John Pemberton: il sito ha infatti rintracciato un articolo pubblicato 32 anni fa da un giornale locale di Atlanta, Atlanta Journal-Constitution, in cui, a pagina 28, appare la lista degli ingredienti e delle rispettive dosi. (altro…)

Potevamo non saperlo? – In quanti modi si dice “cip” e “bau”? 09/04/2007

Posted by Antonio Genna in News, P.N.S., Trivia.
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I protagonisti del film “Madagascar”Forse ce n’eravamo accorti da soli: non in tutte le lingue gli uccellini fanno il verso “cip”, o i cani fanno il verso “bau”: come certifica uno studio di Derek Abbott, professore universitario di Adelaide dove dirige il Centro di ingegneria biomedica presso la “School of Electrical & Electronic Engineering” (qui la sua pagina Web), le “parole” degli animali vengono replicate in modo differente a seconda dei diversi Paesi.
Abbott ha realizzato uno studio comparato per vedere i versi degli animali nei vari Paesi del mondo, osservando come cambiano in base alla lingua i comandi che si usano nei confronti degli animali.
Dalla prima ricerca “Animal Sounds” emergono varie curiosità: l’uccellino dice “cip” in Italia, “cheep” o “chirp” o “chirrup” o “peep” in Gran Bretagna, “cui-cui” in Francia, “pip-pip” in Danimarca, “tjiep” in Olanda, “pii-pii” in Giappone e “fiyt-fiyt” in Russia. Il verso del cane italiano è “bau”, mentre in Olanda diventa “waf waf”, “yap yap” o “arf arf” in Gran Bretagna, “kian kian” in Giappone. Il nostro gallo dice “chicchirichì”, ma all’estero? Il verso cambia in “cock-a-doodle-doo” in Gran Bretagna, “kukko-kiekku” in Finlandia, “ko-ke-kok-ko-o” in Giappone. La rana fa “cra-cra” (o “kra-kra”) praticamente in tutto il mondo, così come il calabrone fa “buzz” o “bzz” (in Giappone, però, fa “boon boon”).
La seconda ricerca “Animal Commands” offre altre sorprese: il nostro “vai” per incitare un cavallo diventa “rà-rà” o “gyi” in Ungheria e “poshlà” in Siberia. Il gatto, invece, va scacciato con “pussa via” in Italia, e con “shas” in Svezia.
Ultima ricerca è quella dei “Pet Names”, i nomi assegnati più frequentemente agli animali domestici. Il nome italiano per il gatto Pussi corrisponde al francese Felix, al finlandese Kisu e allo spagnolo Micifus. I cani inglesi si chiamano spesso Lassie, Spot e Fluffy, mentre un nome molto diffuso per il canguro è il poco originale Skippy.
(via Repubblica.it)

Potevamo non saperlo? – Le donne sono logorroiche… 22/08/2006

Posted by Antonio Genna in News, P.N.S..
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Uomo - donnaDi seguito riporto un articolo tratto dal “Corriere della Sera” di oggi 22 agosto, che presenta la ricerca di una neuropsichiatra americana diffusa nel corso di un’intervista al settimanale femminile “Grazia”. Secondo questo studio, le donne sono logorroiche e pronunciano in media ben 20.000 parole al giorno, mentre gli uomini si fermano a 7.000.

(altro…)

Potevamo non saperlo? – L’uovo intelligente 04/08/2006

Posted by Antonio Genna in News, P.N.S..
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L'uovo intelligenteA quanto pare i cittadini inglesi hanno difficoltà a capire come bollire un uovo, inondando annualmente di telefonate il British Egg Information Service.. ecco che allora la tecnologia viene in aiuto dei poveri consumatori. La soluzione: inchiostro invisibile sensibile alla temperatura sul guscio dell’uovo, in modo tale che nel momento in cui l’uovo è pronto l’inchiostro diventa visibile. Basta decidere se si preferisce avere un uovo con bollitura maggiore o minore (soft, medium, hard boiled), ed acquistarlo di conseguenza.

L’uovo intelligente entrerà in commercio sugli scaffali inglesi nel prossimo autunno… gli affezionati dell’uovo bollito saranno finalmente soddisfatti?

Potevamo non saperlo? – Il segreto del carisma 30/05/2006

Posted by Antonio Genna in P.N.S., Scienza e tecnologia.
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CarismaIl carisma è una qualità indispensabile nei rapporti con amici e colleghi di lavoro, ed utilissima negli incontri casuali: il Los Angeles Times ha dedicato un articolo al carisma indicandolo come fattore "it" e dando dei consigli per aumentarlo.
In nessuna epoca il carisma ha mai perso di importanza nei rapporti sociali, come ribadiscono gli esperti di mass-media: specialmente se si è dirigenti o manager, il carisma è indispensabile per avere successo, per essere in grado di fare un'ottima prima impressione molto rapidamente. Dato il bisogno del fattore "it", esistono corsi per diventare dei manager carismatici grazie alla passione e ai legami personali con i propri impiegati; inoltre fioriscono i volumi in cui scrittori e guru promettono di automigliorarsi trasformando i timidi in Casanova intraprendenti e dinamici.
La potenza del carisma è più visibile e forte nell'arena politica, ad esempio nelle ultime elezioni per il Governatore della California, dove i democratici Steve Westly e Phil Angelides non hanno potuto far nulla contro il loro carismatico concorrente (e poi vincitore) Arnold Schwarzenegger.

Il carisma ovviamente non è costante, ma cambia con le circostanze, le percezioni, e spesso anche con il modo in cui viene utilizzato: anche se leader, politici e gente comune cerca di impadronirsene, scienziati e psicologi cercano ancora di determinare esattamente come funziona il carisma, che per sua natura è difficile da studiare. Molti esperti sono d'accordo nell'affermare che il fattore è una combinazione di entusiasmo, estroversione e capacità di ascolto: gli individui carismatici hanno più variabilità nei loro discorsi, ed è più facile che sorridano ed inizino un contatto fisico con la persona che stanno ascoltando della quale, anche se inconsciamente, tendono a ripetere il "linguaggio del corpo". Il fattore comunque più importante è rendere "speciale" il proprio interlocutore, facendogli capire in quel momento di ascoltare soltanto lui escludendo tutto il resto: in questo modo, la persona che parla con un individuo carismatico si sente oggetto di un'attenzione speciale ed il suo umore migliora.

Potevamo non saperlo? – La memoria a breve termine 21/04/2006

Posted by Antonio Genna in P.N.S., Scienza e tecnologia.
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MemoriaIl cervello dell’uomo, per ricordare un dato per il tempo necessario al suo utilizzo,tilizza una funzione particolare, individuata da uno studio italiano condotto in collaborazione tra l’Università di Bari, La Sapienza di Roma e il National Institute of Mental Health degli Stati Uniti e pubblicata ieri sul Journal of Neuroscience. La ricerca prova che la memoria a breve termine è l’azione combinata di due geni, e ad esempio permette di ricordare un numero di telefono appena letto su un’agenda giusto per il tempo necessario a utilizzarlo.
La scoperta del “dialogo” tra due geni avrà ripercussioni importanti anche sulla cura dei deficit della memoria, caratteristici di malattie come la schizofrenia o l’Alzheimer.
Secondo il coordinatore della ricerca, Alessandro Bertolino, del dipartimento di Scienze neurologiche e psichiatriche dell’università di Bari: “Finora si era visto che una variante di un solo gene può avere effetti sul funzionamento del Sistema Nervoso Centrale, ma da decenni era stato predetto che le funzioni del cervello sono regolate dall’interazione fra più geni. Il nostro studio dimostra per la prima volta che due geni interagiscono per modificare l’attività dei neuroni nell’uomo durante un compito di memoria a brevissimo termine, o memoria di lavoro”.

L’attività combinata dei due geni chiamati Comt (catecol-O-metiltransferasi) e Dat (modulatore della dopamina) è stata osservata direttamente grazie a una tecnica di analisi non invasiva, la risonanza magnetica funzionale, nel cervello di 62 persone sane. Ambedue i geni controllano il livello di una delle sostanze necessarie alla comunicazione tra le cellule nervose (il neurotrasmettitore dopamina) nell’area del cervello chiamata corteccia prefrontale, durante lo svolgimento di un compito di memoria di lavoro.
(via Repubblica.it)

Potevamo non saperlo? – Torna la “moda” del salasso 04/04/2006

Posted by Antonio Genna in P.N.S., Trivia.
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SalassoNel 2006 si torna a parlare di salasso… ovviamente non quello medievale (non sarebbe chic), ma un salasso "riverniciato" da un alone orientale. Il salasso terapeutico è tornato di moda ed è diventato il "salasso delle dive" da quando lo ha utilizzato Gwyneth Paltrow, l'attrice premio Oscar per il film "Shakespeare in love", che è poi finita in prima pagina sul quotidiano inglese "The Times" con la sua schiena nuda maculata dopo un salasso depurativo. Tra gli altri attori e attrici che hanno fatto ricorso recentemente a questa pratica, anche Kristin Scott Thomas, Ben Affleck e Kate Winslet. Anche il principe Carlo d'Inghilterra è stato criticato dalla medicina ufficiale per aver dichiarato "simpatia" verso questi metodi alternativi.
Con il salasso terapeutico, di solito si rimuovono dal circolo sanguigno 350-400 ml di sangue. Il sangue contiene per il 40-45% una parte solida costituita in maggioranza da globuli rossi, ma anche da globuli bianchi e piastrine, e una parte liquida (il plasma) che contiene proteine, grassi, oligoelementi, ecc, essenziali per la vita. Gravi rischi sono affaticamento all'apparato cardiocircolatorio, anemia, perdita di elementi vitali. Gli individui normali non sono in grado di tollerare un numero eccessivo di salassi perché la loro quantità di ferro depositata è limitata (da 200 a 1.000 milligrammi), quindi dopo pochi salassi si troverebbero a rischio. La morte del paziente era frequente quando il salasso costituiva una pratica terapeutica comune, basata su concezioni mediche ridicole: un vero atto "vampiresco" nei confronti delle malcapitate vittime.
In alcuni casi, comunque, anche oggi il salasso è l'unica cura: è adottato in alcune rare malattie da accumulo di ferro come l'emocromatosi, dove è salvavita, e nella policitemia, malattia tumorale caratterizzata da un eccesso di globuli rossi.
(via Corriere.it)

Potevamo non saperlo? – Combattere l’insonnia 25/03/2006

Posted by Antonio Genna in P.N.S., Trivia.
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Sonno...Gli scienziati dell’Università della California a San Diego hanno fatto uno studio su un gruppo di americani, ricavando che circa un quarto delle persone del mondo industrializzato utilizza tranquillanti o sonniferi per dormire un’intera notte: gli adulti con un’età compresa tra i 20 e i 44 anni che utilizza sonniferi e rilassanti è raddoppiato tra il 2000 e il 2004, ed è aumentato anche l’utilizzo tra i giovani. Prendere sonniferi per dormire di più comunque non serve a molto, dato che le ricerche hanno rivelato che se si dorme di meno si vive più a lungo.
Se si soffre d’insonnia, il ricercatore Daniel Kripke dell’università sopra citata consiglia di provare ad alzarsi dal letto anche se è notte fonda, dato che spesso una persona ha un metabolismo che richiede una minore quantità di ore di riposo. Se l’insonnia è recidiva, ecco alcune indicazioni da seguire:
1. Non andare a letto finché non si ha sonno, e se ci si sveglia presto è meglio alzarsi.
2. Alzarsi sempre alla stessa ora, anche se si ha avuto una notte cattiva: la notte successiva sarà più facile dormire a lungo.
3. Se ci si deve alzare durante la notte e il sonno sembra scomparire, meglio non tornare a letto finché il sonno non ritorna.
4. Evitare di guardare film horror o leggere libri di questo argomento a letto: se lo si vuole fare, meglio stare seduti su una sedia.
5. Non bere bevande con caffeina almeno sei ore prima di andare a letto.
6. Vivere almeno qualche ora all’aria aperta: chi vive durante il giorno direttamente sotto i raggi del sole ha maggiori possibilità di non soffrire di insonnia.
7. Evitare qualsiasi bevanda alcolica. L’alcool inizialmente rilassa, ma una volta terminata la sua azione causa insonnia.
Secondo i ricercatori, chi vuole comunque dormire a tutti i costi per otto ore e prende un sonnifero tutte le sere, intossica il proprio organismo come se fumasse un pacchetto di sigarette al giorno.
(via Repubblica.it)

Potevamo non saperlo? – Il caffè fa bene al fegato 20/03/2006

Posted by Antonio Genna in P.N.S., Trivia.
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CaffèLa bevanda più amata dagli italiani, il caffè, non fa male, anzi fa bene: una tazzina di espresso protegge il fegato da malattie gravi come la cirrosi epatica e il tumore, soprattutto quando il soggetto è ad alto rischio per queste patologie perché, ad esempio, consuma molti alcolici. La buona notizia arriva da una serie di studi presentati durante l’incontro “La terapia delle malattie epatiche” da Alessandra Tavani, che ha condotto lo studio con Carlo La Vecchia, entrambi membri dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri di Milano.
Troppi caffè possono comunque dare disturbi come tachicardia e difficoltà ad addormentarsi. Questi risultati, ha comunque precisato il prof. Adolfo Francesco Attili, Ordinario di Gastroenterologia presso l’Università di Roma “La Sapienza” e promotore dell’incontro, non devono dunque invogliare a un consumo esagerato di caffè, ma sono importanti perché possono portare alla scoperta delle molecole protettive che esso contiene, probabilmente antiossidanti. Il consumo di caffè è associato a riduzione di rischio della cirrosi: maggiore è il consumo della bevanda, minore la presenza della gamma-glutamil transferasi (GGT), un indicatore della malattia. Analoga riduzione di rischio si riscontra nei confronti dell’epatocarcinoma, il tumore del fegato.
(Adattato dall’articolo presente sul sito Corriere.it)

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