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Edicola – “Quattroruote”, settembre 2011: “Citroen DS4 – Sportiva a guida alta” 30/08/2011

Posted by Antonio Genna in Auto e moto, Quattroruote.
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E’ in edicola il numero 671 – Settembre 2011 del mensile “Quattroruote” (Editoriale Domus, prezzo di copertina 5 €), del quale vi propongo di seguito la copertina e qualche anticipazione.

L’ACI NEL 2010 HA PERSO CON IL PRA
14 MILIONI DI EURO

L’Art. 1 dello statuto dell’Automobile Club d’Italia lo descrive come ente pubblico non economico senza scopo di lucro che rappresenta e tutela gli interessi generali dell’automobilismo italiano, del quale promuove e favorisce lo sviluppo. Eppure di fronte ai continui aumenti inflitti sugli automobilisti – accise sui carburanti, sovrattasse di possesso, assicurazioni e Ipt – l’Aci rimane silente. Un silenzio che continua da anni e che suscita ancora una volta il sospetto che l’ente non alzi mai la voce nei confronti delle decisioni politiche perché proprio dalle attività affidategli dallo stato deriva gran parte dei suoi guadagni. Peccato che come rivela Quattroruote, queste attività non siano proprio un affare.

Il mensile di Editoriale Domus pubblica infatti nel numero di settembre un’analisi del bilancio 2010 dal quale emerge una perdita complessiva di 34 milioni di euro. Pochi sanno che la gestione del Pubblico Registro Automobilistico costa all’Aci un passivo di 14 milioni di euro. Il Pra, al quale i veicoli debbono essere iscritti sulla base di un decreto del 1927 ma che costituisce un doppione degli elenchi già tenuti dalla Motorizzazione civile, costa del resto all’Aci 150 milioni di euro l’anno solo per il personale, cui si aggiungono 33,4 milioni per il sistema informativo e 16,9 milioni di affitti. Cifre che non sono certo compensate dagli oltre 9 milioni di euro che l’Aci incassa per la fornitura delle informazioni contenute nel Pra ad altri soggetti, soprattutto enti locali che se ne servono per identificare i proprietari dei veicoli cui inoltrare le multe. Per questo l’Aci ha già chiesto al Parlamento, il 14 aprile scorso, un aumento delle tariffe pagate dai cittadini per la gestione delle pratiche relative al Pra.

CODICE DELLA STRADA: LA GRANDE INCOMPIUTA

È passato oltre un anno dalla grande riforma del Codice della strada ma molte delle novità del provvedimento sono rimaste sulla carta. Quattroruote settembre – edito da Editoriale Domus – rivela come siano innumerevoli gli articoli varati dal Parlamento nell’agosto 2010 tuttora inapplicabili a causa delle norme e dei decreti attuativi mai emanati, nonostante la rilevanza ai fini della sicurezza.

Tra i più importanti rientrano quelli relativi alla possibilità di imparare a guidare già a 17 anni accompagnati da un adulto esperto e l’obbligo di esercitarsi alla guida anche in autostrada, sulle strade extraurbane e nelle ore notturne. Ma non sono diventati realtà neppure i controlli antidroga sulla saliva, gli esami alla fine dei corsi di recupero dei punti patente e l’obbligo di sottoporsi a drugtest e alcoltest prima del rilascio della patente. Lettera morta sono rimaste del resto anche altre novità del Codice, come l’emissione di una nuova patente dopo il rinnovo, l’introduzione della targa personale non abbinata all’auto, la definizione delle modalità di collocamento degli autovelox e la diversa ripartizione dei proventi delle multe.

MILANO – ROMA: AUTO ANCORA COMPETITIVA

Da piazza Duomo al Colosseo: chi vince tra auto, treno e aereo? Lo spiega Quattroruote che nel numero di settembre mette a confronto i diversi mezzi di trasporto.

Per quanto riguarda le emissioni di CO2, a prevalere è il treno: un passeggero a bordo del Frecciarossa emette infatti 20 g/km di anidride carbonica contro gli 89 di quello di un aereo (Airbus A320) e i 36,6 di quello della migliore tra le auto ibride (la Toyota Prius). Su un’auto diesel (come la Fiat Bravo 1.6 MJT) si emettono invece 48,6 g/km di CO2; molto meglio si farebbe su una vettura elettrica come la Nissan Leaf (22,8 g/km), ma sarebbe necessario fermarsi mezz’ora ogni 50 minuti di viaggio per ricaricare le batterie (a patto di usare i sistemi rapidi). La situazione, però, cambia radicalmente se si considerano i costi di viaggio (compresi quelli dei mezzi necessari per raggiungere stazioni e aeroporti): aereo e treno hanno infatti i prezzi più alti (rispettivamente 83 e 93 euro), mentre con l’auto ibrida si possono spendere 74 euro, con una diesel 78 euro e con un’elettrica 68 euro. Naturalmente se in auto viaggiano  più persone i costi pro capite si abbattono considerevolmente, a differenza di quanto succede in treno o in aereo.

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