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TV – Su Rai 1 il ciclo “Le Principesse Disney – C’era una volta…” 07/12/2010

Posted by Antonio Genna in Animazione, Cinema e TV, Comunicati, TV ITA.
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Da questa sera su Rai1 parte “Le Principesse Disney – C’era una volta…”, un ciclo di tre grandi classici dell’animazione Disney dedicato alle principesse più amate della storia dell’animazione,  in onda in prima serata e al primo passaggio TV gratuito in Italia (anche in alta definizione su Rai HD, nelle zone già coperte dal segnale).
Ad aprire il ciclo questa sera alle ore 21.30 arriva “Cenerentola”; seguiranno domenica 26  dicembre 2010 “La bella addormentata nel bosco” e domenica 2 gennaio 2011 “Biancaneve e i Sette Nani”, sempre in prima serata su Rai 1.
A seguire, una presentazione del ciclo e maggiori dettagli sui tre film in onda.

Rai1 anticipa la “strenna natalizia” con “Cenerentola”, un classico di  Disney che fa parte della storia dell’animazione e lo propone, in prima serata, alle 21.30  martedi’ 7 dicembre.
Un film caro a nonni e genitori che ora anche i più piccoli potranno ammirare, insieme con loro, in alta definizione e al suo primo passaggio assoluto “free” in televisione per  l’ Italia.
Un vero e proprio evento televisivo che anticipa altri due film sempre della Disney, “La Bella Addormentata nel Bosco” e “Biancaneve e i Sette Nani”, che verranno trasmessi per Natale sulla prima Rete, sempre in prime-time, domenica 26 dicembre e domenica 2 gennaio.
Un’occasione per rivivere, durante le festività natalizie, le avventure delle tre principesse che hanno fatto sognare intere generazioni. A partire da “Cenerentola”, il film apparso per la prima volta sugli schermi cinematografici americani nel 1950, alla quale sono legati la fata Smemorina con la sua zucca trasformata in cocchio, la matrigna e le sorellastre, gli infaticabili topolini e quella scopetta sfavillante, fino a “La Bella Addormentata nel Bosco” che debuttò nei cinema nel 1959, e che racconta la vicenda della principessa Aurora perseguitata dall’incantesimo della strega Malefica dal quale sarà destata solo dal bacio del Principe Azzurro. Infine, sempre il bacio di un  principe contraddistingue l’ultima fiaba prevista in programmazione su Rai1, “Biancaneve e i Sette Nani”. Questo film, realizzato nel 1937, riporta alla memoria di grandi e piccini la mela, la strega e la casetta nascosta nel bosco oltre alla tenerezza dei sette nani.
Il film “Cenerentola” in onda su Rai1 sarà visibile anche sul Canale Rai HD (Canale 501).

Ecco di seguito qualche approfondimento sui tre film: partiamo da “Cenerentola”, in onda stasera.

“CENERENTOLA”

La storia
Alla  morte del padre, Cenerentola si ritrova nell’avvilente ruolo di serva della crudele matrigna e delle sorellastre. Costretta ad affrontare in solitudine le sue incombenze, Cenerentola ha come amici solo gli uccellini, i topolini e gli altri animali che popolano il cortile. Mentre svolge le interminabili faccende per cui non riceve alcun ringraziamento, la fanciulla si aggrappa al sogno di sfuggire, un domani, alle proprie fatiche. Un giorno, da palazzo reale giunge un invito. Desiderando disperatamente un nipote, il Re organizza un ballo invitando tutte le fanciulle del regno in età da marito, nella speranza che il giovane, avvenente Principe trovi tra queste una moglie. Quando Cenerentola fa notare alla matrigna e alle sorellastre di essere anch’essa in età da marito, la matrigna concorda maliziosamente: Cenerentola potrà partecipare al ballo, ma solo dopo aver trovato qualcosa di adatto da indossare e, soprattutto, dopo aver terminato le faccende domestiche…

Informazioni di produzione
I sogni diventano realtà,come solo Disney sa fare, quando una sguattera di cucina diventa la bella del ballo ed incontra il suo Principe Azzurro con l’aiuto di qualche volenteroso topolino, una morbida fata madrina e un tocco di “Bibbidi-Bobbidi-Boo”. Questa incantevole fiaba musicale, che trasforma una povera fanciulla coperta di stracci in una principessa, apparve per la prima volta sugli schermi nel 1950 raccogliendo immediatamente i favori della critica e del pubblico. Gli incassi record del film salvarono lo studio da uno dei suoi periodi più neri ed assicurarono il futuro dei film animati Disney. Sulla sua copertina del febbraio 1950, “Newsweek Magazine” acclamò “Cenerentola” definendola “un delizioso carosello d’ironia, fantasia e musica”, ed affermando che “l’animazione e la geniale regia rappresentavano il meglio della produzione Disney”.
“Cenerentola” fu per Disney il primo approccio alla trasposizione cinematografica di una fiaba, preceduto solo da “Bambi”, realizzato otto anni prima. Un team dedicato di 750 artisti e sceneggiatori Disney seguì per sei anni il libero adattamento della popolare fiaba francese di Charles Perrault, che aveva già 300 anni, facendone un classico senza tempo.
Il trio di autori musicali composto da Mack David, Jerry Livingston e Al Hoffman contribuì realizzando per il film mezza dozzina di indimenticabili melodie, tra cui il famosissimo “Bibbidi-Bobbidi-Boo” che gli valse una nomination agli Oscar per la Migliore Canzone. I compositori Oliver Wallace e Paul Smith, veterani della musica, ricevettero una seconda nomination per la loro partitura mentre i responsabili del suono dello studio ottennero un ulteriore riconoscimento per i contenuti innovativi del loro lavoro. Alcuni tra i più toccanti personaggi della famiglia Disney fecero la loro prima apparizione in “Cenerentola”. La protagonista, con i suoi capelli biondi e le sue aggraziate movenze, divenne l’emblema delle adolescenti sole e in cerca d’amore. La severa matrigna e le sorellastre gelose, Anastasia e Genoveffa, riuscirono a catturare una vasta gamma di emozioni attraverso i loro tratti caricaturali e le loro smorfie animate. La fata madrina con la sua bacchetta magica e i suoi generosi suggerimenti portarono un tocco di comicità mentre il Re, l’elegante Principe Azzurro e il fedele “tirapiedi”, il Granduca, chiusero il cerchio del cast “umano” del film. Tra gli animali “animati” : Lucifero, l’astuto gatto, Bruno, l’affettuoso segugio, e un variegato gruppo di topolini, abitanti del castello, dagli improbabili nomi: Jaq, Gus, Luke, Mert, Bert, Suzy, Perla e Blossom.

Origini del progetto
Gli ultimi giorni della Seconda Guerra Mondiale trovarono gli Studi Disney immersi nella loro peggiore crisi finanziaria dall’epoca di “Biancaneve e i Sette Nani”. Le vicissitudini in cui versava l’Europa avevano tolto ad Hollywood i foraggiamenti stranieri e nemmeno le produzioni più acclamate dalla critica, come “Pinocchio” e “Fantasia”, erano riuscite a produrre il successo di cassetta sperato. Durante la guerra, Disney ed i suoi artisti dell’animazione avevano dedicato gran parte delle proprie energie alla produzione di  corti patriottici e pacchetti animati ad episodi come “Make Mine Music” e “Fun and Fancy Free.” Ora Walt desiderava portare sugli schermi una fiaba animata: il classico di Charles Perrault, con i suoi 300 anni, i suoi elementi romantici e fantastici, sembrava proprio la scelta giusta.  Per la sua versione di “Cenerentola”, Disney e il suo team utilizzarono lo scenario di Perrault come canovaccio, creando una serie di personaggi umani ed animali in grado di veicolare le caratteristiche di calore, magia e umorismo tipiche di Disney. Poiché la musica era destinata ad avere un ruolo determinante nella fiaba, fin dall’inizio fu scritturato un trio di compositori di successo.

La musica
Sei deliziose composizioni musicali, opera del trio composto da Mack David, Al Hoffman e Jerry Livingston, contribuiscono ad infondere gioia e magia a “Cenerentola”. Con le loro melodie ritmate e con le indimenticabili parole, queste canzoni sono il tessuto del film e vengono spesso proposte per sottolineare i punti nodali della vicenda.  La deliziosa ballata “I Sogni Son Desideri” afferma la visione ottimistica e romantica della vita di Cenerentola, nonostante le avverse circostanze. Un’altra romantica melodia, “L’incanto dell’Amor”, descrive la felicità immensa della scoperta del primo amore. “Canta l’Usignol” propone un’armonia in sei parti con un sestetto di Cenerentole mentre un coro fuori campo da’ inizio al film con una splendida versione dell’omonima canzone, “Cenerentola”.  Sicuramente la novità musicale più eclatante è la famosa “Bibbidi-Bobbidi-Boo”. L’attrice Verna Felton, voce della Fata Madrina, interpreta questo magico e allegro fraseggio. Un coro di topolini in farsetto rende indimenticabile “Lavorare che Fatica”.   Il compositore Jerry Livingston, scomparso nel 1987, entra nella Hall of Fame dell’Accademia di Musica Popolare nel 1981 dopo aver firmato successi del calibro di “Mairzy Doats,” “The 12th of Never” nonché le sigle di “77 Sunset Strip” e del “The Bugs Bunny Show.”

La creazione di Cenerentola
Essenziale nel decretare il successo di “Cenerentola” fu il compito di creare un’eroina credibile ed empatica. Walt Disney disse ai suoi esperti di animazione: “voglio che arrivi dritta al cuore. Dovete provare degli autentici sentimenti per lei”.  L’ingrediente finale che contribuì a dare vita a Cenerentola fu l’analisi attenta di un modello vivente. Una bellissima attrice diciottenne, dalla chioma fulva, Helene Stanley, recitò davanti alle telecamere fornendo agli animatori l’ispirazione necessaria con le sue movenze aggraziate e la sua espressività. Lavorando sui fotogrammi dei movimenti della Stanley, gli animatori riuscirono ad interpretare e ridisegnare le pose di cui avevano bisogno. Secondo Davis, “i movimenti di Cenerentola non furono mai tracciati sul modello vivente, perché tracciare un’immagine fotografica con una linea piatta fa perdere il gioco di luci ed ombre rendendo l’immagine grossolana. L’azione del modello vivente è utile per ricreare in animazione quelle movenze che non si è in grado di immaginare da soli”.  Anche un altro storico animatore Disney, Eric Larson, lodò la Stanley per la sua “comprensione del concetto di animazione. Aveva compreso il mezzo come pochi altri, fornendo agli animatori l’ispirazione necessaria a creare una giovane donna reale e credibile”.  Helene Stanley continuò ad ispirare gli artisti anche nei film successivi, in particolar modo “La Bella Addormentata”, dove i suoi movimenti corporei divennero la base delle movenze della protagonista.

La cenerentola di Walt Disney
La storia e le tematiche di “Cenerentola” erano molto sentite da Walt Disney, che confessò in più di una occasione quanto il film fosse uno dei suoi favoriti.  Marc Davis ricorda: “Qualcuno chiese a Walt quale fosse la scena preferita tra tutte le animazioni che aveva realizzate, e lui rispose: ‘Credo di dover dire quella in cui Cenerentola riceve il suo abito da ballo’. Penso che la scena gli fosse cara soprattutto perché rappresenta la rivincita del povero. In un certo senso, Walt era una Cenerentola, le sue origini erano molto umili. Era convinto dell’eterna vittoria del bene sul male, come avviene del resto in tutti i film con cui ebbe qualcosa a che fare”. Titolo originale: Cinderella. Animazione, Usa, 1950. Regia di Wilfred Jackson, Hamilton Luske, Clyde Geronimi.

Parliamo ora de “La bella addormentata nel bosco”.

“LA BELLA ADDORMENTATA NEL BOSCO”

Una favola che ha inizio con un “Tanto tempo fa” e che da anni resiste con immutato fascino, suscitando nel pubblico di tutto il mondo, le medesime emozioni per la bellezza del suo racconto, gli aspetti romantici e l’atmosfera onirica.

La storia
Ispirato alla celebre fiaba “La Belle au Bois Dormant” scritta da Charles Perrault nel 1697, il lungometraggio animato Disney racconta della principessa Aurora, perseguitata dall’incantesimo della strega Malefica. A questo sortilegio, la fanciulla tenta di sfuggire nascondendosi nel bosco e aiutata da tre buffe fate dall’animo gentile, Flora, Fauna e Serenella. Ma Aurora al suo sedicesimo compleanno si pungerà con un arcolaio, precipitando in un sonno profondo, dal quale la fanciulla potrà essere destata solo dal bacio d’amore del principe Filippo, suo futuro marito, che ucciderà la strega spezzando l’incantesimo, in uno dei migliori “e vissero felici e contenti” che ognuno, grande e piccolo, possa ricordare.

La lavorazione di un sogno
La realizzazione de “La bella addormentata nel bosco” ha rappresentato un momento importante e significativo per gli Studios Disney. Fortissimamente  voluta dallo stesso Walt, che fin dal 1950 affidò la stesura del soggetto ad un gruppo di autori formato da Ted Sears, Winston Hibler e Bill Peet, la lavorazione del lungometraggio animato fu più volte interrotta e accumulò grandi ritardi. Solo nel dicembre del 1956, Walt Disney riprese in mano il progetto accelerandone la produzione e radunando i migliori uomini e le migliori risorse dell’epoca.
“La bella addormentata nel bosco”, debuttò nei cinema tre anni dopo, nel gennaio del 1959, lasciando il pubblico entusiasta  dopo nove lunghi anni di attesa.
Il segreto del successo della trasposizione di una favola così universalmente nota, dalla quale il pubblico non poteva aspettarsi grandi sconvolgimenti della trama,  costituisce una peculiarità della Disney e sta nella volontà del grande Walt di rileggere in modo assolutamente originale ogni elemento contenuto nel racconto di Perrault.
Mentre per la rappresentazione di Aurora e Filippo, Walt Disney aveva chiesto ai suoi animatori il massimo realismo possibile (la figura del principe Filippo fu modellata sul volto del famoso attore dell’epoca Ed Kemmer), per dare vita alle tre fate  i due animatori Frank Thomas e Ollie Johnston iniziarono a studiare e a frequentare zie e signore anziane, alla ricerca di spunti comici ed esilaranti da aggiungere alla storia. Il  look appropriato delle fate maldestre fu invece ispirato da antiche stampe tedesche e scandinave. Così, come per magia, le tre fate presero forma: da subito a Flora fu attribuito il ruolo di leader, mentre Fauna e Serenella di semplici “gregarie”. Le tre esilaranti fatine conquistarono subito il cuore di tutti  per il loro aspetto trasandato e la simpatia contagiosa.

La colonna sonora
Una favola a colori che si proponeva di unire  romanticismo e divertimento, doveva essere accompagnata da una colonna sonora appropriata, in grado di esaltare al massimo la bellezza delle immagini. Un’ impresa non facile  portata  a termine con grande abilità e talento da George Bruns  che lavorò per tre anni sulle musiche originali di Ciaikovski composte nel 1889 per il balletto “La bella Addormentata”. Il compositore  aveva subito individuato nell’opera di Ciaikovski una ricchezza di melodie in grado di  soddisfare pienamente le necessità musicali della narrazione. Successivamente  i parolieri Sammy Fain e Jack Lawrence  trasformarono il valzer originale nella canzone “Una volta in sogno”, mentre per le altre scene furono composte, sempre seguendo la partitura dell’opera, “Viva la Regina”, “Chissà” e “Fata d’Argento”.

Scenografie e colori
Dal punto di vista scenografico e stilistico “La Bella Addormentata nel Bosco” è un’opera curatissima dove il talento di molti  disegnatori si esprime ai massimi livelli, primo tra tutti Eyvind Earle, ex illustratore commerciale di successo. Earle trovò ispirazione nell’arte francese, tedesca e italiana pre-rinascimentale, attraverso l’analisi delle opere di Albrecht, Pieter e Botticelli. Furono realizzati in cinque anni di lavoro decine e decine di fondali dipinti a tempera, alcuni lunghi anche fino a cinque metri, tutti molto dettagliati e raffiguranti  foreste, valli e castelli medievali. E il  prezioso lavoro di Erale contribuì in modo fondamentale a conferire alla favola la bellezza e l’eleganza di un’unica opera d’arte.

Titolo originale: Sleeping Beauty.
Regia di Clyde Geronimi; scritto da Erdman Penner.
Dal racconto di Charles Perrault. Sceneggiatura di Joe Rinaldi, Bill Peet
Ralph Wright, Winston Hibler, Ted Sears, Milt Banta.
Animazione di Milt Kahl , Ollie Johnston, Frank Thomas, Marc Davis,
John Lounsbery.
Musiche di George Bruns -Adattate da “La bella addormentata” di Ciaikovski.
Canzoni originali: George Bruns, Tom Adair, Winston Hibler, Ted Sears, Erdman Penner, Sammy Fain, Jack Lawrence.
Montaggio di  Roy M. Brewer,  Donald Halliday.

Passiamo ora a “Biancaneve e i sette nani”.

“BIANCANEVE E I SETTE NANI”

“Biancaneve e i Sette Nani”, il film che riassume tutte le caratteristiche e le peculiarità degli elementi fondanti dello stile Disney, è stato  il primo lungometraggio d’animazione mai realizzato e ha segnato, nel lontano 1937, una svolta epocale nella storia del cinema. Quando, nel 1934, Walt Disney comunicò ai suoi collaboratori l’idea di realizzare un lungometraggio animato basato sulla celebre favola dei Fratelli Grimm, tutti vennero contagiati dal suo entusiasmo, sebbene il progetto potesse apparire una follia. Più di 750 artisti lavorarono instancabilmente per oltre tre anni, creando 250.000 disegni e ispirandosi a mimi e ballerini per raggiungere il massimo del realismo.  L’innovativa “multiplane camera”, già utilizzata da Disney per il cortometraggio premio Oscar “Il Vecchio Mulino”, conferì alle immagini una tridimensionalità fino ad allora impensabile. Finalmente, la sera del 21 dicembre del 1937, le luci del Carthay Circle di Los Angeles si abbassarono e la magia ebbe inizio. La storia del cinema di animazione cominciava proprio in quel momento. Fu un’emozione unica quando il pubblico si trovò per la prima volta di fronte a un lungometraggio a cartoni animati. I disegni, i colori e il movimento erano in grado di far provare sensazioni di gioia o terrore, proprio come in un film con veri attori. «La gente si metteva a piangere di fronte a Biancaneve morta, quando i Nani si toglievano i berrettini e le lacrime rigavano i loro volti», ricordava Marc Davis, che nel film aveva animato l’eroina. «Questa è una delle cose più significative create da Walt, il traguardo che aveva inseguito: farti credere che fosse tutto reale». “Biancaneve e i Sette Nani” fu un successo travolgente. In breve gli incassi nelle sale americane lievitarono fino a 8 milioni e mezzo di dollari, una cifra incredibile se si considera che il prezzo del biglietto d’ingresso all’epoca era di appena 23 centesimi. La Academy of Motion Picture Art and Science mise a punto un Oscar speciale, con sette “mini-oscar” per ognuno dei Nani, consegnato nelle mani di Walt Disney dalla “reginetta” di Hollywood Shirley Temple. “Biancaneve” entrò stabilmente nella storia del cinema e nell’immaginario di adulti e bambini, tanto che nel 1989 la Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti lo inserì tra i 25 titoli “storici” conservati al National Film Registry. Nel corso degli anni il film ha ricevuto innumerevoli riconoscimenti, e ha totalizzato complessivamente al box office più di un miliardo di dollari d’incasso. La storia prende il via con il classico C’era una volta… : c’era una volta Biancaneve,  una principessa la cui  straordinaria bellezza  attira l’ira e la gelosia della perfida matrigna. La giovane riesce a fuggire dalle grinfie della regina trovando ospitalità nella piccola e accogliente casa dei sette nani. Una volta scoperto che la principessa è ancora in vita,  la matrigna-strega si trasforma in una vecchina che le offre una mela avvelenata. Dopo il primo morso Biancaneve cade in un sonno profondo, da cui potrà risvegliarla solo il bacio di un  bellissimo principe.

Titolo originale: Snow White and the seven dwarfs. Animazione USA. 1937.
Regia di David Hand e Walt Disney.

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Commenti»

1. Paolo - 07/12/2010

Tre capolavori.
Tra questi, il mio preferito rimane sempre “Cenerentola”.
Gli altri due mi incutevano un leggero timore e li ho rivalutati crescendo. Da piccolo preferivo altri classici come “Il libro della giungla” o “La carica dei 101”.

cescocesto - 07/12/2010

io tuttora non riesco a guardare la scena di Biancaneve in cui la matrigna si trasforma in vecchia.

enry - 07/12/2010

Io piango ancora per Dumbo! :-((

Paolo - 07/12/2010

In Biancaneve mi facevano paura i nani. Ma è una mia fobia legata a un episodio che mi è capitato da piccolo. :(

Con Dumbo, come con Bambi, mi commuovo ancora oggi.

Poi ci sono anche i neoclassici (come la Bella e la Bestia, Aladdin, Il Re Leone e La sirenetta) che sono a loro volta capolavori. Ma quelli non appartengono alla mia infanzia e li sento meno vicini rispetto a questi (che vedevo in oratorio anche due/tre volte di seguito). Però anche ora che li ho tutti in dvd li riguardo periodicamente a rotazione.
Adesso mi toccherà iniziare la collezione in blu-ray.

enry - 07/12/2010

Bambi, povero… :(
Aladdin bellissimo, così come Il Re Leone, stupendo.
Io li ho ancora tutti in Vhs, dovrei iniziare a comprarli in dvd ma quelli della Disney sono tra i più cari, uff…

cescocesto - 08/12/2010

anch’io li ho tutti in vhs.. in dvd ho solo quelli pixar. la fregatura della disney è che ne escono solo alcuni e poi vanno fuori produzione..

2. enry - 07/12/2010

Concordo, tre capolavori…
Con tutto il rispetto per i bellissimi film della Pixar, come Up o Wall E, la Disney non raggiungerà mai più i livelli eccellenti di questi film.
Tra i tre il mio preferito è “La bella addormentata nel bosco”.
Ma anche Cenerentola…
Ma i miei personali cult restano “Alice”, “La Bella e la Bestia” e “La Sirenetta”.

cescocesto - 07/12/2010

dei tre la bella addormentata è quella con lo stile più originale.. molto gotico e un po’ spigoloso, mi piace moltissimo.
concordo sui tuoi cult, “alice” però non lo vedo da un sacco di tempo e le vacanze di natale potrebbero essere una buona occasione per rivederlo. :)

enry - 07/12/2010

Io Alice lo adoro, è il mio preferito in assoluto… ho preso anche il dvd a maggio.

3. advanced85 - 07/12/2010

La Bella e la Bestia FOREVER…ma erano anche altri tempi e noi ormai siamo cresciuti e abbiamo perso un pochino di quella magia con la quale vedevamo i classici disney…

Penso che allo stesso modo vengono apprezzati dai più piccoli i film d’animazione recenti.

4. albert - 07/12/2010

I classici della Disney sono tutti belli,i miei preferiti rimangono La carica dei 101,La bella e la bestia e Il gobbo di Notre Dame.

5. Giannino86 - 07/12/2010

Questa è la vera Disney non Hannah Montana e Jonas Brothers

6. cescocesto - 07/12/2010

peccato che non passino anche la bella e la bestia, ma forse col fatto che esce ora in dvd la disney non sarebbe stata d’accordo.

ma rai HD prende anche nelle regioni non ancora switch-off?

7. Fasbi - 07/12/2010

Rivedere questi film d’animazione, rillegere i vostri commenti, mi viene nostalgia di quando si era piccoli.
Bastava un cartone animato per rendere tutto magico, adesso è tutto cambiato.

Luigi 68 - 08/12/2010

Per un errore non sono riuscito a registrare Cenerentola: come faccio a sapere se ci saranno repliche o se lo si può rivedere su qualche sito o nel sito RAI?
Luigi 68

8. Rapunzel non è la versione bolognese di Raperonzolo | GoldmineFactory.com - 09/12/2010

[…] fatica si arriva a Mulan (classe 1999) per ricordare una principessa Disney o se in televisione (“Le Principesse Disney – C’era una volta…”, Rai 1) siano i film con Biancaneve, Cenerentola ed Aurora ad essere riproposti e non le più […]

9. Phoenix - 26/12/2010

Sono 3 capolavori, non c’è dubbio. Li ho quasi tutti in vhs e li guardavo a ripetizione!! Altro che i cartoni scadenti che vanno in onda ora in tv.

Però alla Bella addormentata avrei preferito La bella e la bestia, che resterà sempre il mio preferito assieme al Re leone! Da piccola la bella addormentata nel bosco mi faceva paura..assieme ovviamente alla strega di Biancaneve :,(


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