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Dispersi d’estate (6) – Il tripudio dello split screen: The Tracey Fragments 06/08/2011

Posted by Antonio Genna in Cinema e TV, Dispersi d'estate, Film, Video e trailer.
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Ogni anno nel mondo vengono prodotti circa 25 mila film. In Italia ne arrivano a malapena 500. Gli altri si disperdono nei buchi neri della distribuzione. Hideout.it da anni si occupa di recuperare il buono dei dispersi con rassegne, un sito, un festival e il libro “Dispersi. Guida ai film che non vi fanno vedere”. Nell’indolenza dell’estate, un buon film rinfresca più di un ghiacciolo, perché un disperso al giorno toglie l’afa di torno…

Il tripudio dello split screen: The Tracey Fragments

Un esperimento filmico e virale costruito attraverso la scomposizione dello schermo. Una quindicenne raccontata attraverso ogni punto di vista possibile, con la possibilità di rimontare il girato in casa. Per spettatori esperti.

Titolo: “The Tracey Fragments”
Regia:
Bruce McDonald
Sceneggiatura: Maureen Medved, dal suo romanzo
Fotografia: Steve Cosens
Montaggio: Jeremy Munce, Gareth C. Scales
Musica: Broken Social Scene
Interpreti principali: Ellen Page, Julian Richings, Kate Todd, Ryan Cooley
Produzione: Shadow Shows, Corvid Pictures, Alcina Pictures
Origine: Canada, 2007
Durata: 77′
Colore


Recensione di Alberto Brumani, apparsa originariamente qui

Tracey è una quindicenne a cui va tutto storto. La famiglia è in perenne crisi, a scuola viene derisa da tutti, le compagnie che frequenta non sono certo delle migliori. Un giorno, poi, suo fratello minore scompare: lei decide di mettersi alla sua ricerca.

Se vuoi vedere il film con la traduzione italiana, scarica i sottotitoli su ItalianSubs

The Tracey Fragments è stato distribuito in una sala negli Stati Uniti e in quattro nel Canada. Motivo, questo, per cui non lo troverete mai in un multisala alla periferia della vostra città, e probabilmente nemmeno se lo cercherete tra qualche mese tra i dvd d’importazione. Ma non importa. The Tracey Fragments è un film tra i più interessanti nel panorama indipendente nordamericano, non solo perché ha partecipato, spesso vincendoli, a decine di festival internazionali (tra cui Berlino e Torino), ma anche e soprattutto perché è un’opera vera e sincera, che sfrutta il linguaggio per mostrare il disagio di una generazione (o forse di tutte quante).

Il regista, Bruce McDonald, non è certo un giovane videoclipparo, ma un cinquantenne con alle spalle una lunga esperienza che va dal cinema indipendente (Hard Core Longo, 1996) alle serie tv mainstream (Queer as Folk, 2003-04). Ha di certo seguito l’evolversi dell’utilizzo dello split screen nel grande schermo, dagli esperimenti degli anni Sessanta con Il caso Thomas Crown (The Thomas Crown Affair, Norman Jewison, 1968) e The Boston Strangler (id., Richard Fleischer, 1968) fino al ritorno forse un po’ modaiolo delle ultime stagioni, a partire dall’intenso Requiem for a Dream (id., Darren Aronofsky, 2000) fino a Sideways (id., Alexander Payne, 2004). McDonald utilizza questo linguaggio, esasperandolo per rendere in maniera esplicita la frammentazione della vita di Tracey, un’adolescente la cui esistenza non è altro che un insieme di pixel, in cui non importa l’ordine temporale o spaziale, in cui i bambini si credono dei cani e gli psichiatri sono dei transessuali, in cui nessuno fa realmente nulla in attesa di qualcosa che verrà (anche questo esplicitato – forse un po’ semplicisticamente – con l’immagine della tormenta di neve).

The Tracey Fragmentsa volte sembra essere più un’opera di videoarte che un film per il cinema, ma sa reggerrsi anchegrazie all’interpretazione di Ellen Page, ancora una volta soprendentemente emozionante, forse ancora più che in Hard Candy (id., David Slade, 2005) o Juno (id., Jason Reitman, 2007). Emozionante come la colonna sonora dei Broken Social Scene, elemento che ha ancor di più consacrato il film come piccolo ma prezioso oggetto di culto.

Curiosità
Bruce McDonald ha girato il film con una piccola telecamera da 2.000 euro e l’ha montato con attrezzature poco più che amatoriali, rendendo tutto il girato disponibile tramite peer to peer a chi volesse provare a farne un nuovo montaggio. I migliori sono stati pubblicati sul sito ufficiale.


Trailer originale:

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