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Cinema Festival #79 – Speciale Venezia Cinema 2008 – Dal nostro inviato… 07/09/2008

Posted by Antonio Genna in Articoli, Cinema e TV, Cinema Festival, Festival, Premi.
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Cinema FestivalVenezia, Mostra del Cinema

Appuntamento speciale dello spazio “Cinema Festival” interamente dedicato alla 65a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, della quale avevo già parlato qui e che si è conclusa ieri sera con la proclamazione dei vincitori.
Dopo una breve cronaca dei vincitori, un piccolo diario su quello che è avvenuto al festival scritto dal “nostro inviato” alla mostra Michele Sottile, corredato da alcune foto da lui scattate negli ultimi giorni (se li avete persi o volete rileggerli, ecco i link ai suoi resoconti delle ultime due annate della Mostra: edizione 2006, edizione 2007).

VENEZIA CINEMA 2008, I VINCITORI
Un po’ a sorpresa, a trionfare sugli altri film e a vincere il Leone d’oro della 65a edizione della Mostra del Cinema di Venezia è stato il film drammatico (presentato soltanto venerdì) “The Wrestler” di Darren Aronofsky, con protagonista il redivivo Mickey Rourke nel ruolo di un ex-campione di lotta. A decidere questo e gli altri premi è stata la giuria presieduta dal regista Wim Wenders, e che comprendeva anche l’attrice italiana Valeria Golino.
Con la cerimonia di chiusura è così terminata un’edizione un po’ sottotono del Festival, con meno star e meno pubblico rispetto agli ultimi anni, e con un’ottima presenza italiana (quattro film in concorso) che ha visto premiare con la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile l’attore Silvio Orlando, molto emozionato nell’apprendere la notizia, protagonista del bel film “Il papà di Giovanna” di Pupi Avati. A vincere il premio per la migliore attrice è stata invece Dominique Blanc, interprete del francese “L’autre” di Patrick Mario Bernard e Pierre Trividic, che ha superato la favorita Anne Hathaway per il film “Rachel Getting Married”. Il premio per la migliore attrice emergente è andato a Jennifer Lawrence, interprete del film “The Burning Plain” di Guillermo Arriaga
Tra gli altri premi principali, Leone d’Argento al russo “Papier Soldier” di Aleksei German jr (che ha vinto anche l’Osella per la fotografia), e Premio Speciale della Giuria alla saga etiope “Teza” di Haile Gerima (che ha vinto anche l’Osella per la sceneggiatura). Il premio per la migliore opera prima è andato al cinquantanovenne Gianni De Gregorio per il film “Pranzo di ferragosto” (uscito venerdì scorso nei cinema italiani), inserito nella “Settimana della critica”. Infine, Leone speciale per il complesso dell’opera a Werner Scrhroeter, e ricordo in chiusura anche il Leone d’Oro alla Carriera al regista Ermanno Olmi (consegnatogli venerdì da Adriano Celentano).


NOTES FROM VENICE 2008
Dal nostro inviato a Venezia, Michele Sottile
Anno importante questo in Laguna dato che già si respira aria di cambiamento. Nel 2011 sarà ufficialmente completato il nuovo Palazzo del Cinema la cui prima pietra è stata posta qualche giorno fa. Stand e bar sono stati spostati.
A simboleggiare questo passaggio di testimone ci sono i Leoni che Dante Ferretti ha posto in passerella, silenziosi guardiani che, rampanti, volgono lo sguardo in direzione di quello che sarà il  nuovo Palazzo (l’anno scorso in passerella troneggiava una enorme palla che sembrava demolire l’odierno Palazzo).
Pare che lo sciopero degli sceneggiatori abbia creato grattacapi anche al Lido che ha dovuto fare a meno di qualche star dato che molti film americani non sono stati completati in tempo.

Riporto alcuni commenti sui film che ho visto, cercando di essere quanto più agile e sintetico possibile.

Burn After Reading (Fuori concorso)
Joel & Ethan Cohen
Dopo l’immenso “Non è un paese per vecchi” il duo si cimenta con una inconsueta spy-comedy dark e brillante che li vede riuniti con il loro attore feticcio George Clooney. Come già avevano mostrato in “Fratello, Dove Sei?” e in “Prima ti Sposo poi ti Rovino” (che insieme a quest’ultimo film costituiscono quella che loro definiscono la “trilogia dell’idiota” dato i ruoli che Clooney ricopre) i fratellini tornano a far ridere di gusto su situazioni al limite del grottesco. Applauso per Pitt nell’inconsueto ruolo di un deficiente totale e standing ovation per la McDormand davvero divertentissima nell’interpretare una donna ossessionata dal suo aspetto fisico.
I dialoghi che hanno per protagonista il presidente americano sono geniali.

Landscape N°2 (Giornate degli autori)
Insipido film sloveno che parte da buone premesse per poi perdersi nella banalità più banale (se lo è il film lo posso essere anche io nella scelta degli aggettivi!!). Si tratta di un thriller che vede protagonista un Totti dei poveri alle prese con il furto di un quadro. Per avidità il ragazzo preleverà a sua insaputa anche altro con terribili conseguenze… Sullo sfondo la moderna Slovenia e i fantasmi della Seconda Guerra Mondiale.
Finale prevedibile e recitazione e fotografia da telefilm di seconda serata.

NowhereMan (Giornate degli autori)
Altro film scialbo. Ispirato al “Fu Mattia Pascal” (perdendone la bellezza), il film offre una prima metà davvero noiosa. Meglio la seconda con l’incontro del protagonista, che torna a casa anni dopo, con sua moglie che lo chiude in una stanza d’albergo (sic!), trasformandolo nel suo amante segreto, dato che, credendolo morto, non è stata con le mani in mano e si è risposata.
Il film vuole essere una riflessione sulla esistenza e sul crollo dell’identità ma finisce solo con l’essere una noia mortale.

Achille e la Tartaruga (Concorso)
Takeshi Kitano
Dopo l’assurdo esperimento dell’anno precedente (“Glory to the Filmmaker! presentato sempre a Venezia) Kitano torna a regalare capolavori. Il film segue le vicende di un aspirante pittore in costante ricerca di un suo stile e del significato dell’arte. Poetico, commovente, surreale, comico (esilaranti i tentativi del protagonista di creare nuove forme d’arte). Ottimo candidato al Leone d’Oro. Speriamo che la sua vittoria a Venezia nel 1997(con Hana-bi)  non lo penalizzi più di tanto.

Jerichow (Concorso)
Tedesco, blando, poco originale. Ennesimo menage a trois che vede una donna preferire l’aitante aiutante del marito al suo consorte turco basso, grassoccio e violento. Si salva solo il finale.

Curari noci (NightGuards) (Settimana della Critica)
Film bosniaco sulla vita dei custodi notturni dei grandi magazzini. Di una lentezza esasperante, in cui non succede nulla, mira a essere descrittivo senza creare il minimo interesse riguardo al vissuto dei guardiani (a meno che non siate interessati a qualche cucina o bagno). Strappa un applauso il micino del finale.

Lonsj (Cold Lunch) (Settimana della Critica)
Film norvegese surreale ma non privo di un certo fascino. Storie di più personaggi (una donna strana rimasta orfana del padre, un ragazzo sfrattato, un uomo che assiste la moglie paralitica, una donna sottomessa al marito e una donna di mezza età in crisi) in una atmosfera sospesa con tanto di citazione da “Gli Uccelli”.
A lungo ci si è interrogato sul titolo. Forse è legato al fatto che tutti gli eventi interrompono un pasto.
Non per tutti i palati, ma se non altro colpisce.

Encarnacao do Demonio (Fuori concorso)
Ah, uno di quei film che è una meraviglia recensire. Horror splatter portoghese che chiude una trilogia vecchia di 40 anni. Un orribile delirio di torture e vessazioni che, al confronto, fanno sembrare Hostel un film Disney per famiglie. Tale visione (a meno che non si è fan del genere; questi ultimi  hanno mostrato di gradire tantissimo con applausi a scena aperta e standing ovation) può suscitare solo disgusto e frenesie intestinali. Protagonista un pazzo sadico che deve trovare una donna con cui accoppiarsi per dare alla luce un essere immortale. Il resto è solo un pretesto per un incubo di mutilazioni e squartamenti. Una di esse ha dato vita al tormentone del Festival: “Il Topo nella topa” dato che il roditore è protagonista di una scena simile in un altro film “L’erba del topo”.
Vi risparmio ulteriori dettagli.

The Burning Plain (Concorso)
Guillermo Arriaga
Bel film dello sceneggiatore dei film di Inarritu (21 grammi, Babel) per la prima volta dietro la macchina da presa dopo il divorzio alquanto burrascoso dall’amico regista. Motivo del contendere la paternità dei loro film. Intenso, commovente, dalla stessa struttura corale a metà tra passato presente e futuro dei film da lui già scritti con un ottimo cast tra cui spicca la grande Charlize Theron. Il film prende inizio da una roulotte che brucia uccidendo un uomo e una donna. Altro non diciamo nel timore di rivelare qualcosa.

Inju, la bete dans l’ombre (Concorso)
Giallo francese godibile nonostante lo scontatissimo finale che si capisce dopo 15 minuti. Ambientato in Giappone presenta un ottimo incipit, quasi Kingiano: uno scrittore di gialli si reca in Giappone per promuovere il suo ultimo libro e si scontra col suo rivale giapponese di cui ha copiato stile e ambientazione. Sarà inghiottito da una spirale di morte e ossessione a causa di una bellissima geiko (le geishe di Kioto). Peccato davvero che andando avanti il film perda via via la sua forza, proponendo (nel bene e nel male) situazioni e stilemi tipici del genere.

Puccini e la Fanciulla (Fuori Concorso)
Inconsueto esperimento che narra le vicende legate alla morte della cameriera di Puccini con (pochissimi) dialoghi inascoltabili perché volutamente sovrastati dai rumori di fondo.
Curioso, ma mi chiedo il motivo di una tale operazione.

35 Rhums (Fuori Concorso)
Altro film della categoria inutile e noioso. Alla base una relazione padre/figlia in una trama scarnissima. Non che debba per forza succedere qualcosa ma ambivo a un minimo di carne in più sul fuoco. Credo di averlo già dimenticato.

Plastic City (Concorso)
Pessimo, davvero pessimo. Uno dei titoli peggiori che la mostra potesse offrire (tra l’altro in concorso). Il film ruota attorno al contrabbando di merce e alla mafia, il tutto ambientato a San Paolo.
Confuso, pretenzioso, lento e mal recitato. Chi ne ha più ne metta…

Gake no ue Ponyo (Concorso)
Hayao Miyazaki
Capolavoro del Maestro giapponese che ha incantato il Lido.
Versione in salsa nipponica (e miyazakiana) della favola della “Sirenetta” che delinea, però, una trama semplice (soprattutto se confrontata con i precedenti film dell’autore). Film molto personale, poetico, coglie perfettamente il senso della innocenza e ingenuità infantile il tutto condito da splendide animazione. Si ride, sorride, ci si diverte, ci si commuove. FANTASTICO. Da vedere e rivedere.

A Country Teacher (Giornate degli Autori)
Film ceco che più lo si guarda più migliora. Dopo una prima metà lenta è un po’ insipida, il film decisamente decolla nella seconda. Storia di un insegnante omosessuale che si trasferisce in campagna dove continua la sua professione. Troverà amicizia in una allevatrice di mucche e in suo figlio per cui rappresenterà una figura paterna. Delicato e mai volgare gode di ottime interpretazioni.

Sell Out!! (Settimana della Critica)
Yeo Joonhan
E’ stato la più bella sorpresa del festival. Musical malese politicamente scorretto, esilarante, geniale. Pensatelo come la versione intelligente di Scary Movie di cui mantiene intatta la demenzialità. Straordinario inizio con una intervista a un regista giapponese che difende i suoi noiosissimi film sostenendo che la vita è noia e che i film devono rispecchiare la realtà. Ironia della sorte, nel mentre avviene una terribile sparatoria che però lui sembra non notare e che non interrompe l’intervista.
La protagonista è però una giornalista tv senza scrupoli che per sfondare decide di girare un reality sui malati terminali. Di lei si innamora un capo ingegnere appena licenziato perché si è rifiutato di inserire un meccanismo di autodistruzione a orologeria (tempo un anno, pari alla garanzia) nella sua ultima creazione: una macchina per la soia.
Si ride a crepapelle!!!!

Il papà di Giovanna (Concorso)
Pupi Avati
Bel film ambientato nella Bologna degli anni Trenta di cui è protagonista una famiglia apparentemente felice almeno fino a quando la ragazza, affetta da turbe mentali, uccide per gelosia la sua migliore amica. Silvio Orlando è magistrale nella interpretazione di un padre che non vuole altro che regalare ogni giorno un sorriso alla figlia cercando di farla sentire speciale, inconsapevole che proprio queste sue attenzioni saranno responsabili del terribile gesto della sua Giovanna. Bella sorpresa vedere Ezio Greggio in un ruolo drammatico. Offre inoltre un vivido spaccato del tempo.

L’Autre (Concorso)
Dimenticabile film francese su di una donna che progressivamente impazzisce di gelosia dopo che il suo amante trova una nuova compagna, appunto l’altra. Ma l’altra è anche il suo doppio malato che piano emerge e la ossessiona ad ogni riflesso nello specchio. Spunto interessante che sarebbe di sicuro potuto essere sviluppato meglio.

Vinyan (Fuori Concorso)
Altro film su una donna che perde via via la ragione (si, è stata la giornata delle pazze, ho visto questi tre film di seguito) nel tentativo di ritrovare suo figlio disperso in seguito ad uno tsunami. Convinta che non sia morto (le sembra di averlo visto in un filmato) parte alla sua ricerca dovendo però fare i conti  con i suoi “fantasmi”.
Originale thriller/horror che spicca non solo per trama e per la bravura della sua protagonista (una intensa Emmanuel Beart) ma anche per trovate visive e soprattutto sonore (il pubblico in sala è rimasto assordato da alcuni particolari “commenti” sonori). Finale inquietante…

La terra degli uomini rossi – Birdwatchers (Concorso)
Marco Bechis
Ottima prova di Marco Bechis che firma un dramma sugli Indios Guarani e il loro desiderio di riappropriarsi della terra dei loro padri piuttosto che vivere in riserve. Da applauso le interpretazioni degli indigeni. Il film da anche un assaggio delle tradizioni e convinzioni della cultura indios che fanno da sfondo alla storia di un ragazzo diviso tra i consigli dello sciamano e le sue simpatie per il gentil sesso, e quella di un ragazzo deciso a conquistare l’amore del padre.

Vegas: Based on a True Story (Concorso)
Film indipendente Americano che si fa apprezzare soprattutto per contrasto rispetto ai film indipendenti europei lenti e molto simili tra loro visti al Lido. Per carità anche questo è un film lento in cui avviene poco, ma parte da uno spunto geniale per poi farci a poco vivere la spirale ossessiva in cui cadono i protagonisti. Trama: una famiglia viene a conoscenza della presenza di un valigia con un milione di dollari nascosta nel loro giardino di casa. Magistrali i rapporti tra i personaggi che poco a poco si convincono della possibilità della cosa. E il film diventa una analisi della ossessione umana. Come le ciliegie, anche qui un buco tira l’altro. “Solo un buco e poi basta”, “Un altro solo, sento che sarà quello giusto”, “Sono vicino lo sento, mi manca poco”; queste più o meno le parole che i personaggi si scambiano. Dimenticavo: il film è ambientato a Las Vegas città dove, se non hai soldi per giocare, o fai i debiti o non sei nessuno. E questo conferisce al film un ulteriore spunto di lettura.

Da Venezia 65 è tutto, appuntamento all’anno prossimo (si spera!).

Commenti»

1. kronakus - 07/09/2008

Avete davvero un inviato?

2. pandagrissom - 07/09/2008

mah…mi sembra una mostra molto in crisi,questa.

3. kronakus - 07/09/2008

come mai?

4. Giuditta - 07/09/2008

complimenti, un resoconto assolutamente coerente, completo, scorrevole, che fornisce tutte le informazioni necessarie; da habitué del festival, assente quest’anno, mi ha fatto piacere e mi è stato utile questo sommario, invece di tante chiacchiere dispersive che si spargono ovunque o si concentrano in punto, con più speculazioni che vera utilità

5. EmilYfrankeneimer - 07/09/2008

mh…direi alti e bassi. una mostra interessante, ma un pò sommessa…o sbaglio?

forte il vostro inviato.

6. Paolo - 08/09/2008

Già, quest’anno si sono viste poche vere star.

Divertente il resoconto di Michele!


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