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Edicola – “Le Scienze” n°503, luglio 2010: “Ringiovanire le cellule” 03/07/2010

Posted by Antonio Genna in DVD, Le Scienze, Libri, Scienza e tecnologia.
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Di seguito propongo copertina, principali contenuti ed allegati facoltativi del numero 503 – Luglio 2010 del mensile “Le Scienze”, edizione italiana di “Scientific American”, in edicola dallo scorso 30 giugno.
La rivista è pubblicata dal Gruppo Editoriale L’Espresso ed in vendita al prezzo di 3,90 €.

I principali contenuti di questo numero:

Nel numero di «Le Scienze» di luglio 2010 in edicola:

Ringiovanire le cellule

La scoperta delle cellule staminali pluripotenti indotte ha dimostrato che si può cambiare l’identità di una cellula matura riportandola a uno stato simil-embrionale senza l’aiuto di un ovulo o di un embrione. Ora gli scienziati stanno studiando in dettaglio questo processo di ringiovanimento, come spiega un articolo su «Le Scienze» di luglio, che potrebbe dare alle cellule del corpo lo stesso potenziale terapeutico delle cellule staminali embrionali, senza però suscitare controversie politiche ed etiche.

Inoltre, sul numero di luglio di «Le Scienze»:

Eyjafjöll: radiografia di un’eruzione. Lo scorso aprile, l’eruzione di un vulcano in Islanda ha paralizzato il traffico aereo quasi per una settimana. Ma nell’isola altri vulcani sono pronti a risvegliarsi in un futuro non troppo remoto.

Con gli occhi dei neutrini. Queste particelle non sono più soltanto un oggetto di studio dei fisici, ma uno strumento pratico per gli astronomi.

Geni, cultura e dieta. Biologia e cultura non hanno agito in modo indipendente nello sviluppo della nostra dieta: recenti studi dimostrano che la loro interazione è stata fondamentale.

La visione cieca. Alcune persone che hanno perso la vista per un danno cerebrale reagiscono alle espressioni dei volti e aggirano ostacoli, anche se non ne sono consapevoli.

Inoltre, con Le Scienze di luglio, a richiesta e a pagamento:

– il 5° DVD della serie in 6 dischi “La conquista dello spazio”, intitolato “Un impegno internazionale”, dalla collaborazione post Guerra Fredda ai primi Ariane.

Negli anni Novanta l’attività spaziale si intensifica e le missioni si susseguono a ritmo incalzante. L’ESA realizza i lanciatori della famiglia Ariane, la NASA prosegue il programma shuttle, partono sonde verso Marte, Giove e il Sole, e i cosmonauti dell’ormai ex Unione Sovietica stabiliscono nuovi record di permanenza nello spazio a bordo della stazione MIR. Con la fine della Guerra Fredda prende forma la collaborazione internazionale che darà vita alla Stazione spaziale internazionale (ISS), mentre l’Italia, che nel 1992 ha mandato in orbita il suo primo astronauta, Franco Malerba, festeggia il successo scientifico del satellite BeppoSAX per lo studio del cosmo a raggi X. Altri due osservatori a raggi X, l’americano Chandra e l’europeo XMM Newton, vanno in orbita nel 1999.

– il 38° volume della collana “Biblioteca delle Scienze”, “I have landed”, l’ultima antologia di articoli ed editoriali del celebre evoluzionista e intellettuale americano Stephen J. Gould.

Si può essere allo stesso tempo grandi scienziati, acuti intellettuali e narratori affascinanti? La biografia di Stephen J. Gould – paleontologo, zoologo, biologo evoluzionista, storico della scienza, scrittore di successo e intellettuale di riferimento per molti pensatori – dimostra che «sì, è possibile». Certo, è un incrocio di qualità raro come alcune contingenze fondamentali per la storia della vita sulla Terra, una storia che Gould ha raccontato senza eguali. Ma, come ha sottolineato spesso lo stesso Gould nei suoi scritti, è bene lasciarsi ammaliare e stupire dalle infinite possibilità della vita, invece che rinchiudersi in un fatalismo che non ha senso alla luce dell’evoluzione.
Oggi, quando si parla di Gould l’uso del passato purtroppo è d’obbligo. Il paleontologo newyorchese è scomparso nel 2002, all’età di sessant’anni, lasciando un grande vuoto umano e culturale. L’unica consolazione è la sua sterminata produzione letteraria tra libri ed editoriali per riviste e giornali, tra cui «New York Times», «Time» e «Natural History», in cui Gould condivide le sue riflessioni sulla teoria dell’evoluzione per selezione naturale pubblicata da Charles Darwin nel 1859 e sull’impatto di questa teoria sulla società, oltre a cimentarsi con successo come storico della scienza e osservatore del mondo che cambia.
Gli articoli di Gould sono stati via via raccolti in una serie di antologie, curate dallo stesso autore. Allegata al numero di luglio di «Le Scienze» troverete la decima e ultima antologia: I have landed. Il titolo riprende una frase scritta su una piccola grammatica di inglese dal tredicenne Joseph Arthur Rosenberg, nonno materno di Gould, originario dell’Ungheria, al momento del suo sbarco a Ellis Island, l’isolotto di New York dove arrivavano gli immigrati, nel 1901. Ed è commovente il primo saggio di questa antologia, in cui il nipote, prendendo proprio come spunto la frase del nonno, racconta la storia della sua famiglia tracciando un parallelismo con la storia della vita sul pianeta, un vero manifesto della struttura narrativa di Gould, in cui alle riflessioni sulla teoria dell’evoluzione si affiancano spesso e volentieri richiami profondi e puntuali sia ad altri campi del sapere scientifico sia ad arte, letteratura e storia del mondo, quella fatta dagli uomini.
Per un macabro scherzo del destino, nel 2001, anno di pubblicazione negli Stati Uniti di I have landed, con cui Gould voleva festeggiare il centenario dell’arrivo in terra americana del nonno materno, New York, tanto cara al paleontologo, subiva l’attacco al World Trade Center. A questo tragico evento è dedicato l’ultimo saggio della raccolta, insolitamente breve. Poche parole ma nette e profonde fanno appello all’umanità, in aperto contrasto con le tante parole di vendetta ascoltate sui mezzi di comunicazione: «E adesso noi vinceremo – scrive Gould – perché l’umanità comune gode di un vantaggio schiacciante: milioni di brave persone contro ogni malvagio psicopatico. Ma prevarremo solo se riusciremo a mobilitare questa latente bontà, in una vigilanza attiva e permanente».
Tra il saggio di apertura e quello di chiusura, nelle oltre 400 pagine di questa antologia ci sono scritti che offrono uno spaccato dello stile di Gould, della sua curiosità, acume, sapere enciclopedico (oltre alla passione per lo sport, il baseball su tutti) e impegno politico. Che sia una mini-biografia intellettuale di personaggi legati alla teoria dell’evoluzione, un approfondimento del rapporto tra discipline umanistiche e scientifiche, l’analisi di un approccio intellettuale, oppure un articolo di opinione, I have landed è un appello a quella Repubblica delle Lettere immaginata dagli studiosi del lontano passato come strumento di unione, in un mondo diviso e in perenne conflitto.
Per sua ammissione, Gould ha riscoperto la Repubblica delle Lettere nel rapporto con i lettori, fondamentale per la sua attività di scrittore. Ora i lettori dovranno cavarsela da soli, leggendo e rileggendo le pagine meravigliose di uno degli intellettuali più importanti della nostra epoca.

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